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Protesta

Allevatori in piazza in tutta Italia: “Ci pagano 35 centesimi al litro, impossibile andare avanti”. E anche i ministri mungono le mucche L’allarme della Coldiretti: “Ogni giorno chiudono quattro stalle, dall’inizio della crisi abbiamo perso 32mila posti di lavoro”.

ROMA – Al Campidoglio c’era Carina, pura razza frisona, 650 chili di peso e molta pazienza: si è lasciata mungere da tre ministri (Poletti, Lorenzin, Galletti: lavoro, salute e ambiente), più un sindaco (Marino) e un presidente di regione (Zingaretti). A Milano, in piazza Affari trasformata per l’occasione in stalla, pronti a mungere c’erano il governatore Maroni e il ministro Martina (agricoltura), a Palermo il collega Orlando (giustizia). Venezia ha accolto le mucche e gli «sfidanti» alla regione Zaia e Moretti su una chiatta ancorata al molo di piazza San Marco. Ma da Torino a Bologna, da Firenze a Napoli le piazze d’Italia ieri sono state invase dagli allevatori. Protestano perché il prezzo che ricevono per un litro di latte crudo è «drammaticamente basso»: 35 centesimi, informa la Coldiretti «più o meno come una bottiglia d’acqua al supermercato».

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I prodotti contaminati vanno bel al di là della fascia intorno a Fukushima.

Roma, 21-03-2011
L’ Organizzazione mondiale per la sanita’ (Oms) ha affermato oggi che la situazione della contaminazione radioattiva di latte e alcune verdure a causa delle fughe dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima e’ “grave”.
Il governo di Tokyo ha annunciato che a quattro prefetture vicine alla centrale, danneggiata dal sisma e dallo tsunami che hanno devastato il nordest del Giappone, e’ stato ordinato di sospendere la distribuzione di latte e spinaci. (altro…)

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Fazio rassicura: “C’è un doppio filtro”. Domani un incontro a Bruxelles. La Germania cerca di rassicurare, ma l’allarme non si placa.

Uovo, carne di pollo e latte Uht: da oggi scattano in Italia i controlli per la contaminazione da diossina.
Particolarmente accurati in Emilia-Romagna, dove potrebbero essersi concentrate alcune partite provenienti dalla Germania.
Le autorità regionali tedesche, intanto, hanno cominciato a sbloccare gradualmente le attività degli allevamenti di pollame e suini che nei giorni scorsi erano stati chiusi per accertamenti a causa dello scandalo delle uova alla diossina, ma il governo federale ha messo in messo in guardia che sarebbe “prematuro” parlare di cessato allarme.

Berlino vuol fare piena luce

L’allarme, dunque, rimane e Berlino è decisa non solo a fare piena luce su questo caso, ma – per la prima volta – ha auspicato pubblicamente dure sanzioni contro i responsabili dello scandalo, confermando il sospetto di comportamenti “criminali” da parte di persone “senza scrupoli”.

In Italia, intanto, sono stati attivati i primi controlli del ministero della salute sulla catena alimentare e sono stati affidati ai 17 uffici periferici per gli adempimenti degli obblighi comunitari (Uvac).

I prossimi appuntamenti europei

Allo stesso tempo, cresce l’attesa per i prossimi appuntamenti a livello comunitario.

Già oggi, i produttori di mangimi europei incontreranno a Bruxelles rappresentati della Commissione Ue, mentre è in calendario per martedì e mercoledì prossimi una riunione degli esperti della Commissione sulla sicurezza della catena alimentare. (altro…)

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