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Posts Tagged ‘legge’

Anche i 53mila rifugiati colombiani in Ecuador potranno beneficiare della Ley de Victimas, la contestata legge voluta da Juan Manuel Santos e approvata dal Governo a fine maggio.

A rivelarlo, il senatore Juan Fernando Cristo, autore della Ley in questione, e reduce da un incontro a Quito con il governo di Rafael Correa, la Consultoría para los Derechos Humanos y el Desplazamiento, Codhes, il ministero degli Esteri ecuadoriano, laDirección de Refugio, la Defensoría del Pueblo, l’Ambasciata colombiana in Ecuador, e infine l’Ufficio dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Acnur) e altre agenzie internazionali di cooperazione, ong e organizzazioni per i rifugiati.

Una legge, quella numero 1148, che è da mesi al centro di ogni discussione politica e sociale in Colombia. Nonostante lo scetticismo dei movimenti di base, ancora sul chi va là nei confronti di un governo conservatore che continua a sposare la manu militari, questa rappresenta una sorta di rivoluzione almeno rispetto al precedente Governo che ha sempre addirittura negato l’esistenza di un conflitto interno e di conseguenza l’esistenza di vittime. (altro…)

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Ma l’esame definitivo da parte del Senato probabilmente sliterrà in autunno. Riguarderà solo i pazienti in stato vegetativo.

Roma – Dopo molti mesi di dibattito, la maggioranza si avvicina al traguardo dell’approvazione del disegno di legge sul testamento biologico. Salvo improbabili incidenti, la Camera darà oggi il via libera, con modifiche, al provvedimento licenziato a marzo del 2009 dal Senato. Sarà necessario a quel punto un ultimo passaggio a Palazzo Madama, prevedibilmente in autunno, che non dovrebbe, però presentare difficoltà. (altro…)

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Da tre giorni decine di cittadini “sordi” protestano davanti la Camera dei deputati per chiedere la legge per il riconoscimento ufficiale della Lis, la lingua dei segni. Solo così sarà possibile avere un interprete nelle scuole, negli ospedali e nei tribunali

In piazza, per una legge che riconosca la loro lingua naturale e il loro diritto a esprimersi e a essere compresi, senza barriere. Una battaglia cruciale per i sordi, che ieri erano in centinaia a Roma, davanti a Montecitorio, per invocare l’approvazione del ddl sul riconoscimento della Lingua dei segni come lingua a tutti gli effetti da parte dello Stato. (altro…)

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In Italia un’aggressione motivata da questioni razziali o religiose è punita, come in tutti i Paesi occidentali, con un’aggravante specifica. Ma un’aggressione motivata da odio contro un diverso orientamento sessuale no. Aggravanti per questo tipo di violenza esistono in Germania, Francia, Spagna, Inghilterra o Svezia, ma non da noi. La legge che verrà discussa domani in Parlamento vorrebbe allineare l’Italia a questi Paesi, aggiungendo alle possibili cause di aggravante non solo l’orientamento sessuale ma anche l’età. Cosa significa? Non significa, come alcuni credono, che qualsiasi aggressione a gay sarà soggetta a una pena più grave, ma solo quelle motivate dall’odio verso il loro essere gay in quanto tali. (altro…)

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Fine vita, alla Camera in discussione una nuova norma ispirata non al principio di libertà ma a quello di autorità: se approvata perderemmo il diritto ad autodeterminarsi. Appello di cento intellettuali per fermarla.

IL RISCHIO del “dispotismo etico”, evocato a sproposito per inveire contro chi opera perché sia ricostruito quel minimo di moralità pubblica inscindibile dalla democrazia, si è già materializzato alla Camera dei deputati, dove è in corso la discussione sul progetto di legge che disciplina le modalità da seguire se si vogliono dare “indicazioni” per il tempo della fine della vita, ispirato non al principio di libertà, ma a quello di autorità. Se questa legge venisse approvata, ciascuno di noi perderebbe il diritto fondamentale ad autodeterminarsi, verrebbe espropriato del potere di governare liberamente la propria vita. Una politica incapace di guardare ai problemi veri della società si fa di colpo prepotente, si dichiara padrona dei corpi delle persone, pretende di impadronirsi davvero delle “vite degli altri”.

FIRMA L’APPELLO 1 (altro…)

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«Sarebbe un atto di saggezza da parte della Fiat riaprire le trattative per trovare soluzioni condivise dai suoi dipendenti perché non è soltanto la Fiom che non è d’accordo. Questo modello sociale non ha il consenso di chi lavora in fabbrica e questo non aiuta la produzione». Lo ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini al termine delle assemblee tenute ieri all’interno dello stabilimento Fiat di Cassino presenti i dirigenti sindacali provinciali Arcangelo Compagnone e Donato Gatti e il segretario della Cgil Domenico De Santis.

«Queste assemblee – ha spiegato Landini – sono servite a preparare lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio che si terrà a Cassino con una manifestazione regionale. Non abbiamo intenzione di lasciare soli i lavoratori perché gli accordi di Pomigliano e Mirafiori violano le norme di legge e la costituzione. Il contratto che sarà proposto a Cassino non lo firmeremo e anzi metteremo in campo azioni giuridiche, sindacali e contrattuali necessarie».

Proprio ieri l’amministratore dellegato della Fiat Sergio Marchionne ha annunciato che dopo Pomigliano e Mirafiori il nuovo contratto investirà anche Melfi e Cassino. «Non c’è alternativa – ha spiegato il manager – perché non possiamo vivere in due mondi. Io spero che, visto l’accordo alla prova, non vorranno vivere nel secondo mondo nemmeno gli operai». Secondo Marchionne con il pieno utilizzo degli impianti sarà possibile anche aumentare i salari e portarli ai livelli di Francia e Germania.

Landini, però, si è detto scettico: «Sono favorevole ad applicare il modello tedesco ma i lavoratori tedeschi lavorano meno e hanno più diritti e salari più alti. In Italia non è così. Marchionne quando voleva comprare l’Opel ha dovuto presentare il piano industriale al presidente Merkel ricevendo una risposta negativa. È uno scandalo che il governo italiano non intervenga e le forze politiche stiano zitte. Marchionne non ha discusso con nessuno di questo piano. Il contratto va respinto e non va accettato perché in questo modo si cancellano i diritti e non si dà un futuro alla produzione e né alla qualità e alla competitività».

Per Landini: «L’accordo per Cassino va rinegoziato, noi non lo firmiamo e siamo pronti a contestarlo sul piano sindacale e giuridico”». «Il 28 gennaio – annunciano Compagnone e Gatti -sarà una giornata di mobilitazione. Dobbiamo difendere i diritti conquistati con anni di lotte dai lavoratori, va difesa la loro dignità».

All’uscita del primo turno ieri molti operai hanno detto: «Siamo per il no ma voteremo sì per il rischio di perdere il lavoro». E Landini ha aggiunto: «Molti lavoratori a Torino hanno votato sì perché ricattati ma far votare sotto ricatto non è libertà, non ci sono più regole».

Allo sciopero generale di otto ore sono previsti a Cassino circa duemila lavoratori metalmeccanici di tutta la regione. «L’accordo-capestro – ha detto Oreste Della Posta dell’associazione 20 Ottobre – penalizza pesantemente il lavoro già duro dei metalmeccanici. Va bocciato e rivisto».

il messaggero.it

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Da oggi obbligatorio indicare la provenienza degli alimenti. Ma Bruxelles potrebbe bocciare
la norma tutta “made in Italy”.

Niente più pubblicità con le immagini della Sicilia per il succo d’arancia se la materia prima arriva dal Brasile. Vale anche per le mozzarelle associate al Golfo di Napoli se arrivano dalla Germania: via libera definitivo, dunque, alla legge salva “made in Italy” sull’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta. Il Ddl 2260 è legge dopo la votazione di oggi all’unanimità in Commissione Agricoltura della Camera in sede legislativa.

Il provvedimento, declinato in 7 articoli, prevede l’obbligo di indicare la provenienza dei cibi sia per i prodotti trasformati che non, lungo tutta la filiera e quindi in ogni fase della produzione, in sostanza dai campi agli scaffali. È prevista anche l’indicazione di un’eventuale presenza di Ogm dei singoli ingredienti di alimenti trasformati. Tuttavia, l’attuazione della legge prevede decreti per ogni prodotto, filiera per filiera. Fino ad oggi le etichette d’origine in Italia erano obbligatorie solo per alcuni alimenti: uova, latte fresco, carne bovina, carne di pollo, passata di pomodoro, olio extra vergine di oliva e miele. D’ora in poi l’obbligo sarà esteso a tutti gli alimenti. Bruxelles, però, potrebbe bocciare l’iniziativa italiana considerandola in contrasto con le norme comunitarie.

Il presidente della Cia, Giuseppe Politi, esprime soddisfazione per l’approvazione definitiva da parte della Commissione Agricoltura della Camera del disegno di legge sull’etichettatura di origine obbligatoria, che rappresenta “una vera garanzia” grazie alla quale la filiera nazionale “si riappropria di un valore economico ingiustamente sottratto pari a oltre 13 milioni di euro al giorno”. “È un importante passo avanti- dice Politi – Ora vanno velocizzate le applicazioni del provvedimento e occorre battersi a livello Ue affinché la provenienza caratterizzi tutte le produzioni”. Inoltre, rileva la Cia, con un’etichetta trasparente e soprattutto con l’obbligo dell’indicazione d’origine “si tutelano consumatori e agricoltori, si contrastano le emergenze”, come quella della diossina in Germania, e “si pone un forte baluardo all’agropirateria e alle frodi in campo alimentare che solo all’agricoltura nazionale fanno perdere circa 2 miliardi di euro l’anno”. “Non solo: l’Italia sarà il primo paese in Europa ad avere un’etichettatura chiara per tutti i prodotti”, spiega Politi.

“Il problema ora – ha rimarcato il presidente della Cia – si sposta a Bruxelles. In questa sede bisogna impegnarsi con la massima fermezza. Occorre far sì che la normativa, soprattutto per quello che concerne l’indicazione d’origine, venga totalmente recepita dall’Ue, evitando rischi di infrazione e lunghe querelle. E credo che, anche in seguito allìemergenza provocata dalla scoperta di diossina nei prodotti alimentari tedeschi, ci siano tutti i presupposti perché l’Europa riveda finalmente la sua posizione su questa delicata e complessa materia”.

lastampa.it

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Sono 1200 in soli pochi giorni le firme raccolte su facebook per l’approvazione immediata della legge su dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, disortografia e discalculia) in discussione al Senato dopo l’approvazione all’unanimità da parte della Camera il 9 giugno.

L’appello, firmato su facebook da molti genitori, ma anche da numerosi insegnanti e tecnici sanitari di tutt’Italia, chiede al Senato di affrettare l’iter di una legge attesa da ormai 10 anni. Chiamati a raccolta, nonostante il periodo feriale, i firmatari temono il rinvio alla Camera vedendo allontanarsi sempre più la tanto necessaria tutela del diritto allo studio per i numerosi bambini e ragazzi dislessici che frequentano le nostre scuole e che si stimano in una percentuale del 5% circa corrispondente a 3.500.000 studenti.

Dopo 10 anni di lunga attesa è stata recentemente approvata alla Camera, all’unanimità, la legge di tutela degli studenti con DSA – Disturbi Specifici di Apprendimento quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia – ora al vaglio del Senato per l’approvazione definitiva.
Per tutti i genitori di bambini e ragazzi dislessici/DSA è un importante traguardo, preannunciato dall’approvazione negli ultimi anni di numerose leggi regionali volte a colmare il vuoto legislativo nazionale. Ma non possiamo ancora esultare. (altro…)

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Non solo: dal governo serbo, la Fiat di Marchionne ha ottenuto di non poter pagare le tasse per 10 anni.
Queste sono le ragioni della delocalizzazione in Serbia (e prima in Polonia), annuncio che arriva dopo i licenziamenti “politici” dei delegati Fiom.
Altro che sindacati poco seri.
Ieri sera, sul tardi, ho commesso l’errore di guardarmi la prima parte di “Capitalism, a love story”.
Dove si parla dell’america di Reagan, il portavoce di banche e grandi imprese (di cui era stato testimonial in molti spot).
Presidente che passa alla storia per gli attacchi ai sindacati, al welfare,per i tagli alle imprese, che in pochi anni riescono a massimizzare i profitti.
Quale è il modello di questa politica? Non è un caso se il film inizia con le immagini della Roma del periodo imperiale, con lo sfarzo della corte, e la povera gente cui vengono concessi gli spettacoli dei gladiatori.
E’ il capitalismo bellezza .. potrebbero rispondere i neoliberisti.
Ecco: almeno fatelo con i soldi vostri (senza chiedere sussidi, sgravi al sud, defiscalizzazioni, scudi, fondi neri autorizzati per legge).
Non per nulla esiste il rischio di impresa. (altro…)

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