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Posts Tagged ‘lupi’

Ai tempi – Da premier e anche prima pretese l’addio di vari ministri, anche non indagati.

Il garantismo, o presunto tale, può anche essere un vestito. Da indossare a seconda della stagione politica. E a Matteo Renzi, apostolo della rottamazione, cambiare piace. Per esempio, già da aspirante segretario del Pd invocava dimissioni per i ministri di Enrico Letta: magari neppure indagati, però impelagati in casi politicamente scomodi. E pare un altro Matteo, rispetto a quello ombroso e tanto garantista delle ultime settimane, in cui il caso Consip ha mietuto un avviso di garanzia per Luca Lotti, renziano prima che ministro. Anzi, dal Lingotto Renzi ha ringhiato contro “chi ha confuso la giustizia con il giustizialismo”. E non una parola sul Lotti indagato. (altro…)

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scanzi

Duello a colpi di fioretto tra la firma de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il capogruppo alla Camera di Area Popolare (Ncd-Udc), Maurizio Lupi, durante Piazzapulita (La7). Ad accendere la miccia del dibattito è lo scontro frontale tra i due sulddl Cirinnà, nei confronti del quale Lupi si esprime con toni molto critici. Scanzi osserva: “Cosa fa Ncd se passa il ddl Cirinnà? Cosa volete che faccia? Ncd è una sorta di categoria dello spirito hegeliano, è qualcosa di immaginifico, non esiste in natura. Se domani si va al voto” – continua – “questo librettino prende più voti. Ncd usa la tecnica dell’”io ti ricatto ma so di non avere comunque niente in tasca”. In realtà, non c’è un potere, ma nel frattempo sono arrivate 5 poltrone e grandi intellettuali, dalla Gentile alla Bianchi. Tutta gente straordinaria“. (altro…)

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Incalza e Lupi

Il 18 dicembre 2000 a Porta a Porta, Silvio Berlusconi traccia le direttrici delle grandi opere italiane con la consulenza personale di Ercole Incalza. Un anno dopo, il ministro Lunardi vara la Legge Obiettivo nella quale vengono inserite tutte le principali opere del paese, dall’Alta Velocità alle autostrade, dalle metropolitane al Mose. Il 16 marzo scorso, il Tribunale di Firenze ha arrestato l’imprenditore Stefano Perotti lo stesso che da Ercole Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, otteneva la direzione lavori delle più importanti opere pubbliche, stimate oltre 25 miliardi di euro. In cambio di tanta manna, Perotti, secondo i magistrati, aveva assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi e ricompensava con consulenze e gratifiche Ercole Incalza. In seguito all’inchiesta, il Ministro Lupi, che non è indagato, ha dato le dimissioni. (altro…)

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Sul Corriere della Sera, a proposito delle dimissioni del ministro Lupi, il professor Angelo Panebianco ha trovato il rimedio, anzi “la bomba atomica” e cioè: “Un decreto che ponesse immediatamente fine a un ventennio di diffusione arbitraria di intercettazioni giudiziarie”. Ecco l’arma definitiva che Renzi avrebbe potuto “tirare fuori di tasca” per “contrapporsi alla piazza”, giustizialista s’intende. Questa lettura fa tornare in mente il Don Ferrante dei Promessi sposi, nel ritratto del Manzoni, il tipico erudito seicentesco immerso nello studio di qualsiasi disciplina, eroe e martire della dottrina inutile e della logica formale. (altro…)

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I nove figli di Delrio

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La #corruzione paga.

villa_galan

Di cosa parliamo, di cosa parlano tutti in questi giorni? Di un Rolex regalato al figlio di Lupi e di un biglietto aereo di circa 400 euro per sua moglie? Roba forte, che cattura l’immaginazione. Ma del 40% di maggiorazione su un giro di appalti di 25 miliardi gestiti dal ministero delle infrastrutture nessuno parla. Fanno circa 10 miliardi di tasse dei cittadini a cui vengono chiesti sacrifici, girate ai ladri di Stato e ai loro complici. A chi sono finiti questi 10 miliardi? Questa è la vera domanda da farsi. Il Rolex è un’informazione di distrazione di massa. Quanto fatturano i partiti attraverso le Grandi Opere? Qual è la tariffa base per la Tav o per il Mose per un partito di governo? E’ evidente che Incalza, dopo vent’anni di permanenza nel ministero delle Infrastrutture (salvo un breve periodo quando fu cacciato da Di Pietro, allora ministro) può ricattare chiunque, mettere nella merda qualunque partito. Il silenzio è la sua migliore assicurazione. (altro…)

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NatangeloDOPO L’INFORMATIVA A MONTECITORIO IL TITOLARE DELLE INFRASTRUTTURE ABBANDONERÀ. AVEVA DETTO: “SONO TRANQUILLO, IL GOVERNO È CON ME”. IL PREMIER: “SCELTA “SAGGIA”.

Domani mi dimetto”. Sono le sette della sera quando le agenzie di stampa battono l’annuncio di Maurizio Lupi. Impeccabile nel suo abito grigio sceglie il salotto di Porta a Porta per dire agli italiani che se ne va. Dopo tante insistenze per poter riferire davanti all’aula di Montecitorio (cosa che farà comunque stamattina), preferisce andare prima nella “Terza Camera”. È il segno dei tempi. “La mia verità”, trasmette lo schermo dietro al salotto di Vespa. E in effetti il quasi ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture racconta la sua storia. I giornali hanno sbattuto in prima pagina suo figlio, sua moglie. E allora, la sua decisione sarebbe maturata in famiglia. La motivazione più facile da spiegare: “Quando ti vedi tirato in ballo, pur avendo valutato i magistrati che non ho alcuna responsabilità, vedi tirato in ballo tuo figlio, gli amici…”. E poi, la sua ricostruzione delle ultime ore: “Renzi mi ha detto: ‘io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione’”. (altro…)

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LupiLe carte
Nelle informative del Ros le telefonate con gli indagati Incalza consigliò a Lupi: “Forse è meglio aspettare prima di entrare nel governo”. Ma lui non lo ascoltò.

ROMA – Per comprendere fino a dove, nelle ultime 72 ore, si era spinta la disperata menzogna del ministro Maurizio Lupi («Non ho mai raccomandato mio figlio, né ho bisogno che qualcuno mi compri degli abiti») e perché era diventata insostenibile, è utile scorrere le migliaia di pagine della monumentale informativa del Ros dei carabinieri depositata dalla Procura di Firenze quale allegato agli atti della pubblica accusa. In quelle carte sono infatti documentate due nuove circostanze.
La prima: il ministro (da oggi ex) non solo sollecita Ercole Incalza a prendersi cura del neolaureato Luca con parole chiare, ma è anche al corrente della “doppia possibilità” offerta al ragazzo. E dunque della disponibilità del costruttore Claudio De Eccher di prenderselo in carico (ipotesi che sarà poi scartata a beneficio di un’assunzione da parte di Stefano Perotti).

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Derubano gli alluvionati

DOPO LE TRAGEDIE LIGURI, INCALZA AL TELEFONO TEMEVA IL TAGLIO DEI FONDI IL MANAGER E IL MINISTRO AVEVANO PAURA DI RENZI E SOPRATTUTTO DI CANTONE.

Persino l’alluvione che ha devastato la Liguria preoccupa Ercole Incalza. Non per le vittime o i danni ambientali, ma perché c’è il rischio che i fondi destinati all’opera del Terzo Valico ferroviario della Milano-Genova possano essere dirottati alla ricostruzione, come propongono alcuni parlamentari. Ma il ministro Maurizio Lupi lo rassicura condividendo le preoccupazioni del fidato tecnico: anche io sono contrario. Tutto sarà sistemato. Per non parlare dei pensieri che crea la nomina di Raffaele Cantone all’Anticorruzione, le sue dichiarazioni sul Mose e gli annunci del premier, Matteo Renzi, sull’uso di un miliardo già indirizzato verso alcune Grandi Opere ma poi promesso ai Comuni.   A togliere il sonno a Incalza riesce anche il ministro Dario Franceschini che propone di sottrarre il 3% dei fondi per le infrastrutture e trasferirli alla Cultura: “Digli di evitare, assolutamente”. Incalza è attento a tutto ciò che accade. E se qualcosa gli sfugge interviene Lupi.  (altro…)

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A MONTE delle beghe tecnico-legali, Lupi doveva dimettersi per ragioni basiche di etica (pubblica e privata) che rendono quel gesto quasi automatico. Così come è automatico, in circostanze analoghe, snocciolare gli infiniti esempi di ministri inglesi o tedeschi che hanno levato il disturbo anche per molto meno. E questo è il punto A. Poi c’è un punto B. E sono certi commenti politici, certi titoli di giornale, certi schiamazzi internautici a leggere i quali pare che “i Lupi”, intesi come famiglia, siano tal quali i Soprano. (altro…)

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MannelliChe Maurizio Lupi se ne dovesse andare – per il lombrosario di cui si è circondato, per le balle che ha raccontato, per i favori che ha chiesto e ottenuto per il figlio e per quelli che ha accettato per sé e per la moglie, per i suoi interventi a favore di Perotti, per la sua conclamata incompetenza che faceva di lui il burattino nelle mani di Incalza & his band senz’alcuna possibilità di controllo, alla faccia del “primato della politica” – era ovvio. E infatti oggi se ne andrà, ora che è stato scaricato non solo da Renzi, ma pure da Alfano che non può permettersi di perdere la ragione sociale del suo partito: le poltrone di governo e sottogoverno. Ma, se il premier pensa di cavarsela con così poco (l’eventuale testa di Lupi), sbaglia di grosso. Spetta a lui, infatti, e non solo a Lupi, spiegare in Parlamento alcune cosucce.   1) Perché un ministero-chiave del suo governo come le Infrastrutture, gran mangiatoia di spesa pubblica, era rimasto nelle mani di Ercole Incalza che, oltre alle 14 indagini collezionate in trent’anni, era indagato dall’ottobre 2013 per il Tav Firenze-Bologna, per tacere della casa della figlia pagata in gran parte dalla Cricca della Protezione civile.  (altro…)

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Se avessi vent’anni e mi facessi il sangue amaro tra curriculum e concorsi, sarei molto irritato con Lupi, il ministro mannaro. Gli chiederei con quale coraggio possa ancora sostenere che l’Italia è il luogo delle opportunità per tutti, quando lui e suo figlio hanno appena offerto una dimostrazione plateale del contrario. Nella corruzione elevata a sistema, le mazzette in contanti sono diventate il lubrificante dei poveracci. A certi livelli le persone si vendono e si comprano attraverso i favori. Io regalo una casa a te che firmi un documento a me che trovo un lavoro a tuo cognato che ne darà poi uno a mio figlio. Le chiamano «triangolazioni». Ecco, se avessi vent’anni, sarei stufo di vivere in un Paese triangolare. Ne vorrei uno quadrato. Dove chi sta al governo si rende conto di avere responsabilità superiori a quelle degli altri cittadini. Anche come genitore. Lupi ha detto che al posto del figlio non avrebbe mai accettato in regalo un Rolex da diecimila euro (da un signore che lavorava grazie a suo padre, aggiungo io). Anziché ai giornalisti, avrebbe potuto spiegarlo prima all’interessato.    (altro…)

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Lupi

Forse una visita guidata al Museo Lombroso di Torino, che espone i crani imbottigliati in formalina dei manigoldi più famosi, non guasterebbe. La criminologia fisiognomica sarà pure una teoria superata, ma – visto come siamo conciati   – può ancora servire a riconoscere dalla faccia certi ladroni che periodicamente finiscono nelle patrie galere, poi rientrano nel giro, poi vengono riacchiappati, poi acciuffano una prescrizione e riagguantano la poltrona, per poi tornare nel loro habitat naturale: la cella di isolamento. Prendiamo Ercole Incalza: ex Psi (corrente sinistra ferroviaria), l’aveva fatta franca in ben 14 processi, fra prescrizioni, assoluzioni e norme ad hoc (gli errori giudiziari più diffusi sono le assoluzioni dei colpevoli). (altro…)

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Dimissioni

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Renzi-Lupi

LA MOZIONE DI SFIDUCIA DELL’OPPOSIZIONE PRONTA IN PARLAMENTO. IL PREMIER STA ZITTO PER NON ROMPERE CON NCD. E NE APPROFITTA PER ATTACCARE I GIUDICI.

Lo Stato non dà schiaffi a magistrati e carezze ai corrotti. Sostenere questo avendo responsabilità istituzionali o a nome di categorie, è triste. È una frase falsa, ingiusta, fa male ma non per il governo di turno, per l’idea stessa delle istituzioni”. Inizia così la giornata di Matteo Renzi. Con una risposta netta, che suona come un attacco frontale, al presidente dell’Anm, Sabelli. Era lui che lo aveva appena accusato di schiaffi ai magistrati e carezze ai corrotti. Inizia così, parlando agli alunni della scuola superiore di Polizia. (altro…)

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RenziQuando parla un politico, viene sempre da domandarsi: “Ma chi glieli scrive i testi a questo?”. Le intercettazioni della Banda Larga ci regalano una risposta sul ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, un tipo così sveglio e competente da stare lì sia con Letta sia con Renzi: il suo paroliere era Ercole Incalza. Il che spiega perché il sosia di Mariangela Fantozzi se lo tenesse ben stretto, anche da pensionato, con consulenze co.co.co. E perché minacciasse di far cadere il governo nel caso in cui la sua struttura fosse stata smantellata. Senza Ercolino, Lupi si sentiva perduto. Gli mancava la parola. Incalza stava a Lupi come Mogol e Panella a Battisti. Solo che Battisti, di suo, ci metteva le musiche, e che musiche. Lupi ci metteva gli errori, e che errori. Il 28 dicembre 2013 il presunto ministro deve dare un’intervista al Corriere sulle opere pubbliche. E, pur seguendole da 8 mesi, non ne sa una beneamata cippa. Così telefona a Incalza per le ripetizioni, come i concorrenti dei telequiz che chiedono l’aiutino all’amico a casa o comprano una consonante. Incalza, paziente, cerca di spiegargli qualcosa. (altro…)

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I tentacoli

PEROTTI DIRETTORE, RITENUTO COMPIACENTE, DI COMMESSE PER 25 MILIARDI DI EURO. LE ACCUSE, CANTIERE PER CANTIERE.

Foto di gruppo con tangente. Partendo dall’inchiesta sul tunnel sotto Firenze dell’Alta velocità ferroviaria, che il 13 settembre 2013 portò all’arresto, tra gli altri, della ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, la Procura della Repubblica di Firenze ha ricostruito in dettaglio il meccanismo corruttivo che gonfia il costo delle opere pubbliche. Nell’ordinanza di custodia cautelare per Ercole Incalza, Stefano Perotti, Sandro Pacella e Francesco Cavallo, il gip Angelo Pezzuti spiega che all’origine di tutto c’è la Legge Obiettivo di Silvio Berlusconi e Pietro Lunardi, che nel 2001 introdussero le procedure semplificate per le grandi opere. (altro…)

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E’ ORA (Ellekappa).

Ellekappa

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LupiMAZZETTE E APPALTI : IN MANETTE L’EX MANAGER DELLE GRANDI OPERE. AGLI ATTI I REGALI AL TITOLARE DELLE INFRASTRUTTURE E L’ASSUNZIONE DEL FIGLIO.

Maurizio Lupi non è indagato nell’operazione ‘Sistema’ del Ros dei carabinieri di Firenze guidato dal colonnello Domenico Strada ma ‘Il sistema’ a lui faceva capo politicamente. Tra i 51 indagati (45 dei quali perquisiti ieri) figurano altri politici del passato come Vito Bonsignore (ex europarlamentare Ncd e imprenditore autostradale), Antonio Bargone (sottosegretario del Governo D’Alema, passato a occuparsi di autostrade anche lui), Stefano Saglia (già deputato Pdl e sottosegretario allo sviluppo con Berlusconi) e l’ex deputato Pdl e poi sottosegretario Ncd, Rocco Girlanda. (altro…)

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La banda dei soliti noti

Finora, a ogni scandalo, abbiamo sempre riconosciuto che Matteo Renzi e il suo governo non c’entravano, perché erano appena arrivati. Da ieri, con l’arresto di Ercole Incalza, non è più così. Il governo c’entra eccome. Il premier vede platealmente rottamata la sua presunta rottamazione e deve spiegare molte cose, al Parlamento e all’opinione pubblica. E il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi (Ncd) se ne deve andare alla svelta. Il fatto che non sia indagato non vuol dire nulla: per molto meno Renzi due anni fa, quando era ancora un aspirante segretario del Pd, chiese la testa di due ministri del governo Letta, Alfano e Cancellieri, che non erano indagati, ma certamente responsabili di condotte ritenute incompatibili con le loro funzioni (sequestro Shalabayeva e teleraccomandazioni alla figlia di Ligresti).  (altro…)

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