Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘legge di stabilità’

renzi-padoan

Il premier Renzi: “Fossi uno di quelli che aveva i soldi lì andrei ad abbracciare Padoan”. Codacons: “Decreto irricevibile, crea inaccettabili discriminazioni tra risparmiatori danneggiati. Lo impugneremo per ottenere l’annullamento dalla Corte costituzionale”. Il consiglio dei ministri ha approvato anche misure per accelerare il recupero crediti: in pegno alla banca i beni dell’azienda.

Il provvedimento approvato venerdì sera dal consiglio dei ministri punta a ”risolvere definitivamente tutti i problemi del mondo bancario”. Così il premier Matteo Renzi, con notevole ottimismo, ha commentato il via libera al decreto banche che contiene tra il resto le norme sui rimborsi per gli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara eCarichieti, “risolte” a novembre azzerando i risparmi di migliaia di clienti. (altro…)

Read Full Post »

trivelle

Presentati emendamenti che prevedono lo stop alla ricerca di idrocarburi entro 12 miglia dalla costa e garantiscono la partecipazioni degli enti locali alle decisioni. E’ destinato a saltare il progetto Ombrina mare al largo dell’Abruzzo: soddisfatto il governatore Luciano D’Alfonso. E per il presidente della Puglia Michele Emiliano è “una grande vittoria popolare”.

Niente trivelle entro le 12 miglia dalla costa in Adriatico. A breve il progetto Ombrina Mare previsto al largo delle coste abruzzesidovrebbe essere una storia chiusa. E così anche altri. Il governo Renzi ha presentato alcuni emendamenti alla legge di Stabilitàche segnano un sostanziale dietrofront rispetto all’articolo 38 delloSblocca Italia. Se il Parlamento darà l’ok, verrà riscritto un comma del testo unico dell’Ambiente che prevedeva una serie di limitazioni nei processi decisionali per i territori. (altro…)

Read Full Post »

In sede di approvazione, Senato, Camera e Governo stesso hanno fatto alcuni cambiamenti alla legge di Stabilità. Piccoli ma significativi. Si va dalla riduzione di importanti tagli (Regioni e Difesa) alla discutibile forma di tassazione dei fondi pensione, fino a qualche “mancetta” secondo tradizione.

Piccoli cambiamenti quelli apportati dal Parlamento alla Legge di Stabilità nel rush finale tra Senato e Camera. Piccoli ma significativi e, purtroppo, non per il meglio. E il clima di smobilitazione oltre al fatto che è stato chiesto di fatto un voto alla cieca, li hanno resi impercettibili ai più. (altro…)

Read Full Post »

SenatoVenerdì notte Matteo Renzi ha anticipato la trasformazione costituzionale del Senato in ente inutile costringendo gli inutili senatori rimasti in aula a votare la fiducia sulla legge di stabilità al buio. Senza cioè poter neppure dare un’occhiata al testo, rimaneggiato fino all’ultimo minuto da Palazzo Chigi per evitare – dicono i turiferari – alcune rapine alle casse statali (disgraziatamente non tutte, però). Nelle stesse ore Renzi era l’ospite d’onore di un imbarazzante show televisivo dal titolo Un mondo da amare, un super spot del “servizio pubblico” Rai pagato col canone e costruito appositamente per celebrare i fasti dell’Expo milanese: di quella parte, s’intende, ancora a piede libero. Nessun cenno, naturalmente, al fatto che intanto il capo dell’Anticorruzione Raffaele Cantone avviava un’indagine sull’appalto Eataly, il più grande ristorante del mondo affidato senza gara a Oscar Farinetti, il ristoratore preferito – guardacaso – dal premier. Dicevamo dei bimbi ammaestrati che facevano finta di fare delle domande a cui Renzi dava delle risposte altrettanto costruite.

(altro…)

Read Full Post »

slot-machine“COSA CI FACEVA QUI?”. È retorica la domanda che il gruppo del Movimento 5 Stelle si poneva ieri in un comunicato: “Cosa ci faceva Antonio Porsia, re delle slot machine, in questi giorni in Senato?”. Antonio Porsia, dicono i grillini, “negli ultimi tre giorni è stato visto più volte di fronte alla commissione Bilancio di Palazzo Madama”. Il nome è di quelli rilevanti mentre si discute una legge di bilancio: già collaboratore di Tiziano Treu, Porsia è infatti l’amministratore unico dell’Hbg Gaming, uno dei colossi del gioco d’azzardo specializzato in “Bingo” e slot machine. (altro…)

Read Full Post »

nataleinparlamento_“Il governo non si azzardi a presentare al Senato il maxiemendamento sulla legge di Stabilità, per farlo poi passare in fretta e furia con l’ennesimo voto di fiducia e infine farlo ratificare alla Camera senza dibattito e senza un esame approfondito delle norme. Non è accettabile che il governo imponga al Parlamento e al Paese una legge di stabilità stravolta con emendamenti localistici e microsettoriali che rispondono a puri interessi personali della maggioranza e che, soprattutto, vanno a modificare i saldi della legge di bilancio. Mentre gli emendamenti delle opposizioni vengono respinti con la solita scusa della mancanza di coperture, il governo disfa a suo piacimento la legge di stabilità pur di metterci dentro ciò che più gli fa comodo.

(altro…)

Read Full Post »

Canone

 

Da Il Fatto Quotidiano del 14/12/2014.

Read Full Post »

slot-gioco

PRESENTANDO la legge di Stabilità Matteo Renzi aveva sbandierato con enfasi l’“aumento del prelievo sulle slot machine”. L’Erario avrebbe incassato circa 1,88 miliardi di euro. Ora quell’aumento (del 4 per cento, comprese anche le videolotterie) è saltato dal testo in discussione in Commissione Bilancio al Senato. Dove invece   – attraverso due emendamenti del governo – entrano una sanatoria per i centri scommesse non autorizzati e l’anticipazione al 2015 della gara per la concessione del Lotto (finora in mano a Lottomatica-Gtech, con base d’asta di 700 milioni), su cui le lobby sono già concentrate. Il governo ha deciso di stralciare le norme sul prelievo per “riproporre la discussione nell’ambito dell’attuazione della delega fiscale, secondo tempistiche che consentano un’approfondita valutazione”. (altro…)

Read Full Post »

I puntiPresentati otto emendamenti. E intanto i grillini pensano a un asse “Dialogo possibile con i dissidenti dem per aiutare famiglie e imprese”.
ROMA – La legge di Stabilità al battesimo del voto in Commissione Bilancio della Camera con l’obiettivo di chiudere l’esame in settimana in attesa dell’approvazione in aula il 27 novembre, dopo l’esame del Jobs Act. «Restituisce fiducia e riduce le tasse», dichiara on line il premier Renzi.
Scontro all’interno del Pd: la minoranza con Fassina, Cuperlo e Civati presenta gli 8 emendamenti annunciati che prevedono la modifica dei criteri di assegnazione del bonus da 80 euro parametrandolo all’indicatore Isee e dunque rivolgono l’aiuto ai redditi più bassi.
Proposta anche la riduzione della platea per il bonus bebè (da 90 mila a 70 mila euro di reddito familiare); il divieto di beneficiare degli sconti contributivi per le assunzioni alle aziende che abbiano fatto recenti licenziamenti. «Bene la conferenza stampa delle minoranze Pd sulla Stabilità», scrive su Twitter il deputato M5S Danilo Toninelli, che aggiunge: «Speriamo che ora dialoghino col M5S per aiutare famiglie e imprese in difficoltà». Dura invece la reazione dei renziani.
«Altro che metodo democratico, altro che discussione e confronto interno. A parole si dice di volere il bene della casa comune, nei fatti ci si comporta come se non se ne facesse parte», osserva Ernesto Carbone della segreteria del Pd.
Il clima è teso e non sono stati ancora affrontati a colpi di voti gli emendamenti più caldi che occuperanno la Commissione da stamattina: bonus bebè, Tfr in busta paga e 80 euro. Su uno di questi temi c’è già da registrare una posizione netta del governo: «Il bonus di 80 euro non si tocca», avverte il sottosegretario al Tesoro Pier Paolo Baretta.

(altro…)

Read Full Post »

Manifestazione

ROMA – Tutti uniti. Ritrovando l’unità del fronte sindacale. Perché il tema è generale, sentito dagli iscritti di ogni sigla: il contratto degli statali va sbloccato e rinnovato. “Continueremo la mobilitazione fino allo sciopero”, annuncia il segretario generale Cisl Fp, Giovanni Faverin. Una battaglia da portare avanti insieme alle categorie del “Pubblico impiego” di Cgil e Uil. E il primo passo oggi, a Roma, per una manifestazione nazionale che partirà alle 12.30 da piazza della Repubblica. Lo slogan principale è #Pubblico6tu. Il corteo attraverserà il centro della Capitale fino a piazza del Popolo, dove il palco – già allestito da ieri notte – ospiterà una serie di interventi. Compresi quelli dei tre segretari generali: Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo. (altro…)

Read Full Post »

CrozzaSono due, a mio avviso, le notizie da ricordare di questa settimana. Il trailer della manovra finanziaria, approvato dal consiglio dei ministri renziani e ora in fase di scrittura.
E le dimissioni del giudice Tranfa, presidente della seconda corte d’Appello di Milano. Quella, per intenderci, che ha appena assolto Berlusconi nel processo Ruby.
Perché proprio queste due notizie e non altre (l’ebola, l’incontro Asem a Milano, l’alluvione, l’Isis ..)? Perché raccontano dell’abbassamento del livello di democrazia, meglio di qualunque altra storia.

Partiamo dal DEF: quello che è uscito dal cdm, ed è stato subito strombazzato dai giornali, è solo una sorta di trailer. Il film vero, con la sceneggiatura e tutto, ancora deve arrivare.
La questione del TFR, dei tagli alle regioni e ai ministeri. L’ammontare esatto della manovra che potrebbe non essere da 36 miliardi. Di quanto ci avvicineremo al tetto del 3% col deficit? Chi lo sa. (altro…)

Read Full Post »

Natangelo

Read Full Post »

ZingarettiNicola Zingaretti, Lazio “Ho già ridotto le spese e le ridurrò ancora così però vanno in crisi sanità e trasporti”.
ROMA – «Noi siamo stati eletti dai cittadini e abbiamo il dovere di segnalare gli effetti catastrofici che produrrebbe questa legge di stabilità». Non ha paura di essere ascritto alla categoria dei “gufi”, Nicola Zingaretti, presidente di una Regione, il Lazio, che da 8 anni viaggia con il fardello di una sanità commissariata. Non è un renziano, ma schiva le voci che lo vedrebbero futuro competitor del premier: «Non l’ho votato al congresso — ricorda — ma lo sostengo e credo rappresenti uno shock positivo per l’economia e l’immagine dell’Italia».
Eppure…
«Eppure stavolta sta commettendo un errore: troppo facile tagliare le tasse con i soldi degli altri. È come se invito gente a pranzo e a cena, faccio bella figura, ma poi paga qualcun altro».

(altro…)

Read Full Post »

I soldi dei cittadini

DAI PENDOLARI AI FARMACI; DALLE MENSE SCOLASTICHE AL SOSTEGNO AGLI ANZIANI; DAI FONDI ANTI-ALLUVIONE AI BUS: TAGLIARE LE AUTONOMIE SIGNIFICA SERVIZI PIÙ CARI (O ASSENTI).

Un paio di dati preliminari: nei tre anni tra il 2011e il 2014 (governi Berlusconi, Monti e Letta) i tagli di spesa a carico di Regioni, Province e Comuni ammontano a oltre 41 miliardi e mezzo, vale a dire l’11% della spesa complessiva di questi enti al netto di quella sanitaria, che è calata anch’essa. Ora Matteo Renzi vuole che le autonomie locali e le Regioni tirino fuori altri 8 miliardi nel 2015, portando il prelievo a 50 miliardi. Messa così, sono solo numeri, ma dietro queste cifre c’è la vita di milioni di italiani: quelli che prenderanno gli 80 euro di Matteo Renzi e quelli che invece no (incapienti, pensionati, partite Iva). Il non bolscevico Gianni Bottalico, presidente delle Acli (le associazioni dei lavoratori cattolici) lo ha spiegato perfettamente: “Questi tagli, tradotti in realtà, significano meno mense scolastiche, meno trasporti, meno sanità, meno libri , meno servizi. E questo vanifica i vantaggi fiscali che la manovra contiene”.  La partita di giro delle tasse tra 80 euro e addizionali   È il rischio più grosso per i cittadini: per far fronte a tagli così ingenti e in un orizzonte di tempo così breve, molti enti locali potrebbero ricorrere all’aumento della tassazione locale. È già successo: dal 2010 al 2014, per dire, le addizionali regionali e comunali sono aumentate del 30% in media. (altro…)

Read Full Post »

tagli-sanita

Il Presidente del Consiglio, se ha coraggio, vada in tv a dire la verità agli italiani, quella verità che ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha nascosto: cioè che la sua Legge di Stabilità scarica sulle spalle delle Regioni 4 miliardi di tagli e che questi si tradurranno in tagli alla Sanità, cioè sulla carne viva dei cittadini.

La bozza presentata ieri in pompa magna dal premier nasconde una vera e propria trappola per le Regioni, la cosiddetta clausola ‘taglia-sanità’: se entro il 31 gennaio 2015 i governatori non troveranno un accordo per ripartire i 4 miliardi di spending review a loro carico, il governo potrà intervenire‘considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale’. Un vero e proprio ricatto, una porcata che lascia al governo la libertà di mettere mano anche ai fondi che normalmente sono previsti per la sanità e che rischia di mandare in tilt un Sistema sanitario nazionale già ridotto al collasso.

(altro…)

Read Full Post »

Evviva, evviva: Matteo Renzi sfascia l’austerità, taglia le tasse di 18 miliardi, regala soldi alle imprese, infila la liquidazione in busta paga ai dipendenti, conferma gli 80 euro, favorisce le assunzioni, c’è perfino qualcosa per le partita Iva. Tutti felici e tutti grati al premier e al Pd: un utile consenso, casomai arrivassero presto le elezioni.   Qualche obiezione però dovrebbe essere lecita. Primo: le coperture sono, come sempre, all’italiana. Oltre 11 miliardi arrivano dall’aumento del deficit: come dire che la copertura non c’è. Ma visto che ormai siamo tutti keynesiani, chiudiamo un occhio. Però ci sono i tagli: non ai tanto odiati “sprechi”, visto che il commissario alla revisione Carlo Cottarelli è stato licenziato e il suo lavoro sepolto negli archivi. (altro…)

Read Full Post »

COSA CAMBIERÀ.

TFRTRATTAMENTO FINE RAPPORTO   Su base volontaria finirà direttamente in busta paga   SCATTERÀ DALLA METÀ del 2015 e sarà su base volontaria. I lavoratori potranno scegliere mese per mese (fino al 100% della somma) se lasciare la liquidazione in azienda, dirottarla sui fondi pensione o chiedere l’anticipo in busta paga. Dalla misura sono esclusi i dipendenti pubblici. L’anticipo potrà avvenire mensilmente o in un’unica soluzione, e in entrambi i casi verrebbe mantenuta la tassazione agevolata (in media tra il 23 e il 26%, inferiore a quella Irpef). A garanzia dei prestiti che le aziende saranno costrette a sottoscrivere vista la liquidità del Tfr sottratta (di cui beneficiano a tassi molto bassi), interverrà una doppia mano pubblica (Inps e Cassa depositi e prestiti) che ha fatto contente le banche. La misura riguarderà solo i lavoratori dipendenti (fuori i 6 milioni di autonomi e 4 di imprese individuali) e comporterà un passo indietro nella “previdenza multipilastro”.   (altro…)

Read Full Post »

FassinaROMA . «Sono insostenibili i tagli che riguardano la spesa sociale. Vanno corretti». Per Stefano Fassina, ex vice ministro all’Economia, esponente della sinistra dem, nella legge di stabilità sono più le ombre che le luci.
Fassina, non è convinto dalla manovra di Renzi? Non crede ci siano novità positive?
«Ci sono molti aspetti da chiarire. E novità positive sono sul fronte della riduzione delle imposte. Ma il segno espansivo della manovra che già sulla carta era modesto rispetto alla gravità della situazione del paese e con i tagli pesanti alla spesa, viene cancellato ».
Alle Regioni si chiede un risparmio di 4 miliardi e 1,2 miliardi ai Comuni, 6 allo Stato. Una cura da cavallo?
«Sono tagli insostenibili, non si chiedono alle Regioni ma alle famiglie per le mense scolastiche; si chiedono ai pendolari che utilizzano il trasporto pubblico; alle persone che hanno bisogno di assistenza; agli studenti che avevano le borse di studio. Si chiedono alle mamme e ai papà per gli asili nido dei figli. Significano anche minori prestazioni nella sanità. E l’impatto recessivo degli interventi sui servizi sociali fondamentali supera l’impatto espansivo connesso alla minore tassazione».

(altro…)

Read Full Post »

Stangata

IL CONTO LO PAGANO COMUNI E REGIONI, GIÀ SACCHEGGIATI NEGLI ANNI SCORSI TRADOTTO: MENO SERVIZI E RISCHIO NUOVE TASSE LOCALI. PADOAN: “È POSSIBILE”.

Alla fine, di riffa e di raffa, la manovra vale 36 miliardi. Certo le coperture sono un po’ strutturali, un po’ una tantum (la vendita delle frequenze, riprogrammazione di fondi europei), un po’ farlocche (3,8 miliardi da trucchetti fiscali chiamati “gigantesca lotta all’evasione”), ma quando il Consiglio dei ministri finisce Matteo Renzi è felice. Ogni misura che illustra è un metaforico gesto dell’ombrello a chi non gli credeva: “Diciotto miliardi è la più grande riduzione di tasse mai fatta da un governo nella storia della Repubblica”, gongola , “tagliare le tasse è di sinistra”, anzi no “da persone normali” visto il livello “pazzesco” della pressione fiscale. Riassumendo, anche se lui non lo sa, la sua è una manovra tutta giocata sul lato dell’offerta: peccato che questa sia una crisi di domanda. (altro…)

Read Full Post »

La Borsa chiude un anno d’oro, gli italiani definibili “poveri” sono raddoppiati in sette anni. La ricchezza, invece di allargarsi osmoticamente come il capitalismo promette di saper fare (e spesso ha fatto) si polarizza, si ammucchia, restringe la propria area di influenza. Si divarica — e sono ormai anni — la forbice della disuguaglianza. In una situazione come questa, complicata ma a suo modo assai eloquente, è del tutto logico che il segretario del Pd — il grosso della sinistra italiana — sia irrequieto. Che incalzi il governo. Che senta incombere la febbre sociale. (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »