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Posts Tagged ‘legambiente’

Puliamo il mondo

Liberiamo dai rifiuti e dall’indifferenza i centri storici e le periferie delle nostre città. Partecipa, un piccolo gesto fatto in molti cambia il mondo.

Puliamo il Mondo è un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione concreta, per chiedere e avere città più pulite e vivibili. Un piccolo gesto di  grande valore educativo che contribuisce a sviluppare senso civico. E’ l’edizione italiana di Clean up the world, www.cleanuptheworld.org, il più grande appuntamento di volontariato ambientale nel  mondo che, nato a Sydney nel 1989, coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. Dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia. (altro…)

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Paesaggi costieri

Il dossier

Dalla Liguria alla Calabria: centinaia di chilometri di litorale cancellati dall’urbanizzazione. Legambiente: “Correggere la legge Madia e aprire cantieri di riqualificazione per incrementare la nostra offerta turistica”.

Siete in vacanza al mare? Ci siete già stati o siete in procinto di andarci? In ogni caso, potrà interessarvi sapere che nella nostra amata penisola “spariscono” 20 metri di costa in media al giorno.
Più precisamente, vengono “divorati” da un mostro famelico che si chiama urbanizzazione e ha le sembianze del cemento. E purtroppo c’è da temere che la riforma della Pubblica amministrazione approvata recentemente dal Parlamento, introducendo il meccanismo del silenzio-assenso se le Soprintendenze non esprimono il proprio parere entro 90 giorni, finisca per alimentare questa voracità.

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Comuni-rinnovabili

Legambiente: «Ora liberiamo le Fer da burocrazia e barriere all’autoproduzione».

Fonti pulite in tutti i municipi italiani, in 10 anni passati dal 15,4 al 38,2% dei consumi elettrici.

Il decimo rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato con il contributo del Gruppo Asja e in collaborazione con il Gsee, analizza la mappatura delle rinnovabili in Italia e la loro crescita costante sul territorio e sottolinea che «negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Oggi gli impianti sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni italiani, con una progressione costante: erano 6.993 nel 2009, 3.190 nel 2007, 356 nel 2005 e con risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali». (altro…)

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La-Terra-che-vogliamoLegambiente: «L’Expo non sia la vetrina del peggio della globalizzazione, ma di esperienze virtuose».

Presentato a Milano il progetto Conversione e gli Ambasciatori del Territorio.

Secondo Legambiente, «Migliorare le nostre diete alimentari e raddoppiare nei prossimi 5 anni, estendendole dal 10 al 20%, le superfici italiane coltivate a biologico, l’unica agricoltura che può assicurarci cibo sano, libero da Ogm e pesticidi, e al tempo stesso aiutarci a contrastare i cambiamenti climatici e le altre gravi emergenze ambientali del Pianeta è un obiettivo che è alla portata dell’Italia, nei cui territori esistono già tantissime esperienze virtuose». Per il Cigno Verde chiede al ministro dell’agricoltura Martina e al governo di sostenere queste realtà con una serie di azioni concrete: «Fondi per la ricerca e sperimentazione di metodi di agricoltura biologica, formazione e istituzione in ogni regione italiana di liste di esperti in agricoltura biologica per l’assistenza tecnica alle imprese, promozione di almeno un biodistretto per regione in alleanza tra agricoltura, filiere agroalimentari e ricerca scientifica, agricoltura biologica nei Parchi».

Le proposte sono state avanzate oggi. a conclusione del viaggio del Treno Verde, con il progetto Conversione, presentato a Milano durante la Conferenza Internazionale  “La terra che vogliamo. Quale agricoltura per nutrire il pianeta?”, promossa da Legambiente e dal Comitato Scientifico Expo. (altro…)

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elettrodotto-italia-montenegro«Il Governo faccia chiarezza su un progetto inutile, costoso che aumenterà le bollette dei cittadini».

Dopo il Movimento 5 Stelle anche Legambiente contesta l’elettrodotto Italia-Montenegro, l’interconnessione energetica Villanova-Tivat attraverso un cavo sottomarino nell’Adriatico. Secondo gli ambientalisti, «Il progetto di elettrodotto tra Italia e Montenegro si sta rivelando sempre di più come un’opera solamente inutile e costosa a danno dei cittadini italiani – ha detto il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchin – Il Governo deve assolutamente fare chiarezza rispetto a un progetto dove le uniche certezze che si hanno sono preoccupanti per le imprese e i cittadini italiani. (altro…)

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Piazza-San-Marco-No-TrivGli ambientalisti italiani e S.O.S za Jadran: no alle trivelle e al decreto Sblocca Italia.

Concessioni su 49.000 Km2 di mare, decine di piattaforme già attive e altre in arrivo.

Greenepeace, Legambiente, Wwf Italia e la rete di associazioni croate S.O.S za Jadran (SOS Adriatico) hanno organizzato una manifestazione a Venezia, in piazza San Marco, per dire No alle trivelle in Adriatico. Alla manifestazione hanno partecipato centinaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo per ricordare che il bacino adriatico è uno solo e va tutelato attraverso un forte coordinamento internazionale.

Gli ambientalisti chiedono   «Un’azione più incisiva del Governo italiano nei confronti del Governo croato». A quanto risulta a Greenepeace, Legambiente, Wwf ed  S.O.S za Jadran:  «Il Ministero dell’Ambiente italiano a metà gennaio ha chiesto informazioni al Governo di Zagabria sui 9 progetti senza che però sia arrivata risposta; nel frattempo, invece, il Governo sloveno ha ottenuto di poter essere parte consultata nella Valutazione Ambientale Strategica». (altro…)

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No-Tav-21-febbraioMa il Cipe ha dato il via libera alla tratta italiana.

Mentre scriviamo ha preso il via a Torino la mobilitazione No Tav alla quale partecipa anche Legambiente  e Vittorio Cogliati Dezza e Fabio Dovana, rispettivamente presidente di Legambiente nazionale e presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta mandano un messaggio direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi: «La grande infrastruttura di cui l’Italia ha bisogno non è la linea ad alta velocità Torino-Lione o le numerose nuove autostrade previste in molte regioni. La vera emergenza è la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio per la mitigazione del rischio idrogeologico, insieme a un sistema efficace di trasporti urbani e periurbani per i pendolari. E’ urgente che il governo riorienti le risorse pubbliche concentrando la spesa su quelle che sono le vere priorità del Paese. (altro…)

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trafficoPolveri e ozono fuori controllo nelle città italiane. Cittadini esposti a livelli di smog ben oltre la soglia consentita dalla legge. Tutti i dati nel dossier di Legambiente.
Siamo solo alla fine di gennaio ma la situazione dell’inquinamento atmosferico del 2015 appare già fuori controllo. 32 capoluoghi hanno registrato, dall’inizio dell’anno ad oggi, oltre 10 giorni di superamento della soglia massima giornaliera consentita di PM10 e in 14 si è registrato un superamento un giorno su due. Tra queste città  troviamo tutti i principali centri urbani dell’area padana e alcune grandi città del centro sud, come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11).  Frosinone e Parma aprono la classifica delle più colpite dalle polveri sottili del 2015 con 20 giorni di superamento del limite.

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chiamparinoIl decreto si sta rivelando una scommessa persa che rischia di avere effetti nefasti sul nostro territorio.

Sono già 6 le Regioni – Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto –  che, entro il 10 gennaio, hanno deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale  la legge 166/2014 di conversione del decreto 133/2014, in particolare l’articolo 38 del decreto Sblocca Italia che sceglie le trivelle per fare cassa a spese dell’ambiente. Come sostenuto e richiesto da Legambiente, Fai, Greenpeace, Marevivo, Touring Club Italiano e Wwf ed associazioni e comitati locali, le Regioni stanno decidendo di contrastare la forzatura, voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, e  secondi gli ambientalisti e le Regioni «Contraria al Titolo V della Costituzione, che bypassa l’intesa con le Regioni e stabilisce corsie preferenziali e poco trasparenti per le valutazioni ambientali e per il rilascio di concessioni uniche di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Trivellazioni che potrebbero interessare anche il territorio piemontese con diverse richieste di ricerca ed estrazione di idrocarburi».

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popoloinquinato_ecoreatisubito
Legambiente, Libera, e altre 23 associazioni lanciano un appello a Pietro Grasso: i delitti ambientali nel codice penale subito! Firma la petizione su http://www.change.org/legambiente-ecoreati.
Al presidente del Senato Pietro Grasso, ai presidenti delle commissioni Ambiente e Giustizia, chiediamo di approvare subito i delitti ambientali nel codice penale. Chiediamo ai cittadini di sostenerci in questo appello, firmando la petizione In nome del popolo inquinato.

Ai senatori Grasso, Palma e Marinello chiediamo di porre fine a una grave anomalia: nel nostro Codice Penale non esistono né il delitto di inquinamento né quello di disastro ambientale. Chi inquina l’ambiente nella peggiore delle ipotesi si rende responsabile di reati di natura contravvenzionale, risolvibili pagando una ammenda, quando non vanno in prescrizione come successo di recente con la sentenza Eternit.

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ecosistemascuola

Oltre 41mila edifici scolastici italiani necessitano interventi di riqualificazione e messa in sicurezza, ma i fondi destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria diminuiscono.

Ripartire da quelle opere davvero utili per sbloccare l’Italia e darle un nuovo futuro. Tra queste opere ci sono anche gli edifici scolastici italiani, molti dei quali, più di 41mila, hanno bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza come emerge dalla quindicesima edizione di “Ecosistema Scuola”, l’indagine annuale di Legambiente sulle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia. (altro…)

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trivelleLA BASILICATA contro lo Sblocca Italia. Associazioni e movimenti come il Wwf, il Fai, Legambiente e Marevivo hanno chiesto agli amministratori regionali e locali di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 38 del decreto emanato dal governo Renzi, non appena questo diventerà legge. Il testo dà il via libera alle trivellazioni su tutto il territorio nazionale, anche off-shore, e la Basilicata sarebbe una delle regioni a farne maggiormente le spese. I movimenti ambientalisti hanno spiegato che “anche dopo le non sostanziali modifiche introdotte alla Camera e il voto di fiducia al Senato, non è cambiata la portata negativa delle disposizioni dell’articolo 38 del decreto”.   (altro…)

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sbloccafuturo

Legambiente lancia #sbloccafuturo, la galleria fotografica degli interventi utili davvero.

Dissesto idrogeologico, trasporti, bonifiche, scuole, messa in sicurezza del territorio, depuratori, impianti per la gestione dei rifiuti… secondo Legambiente «sono tantissime le piccole e medie opere incompiute, utili davvero al territorio e ai cittadini». Per questo l’associazione lancia la campagna di raccolta fotografica #sbloccafuturo, con le opere veramente urgenti da realizzare segnalate dai cittadini, già visibile al link https://flic.kr/s/aHsk5Rf8Tw

Dalla messa in sicurezza dell’istituto Alberghiero “Einaudi” di Foggia, alla ciclovia tirrenica, dal depuratore di Porto Cesareo (Le), alla Galleria di Piazza Foraggi a Trieste, passando per la ricostruzione dell’Aquila e per i lavori necessari per bloccare le frane sul Bisagno (Ge), la messa in sicurezza del Tevere e tante altre ancora. Sono numerose e molto diverse tra loro le piccole e medie opere incompiute, veramente utili al territorio e ai cittadini che Legambiente, in polemica con quelle inutili e spesso dannose contenute nel provvedimento Sblocca Italia, ha censito finora. (altro…)

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abbraccialo

Come ogni anno il 21 novembre, per la Festa dell’Albero, pianteremo centinaia di giovani alberi lungo la penisola per fare le città più verdi e vivibili e sottrarre al degrado angoli brutti e abbandonati.

Ma un gesto in più quest’anno unirà da nord a sud le nostre iniziative in difesa del verde urbano, un gesto che parla al cuore di chi come noi ama la natura:abbracceremo un albero. Lo faremo nei territori dove il verde rischia di sparire sotto al cemento e il rischio idrogeologico è diventato una minaccia ad ogni pioggia. Abbracceremo un albero per accendere i riflettori sul patrimonio nazionale di biodiversità e per gratitudine verso i nostri amici che ci regalano aria pulita, ombra, frutti. (altro…)

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global-warming-bansky

Greenpeace: «Se davvero Renzi voleva tener fede alle promesse fatte all’ONU, ha fallito».

Peggiorata la proposta, già poco ambiziosa e inadeguata, della Commissione uscente.

Legambiente non si accoda al coro dei politici diversamente soddisfatti per l’accordo raggiunto al Consiglio europeo sul pacchetto clima-energia 2030 e ribadisce i timori della vigilia, che sono diventati scelte concrete avallate dalla Presidenza di turno italiana dell’Ue.

Commentando l’accordo raggiunto a Bruxelles, il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza non usa mezzi termini: «Una grande occasione sprecata. L’Italia si è limitata a svolgere un ruolo semplicemente notarile di presidente di turno dell’Unione europea cedendo alla minacce di veto britanniche e polacche. Il nostro governo ha mostrato la sua scarsa capacità di leadership e volontà politica di investire nello sviluppo di un’economia europea a basse emissioni di carbonio cedendo alla lobby del fossile». (altro…)

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Dissesto

Associazioni, ordini professionali, Sindaci ed esperti insieme per far partire nel nostro Paese una efficace politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni in Italia.

Genova e la Liguria ancora una volta hanno subito i devastanti effetti dell’ennesima tragedia causata dal rischio idrogeologico. Piogge intense che si sono riversate su un territorio fragile hanno causato l’esondazione di corsi d’acqua, frane, allagamenti e purtroppo ancora una volta vittime. Episodi che si verificano continuamente nel corso di tutto l’anno sull’intero territorio nazionale che non possono essere più tollerati e richiedono una risposta immediata ed efficace, senza continuare ad affrontare la questione sempre e soltanto dopo dichiarazioni di stato di emergenza.

Per questo le principali associazioni ambientaliste e di categoria, i Consigli nazionali degli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali di settore, i Sindaci e il mondo dei tecnici e della ricerca che avevano già intrapreso, dal 2013, un percorso comune per rispondere in maniera efficace alle ripetute emergenze, hanno deciso di costituire la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico. Un organismo straordinario che vede la partecipazione di tanti soggetti competenti in materia di acque e difesa del suolo, con ruoli e compiti diversi ma con l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza di azioni efficaci per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese. (altro…)

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piemonte-alluvioneCiò che sta accadendo nelle ultime ore in Liguria e in ampie zone del Piemonte mette in evidenza come ancor oggi si continuino a concentrare gli sforzi sull’emergenza quando è necessario lavorare sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Oggi nel nostro Paese si spendono circa 800 mila euro al giorno per riparare i danni e meno di un terzo di questa cifra per prevenirli, a scapito della sicurezza delle persone. Questa situazione deve far mettere una mano sulla coscienza a una certa politica sempre in prima linea per le grandi opere inutili che sottraggono risorse indispensabili per la messa in sicurezza del territorio. Occorre invertire una volta per tutte questa tendenza facendo partire subito i cantieri che servono al territorio per un’efficace strategia di mitigazione del rischio.

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trivellazioni-petrolio-adriaticoUn modo per impedire che i petrolieri abbiano la strada spianata a bucherellare i nostri mari c’è: creare un fronte compatto per denunciare il modo inaccettabile con cui i progetti di trivellazione vengono mandati avanti nel nostro paese.

Programmi che fino ad oggi prevedono valutazioni di impatto ambientale carenti e inaccettabili, tra poco, con l’entrata in vigore dello Sblocca Italia, elimineranno il problema alla radice, lasciando che le trivellazioni off-shore vengano autorizzate senza neanche prendere in considerazione il loro possibile impatto sul mare.

Con altre associazioni e ben cinque comuni siciliani abbiamo presentato ricorso al TAR Laziocontro il decreto 149/14 del Ministro dell’Ambiente, che sancisce la compatibilità ambientale del progetto “Off-shore Ibleo” di ENI (otto pozzi, una piattaforma e varigasdotti al largo della costa tra Gela e Licata). E’ la prima volta che in un ricorso presentato contro le trivelle in mare siamo accompagnati da una schiera così folta di ricorrenti, con noi anche WWF e Legambiente, LIPU Birdlife Italia e Italia Nostra, ma non solo anche associazioni di categoria come il Touring Club Italia e Legacoop Pesca Sicilia, ma soprattutto le amministrazioni locali, ben cinque comuni della costa interessata dal progetto, capitanati da ANCI Sicilia.

 

Un fronte così ampio e compatto è la dimostrazione che i “tre, quattro comitatini” di cui parla ilPremier Renzi sono determinati a farsi sentire contro la “follia nera” del governo, e forti di una grande rappresentatività!
Il progetto off-shore Ibleo è il primo nel Canale di Sicilia ad aver ricevuto parere positivo dalMinistero dell’Ambiente, nonostante una valutazione davvero carente e inaccettabile! Gli scenari di rischio, tutti ancora da definire, sono addirittura rimandati a valutazioni successive di non si sa chi!

Non possiamo permettere che – visti i numerosi procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) in corso – si proceda nello stesso modo per tutte le altre richieste avanzate daipetrolieri nel Canale!

Il ricorso al TAR è una speranza non solo per la Sicilia, ma per tutti i territori interessati daricerche e estrazioni di idrocarburi! Per agire non c’è molto tempo, ed è necessario unirsi: ilgoverno ha deciso con lo “Sblocca Italia” di di consegnare i nostri mari ai petrolieri, cancellando l’obbligatorietà della VIA per quei progetti di estrazione off-shore posti “in prossimità di aree di altri Paesi rivieraschi”.

Una scelta miope che consegna l’Italia ad uno scenario energetico “del passato”, favorendo il guadagno di poche multinazionali dell’energia e scaricando i rischi sulla collettività.

Noi non ci stiamo, e abbiamo deciso: non fossilizzeranno il Paese e il futuro nel nostro nome. Schierati anche tu: DICHIARATI INDIPENDENTE dalle fonti fossili!

Da greenpeace.org

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Climate changeE’ stata la più grande manifestazione globale per l’Ambiente che ha visto scendere in piazza 1 milione di persone in 159 Paesi del mondo per chiedere interventi urgenti e concreti contro i cambiamenti climatici in vista del summit dell’Onu a New York.

Un drone si leva in alto in cielo. Scatta una foto: è un cuore verde formato dalle tante, tantissime persone che si sono ritrovate oggi nel cuore della Capitale, al Colosseo, per dire il loro il loro ‘No’ ai Cambiamenti Climatici e per chiedere ai governi di tutto il mondo una politica ambientale più giusta per salvaguardare il nostro pianeta. Questa foto, insieme alle centinaia inviate da ogni parte del pianeta, è stata proiettata a Time Square dove si sono riunite almeno 1 milione di persone per la ‘People’s Climate March’. E’ questo il nome della marcia spontanea che ha coinvolto contemporaneamente oltre 160 città sparse ai quattro angoli del globo a due giorni dal summit dell’Onu a New York che aprirà il negoziato sulla difesa dell’atmosfera e si concluderà nel novembre 2015 a Parigi.  (altro…)

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nychiamaroma

21 settembre mobilitazioni in tutto il mondo contro i cambiamenti climatici. Appuntamento anche a Roma, in bici ai Fori Imperiali.

Anche Roma sarà tra le piazze mondiali che domenica 21 settembre si mobiliteranno per la People’s Climate March contro i cambiamenti climatici in occasione del vertice dei capi di Stato che si svolgerà a New York sul tema.

People’s Climate March

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha convocato per il 23 settembre a New York un vertice sul clima, per discutere con i capi di stato, le aziende, la società civile il problema urgente dei cambiamenti climatici e cercare di indirizzare le prossime scelte degli stati verso un economia a basse emissioni di CO2, anche in vista delle prossime COP di Lima e Parigi (dicembre 2014 e 2015).

L’appuntamento sarà preceduto il 21 settembre, sempre a New York, dalla People’s Climate March, la più grande mobilitazione sul clima mai organizzata dove sono attese 1milione di persone. In contemporanea, in tutto il mondo, Roma compresa, si svolgeranno eventi a sostegno della grande marcia di New York. (altro…)

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