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Posts Tagged ‘L’Inflessibile Debolezza delle leggi Italiane’

Diritto malato di eccessi ideologici. Meglio introdurre leggi a termine.

C’è un che di talebano nel nostro modo d’affrontare le questioni. O di qua o di là, senza vie di mezzo. In mezzo c’è solo un campo di battaglia, percorso da furori ideologici, intransigenze, spiriti belluini. Vale per i rapporti di lavoro, come la riforma dell’articolo 18. Per le materie politiche, come la nuova legge elettorale, dove è in corso una sfida all’arma bianca fra seguaci del proporzionale e del maggioritario. Per i temi etici, come il testamento biologico o le nozze gay. Uno vince, l’altro perde.Il bottino del vincitore è sempre rinfoderato in una legge, tagliente come lama di coltello sulla gola dell’esercito sconfitto.
Da qui norme rifiutate da una buona metà della popolazione, e perciò scarsamente rispettate. Il seme dell’illegalità trova anche in questo il suo terreno di coltura, in un sistema di regole percepite come ingiuste, vessatorie. Da qui, inoltre, un ordinamento punteggiato da miriadi di corpi contundenti, perché le leggi sono troppe, come i combattimenti ingaggiati dai partiti. Da qui infine lo svuotamento della funzione stessa della legge. La democrazia è compromesso, diceva Kelsen. La sua principale istituzione — il Parlamento — serve per l’appunto a favorire il dialogo fra le parti avverse. Sicché ogni legge dovrebbe riflettere questa capacità d’ascolto, di comprensione delle ragioni altrui. (altro…)

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