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Posts Tagged ‘la7’

Se la magistratura sospetta che un suo componente abbia commesso dei reati e procede contro di lui, è la dimostrazione che la magistratura funziona“. Così il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, replica, nel corso di Otto e Mezzo (La7), al giornalista di Repubblica, Vittorio Zucconi, secondo cui, a proposito delle indagini a carico del pm di Napoli Woodcock, “quando la magistratura è costretta a intervenire per indagare sulla magistratura, è sempre una brutta notizia per tutti”. (altro…)

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Consip? E’ un caso grave. Che differenza c’è tra mafia e politica, se chi fa il suo dovere di testimoniare come Luigi Marroni viene fucilato?”. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che, durante Otto e Mezzo(La7), in un dibattito col vicedirettore dell’Espresso, Marco Damilano, e il presidente di Rcs Libri, Paolo Mieli, analizza il caso Consip. “Ci sono 5 persone indagate per fatti gravi e non per aver sbagliato una nomina” – spiega Travaglio – “Dei 5 indagati uno fa il ministro, uno fa il comandante dell’Arma dei Carabinieri, uno capeggia i Carabinieri della Toscana, uno è il padre di Renzi, uno è il braccio destro del padre di Renzi(altro…)

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Il dato vero di queste amministrative? E’ che il centrodestra italiano, a differenza del centrosinistra, ingoia qualsiasi rospo. Quando deve vincere, si presenta unita. Se domani a Salvini dicessero che per essere al governo si deve vestire da muflone e canticchiare i Ricchi e Poveri, lui lo farebbe”. E’ il commento del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, intervenuto a Otto e Mezzo (La7) assieme al filosofo Massimo Cacciari e il notista politico del Corriere della Sera, Massimo Franco. “Il centrosinistra invece” – continuala firma del Fatto – “sta passando il tempo, anche in queste ore, a litigare. (altro…)

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Confronto a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il leader di Articolo Uno-Mdp, Pierluigi Bersani. “La grande sfida di Bersani e del suo nuovo partito” – osserva Scanzi – “è quello di convincere coloro che si sono allontanati dal Pd, almeno 4 anni fa. E’ difficile, però, che la strategia di Bersani possa funzionare, ma è plausibile. Grillo, al di là dei suoi toni, che sono quasi sempre discutibili, ha ragione quando dice che il Pd ha dilapidato larga parte del suo consenso e ha sottovalutato sistematicamente, come forse anche Bersani nel 2013, la forza, l’entità e la durevolezza del M5s. (altro…)

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“Dopo una settimana di notizie sulle indagini si è già deciso chi sono i colpevoli: non i ladri ma le guardie”. Lo ha detto il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ospite della trasmissione condotta da Lilli Gruber su La7, Otto e mezzo. Al centro del dibattito il caso Consip e il ruolo del pm John Henry Woodcock.  “Con quale fiducia  – ha aggiunto il direttore del Fatto – dovremmo seguire i processi alla camorra, visto che a seguirli sono gli stessi magistrati che quando s’imbattono in un politico diventano improvvisamente degli incapaci e dei cialtroni”. (altro…)

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Da eccesatira.blogspot.it

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PIÙ che una “manifestazione di interesse” sarebbe un’ennesima manifestazione di conflitto di interessi. La disponibilità di Mediaset ad acquisire Telecom Italia Media, che controlla La7 e Mtv, dimostra che la tv generalista non è superata. Sbaglia chi la ritiene ormai finita a vantaggio di Internet e degli altri nuovi media. Questa è invece l’ultima roccaforte di un potere in declino, la piattaforma ideologica su cui s’è fondato il regime televisivo che ha dominato l’Italia nell’ultimo infausto ventennio. Si tratta, verosimilmente, di un fuoco di sbarramento che ha un duplice obiettivo: da una parte, eliminare un pericoloso competitor sul mercato degli ascolti televisivi e della raccolta pubblicitaria; dall’altra, soffocare un terzo polo tv capace di fare opinione e influire sulle scelte elettorali. È, quindi, ancora una volta un problema di concentrazione, di pluralismo e di libera concorrenza. Una questione politica e nello stesso tempo economica. (altro…)

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Il nome del programma è cambiato, ma il format e i conduttori sono gli stessi: quelli che hanno portato al successo della trasmissione l’anno scorso e di cui la Rai ha deciso di fare a meno (in favore di qualche fiction nazionalpopolare, di qualche pacco e paccottiglia ..).

Dagli elenchi di parole, alle parole scelte per indicare il presente, quello che c’è e che non vorremmo vedere più e quello che non vediamo più e vorremmo avere ancora.
Favino, che a breve diventerà padre e che augura alla figlia un mondo fatto di strade, case, nuvole, prosciutto ..
Fazio che invece si augura che nel mondo in cui crescerà non si trovino più“Burlesque, faccendiere, escort, spread, briffare, esclusivo, tele-voto, tempistica, padania, movida”. 
Ma la puntata inizia con Saviano che si toglie un sassolino dalla scarpa: con la parola interloquire. La ndrangheta che al nord interloquisce con tutte le forze politiche, lega compresa. Lo dice l’inchiesta che ha coinvolto l’ex tesoriere Belsito, che si era rivolto ai broker del clan De Stefano per investire i soldi. (altro…)

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“Ma come fa Amato a parlare di pensioni e di sacrifici? Lui che prende 31mila euro al mese. Il futuro è in mano ai giovani di 20 anni, non di questi vecchi”.

Da cadoinpiedi.it

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Dopo Michele Santoro e Paolo Ruffini, anche la conduttrice di Parla con me starebbe per approdare alla tv in chiaro di Telecom. Entro martedì prossimo la decisione, alla vigilia del cda di Viale Mazzini. Rimane Floris con Ballarò e sembrano superati gli ostacoli per il rinnovo di Report.

ROMA – Serena Dandini è a un passo dall’uscita dalla Rai per approdare a La7. Il nuovo, possibile nuovo divorzio da Viale Mazzini andrebbe ad aggiungersi ad altri addii eccellenti: quello di Michele Santoro, 1 che l’11 settembre parlerà del suo nuovo progetto multipiattaforma, e diPaolo Ruffini 2, passato da Raitre alla direzione della tv in chiaro di Telecom.   (altro…)

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Finalmente Giovanni Stella, amministratore delegato di Telecom Italia Media e quindi di La7, noto esperto di banani, ha ufficializzato i motivi del mancato ingaggio di Michele Santoro. In un’intervista al Giornale, il popolare “Canaro” spiega testualmente: “Con Santoro non abbiamo chiuso il contratto solo perché lui pretendeva libertà assoluta… facile chiedere la libertà con i soldi degli altri”. Si prega di soffermarsi sui vocaboli “solo”, “pretendeva” e “libertà”. Soltanto nello Stato semilibero di Bananas un dirigente di successo, braccio destro di un top manager del calibro di Franco Bernabè, può mettere nero su bianco, per giunta sul quotidiano del premier, che la libertà è una pretesa.
Talmente assurda da giustificare di per sé (“solo”) il mancato approdo nella sua tv del giornalista televisivo più noto, affermato e redditizio presente sul mercato. (altro…)

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Ma Paolo Garimberti e Lorenza Lei sono italiani? Abitano in Italia il presidente e il direttore generale della Rai? Vivono tra noi, condividono le nostre preoccupazioni e i nostri discorsi? Se la risposta è sì, come suppongo, allora è davvero inspiegabile come possano consentire che in questi giorni la stessa Rai, al di là della più scheletrica informazione sui fatti, lasci il Paese al buio, senza cercare di spiegargli a fondo quanto sta capitando.
Ma com’è possibile? L’Italia è alle prese con i momenti più difficili che le sia capitato di attraversare da vent’anni a questa parte, un’intera epoca storica sta probabilmente finendo sotto i nostri occhi mentre si apre un avvenire di allarmante incertezza, e che cosa fa l’Ente radiotelevisivo pubblico per consentire agli italiani di farsi un’opinione, di esprimere un giudizio? In pratica nulla. (altro…)

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La tv pubblica perde pezzi. Fazio: gravissimo. Il direttore della terza rete che aveva difeso Gabanelli Saviano e Dandini si è dimesso. L´allarme di Floris e dei politici dalla mattinata di ieri: “Se va via un regalo a Berlusconi”

È in un palazzo quasi deserto, prima del weekend, che il direttore di RaiTre Paolo Ruffini dà il suo addio alla tv pubblica. Dopo giorni di riflessioni, polemiche, l´offerta di passare a La7, la decisione è presa. Ruffini è andato dal direttore generale della Rai Lorenza Lei a rassegnare le dimissioni: il futuro sarà nella rete di Lerner e Mentana. L´accordo è raggiunto, c´è la firma. Si chiude un´era per il servizio pubblico (Ruffini era alla guida di RaiTre dal 2002); il terzo polo, con il suo arrivo come direttore a La 7 diventa realtà. Per il servizio pubblico l´ennesimo smacco, la rete con il pubblico più fedele è in alto mare. Ora si aprirà la guerra per la successione. (altro…)

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RICATTO DI GOVERNO.
 
Nel giorno del no a Santoro, scompare dalla manovra una norma ammazza-Telecom sulla rete telefonica. Giovedì salta l’accordo con il giornalista e, miracolo, il progetto non c’è più.
 
La metafora di Giovanni Stella, confezionata un mese fa per il Fatto, annunciava la discesa in campo (televisivo) di Telecom: io aspetto paziente sotto il banano-Rai che ne scendano i macachi-conduttori. L’amministratore delegato di Telecom Italia Media rompeva il bipolarismo di Rai e Mediaset: ecco, diceva, La7 è disposta a prendersi il gruppo di giornalisti che il servizio pubblico e il Biscione, per motivi diversi ma di uguale matrice (il Cavaliere), non vogliono e non possono permettersi. Stava nascendo una televisione all’apparenza poco controllabile per il Silvio Berlusconi imprenditore e politico, ma estremamente influenzabile per la sua versione di capo del governo. La trattativa con Michele Santoro era chiusa, mancava un tratto di penna: la firma (alle prime voci, il titolo di La7 crebbe in un giorno del 20%; l’altroieri, al niet, ha perso il 4 e ieri il 3). (altro…)

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Telecom Italia Media annuncia di aver sospeso la discussione con il conduttore di Annozero sul suo possibile arrivo sul settimo canale. “Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni, ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto la rete a ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.

”Siamo di fronte ad una nuova, eloquente e inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse”. Michele Santoro non ha dubbi sulle motivazioni che hanno spinto La7 a interrompere con lui le trattative. “Un accordo praticamente concluso – prosegue il giornalista -, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale. Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”. (altro…)

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Per tamponare le perdite di Santoro e compagnia viale Mazzini ha bisogno di liquidità. E paga Pantalone.

 Privatizzare i profitti, socializzare le perdite. Anche quando derivano dall’incapacità di un management che non sa come barcamenarsi tra i desiderata della politica e le esigenze dell’Auditel. Questo sembra sia, anche in tempi come questi, l’attuale piano del governo per ripianare il rosso della Rai e tamponare le perdite che si preparano per la nuova stagione televisiva, a causa delle defezioni sicure di Santoro e del suo staff e di quelle probabili di Fazio, Floris e Gabanelli. Ne parla Carmelo Papa su Repubblica:

Il ministro alle Comunicazioni Paolo Romani ha chiamato il direttore generale Rai Lorenza Lei per congratularsi del benservito a Michele Santoro, per aver compiuto «con successo» la missione nella quale aveva fallito per due anni l’ex Mauro Masi, l’impegno (verbale) è stato preso. La dg le congratulazioni le ha incassate, ma ha anche esternato tutte le sue preoccupazioni per le prospettive non rosee dell’azienda di Viale Mazzini. (altro…)

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Berlusconi accontentato. Santoro mandato via con una transazione. Chiude il programma d’informazione più visto.

D omenica scorsa Antonio Verro, un amico di Berlusconi piazzato nel cda di viale Mazzini, dichiara al nostro Carlo Tecce: “Ho criticato mille volte Michele Santoro, ma se andasse a La7 non sarei felice perché i risultati di ascolto sono eccezionali”. Verro non poteva spiegare meglio la tecnica di uno scempio annunciato. Grazie alla sentenza di un giudice, la Rai si ritrova tra le mani una miniera di popolarità, di ascolti e di introiti pubblicitari, Annozero, che alla fine riesce finalmente a chiudere. Stremato, l’artefice dei “risultati d’ascolto eccezionali” accetta una transazione e viene accompagnato alla porta dal nuovo direttore generale che completa, nel sollievo dei piani alti, l’indefessa opera del predecessore .  (altro…)

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Il premier: «Siete disgustosi, un postribolo televisivo»
Il conduttore: «Lei ha offeso abbastanza, adesso basta»

MILANO – Ieri sera intorno a mezzanotte è andata in onda su «La7» una rissa televisiva fra il presidente del Consiglio e Gad Lerner, conduttore di «L’Infedele».
Il premier, a sorpresa, telefona in diretta in trasmissione e subito dopo i saluti passa all’attacco: «Mi hanno chiamato invitandomi a sintonizzarmi sull’Infedele. Sto vedendo una trasmissione disgustosa, con una conduzione spregevole, turpe, ripugnante».

Gad Lerner ribatte, anche lui molto duro: «Ha già insultato abbastanza, perché non va dai giudici invece di insultare?». Ma Berlusconi non si ferma e il duetto prosegue con scambi al vetriolo. Il premier accusa il giornalista di avanzare «tesi false e distorte, lontane dalla realtà». Lerner prova la via istituzionale: «Essendo lei anche il mio presidente del Consiglio la invito a moderare i termini». Ma Berlusconi non raccoglie e parte con una accorata difesa di Nicole Minetti, l’igienista dentale che proprio lui aveva imposto nel listino blindato del presidente Formigoni alle scorse elezioni amministrative in Lombardia, e che ora siede in consiglio regionale ma si trova anche indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione nell’inchiesta sul caso Ruby. (altro…)

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