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Posts Tagged ‘legge 194’

SI FA fatica a credere che 34 anni dopo, cioè cinque generazioni dopo quella che ha combattuto la battaglia finale e ha portato a casa il risultato, ci sia ancora chi si alza una mattina e senza avere, si vede, altri più diffusi e cogenti problemi da affrontare si chiede: ma non sarà mica troppa per caso tutta questa libertà? Non sarà mica troppa, avrà pensato, tutta questa autonomia, tutta questa fiducia nella capacità di decidere delle donne, che poi magari se ne approfittano e colgono l’occasione per abortire per divertimento, come passatempo, senza nemmeno pensare che c’è in gioco una vita ché si sa che le donne sono tendenzialmente irragionevoli, bisogna spiegar loro tutto, dettare le regole ed educarle come si fa per addomesticare le bestiole? Si fa davvero fatica a concentrarsi oggi – coi terremoti tutto intorno, veri e metaforici, personali e collettivi – sul fatto che ancora ci si debba occupare della legge 194 del 1978, la legge sull’interruzione di gravidanza, perché ogni tanto a qualcuno sembra troppo che una donna possa decidere entro il terzo mese di non avere un figlio se le condizioni fisiche, economiche, sociali o familiari della madre non lo consentono. (altro…)

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Il San Camillo di Roma è l’unico ospedale del Lazio a usare la Ru486, ma le donne devono subire ricoveri impropri
“Io, ginecologa isolata dagli obiettori con l’aborto ho perso pazienti e carriera”.

Il racconto di Giovanna: così in Italia l´interruzione di gravidanza è sempre più difficile
Ai movimenti contro la 194 arrivano ingenti sovvenzioni mentre il nostro lavoro, pubblico, viene ostacolato.
«È successo a Napoli, a marzo: un ginecologo del Policlinico Federico II è morto, investito sulle strisce, e per due settimane non si sono fatte interruzioni di gravidanza», racconta Giovanna Scassellati. A stare ai numeri dell´obiezione di coscienza, l´Italia è più rigorosa della Ginevra di Calvino. Purché si tratti dell´obiezione all´interruzione di gravidanza regolata da una legge dello Stato.
Lungi dall´affrontare la persecuzione, i medici obiettori vedono favoriti carriera e guadagni. Sono obiettori il 71 per cento dei ginecologi italiani. In Basilicata 9 su 10, l´84 per cento in Campania, più dell´80 in Lazio e nell´Alto Adige-Sud Tirolo. All´ospedale di Fano tutti i medici sono obiettori. A Treviglio, Bergamo, sono obiettori 24 anestesisti su 25. Una dose modica di ipocrisia è essenziale alla convivenza civile. L´eccesso di ipocrisia la degrada. (altro…)

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