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Posts Tagged ‘l’aquila’

terremoto_abruzzo_palazzo_del_governo

Davvero una sentenza, per essere giusta, dev’essere “coraggiosa”? L’ha detto Roberto Saviano, comprensibilmente sconcertato da quella sulle minacce lanciate a lui e a Rosaria Capacchione dagli avvocati di due boss casalesi. Perché il Tribunale di Napoli abbia assolto i boss e condannato solo un avvocato, lo scopriremo dalle motivazioni, anche se è probabile che i giudici abbiano ritenuto insufficiente la prova che il legale fosse stato incaricato dai suoi clienti di lanciare quegli avvertimenti. Spesso l’insufficienza di prove è un comodo rifugio per giudici pavidi. Ma – vedi caso Cucchi – può anche nascondere altro: indagini malfatte, oppure depistate da imputati inquinatori e/o falsi testimoni e/o apparati dello Stato. (altro…)

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L'AquilaPuò una vittima essere colpevole? A L’Aquila 309 morti e 1600 feriti furono il tragico saldo di una scossa di proporzioni devastanti della quale naturalmente non può essere imputata la scienza, ma certamente la catena di comando della Protezione civile che si costituì nelle settimane precedenti quasi come un’associazione per la tutela del silenzio. Sopire anzi “zittire, placare le illazioni, le preoccupazioni”: questo fu l’impegno che Guido Bertolaso, uomo tuttofare e plenipotenziario di Berlusconi, indicò come indirizzo di governo. Oggi, dopo cinque anni e più da quel tragico 6 aprile 2009, il silenzio dettato al telefono è stato assolto. La sentenza di appello capovolge il verdetto di primo grado e scioglie ogni dubbio. I morti hanno torto.   Stessa sorte che è toccata nelle settimane precedenti a Stefano Cucchi, anch’egli deceduto in carcere per colpa sua. E saranno figlie dello scirocco di quest’autunno pure le minacce dei boss della camorra Bidognetti e Iovine a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione. L’avvocato dei boss condannato, ma i suoi clienti liberi dalla colpa.  (altro…)

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Il balconeIL TRIBUNALE VIETA DI AFFACCIARSI DAI TERRAZZINI IN 5 NEW TOWN SU 19 LA PARABOLA DEGLI ALLOGGI REALIZZATI DOPO IL SISMA DEL 6 APRILE 2009.

 Il 3 settembre scorso ci aveva pensato il sindaco de L’Aquila a vietare ai cittadini di affacciarsi dai balconi. Ieri invece è intervenuta la magistratura che ha avviato l’operazione “sigilli” che interessa 800 terrazzine in cinque New Town sulle 19 realizzate dopo il sisma del 6 aprile del 2009. Si tratta di una serie di alloggi – fatti costruire dall’ex premier Silvio Berlusconi, per gli sfollati che rimasero senza abitazione a seguito del sisma adesso non potranno neanche affacciarsi alla finestra: sono stati montanti anche i tubi innocenti alle finestre del piano terra per impedire fisicamente il passaggio al balcone in modo da evitare il rischio di rimanere colpiti dal crollo di quelli del piano superiore. L’operazione “sigilli” è stata avviata dopo il maxi sequestro delle 800 strutture esterne disposto dal gip del Tribunale de L’Aquila nell’ambito dell’inchiesta aperta a seguito del crollo di un balcone in legno del 2 settembre scorso. (altro…)

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L'AquilaNella cricca l’ex vice di Bertolaso e una funzionaria dei Beni culturali Così avevano infiltrato un emendamento nella legge del governo Letta.

L’AQUILA – L’ultima cricca scoperta a L’Aquila era negli uffici regionali del ministero dei Beni culturali. E non prendeva solo mazzette (180 mila euro per un appalto da 19 milioni per la chiesa delle Anime Sante): era arrivata al punto di scrivere un emendamento a un’ordinanza della presidenza del consiglio sulle regole della ricostruzione. La correzione dell’articolo 2 — poi consegnata agli uffici dell’allora premier Enrico Letta — avrebbe reso la Curia aquilana stazione appaltante di 500 milioni di euro di lavori pubblici (per la ricostruzione di 195 chiese) senza dover rispettare il codice degli appalti. Luciano Marchetti, ex vicecommissario alla ricostruzione, Alessandra Mancinelli, funzionaria del Mibac, Giuseppe Di Girolamo, dirigente ministeriale, e gli imprenditori Massimo Vinci e Patrizio Cricchi erano quasi riusciti nell’intento attivando quella che uno di loro chiama «massoneria cattolica» — come emerge da una intercettazione effettuata dalla squadra mobile dell’Aquila — e soprattutto strumentalizzando tutti i vescovi dell’Abruzzo e del Molise, con un ruolo da protagonista per monsignor Giovanni D’Ercole, oggi vescovo di Ascoli e fino a poche settimane fa vescovo ausiliare dell’Aquila. (altro…)

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Onna

IL TERREMOTO UCCISE E FECE CROLLARE LE ABITAZIONI, POI È STATA DISTRUTTA LA SOCIALITÀ NEI QUARTIERI TEMPORANEI REALIZZATI CON IL PROGETTO C.A.S.E., FIORE ALL’OCCHIELLO DI BERLUSCONI, GLI ANZIANI VAGANO COME ANIME SMARRITE PER LE STRADE SENZA MARCIAPIEDI.

C’è una frase che più di ogni altra fotografa lo stato d’animo degli aquilani cinque anni dopo le 3,32 di quel 6 aprile del 2009 quando il sisma, magnitudo 5.9 della scala Richter cancellò la vita di 309. “In un convegno mi chiesero: cosa vi ha spaventato più del terremoto? Ho risposto: il dopo terremoto”. È il commento che Raffaela Coccia affida al gruppo su Facebook “Sei aquilano se…”, fondato da Angela Schiavone e Francesca Romano a fine gennaio 2014 e che oggi conta oltre 16 mila iscritti. Un luogo virtuale per restare aggrappati, come esuli alla propria terra. Cittadine e cittadini, espropriati dei loro luoghi, del sentire comune, dei loro diritti, del bisogno di dialogare per condividere i piccoli e i grandi gesti quotidiani, il ricordo di quel dolore mai sopito. (altro…)

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L’ANNIVERSARIO del terremoto dell’Aquila ci riporta a quel trauma; ma ancora di più alle inverosimili settimane successive alla catastrofe, nelle quali lo show della presunta ricostruzione sfrattò le macerie e i morti dalla scena pubblica. Il povero Silvio di quella scena oggi è ai margini, come merita; ma abbiamo dimenticato troppo in fretta quel tragicomico spaccio di illusioni, il vaniloquio sulle “new town”, lo spumante nel frigo dei prefabbricati, le dentiere regalate “di tasca sua” alle vecchine, la millantata efficienza di miracolosi rimedi che, rispetto al vecchio e cinico fatalismo italiano, erano solo più telegenici, e giovevoli allo share televisivo ed elettorale. (altro…)

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iaconaIn Italia, per la ricostruzione de l’Aquila e dei centri attorno servono molti soldi, circa 2 miliardi di euro.
Servono soldi anche per la ricostruzione delle cittadine emiliane terremotate, per la messa in sicurezza dei fiumi. Sono stimati danni per 12 miliardi, la CDP ne ha messi 6 sulla carta, ma i soldi reali sono solo 300 ml.
Soldi che dovrebbero essere spesi per evitare che dopo altre eventi metereologici imprevisti, case e capannoni finiscano nuovamente sott’acqua.

Ma i soldi non ci sono, questo si sente ripetere.
Presa diretta è tornata a l’Aquila per vedere come sono stati spesi i soldi per la ricostruzione, e la risposta è che sono stati spesi male. Sono  stati aperti diversi filoni di inchiesta, dalla magistratura e dalla polizia giudiziaria:  a cominciare dai rimborsi ai politici e ai gruppi parlamentari. (altro…)

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L'AquilaCinque anni di tangenti, appalti truccati earresti: il terremoto èdiventato un bancomat
L’inchiesta.

L’AQUILA-L’APPALTO è di 30 milioni e basta poco per portarlo a casa. Sessantamila euro, da consegnare a un capo della Protezione civile. In fondo, si tratta solo dello 0,2%». C’è anche la musica, nel bar. Protegge da orecchie indiscrete. Fin che si tratta di parlare, va bene questo bel locale dell’Aquila. Ma per consegnare i soldi meglio trovarsi a Padova, nella hall dell’hotel Crown Plaza. «Gli ho dato i soldi, avvolti in un giornale, il Sole 24 Ore. (altro…)

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L'Aquila“Destinata a tre politici”. E il leader Confcommercio si barrica per protesta nella sede di Bankitalia.

L’AQUILA— Una tangente da un milione di euro destinata a tre politici. Soldi del terremoto usciti dalle casse del Comune dell’Aquila, versati per un lavoro durato appena 20 giorni (i puntellamenti di palazzo Carli). Una mazzetta nascosta da una fattura “truccata”, necessaria per far finire i soldi su un conto “fittizio”, il conto di “servizio” di una banca, la Banca popolare di Verona. «È stato utilizzato un giro contabile tra l’azienda, la banca e il Comune per eludere la tracciabilità obbligatoria dell’operazione e far arrivare soldi su quel conto…», scrive la squadra mobile in una informativa. (altro…)

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Cecigian

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Nei giorni che seguirono al terremoto de L’Aquila, nell’aprile 2009, questo giornale titolò in prima pagina: “Fate schifo”. Tale era infatti il disgusto provocato da quell’imprenditore che tutti ascoltammo mentre al telefono gioiva con un suo degno compare per i soldi che sarebbero piovuti sotto forma di appalti e mazzette su quelle macerie e su quei morti. Nessuno poteva immaginare che lo schifo sarebbe tracimato investendo in pieno la giunta aquilana quasi cinque anni dopo in seguito all’indagine della Procura e agli arresti di politici e funzionari. L’esultanza dell’ex assessore raggiante per la fortuna che a gente come lui deriverà dall’immane tragedia non è soltanto sciacallaggio. (altro…)

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Il progetto

Ecco il dossier di Bruxelles: le new town costate il 158% in più dei prezzi di mercato.

UN DANESE ha perlustrato l’Abruzzo del dopo terremoto per tre anni, ha visitato una spettrale città chiamata L’Aquila, poi ha steso un report che è diventato un documento d’accusa contro la ricostruzione. Tutto esasperatamente costoso. E per di più tutto fatto in nome della legge. Un dossier della commissione di controllo del bilancio di Bruxelles racconta la fiera dello spreco dopo la notte del 6 aprile 2009. Case troppo care, fondi comunitari spesi male, norme violate, materiali scadenti, appalti sospetti. Firmato Søren Søndergaard, deputato europeo della Sinistra unitaria, inviato in Italia per verificare come è stato usato il denaro dei contribuenti dell’Unione. (altro…)

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L'Aquila

Fantasmi sotto i portici, solo le ombre riempiono le strade de L’Aquila, la città inutile. Domani saranno quattro gli anni che ci separano da quella frustata, la scossa che sommerse di pietre 309 persone. Sono gli anni della nostra ultima vergogna, che raccontano la cattiva coscienza degli italiani e anche – perché tacerlo? – la disposizione spesso supina degli aquilani ad accogliere tra le braccia ogni scempio, e ritrovarsi disperati dopo che i soldi hanno imbiancato le strade come fiocchi di neve del Gran Sasso. Arrivo a Preturo e guardo l’aeroporto, la pista che doveva dare all’Aquila ferita ali nuove, per tornare a volare. Ci è atterrato Berlusconi quando era presidente muratore, poi, raccontano, una volta l’imprenditore Barilla e infine il nulla. (altro…)

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Franco GabrielliForse il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, ex prefetto de L’Aquila, quello che denunciò per “manifestazione elettorale non autorizzata” i cittadini aquilani che portavano via sulle carriole le macerie dal centro storico visto che in due anni nessun’autorità aveva provveduto, ha le idee un po’ confuse. L’altroieri, dopo aver rilanciato l’allarme dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) su un possibile terremoto “nelle prossime ore” in Garfagnana, che ha innescato la psicosi delle autorità locali, fino all’ordine del sindaco di Castelnuovo a 30 mila persone di uscire di casa e di restare all’addiaccio per tutta la notte, ha dichiarato: “È il frutto avvelenato della sentenza de L’Aquila”: quella che ha condannato in primo grado per omicidio colposo plurimo i sette scienziati della commissione Grandi Rischi per il famigerato “vertice” del 1 marzo 2009. Ora i casi sono due: o Gabrielli non ha letto le 946 pagine della sentenza; oppure le ha lette e non le ha capite. Il primo caso sarebbe già grave, ma il secondo sarebbe gravissimo perché significherebbe che siamo sempre in mano a dilettanti allo sbaraglio. (altro…)

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Il terremoto in Abruzzo e a L'Aquila e i componenti la CommiQuando il Tribunale de L’Aquila condannò i sette “scienziati” della Grandi Rischi per omicidio colposo nel terremoto del 2009, politici, stampa e tv all’unisono insorsero sdegnati contro la pretesa di processare la Scienza per non aver previsto un evento notoriamente imprevedibile. Ora che le 946 pagine di motivazioni fanno a pezzi la bufala, spiegando che la condanna era semmai per aver previsto che il terremoto non ci sarebbe stato, rassicurando decine di aquilani che la notte della scossa mortale restarono a casa propria finendone sepolti, tutti tacciono. Incluso il cosiddetto ministro dell’Ambiente Clini, che paragonò i condannati a Galileo Galilei. L’unico che ancora parla, anzi scrive, e insiste, è Pigi Battista. Naturalmente le 946 pagine non le ha lette o, se le ha lette, non le ha capite. (altro…)

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A leggere i giornali e a sentire i politici, il giudice Marco Billi che ha condannato i sette membri della cosiddetta commissione Grandi Rischi a 6 anni di carcere per omicidio colposo, per aver disinformato la popolazione de L’Aquila sei giorni prima del terremoto che uccise 300 persone e ne ferì migliaia, è un matto. Ha emesso una “sentenza choc” (Messaggero ), anzi “shock” (Repubblica ) e fatto un “processo alla previsione” (Repubblica ), condannando gli esperti perché “non avevano sfere di cristallo” (Libero ). Poi c’è il Giornale dell’ottimo Sallusti, che non distingue il monocratico dal collegiale: “Giudici da pazzi: è tutta colpa dei sismologi” perché “non leggono il futuro”. La sentenza – sentenzia il noto giurista Cappellini sul Messaggero – “è una ferita alla logica, al buon senso e allo Stato di diritto”. Ed è pure “rischiosa” (Greco, l’Unità), “incomprensibile da un punto di vista scientifico e diseducativa” perché “d’ora in poi “sarà sempre allarme” (Tozzi, La Stampa). (altro…)

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Mi sono detta che bisogna andare all’Aquila, per vedere attraverso questa lente speciale come l’Italia rischia d’affrontare i disastri: il disastro che colpisce oggi l’Emilia, ma tante altre sventure. Andare all’Aquila è scoprire che storia sciagurata c’è dietro l’oggi, se non schiviamo tutti assieme il baratro in cui è stata gettata la bellissima capitale dell’Abruzzo, dopo la scossa che l’ha frantumata il 6 aprile 2009 alle 3 e 32 di notte. Mi sono accinta dunque a una sorta di archeologia del presente: per giudicarlo nelle sue stratificazioni, per non scordare l’Aquila pensando l’Emilia. Perché di questo muore ogni giorno di più la capitale abruzzese, e i 56 Comuni franati con lei: di una diffusa amnesia, di un’ipnosi senza fine. (altro…)

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Il Senatore della Repubblica Filippo Piccone, Pdl. Il Presidente della Provincia dell’Aquila Antonio Del Corvo, Pdl. L’Assessore della Regione Abruzzo Angelo Di Paolo, Pdl. Il Sindaco di Aielli Benedetto di Censo, centrodestra. Eccoli lì, mentre inaugurano il busto dello zio fascista di Gianni Letta, mentre gli intitolano la piazza, in una piazza deserta. Venti mila euro che sarebbero dovuti finire in ricostruzione e aiuti, e che invece sono stati destinati alla memoria di un inflessibile attuatore di leggi razziali, pezzo grosso di quel regime infame. Ecco la fotografia, ecco l’inaugurazione lampo, rapida, due parole e via, senza avvertire gli abruzzesi, di nascosto, di nascosto.

[Clicca per ingrandire –

Foto via Marsicalive – Il Centro – La Repubblica]

Da nonleggerlo.blogspot.com

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Ana Paola Fulcheri di Morcone.

L’Aquila, è una dei quattro sopravvissuti della casa dello studente crollata il 6 aprile 2009. E’ la prima ad aver terminato il corso di studi. “Questo risultato è anche per chi non c’è più”.

L’AQUILA – La seconda vita di Ana Paola Fulcheri, Anita per gli amici, è iniziata più di venti giorni fa: il 21 luglio. Il giorno della sua laurea. Tra sorrisi, abbracci e fotografie. Ed è iniziata lì proprio dove è finita la prima: all’Aquila. Lei, 24 anni, è una dei quattro sopravvissuti al crollo della Casa dello Studente, il 6 aprile del 2009. Ancora oggi, nonostante abbia voltato pagina (e nonostante la felicità per una laurea con il massimo dei voti e la consapevolezza di essere la prima laureata dei superstiti del crollo della Casa dello studente), appena prova a ricordare quel maledetto giorno, si commuove. Piange. Riesce solo a raccontare di essere rimasta tre ore sospesa nel vuoto. Ana Paola era sveglia e spaventata, mentre una parte di quel palazzo crollava a terra (portandosi via otto suoi amici). Aggrappata a ciò che rimaneva della sua stanza. Appena oltre la porta non c’era più nulla. Nulla. “Non c’era più il corridoio…”. Ricorda anche che non furono i vigili del fuoco o la Protezione Civile a salvarla. (altro…)

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A un anno dalla manifestazione romana in cui le forze dell’ordine usarono i manganelli sui manifestanti, la città torna a farsi sentire. Sempre gli stessi i motivi: non c’è lavoro, la ricostruzione è ferma, il futuro un’incognita.

L’AQUILA – Gli aquilani torneranno in strada a manifestare un anno dopo la manifestazione romana in cui le forze dell’ordine usarono i manganelli sui manifestanti. L’appuntamento è per domani, 7 luglio, alle ore 15 in Viale Corrado IV a L’Aquila.
Sempre gli stessi i motivi che spingono alla mobilitazione. “Non c’è lavoro e non c’è futuro, per i giovani semplicemente non ci sono prospettive – spiegano i ragazzi del comitato 3:32, promotori insieme ad altre associazioni della manifestazione-. I soldi per la ripresa socio-economica del cratere vengono sistematicamente dirottati altrove senza alcun imbarazzo: è il caso della sanità, della ferrovia, delle scuole e dell’università. (altro…)

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