Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘lucia annunziata’

Il 2011 si è chiuso su una scena minore ma emblematica del nostro futuro comune. Sull’asfalto di piazza Tahrir al Cairo un gruppo di soldati poco tempo fa si accaniva a calci sul corpo trascinato a terra di una donna che partecipava a una protesta. Noi, cittadini del tempo mediatico globale, guardavamo in diretta e con orrore al salire e scendere degli scarponi, alla nudità esposta della ragazza, al chador simbolo di pudicizia così impudicamente strappato, per altro da uomini di fede musulmana. (altro…)

Read Full Post »

Gli assassini non meritano aggettivi. Basta l’elenco dei fatti. Nelle guerre a sfondo islamista degli ultimi 30 anni, dal Mediterraneo alle Filippine, dal Caucaso all’Africa, dunque in una delle maggiori superfici del globo, gli uomini e le donne che vengono trucidati dal terrorismo, sono, di preferenza, uomini e donne disarmati. Giornalisti, preti, suore, e volontari di organizzazioni umanitarie. L’Italia ha aggiunto ieri il suo ultimo nome all’elenco già lungo di prigionieri – ricordiamo Simona Torretta, Simona Pari, Giuliana Sgrena, Clementina Cantoni. E ha allungato anche quello dei morti, dopo Enzo Baldoni, in Iraq, e il free lance di radio radicale Antonio Russo ucciso in Georgia nell’ottobre del 2000. (altro…)

Read Full Post »

Sono umilianti ma funzionano. Ridotto alla classica dimensione del guscio di noce, questo è il più realistico giudizio che si può dare delle quote rosa. È dunque con lieta mestizia che accogliamo la decisione finalmente presa dal governo di approvare un disegno di legge che porterà più donne nei cda delle aziende a partire dal 2015, con una misura che in realtà avrebbe già dovuto essere da anni parte della nostra storia sociale. (altro…)

Read Full Post »

Italia, se ci sei batti un colpo. Mentre ieri a Tripoli le fiamme divoravano edifici pubblici, i valori in Borsa di petrolio e gas cadevano a picco, e aerei e navi portavano via in fretta e furia cittadini stranieri dalla Libia, un tam-tam internazionale, da Bruxelles alla Bbc, al New York Times, ad Al Jazeera, alle rappresentanze diplomatiche europee, ha scaricato su di noi questa affermazione. Sulle tv straniere (ma qualcuno guarda qualcosa che non sia Rai e Mediaset a Palazzo Chigi?) passano e ripassano le immagini degli abbracci fra il nostro premier e Gheddafi, in tutte le loro molte performances: con o senza contorno di guardie del corpo femminili, con o senza mantelli berberi. Richiamata, per una volta, alla sua non lontanissima grandezza, al suo ex destino imperiale, l’Italia è sollecitata da tutta la comunità internazionale perché eserciti, come ogni potenza europea, le responsabilità acquisite nelle nazioni che una volta ha dominato. (altro…)

Read Full Post »

Il Cigno nero che proprio in questi giorni a Davos è stato appassionatamente cercato dai cervelloni della economia mondiale, si è materializzato – a sorpresa com’è nella sua natura – ed ha allargato le sue ali sul Nilo. Il Cigno nero, nel linguaggio di Davos, è una figura simbolica statistica, «un evento ad alto impatto, bassa probabilità, bassissima prevedibilità». Esattamente quello che possiamo dire di quello che è successo ieri al Cairo.

Il faraone Mubarak dopo trent’anni di immobilità ha imboccato in poche ore il viale del tramonto. Ha nominato un vicepresidente, il primo nella sua lunga storia politica, mentre una piccola flotta di Lear Jet privati, come in tutti i fine regime, si levava in volo dall’aeroporto cairota con a bordo i suoi figli e i ricchi del Paese, in fuga con le loro famiglie, i loro capitali e le loro Vuitton. La fine formale del regno del Faraone non è stata dichiarata ma certo ce ne sono tutte le sembianze: le decisioni di ieri hanno comunque fatto giustizia di ogni ipotesi che Mubarak si ripresenti alle presidenziali, o che suo figlio Gamal imbocchi la strada della dinastia. (altro…)

Read Full Post »

Il primo febbraio del 1979 l’ayatollah Khomeini ritornava in Iran, il 26 marzo dello stesso anno il presidente egiziano Anwar al Sadat firmava a Washington gli accordi di pace con Israele.
Il mondo occidentale risolveva un problema e ne acquistava un altro; trovava un nemico e guadagnava un amico. Per capire l’importanza dell’Egitto occorre tenere in mente quella data che segna anche il delinearsi del nuovo turbolento Medio Oriente in cui ancora viviamo. Da allora il mondo – e il nostro in particolare- si regge su questo precario bilanciamento fra un mondo musulmano con governi a ispirazione religiosa e governi moderati. (altro…)

Read Full Post »