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Posts Tagged ‘liberalizzazioni’

GuidiLE NUOVE REGOLE CONSENTONO PASSAGGI DI PROPRIETÀ DI IMMOBILI NON ABITATIVI ANCHE AGLI UFFICI LEGALI, CHE DOVRANNO DIRE PRIMA IL COSTO DEL LORO LAVORO.

Lo scorso 20 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla concorrenza che adesso attende il vaglio del Parlamento che potrebbe decidere di apportare modifiche a uno o più articoli. Le disposizioni contenute all’interno del testo di legge sono destinate, come affermato nell’art. 1 del ddl stesso, a “rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi del diritto dell’Unione europea”. Le liberalizzazioni presentate dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi coprono un ambito che va dagli sconti sull’Rc auto, alla maggiore trasparenza nei contratti di telefonia e pay-tv alla portabilità dei fondi pensione, passando per le società dei farmacisti. Ma le categorie maggiormente toccate dalle riforme del “ddl concorrenza” sono avvocati e notai.  (altro…)

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Trattativa a oltranza in Senato per sciogliere gli ultimi nodi sulle liberalizzazioni. Quello più difficile da dipanare riguarda le farmacie, che restano all’ultimo punto nella maratona negoziale tra Pd, Pdl, Terzo polo e governo. Mentre scriviamo la commissione Industria si è già convocata e sconvocata per diverse volte, riuscendo a riunirsi soltanto per pochi minuti per votare l’emendamento governo sull’Ici Chiesa passato all’unanimità. Per
l’intera giornata i due relatori, Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) restano chiusi in una stanza con il sottosegretario Claudio De Vincenti per trovare «la quadra» sugli ultimi 20 articoli: i più importanti. (altro…)

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Salta il fondo con le entrate della lotta all’evasione Interinali come i dipendenti Scudo, si paga entro maggio.

Via libera del Consiglio dei ministri, dopo oltre sei ore di discussione, al decreto legge per la semplificazione degli adempimenti fiscali. A sorpresa, salta la norma che avrebbe vincolato l’uso dei fondi recuperati all’evasione fiscale alla riduzione della pressione fiscale per le fasce di reddito più deboli, ed in particolare all’aumento delle detrazioni per i carichi familiari. Mentre secondo fonti della presidenza del Consiglio è passato (anche se non compare nel comunicato) l’articolo del decreto che prevede l’inserimento dei commercianti e degli esercenti, segnalati per la violazione dell’obbligo di emettere scontrini o fatture, nelle “liste” di sospetti evasori nei confronti dei quali l’Agenzia delle entrate condurrà specifici accertamenti. (altro…)

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Liberalizzazioni a rischio. Il testo del decreto Cresci-Italia, sommerso da migliaia di emendamenti in commissione Industria del Senato, prosegue il suo faticoso percorso tra le pressioni delle lobby e la complicata quadra politica. La versione che arriverà il Aula mercoledì prossimo per il voto – blindata in un maxi emendamento su cui il governo potrebbe porre la fiducia – rischia di essere migliorata solo in parte. Sui temi forti, si teme un dietrofront completo. Come per i taxi: la decisione su eventuali nuove licenze da mettere a bando torna in capo ai sindaci, così come l´extraterritorialità del servizio. Sulle farmacie crescono le resistenze per le nuove aperture, così i malumori su tariffe e preventivi dei professionisti. Intanto alcuni capitoli – Srl dei giovani e tribunale delle imprese (sul punto, ieri la presidente di Confindustria Marcegaglia ha incontrato il ministro della Giustizia) – sembrano privi di copertura finanziaria. (altro…)

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Nella prima, sommaria lenzuolata di liberalizzazioni varata dal governo Monti brillano alcune assenze eccellenti. Non solo banche, non solo assicurazioni, non solo reti ferroviarie ed energetiche. Le aree risparmiate o solo parzialmente coinvolte dal processo di apertura del mercato sono diverse. Lo denuncia in esplicito il documento della Ue anticipato da “Repubblica” venerdì scorso: in molte parti il decreto «poteva essere più ambizioso». Certo, se si considera la base di partenza, un Paese impastoiato dalle corporazioni e ricattato dalle lobby, nel bicchiere c’è più pieno che vuoto. Ma il vuoto rischia di allargarsi, con il forsennato assalto alla diligenza in Senato, dove al decreto CresciItalia sono stati presentati 2.400 emendamenti. (altro…)

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Come il sonno della ragione, l´incrocio tra governo «strano» e Parlamento sovrano genera mostri. Duemilaquattrocento emendamenti presentati al Senato sul decreto legge per le liberalizzazioni sono un´offesa al buon senso e al buon gusto. Tradiscono un´idea malintesa, che allontana sempre di più gli eletti dagli elettori. Non si vuole difendere la sovranità del potere legislativo. Si vuole proteggere l´intangibilità del sistema corporativo. La «lenzuolata» appena varata da Monti e Passera non ha la stessa forza di quelle introdotte da Prodi e Bersani nel 1998 e nel 2006. Come conferma il rapporto della Commissione europea anticipato ieri da «Repubblica», è ancora troppo timida. Non affonda la lama della concorrenza nel ventre molle della rendita, in aree strategiche come le banche e le reti, le assicurazioni e le professioni. (altro…)

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Oggi Gilioli scrive che tutto questo furore da liberalizzazioni ci sta mettendo tutti contro tutti: tassisti, edicolanti, notai, autotrasportatori, commercianti. Come nella vignetta di Mannelli sul Fatto di domenica.
E ancora, ieri sul corriere Giavazzi scriveva dei giovani defraudati del futuro per colpa dei “vecchi lavoratori” come me, che hanno delle protezioni, e dunque ora al centro della riforma del lavoro c’è una “questione di equità tra cittadini protetti dai sindacati e cittadini coinvolti nelle liberalizzazioni”.

Così oggi discutiamo su articolo 18, riforme, blocchi selvaggi dei tir e sciopero dei tassisti.
E non ci accorgiamo del fatto che le imprese italiane sono finite o stanno per finire in mano ai gruppi esteri.
Che stiamo ancora aspettando le promesse sui tagli ai costi della politica.
Che il problema non è Schettino, ma chi lo ha messo lì, chi non ha detto nulla ai precedenti inchini.
Che il problema dei forconi in Sicilia e in Sardegna potrebbe spegnersi da solo se lo Stato desse ai giovani, agli agricoltori ai disoccupati del sud una speranza per vivere e lavorare, non mandare solo le cartelle di Equitalia.
Che se autotrasportatori, tassisti, professionisti, farmacisti non si sentono in dovere di fare un passo indietro e rinunciare a qualcosa per il bene comune è anche perchè in questi anni il concetto di Stato e bene comune è stato affossato.
Non è forse “meno stato, più mercato” lo slogan dei liberisti?

Da unoenessuno.blogspot.com

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ROMA – Mentre tassisti e autotrasportatori scioperano, lo scontento cresce anche tra chi non è né tassista, né camionista, né farmacista, né avvocato. Il decreto sulle liberalizzazioni, infatti, delude sul fronte dell’attacco alle vere «lobby» che in un modo o nell’altro mettono le mani nelle tasche dei cittadini. I nomi sono presto fatti: assicurazioni, banche, pedaggi autostradali. Proprio ieri l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti (Onlit) bastonava il professor Monti: «Questo governo è forte con i deboli e debole con i forti». L’Osservatorio se la prende con gli «extraprofitti enormi» che derivano alle 23 concessionarie autostradali. Le concessioni, infatti, sono state quasi tutte rinnovate. Addio, dunque, alla possibilità di introdurre alcuni cambiamenti che avrebbero permesso di ristabilire un po’ di equità in un settore che – dice ancora l’Onlit – «ha ammortizzato i costi di investimento, ridotto il costo del personale del 10% grazie all’automazione, incrementato i veicoli trasportati e aumentato i pedaggi sempre oltre l’inflazione». (altro…)

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In un dibattito televisivo il rappresentante dei farmacisti italiani – un signore anziano e combattivo – non ha saputo o voluto dire quanto rende, in media, una farmacia in una grande città. Ha saputo e voluto dire tutto il resto: quali problemi, quali rinunce, quali ingiustizie la categoria rischia di patire con la (parziale) liberalizzazione del settore. E ha anzi molto insistito con il conduttore affinché si parlasse di cifre e di aspetti concreti. Ma uno dei dati decisivi per formarsi un’opinione sulla questione – quanto guadagna una farmacia bene avviata – è stato platealmente omesso. (altro…)

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Mentre i taxi paralizzano il centro di Roma, senza non pochi momenti di tensione, la rivolta dei tir contro i rincari dei carburanti, dei caselli autostradali e dell’ Irpef, si sta spostando dalla sicilia verso il nord della penisola … qui un riepilogo della situazione, regione per regione!

Traffico bloccato alla barriera di Caserta dell’ autostrada A1 (Abbate/Ansa). (altro…)

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Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola. Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì. Leggetelo, lo trovate qui.

Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.

Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti. Quelli di serie A, naturalmente, perché quelli di serie B saranno il “prodotto”, ovvero coloro su cui si farà business. Un tot a carcerato. E il carcere, naturalmente, dovrà essere sempre pieno altrimenti non conviene: non buttate più cartacce per terra, mi raccomando. (altro…)

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Banche, autostrade, treni, gas e benzina. Le attese «tradite» dalle liberalizzazioni.

Mario Monti si è presentato dichiarando guerra a privilegi delle corporazioni e rendite monopolistiche. E sarebbe ingiusto ripetere oggi quanto ha detto venerdì Silvio Berlusconi uscendo dall’aula dove si celebrava il processo Mills: «La cura non ha dato risultati». Perché nel decreto liberalizzazioni ci sono alcune novità coraggiose. Addirittura rivoluzionarie rispetto all’apatico immobilismo del precedente governo del Cavaliere: tanto convinto del fallimento del suo successore da aspettarsi ora addirittura «di essere richiamato». Parole sue, naturalmente…
Ma sarebbe ingiusto anche non sottolineare le tante retromarce fatte rispetto alle attese che la cosiddetta «fase due» aveva generato. Confermando la sensazione che gli oligopoli siano riusciti anche in questo caso a limitare i danni. (altro…)

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Il decreto “salva Italia”, ormai diventato legge, suscitò molte critiche, soprattutto a causa della riforma delle pensioni che creava sofferenza ma aboliva anche diseguaglianze notevoli tra quanti godevano ancora del privilegio del sistema retributivo e quanti (i più giovani) erano già passati al sistema contributivo.
Ma l´opposizione alla grandinata di tasse, necessaria per evitare lo sfascio dei conti pubblici, non è paragonabile all´ondata di recriminazioni, contestazioni, scioperi, blocchi stradali, riserve da parte delle forze politiche (del Pdl soprattutto), manifestazioni di “indignati”. Scioperano i tassisti, i camionisti, i pescatori siciliani, i farmacisti, i benzinai, gli avvocati; in Sicilia la protesta ha paralizzato l´isola intera ed ha inalberato addirittura la bandiera separatista della Trinacria. Solo adesso si intravede qualche segnale di resipiscenza.
Era prevedibile, il nostro è il Paese corporativo per eccellenza, tutti i tentativi di introdurre qualche modesta liberalizzazione sono puntualmente falliti contro la muraglia delle lobbies. (altro…)

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Bob Solow, insignito nel 1987 del Nobel per i suoi studi sulla crescita economica, che “della crescita conosciamo gli ingredienti, ma non la ricetta esatta”. I provvedimenti del decreto “cresci Italia” varati ieri dal nostro Consiglio dei ministri contengono non pochi di questi ingredienti. Ci ricordano le lenzuolate della passata legislatura. Ciascuno di questi provvedimenti è destinato ad avere un effetto positivo sul reddito nazionale. I dubbi rimangono sull’entità e sulla durata di questi effetti. Non sappiamo quanto saranno grandi e quanto dureranno nel tempo. Anche per questo quello compiuto ieri è solo un primo passo. C’è ancora tanta strada da fare e tante opposizioni da vincere. (altro…)

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Chi vince e chi perde la partita delle liberalizzazioni? Un po’ tutti (ma non tutti): se ha un senso intervenire su privilegi e corporazioni per alleggerire i pesi ch impediscono al Paese di spiccare il volo è bene che sia i «piccoli» sia i «grandi» rinuncino ad uno spicchio dei loro privilegi. Se ogni categoria, lobby o potentato accetta di fare anche un solo passo indietro l’intera collettività può avere grandi benefici.

Le famiglie certamente avranno dei vantaggi,mapiù sul fronte dei servizi che su quello dei prezzi (ieriun cartello di associazioni di consumatori stimava infatti che rispetto alle prime ipotesi di decreto il risparmio annuo sarà di 465 euro anziché di 900). Le imprese, non portano a casa i rimborsi dei crediti della pubblicaamministrazione attraverso i Btp ma ottengono l’istituzione di un Tribunale ad hoc per sbrigare le loro vicende (dalle cause tra soci alla class action alle truffe sui marchi) ed una bella sventagliata di semplificazioni. Chi opera nell’edilizia beneficerà di minori tasse e minor burocrazia. Senz’altro tutte le imprese avranno vantaggi dall’abolizione delle tariffe minime e massime dei professionisti, che certamente in quanto lobby perdono qualcosa. I notai limitano un po’ i danni: saranno 500 in più e non 2000 come sembrava a metà giornata. (altro…)

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Ora la Fase Due è cominciata davvero. Il maxi-decreto sulle liberalizzazioni ha un «valore economico» opinabile. Non sappiamo se davvero potrà far risparmiare 1.800 euro l´anno per ogni famiglia come stima l´Adiconsum, far crescere il Pil dell´1,4% come sostiene il Cermes-Bocconi, far aumentare dell´8% l´occupazione e del 12% i salari reali come prevede la Banca d´Italia. Ma sappiamo che la lenzuolata di Monti e Passera ha una «cifra politica» altissima.
Si può discutere finché si vuole sui vuoti e sui pieni di questo provvedimento. Si possono criticare le concessioni sui farmaci e sul commercio, le rinunce sulle reti ferroviarie e sull´agenda digitale, le retromarce sulle assicurazioni e sulle banche: più coraggio non avrebbe guastato. Ma quello che non si può discutere è che per la prima volta, ormai da molti anni, un governo ha l´ambizione di proporre agli italiani una prima «riforma di sistema», improntata ai principi dell´economia liberale. (altro…)

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44 articoli “per rendere più competitiva l’Italia”: dopo una seduta del Consiglio dei Ministri durata quasi nove ore, Mario Monti ha illustrato il decreto “Cresci Italia” (seconda parte della manovra, dopo il pacchetto di riforme “Salva Italia”) che ha ottenuto anche il sostegno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Via libera al decreto legge sulle liberalizzazioni, dopo una seduta del Consiglio dei Ministri durata quasi nove ore. Mario Monti ha illustrato il decreto “Cresci Italia” (seconda parte della manovra arrivata dopo il pacchetto di riforme “Salva Italia”) citando il sostegno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha definito il provvedimento del governo “corposo e incisivo”. ”Abbiamo adottato un pacchetto di riforme strutturali per la crescita. L’economia italiana è stata per decenni frenata soprattutto da tre vincoli: concorrenza insufficiente, inadeguatezza delle infrastrutture e complicazione delle procedure amministrative”, ha detto il premier Monti nella conferenza stampa dopo il Cdm. (altro…)

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