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Posts Tagged ‘letteratura’

Le illustrazioni del numero in edicola di «TuttoLibri» sono di Marco Goran Romano, giovane disegnatore freelance che lavora principalmente per l’editoria italiana e straniera. Nel corso della sua carriera ha collaborato con «Forbes», «Fortune», «GQ», «Le Monde», «The Washington Post» e «Wired». Ha appena realizzato la copertina della «New York Times Review of Books»

Le illustrazioni del numero in edicola di «TuttoLibri» sono di Marco Goran Romano, giovane disegnatore freelance che lavora principalmente per l’editoria italiana e straniera. Nel corso della sua carriera ha collaborato con «Forbes», «Fortune», «GQ», «Le Monde», «The Washington Post» e «Wired». Ha appena realizzato la copertina della «New York Times Review of Books»

Ecco i consigli di Massimo Gramellini per le letture d’estate.

Il responsabile di Tuttolibri è uomo di cultura sterminata come il numero di macchie che costellano le sue camicie, eppure in uno slancio di semplicità mi aveva chiesto di intitolare la rubrica di questo mese, dedicata ai consigli di lettura estivi, «Sotto l’ombrellone».

Gli ho obiettato che leggere sotto l’ombrellone è impresa riservata ai sordi e agli illuminati. Il vicino di sdraio si rivela spesso un chiacchierone compulsivo a digiuno di pettegolezzi dall’estate precedente e con una esigenza irrefrenabile di recuperare il tempo perduto attaccandoti un bottone terrificante sul caos di Fiumicino, il governo Renzi o qualsivoglia altra sciagura. Ma persino nel caso in cui si abbia la cura di piazzare il proprio lettino accanto a un maestro yogi, l’apparato dispersivo della spiaggia sembra allestito apposta per distrarre anche il lettore meglio predisposto.   (altro…)

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Giorgio Fontana

Voglio fare i complimenti a Giorgio Fontana per la vittoria al Campiello, col suo bellissimo libro “Morte di un uomo felice”. 

Un libro così maturo scritto da un ragazzo così giovane, fa ben sperare sul futuro della letteratura! Leggetelo, perché è un pezzo della nostra storia, perché racconta (anche da dentro) di un bel personaggio, Giacomo Colnaghi, che lavora per lo Stato come magistrato, sapendo dei rischi del lavoro (erano gli anni del terrorismo), ma da uomo “felice“. Sereno, nella sua coscienza di persona.

Da unoenessuno.blogspot.it

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Dopo il caso Dante-Dan Brown: perché le glorie del nostro passato ispirano solo gli stranieri?

E così, dopo aver visitato la Roma dei Papi e il mondo esoterico di Leonardo, nel nuovo thriller di Dan Brown si passeggia tra le strade di Firenze e le pagine infernali di Dante. Dan Brown non sarà un maestro di stile, ma è un’autorità indiscussa in materia di fatturato. Se ogni volta mette l’Italia sullo sfondo dei suoi polpettoni è perché sa che l’Italia fa vendere in tutto il mondo. Non l’Italia di oggi, naturalmente, mediocre sobborgo d’Occidente come tanti altri. L’Italia del passato: le città d’arte del Rinascimento e l’Antica Roma. Gli unici due momenti della storia in cui siamo stati la locomotiva dell’umanità.   

E a questo punto, ossessiva, scatta la solita domanda: perché? Perché, se l’Italia fa vendere, a guadagnarci devono essere sempre gli altri? Perché i miti del passato italiano affascinano gli scrittori e i registi stranieri, ma non i nostri?

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Ausmerzen: vite indegne di essere vissute.
Il 26 gennaio 2011 Marco Paolini raccontò, in prima serata su La7, la storia del progetto Aktion T4: lo sterminio di massa di circa 300000 persone, nella Germania nazista. Erano disabili, persone con disagi psichici, bambini nati con deformità: non sono i milioni di morti passati per il camino per la “soluzione finale” (zingari, ebrei, comunisti, gay). Tutto questo avvenne prima, col beneplacito di una legge di stato, di buona parte della comunità scientifica tedesca, col silenzio della popolazione. E continuò anche dopo la fine della guerra, quando tutto era finito.
Di questo sterminio, ci ha raccontato Paolini, se ne parla poco: forse perché qui a morire erano pazzi, persone deformi, persone con problemi. Forse anche perché le idee, le teorie scientifiche che portarono a questo sterminio non furono solo del nazismo e della Germania di Hitler.
No: dietro Aktion T4 ci sono le teorie dell’Eugenetica, nate alla fine dell’800 con la Belle Epoque, col progresso scientifico, con lo sviluppo delle grandi industrie (che finanziarono proprio le ricerche in ambito di Eugenetica), con la nascita di un primo benessere borghese, che poteva essere minacciato dalle masse di emigrati in cerca di una vita migliore.

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Rotto il monopolio Mondadori, vincitore per 4 anni. Il libro (Bompiani), parla di Prato.

Dopo quattro anni di monopolio Mondadori, a vincere il Premio Strega quest’anno è un autore che pubblica con Bompiani. Lui è Edoardo Nesi, pratese, che ha trionfato con il romanzo “Storia della mia gente”, dedicando la vittoria “a tutti quelli di cui parlo nel mio libro e alla mia città” (nella foto mentre festeggia con la bottiglia del liquore Strega).

La Prato dei cinesi

Il romanzo è un dipinto della Prato dei nostri giorni, una città un tempo fiore all’occhiello dell’industria italiana, con il suo distretto tessile, oggi terra di conquista dei lavoratori cinesi. Uno specchio dell’Italia in decadenza che non riesce ad alzarsi, ma anche una storia autobiografica, visto che il suo autore, 49 anni vissuti nel capoluogo toscano, è stato imprenditore. (altro…)

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Cinquant’anni fa, all’alba del 2 Luglio 1961, Ernest Hemingway si toglieva la vita ripetendo il gesto del padre. Quel tragico episodio, che lo scrittore aveva sempre considerato una vile fuga dalle difficoltà della vita, lo aveva segnato profondamente. 

Solo la ferrea disciplina di lavoro che si era imposto fin da giovane lo aiutò a convivere con quel trauma e a non sprecare il suo talento. Tante generazioni si sono avvicinate alla letteratura affascinate dalla sua scrittura e dalle sue storie facilmente godibili eppure così profonde. Non voglio esaminare la sua vita e le sue opere, mi piacerebbe solo accennare alla mia personale scoperta di questo scrittore.

Il mio Hemingway è un uomo di tutti i giorni con le sue debolezze, i suoi difetti, le sue passioni, non è uno scrittore di eroi duri e puri. Le sue occasionali spacconate, nella vita e nei racconti, le ho sempre considerate come reazioni istintive del momento subito stemperate nell’autoironia. La sua consapevolezza della vanità della vita e la sua coscienza della morte incombente, studiata in tutte le sue manifestazioni, non si esauriscono in uno sterile nichilismo. Sono pensieri che affiorano in tutti i suoi scritti ma i suoi personaggi non ne vengono abbattuti e continuano a lottare cercando di vivere pienamente la vita e… “i migliori di tutti erano sempre i più allegri”.  (altro…)

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La via c’e’. Vivere fuori dallo schema ”lavoro guadagno spendo” e’ possibile. Simone Perotti, l’autore di ‘Adesso basta’, il manifesto italiano del downshifting arrivato a 10 edizioni, racconta come si vive fuori dal sistema, che non vuol dire fuori dal mondo, e lancia l’idea di fondare la prima ”agenzia di scollocamento” nel pamphlet ‘Avanti tutta’ che esce ora per Chiarelettere con tante testimonianze del popolo dei downshifter.

Gia’ il titolo del libro, che si rifa’ alle consuetudini marinare, e’ un incoraggiamento a non fermarsi. E’ stato scelto, come spiega l’autore, ”come buon auspicio, nonostante la nave del cambiamento si sia appena mossa dalla banchina e stia ancora barcamenando lentamente tra i pontili”. E l’unica rivolta possibile, ormai, e’ quella individuale che parte da dentro per arrivare fuori. Come diceva Gandhi, ”comportati secondo le leggi che vorresti fossero gia’ state approvate” spiega l’autore e non risparmia attacchi agli sprechi delle aziende, alla cultura manageriale, all’assurdita’ degli open space ”versione moderna dei gironi infernali” e alla Fiat che ”puo’ pretendere sacrifici ma nessuno le ha chiesto di fare altrettanto”. Secondo Perotti gli unici due personaggi nuovi emersi negli ultimi anni in Italia sono Roberto Saviano e Beppe Grillo. L’agenzia di scollocamento dovrebbe aiutare le persone a uscire dalla collocazione che hanno sul lavoro e in societa’. (altro…)

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(Roma) La 12esima edizione della manifestazione podistica che ricorda l’atleta argentino desaparecido offre anche un percorso a pedali in memoria dei 7 ciclisti di Lamezia Terme. Una gara ma anche una festa aperta a tutti, con iniziative culturali e di solidarietà. E con la “corsia rosa”.

Domenica La Corsa di Miguel celebra la sua dodicesima edizione. La manifestazione podistica è nata nel 2000 per ricordare la figura di Miguel Benancio Sanchez un ragazzo argentino con tante passioni: quella per la sua terra, per la corsa, per la poesia, per lo sport in generale.

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Chi era Miguel Era la notte tra l’8 e il 9 gennaio a Buenos Aires quando un Ford Falcon nero si fermò davanti a una casa dov’era esposta una bandiera dell’Argentina. Uno squadrone paramilitare al servizio della dittatura militare che dal 1976 al 1983 ha terrorizzato il paese sudamericano, fece irruzione in casa Sanchez e portò via Miguel, 25 anni, senza ragione. Come accadde ad altre trentamila persone circa, i tristemente famosi desaparecidos di cui nessuno ha più avuto notizie. Miguel era diventato un grande appassionato di maratone e aveva scritto una bellissima poesia intitolata “A te atleta”.

Come nacque la corsa Diversi anni dopo un giornalista romano della Gazzetta dello sport, Valerio Piccioni, in un viaggio in Argentina è venuto a conoscenza della storia di Miguel ed ebbe l’idea di realizzare un evento che ricordasse la figura dell’uomo Miguel, la sua storia di atleta, la sua storia di uomo che ha sacrificato la vita per un ideale di libertà. Così la Corsa di Miguel, che oggi si corre anche a Buenos Aires, a Bariloche (Argentina), a Barcellona in Spagna, negli Stati Uniti e a L’Aquila da due anni, è diventata un simbolo: si corre per riaffermare il principio che la libertà individuale di ogni uomo è un diritto inalienabile.

Per questo negli anni gli organizzatori della Corsa di Miguel hanno voluto arricchire la manifestazione con tante iniziative destinate a diffondere sempre di più il messaggio della corsa. Nelle scuole ben 139 quelle che hanno aderito, tra i ragazzi, ma anche, e mai come quest’anno, tra gli altri sportivi non solo i podisti: baseball, softball, ciclismo.

GUARDA LA MAPPA DELLA CORSA (pdf)

La gara La gara vera e propria, prenderà il via alle ore 10 da via dei Campi Sportivi (Acquacetosa). Mentre alle 9.20 partiranno le due “onde” in bibicletta – una delle novità di quest’anno:  la prima prevede una pedalata amatoriale di 8 chilometri fino a Ponte Milvio; la seconda, più impegnativa, è una randonnée di 73 km fino a Formello con ritorno allo stadio Paolo Rosi, sempre all’Acqua Acetosa, dove si conclude anche la corsa . In testa al gruppo delle biciclette ci saranno i 40 compagni di allenamento e gli amici dei sette cicloamatori calabresi vittime del drammatico incidente stradale di Lamezia Terme dello scorso 5 dicembre. Il raduno alle 9.30 davanti al parcheggio dell’AcquaAniene.

GUARDA IL PERCORSO IN BICICLETTA (pdf) (altro…)

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Mi sono seduto sul bordo della vita

 e con i piedi a penzoloni

 ho guardato l’infinito

respirando il suo profumo.

 

dal libro “Il giorno in più” di Fabio Volo.

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