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Posts Tagged ‘londra 2012’

L’ITALIA dei pugni porta in finale due pugili su tre: Russo si giocherà stasera l’oro dei massimi. Cammarelle invece salirà sul ring di nuovo domani pomeriggio. È stata una vittoria alla Tatanka, roba da cinema. Stavolta Clemente Russo il film se l’è girato da solo, senza Roberto Saviano. In nove minuti, tre round, tre atti: una sceneggiatura perfetta. Aggancio narrativo, colpo di scena, caduta, resurrezione e lieto fine a sorpresa. Ma lo sport non è fiction, quasi mai almeno. Quando a metà della seconda ripresa Russo è andato giù per una mazzata al fegato che avrebbe abbattuto pure un bisonte vero, sembrava finita. Anzi «era proprio finita», come avrebbe detto poi Francesco Damiani. Ma per un altro, non Tatanka. «Sul ring salgono in tre, l’uomo, l’atleta e infine il pugile» era il motto del suo maestro nella palestra di Marcianise. (altro…)

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Grazie signora Idem. Per la gioia di questa mattina di sole al castello di Windsor, per aver indicato sorridendo i cigni prima di partire ché una finale olimpica è una finale olimpica, sì, ma la bellezza dei cigni qui accanto, guardate Grazie per essere uscita dalla gara da combattente ed essere tornata nella vita da regina, un attimo dopo, coi figli in braccio e il sorriso radioso a dire «tutti devono sentirsi comodi nello sport, quelli che vincono e quelli che perdono. Stasera con mio marito beviamo un bicchiere di vino, che dopo tutti i cereali che abbiamo mangiato ce lo meritiamo davvero». I cigni, il vino. Le lacrime che scendono sole mentre dici, ridendo, «non siate tristi per me. È stato un sogno bellissimo da vivere insieme. (altro…)

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Faccio un tifo affettuoso per le ragazze coi nastri e le clavette, eppure non posso evitare di domandarmi: siamo alle Olimpiadi o al circo Togni? Ho il massimo rispetto per coloro che li praticano con dedizione e destrezza, ma ai Giochi ci sono sport che sembrano, appunto, dei giochi. Ieri, prima delle clavette, ho visto gente buttarsi da un muro con delle bici e poi pedalare sopra le montagne russe. Sembrava una pubblicità sullo stato d’animo dei risparmiatori italiani o uno spareggio di «Giochi senza frontiere». Invece era una gara olimpica, il Bmx. Poi ci sono le sirenette che danzano in acqua. E quelle che prendono a racchettate un volano come bambini sulla spiaggia. (altro…)

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Delle diciassette medaglie finora conquistate nell’ambito della Campagna di Londra, sette provengono dagli spadaccini, cinque dai tiratori scelti e una dagli arcieri. Era dai tempi delle guerre puniche che l’Italia non forniva una prova simile di virtù militari. Non che la cosa inorgoglisca particolarmente il pacifista che è in me. Ma l’italiano scettico, anch’esso in me, rimane basito davanti a una manifestazione di destrezza bellica così lontana dalle tradizioni della casa. Se uno cerca un artista, un cuoco, un sarto, questo è da sempre il posto giusto. Ma i soldati infallibili e coraggiosi di solito crescevano altrove. Talmente altrove che durante il Rinascimento li ingaggiavamo all’estero come Ibrahimovic per combattere le guerre che ci facevamo tra noi. (altro…)

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