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Posts Tagged ‘londra’

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A Londra l’ennesimo attentato ci ricorda quanto siamo vulnerabili, a prescindere da quanti soldati piazziamo sulle strade, dalle telecamere che ci riprendono, da quanto siamo spiati.
L’attentatore di cui è ancora ignota l’identità, ha investito delle persone, aggredito dei poliziotti davanti la sede del Parlamento: armato di un auto e di un coltello. (altro…)

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I Bombardamenti
Caccia della Raf già oggi in azione “Oltre tremila jihadisti occidentali combattono con lo Stato Islamico”.
LONDRA – Bisogna attaccare e distruggere lo Stato Islamico perché «è una minaccia alle strade della Gran Bretagna», che perciò ha “il dovere” di combatterlo. Così dice David Cameron alla Camera dei Comuni, chiedendo e ottenendo l’approvazione (524 voti a 43) di un intervento militare che segnal’entrata in guerra del Regno Unito a fianco degli Stati Uniti, della Francia e di mezza dozzina di paesi arabi. E a sottolineare che la minaccia «alle nostre strade» è reale giungono undici arresti in 24 ore a Londra e dintorni di estremisti islamici sospettati di terrorismo, tra cui un noto predicatore fondamentalista che incitava online alla guerra santa “contro i cristiani” pochi minuti prima che gli mettessero le manette. Quasi nelle stesse ore anche la Spagna arresta una cellula di nove uomini legati all’Is: alcuni arruolavano miliziani, altri sono combattenti pronti a partire o di ritorno dal territorio del “califfato” in Iraq e Siria.

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LA FAMIGLIA Guerrini di Ravenna occupa un tavolo intero del ristorante a buffet dell’albergo a due passi dalla Legoland inglese, tavoli e famiglie allineati a pranzo, navetta per il parco giochi, pacchetto tutto compreso con gita al castello di Windsor facoltativa. I Guerrini sono in sette. Padre madre due figli, amica con figlio piccolo, zia. Jonas, che ha nove anni, ha comprato sette nuovi personaggi Lego. «Mamma ci torniamo domani? ». «No, domani no. Ci sei stato ieri». «Dai, mamma». «Poi ne parliamo, Jonas. Ora perché non vai ai gonfiabili?». Janek, che ne ha 17, traffica con l’iPad. (altro…)

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Londra. Spenti i roghi dei «riots», la capitale si interroga su che cosa sia davvero accaduto. La «big one society», la grande società unita, ora non esiste più.

L’unico mondo di sottrarre le telecamere dalla telenovela dei Windsor sembra sia mettere la «cool Britannia» a ferro e fuoco. Viaggio nelle periferie dove i tagli alla spesa sociale chiudono ogni luogo di formazione o aggregazione. E le «madam» caricatevoli scendono per farsi fotografare con i bobbies Bambini felici, signore caritatevoli, dolcetti… Reportage dalle strade che i «riots» hanno messo a ferro e fuoco.  (altro…)

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La proposta è questa: non scendete in strada a far danno, state in casa e bevetevi una tazza di tè. Lanciata da un ex concorrente del Grande Fratello britannico, e ripresa da una serie di celebrità, Operation Cup of Tea è dilagata su Facebook e su Twitter, dove è stata a lungo «top trend», l’argomento più seguito. «Stay In and Drink Tea» è un modo (ingenuo) in cui l’Inghilterra cerca di ricordare a se stessa chi è? Certo: ma dimostra come i social network non siano, in sé, buoni e cattivi. Dipende quale uso ne facciamo.
Non si capisce, quindi, perché David Cameron mediti «di impedire alle persone di comunicare attraverso questi siti e servizi quando sappiamo che stanno preparando violenze, disordini e atti criminali». L’uomo è giovane, conosce i nuovi strumenti (sa certamente che Google non si pronuncia Gogòl, per esempio). (altro…)

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In rete rimbalzano foto della rivolta nelle città inglesi che mostrano episodi di saccheggio. Il premier inglese Cameron, ieri, ha etichettato la protesta «pura criminalità». Una lettura che prelude a quella che sarà l’unica risposta tangibile del governo inglese: sedicimila agenti schierati per le strade di Londra, città epicentro degli scontri. Eppure, proprio i saccheggi, esibiti come prova incontrovertibile del carattere violento dei rivoltosi, sono il sintomo di un corto circuito nell’immaginario simbolico. Una generazione cresciuta in una società il cui unico messaggio era “consumate e siate felici”, tenta di rientrare in un mondo dal quale è stata esclusa. L’ideale consumistico è diventato irrealizzabile per una parte della popolazione. Chi non produce e non consuma non esiste. Ne parliamo con Umberto Galimberti, filosofo e docente universitario. (altro…)

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Non ci penserà molto spesso ma tornando a casa in anticipo dal suo soggiorno italiano per farsi carico dell’emergenza, il premier britannico, David Cameron, deve aver pregato di trovare il classico tempo dell’estate inglese: pioggia, preferibilmente scrosciante. Perché la sensazione dominante nel governo e nelle forze di polizia è l’impotenza di fronte all’improvviso scoppio di disordini e illegalità nelle principali città della Gran Bretagna. È tanto difficile spiegare queste sommosse, quanto sarà per David Cameron venirne a capo. Solo la pioggia sembra in grado di poterle spegnere in fretta. (altro…)

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LA CRISI SOCIALE  Il tumulto continua e dilaga. Al terzo giorno di scontri ed espropri, quella che era cominciata come una rivolta localizzata contro il razzismo della polizia, sta assumendo contorni per certi versi inaspettati e diventando il «caso più serio e distruttivo di violenza urbana dai tempi delle rivolte di Brixton e Toxteth del 1981», per usare le parole del quotidiano britannico The Guardian. Non più solo Londra ma altre città del paese. Non più solo giovani uomini e donne afro-caraibici od asiatici, i gruppi etnici più colpiti dalle angherie della polizia, ma anche bianchi britannici. (altro…)

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Da tempo la polizia lanciava allarmi su crescenti tensioni sociali in varie zone di Londra. Il governo Cameron sembra incapace di riportare la situazione sotto controllo.

Se badiamo ai fatti, la rivolta è stata causata dalla controversa uccisione di un uomo da parte della polizia nel quartiere di Tottenham. Ma ci sono ragioni più profonde. Da tempo le forze dell’ordine lanciavano allarmi su crescenti tensioni sociali in varie zone di Londra. Al cuore di queste tensioni e della violenza esplosa in questi giorni c’è la sensazione da parte di un’ampia fetta delle generazioni più giovani, nella capitale e in altre regioni del paese, che per loro non c’è un futuro, e nemmeno rispetto, e neppure interesse.
Ho partecipato recentemente a un programma televisivo in cui molti giovani dicevano che sarebbe successo qualcosa se il governo conservatore di David Cameron avesse portato avanti il suo programma di pesanti tagli alla spesa pubblica. Certo, il livello di violenza e le azioni puramente criminali a cui stiamo assistendo a Londra e in altre città sono andati al di là di quello chiunque si sarebbe aspettato. Ed è importante affermare che non ci sono scuse per disordini che violano la legge. (altro…)

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Continuo a guardare la foto di quel teppista che si aggira fra le fiamme di Londra in tuta e scarpette firmate. E’ una povera vittima, un relitto disperato della nostra società opulenta, come vorrebbe certa sociologia? Mah. I poveracci sono un’altra cosa: i bambini del Corno d’Africa con gli occhi sbiancati dalla fame, quelli sono vittime e infatti non indossano scarpe griffate. E’ allora soltanto un delinquente «puro e semplice», come sostiene il primo ministro inglese? Anche questa interpretazione è fin troppo comoda. Sembra formulata a uso e consumo dei benpensanti: per non turbarli, per non svegliarli. (altro…)

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Dopo Londra, violenze anche a Birmingham, Liverpool, Manchester e Bristol. In tre giorni feriti 35 poliziotti, arrestate oltre 450 persone, 69 delle quali sono state incriminate (tre per tentato omicidio). Sospese alcune partite di calcio per timore di disordini.

LONDRA – L’Inghilterra brucia. Da Londra a Birmingham, da Liverpool a Manchester, fino a Bristol, si ripetono scene di violenza, saccheggi, bombe molotov e scontri tra giovani con il volto coperto e polizia. Partita da Londra 1, la rivolta innescata dall’uccisione da parte della polizia di un giovane nero si estende ad altre città. E il bilancio si aggrava: in tre giorni nella sola capitale sono stati feriti 35 agenti, oltre 450 persone, tra le quali un ragazzino di 11 anni, sono state arrestate e per almeno 69 è scattata l’incriminazione. A Brent, nordovest Londra, tre persone sono state accusate di tentato omicidio dopo che un un agente è stato investito mentre tentava di fermare dei presunti saccheggiatori. Per fronteggiare l’emergenza nelle prossime 24 ore nelle strade della capitale britannica saranno schierati 13.000 agenti. (altro…)

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