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Posts Tagged ‘mafia capitale’

panecaldoIl tribunale che celebra il processo Mafia Capitale ha ordinato l’accompagnamento coattivo, per la prossima udienza del 2 novembre, dell’ex capogruppo del Pd in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo. Andranno a prelevarlo i carabinieri e lo porteranno davanti ai giudici nell’aula bunker del carcere di Rebibbia dove si tiene il dibattimento che vede imputati l’ex terrorista nero Massimo Carminati, l’ex numero uno delle coop rosse della Capitale e altre 44 persone. Per la seconda volta, infatti, Panecaldo non si è presentato benché fosse stato regolarmente citato per rendere la sua testimonianza. (altro…)

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mafia-capitale

Trentanove. E’ il numero dei “non ricordo” che Micaela Campana, deputata Pd e membro delle Commissioni Giustizia e Schengen, ha pronunciato nell’aula di Rebibbia, durante la 128esima udienza del maxi processo Mafia Capitale, come teste della difesa del ras delle coop rosse, Salvatore Buzzi. La deposizione della parlamentare, dal 16 settembre 2014 nominata da Matteo Renzi come responsabile su welfare e terzo settore alla segreteria del Pd, è stata ritenuta inattendibile dai magistrati, i quali intendono iscrivere Campana nel registro degli indagati per falsa testimonianza. (altro…)

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I pm chiederanno i verbali della deposizione della parlamentare: troppi “non ricordo” sui contatti con Buzzi. I giudici la riprendono: “Come fa a essere in commissione Giustizia se non riconosce le regole dei processi?”. E poi: “E’ così giovane e ha così tanti vuoti di memoria?”.

I “non so”. I “non ricordo”. I racconti smentiti dalle intercettazioni. I ripetuti appelli della presidente del tribunale a “dire la verità”. Così ora, Micaela Campana, deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per il Welfare, finirà indagata per falsa testimonianza nel processo su Mafia Capitale. Una deposizione, la sua, dicono dalla Procura di Roma all’Ansa, contraddistinta “da una serie di bugie e reticenze smentite dal contenuto degli atti processuali”. Come da prassi la trasmissione degli atti si farà durante la requisitoria dei pm, quando i magistrati che hanno condotto l’inchiesta chiederanno ai giudici del tribunale la restituzione del verbale di deposizione della parlamentare, 39anni, originaria di Mesagne ma cresciuta a Roma. (altro…)

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Buzzi

Rischio processo – Marco Vincenzi (Pd) è indagato e lascia la presidenza della commissione Bilancio.

Dopo il suo ex capo di gabinetto Maurizio Venafro (ora a processo in primo grado con l’accusa di turbativa d’asta in un filone dell’inchiesta Mafia Capitale) la maggioranza di Nicola Zingaretti perde un altro pezzo: ieri si è dimesso da presidente della commissione Bilancio della Regione Lazio (e autosospeso dal Pd), Marco Vincenzi.

Questi – che si dice totalmente estraneo alla vicenda – è indagato in un altro filone appena chiuso dell’indagine sulla presunta mafia a Roma, con l’accusa di corruzione perché avrebbe “ricevuto da Salvatore Buzzi (ritenuto dai pm braccio ‘sinistro’ dell’ex Nar Massimo Carminati e ora sotto processo in primo grado, ndr) un contributo di 10 mila euro (materialmente erogato nel 2014 dalla Coop 29 giugno) per le spese di campagna elettorale di Emanuela Chioccia, candidata sindaco nel giugno 2014 del comune di Tivoli”. (altro…)

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Mafia capitale

La storia.

Dopo sei mesi di udienze non ne parla più nessuno. Non fa notizia neanche alla vigilia delle elezioni a Roma.

ROMA – Chi se lo ricordava più lo “Spezzapollici”? Se non l’avessimo visto nella cella numero 3 che ridacchiava con l’ex consigliere della Regione Luca Gramazio, dopo tutto questo tempo e con quel nome che si ritrova lo avremmo potuto scambiare per un minaccioso personaggio dei fumetti. Spez-za-pol-li-ci. E invece Matteo Calvio, tirapiedi di Carminati, uno dei 46 imputati di Mafia Capitale, era davvero lì nel bunker di Rebibbia, con tutta la sua muscolatura gonfiata dagli anabolizzanti e con la testa incastrata fra le sbarre per presenziare alla cinquantunesima udienza di un processo che nel silenzio più inquieto sta facendo tremare la città dove «la mafia non c’è».

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La cupolaVIA LIBERA Il prefetto di Roma Gabrielli desecreta la relazione sui dirigenti sospetti, come chiesto dal Procuratore Pignatone.

La relazione della commissione prefettizia che voleva sciogliere il Comune di Roma per infiltrazioni mafiose non è più segreta. Ieri, il prefetto della Capitale Franco Gabrielli ha firmato l’atto di desecretazione del documento che comprende anche la lista dei 101 tra dirigenti, funzionari e politici dell’amministrazione capitolina “attenzionati” perché entrati in contatto con la presunta associazione mafiosa dell’ex Nar Massimo Carminati e del suo braccio destro, il ras delle cooperative “rosse” Salvatore Buzzi. Sarà possibile leggerla quando il procuratore Giuseppe Pignatone e i suoi sostituti la metteranno a disposizione delle parti del processo su Mafia Capitale che inizierà giovedì, con i suoi 46 imputati solo per quanto riguarda il troncone principale.   (altro…)

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diacetti

MARCIO SU ROMA.

Roberto Diacetti, recordman delle buonuscite, alla presidenza di Eur Spa.

Forse è l’effetto del commissariamento di fatto del comune di Roma. Forse hanno contribuito anche le ferie prolungate del sindaco. Fatto sta che mentre Ignazio Marino limava le sue memorie ai Caraibi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan gli ha fatto uno scherzo che non l’ha fatto ridere. Ha nominato alla presidenza di Eur Spa Roberto Diacetti, che solo due anni fa Marino aveva cacciato dal vertice dell’Atac, la disastrata azienda tranviaria della Capitale.   Eur spa è un carrozzone pubblico (90 per cento Tesoro, 10 per cento Campidoglio) che da sempre attira appetiti non sempre limpidi. La società è proprietaria del quartiere dell’Eur, è dunque una gigantesca società immobiliare.Si è svenata per costruire la cosiddetta Nuvola dell’architetto Massimiliano Fuksas, palazzo dei Congressi di indubbia bellezza e di dubbia utilità. È una celebre incompiuta, mancano 100 milioni per finirla e Eur Spa li deve trovare vendendo (o svendendo) immobili. Gli sciacalli aspettano solo che si apra il banchetto.  (altro…)

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TavernaL’INTERVISTA   Paola Taverna (Cinque Stelle).

Il sit-in antimafia a Roma è pura ipocrisia. Il Pd manifesta contro se stesso e fa di tutto per evitare il voto. Ma il M5S è pronto a fare ricorso contro la relazione di Alfano: come si può sciogliere un Municipio e tenere in piedi il Campidoglio?”.La senatrice dei Cinque Stelle Paola Taverna, romana, spara a zero contro la manifestazione antimafia dei democratici.   Voi del Movimento non siete andati.   Abbiamo fatto tante manifestazioni e loro non si sono mai presentati.Chiedevamo che il Pd romano ammettesse di essere coinvolto in dinamiche mafiose e consentisse il ritorno al voto.Ma dopo mesi in cui hanno arrestato e indagato decine dei loro, i democratici oggi hanno avuto la sfrontatezza di scendere in piazza. (altro…)

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Carrozza

IL FUNERALE Nella stessa chiesa che negò le esequie a Welby, l’addio a Vittorio Casamonica sulle note del Padrino. Il Vicariato: “Show a nostra insaputa”. Ma i cartelli erano lì dalla mattina.

In piazza San Giovanni Bosco, quartiere Tuscolano, Roma, c’è una carrozza trainata da cavalli e un tappeto di petali dirose,che un elicottero,qualche minuto prima, ha scaricato come pioggia dal cielo. Non è una festa patronale, non è un matrimonio kitsch:è un funerale.È il funerale: nella bara c’è Vittorio Casamonica, esponente del potentissimo clan romano. Come colonna sonora per l’addio al pregiudicato 65 enne, hanno scelto le note del Padrino. E sul sagrato hanno esposto gigantografie del “loro” Vittorio, vestito da Papa, santificato come il “re di Roma”.   (altro…)

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IntercettazioniSe non vi basta Mafia Capitale, e nemmeno i solenni funerali del boss Casamonica con beatificazione incorporata, sentite quest’altra. Anche quest’anno abbiamo in programma per l’ultimo weekend di agosto la festa del Fatto all’Isola Tiberina di Roma, che d’estate diventa “Isola del Cinema” con un bel cartellone di film e dibattiti. Ma da ieri la nostra festa è ad alto rischio per un caso che non sappiamo come altrimenti definire se non “censura”: quel mostriciattolo che, per Laurie Halse Anderson,“è il figlio della paura e la madre dell’ignoranza” e, per Eugene O’Neill, “è l’ultima risorsa dello stupido e del bigotto”. (altro…)

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riccardo-tottiMAFIA CAPITALE Al centro, gli intrecci societari tra l’ex funzionario (arrestato) del Campidoglio e il fratello del capitano della Roma.

Gli intrecci societari tra Luca Odevaine, arrestato a dicembre nell’operazione Mafia Capitale con l’accusa di corruzione e la famiglia Totti si fanno interessanti anche per la Procura di Roma. Il Fatto si è già occupato della società Reluca Srl, individuata dal Ros dei carabinieri e oggetto di una serie di informative ai pm nei mesi scorsi. Si tratta di una immobiliare creata nel 2010 dal fratello di Francesco Totti e da Odevaine che ha acquistato due negozi alla Garbatella e uno al Colosseo. La società presenta alcune particolarità: il socio minore, Riccardo Totti, con il 10 per cento ha messo i soldi(mediante un finanziamento soci di 850 mila euro) per effettuare gli acquisti immobiliari; il socio maggiore, Luca Odevaine, con il suo 90 per cento,però si comporta come se fosse il vero padrone. La terza particolarità è che il capitale della Reluca Srl è schermato dalla Montepaschi Fiduciaria. Solo pochi mesi fa i Carabinieri del Ros hanno notificato alla Procura che il 10 per cento del capitale è di Riccardo Totti anche se il finanziamento soci di 850 mila euro è in larga parte suo.   (altro…)

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MarinoImminente la relazione Gabrielli. La normativa ad hoc darebbe poteri per risanare la burocrazia corrotta.

ROMA . Cominciano oggi i giorni decisivi per il destino della Giunta Marino. Perché è oggi che comincerà a prendere forma la risposta alla domanda se il Comune Capitale d’Italia debba o meno essere sciolto per mafia. Il prefetto Franco Gabrielli riunirà il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica (cui parteciperanno il Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, il questore e i comandanti provinciali di Carabinieri, Finanza e Forestale) durante il quale verranno discusse le conclusioni delle mille pagine di lavoro consegnate lo scorso 16 giugno dalla commissione di accesso agli atti del Comune insediata dal precedente prefetto Pecoraro e, con loro, l’orientamento maturato in queste tre settimane dallo stesso Gabrielli con la sua bozza di relazione finale.

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NatangeloDa natangelo.it

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E arrivò anche per Marino il momento di togliersi il sassolino dalla scarpa, nei confronti della destra (quella giustizialista con gli altri, che deve tornare nelle fogne) e del Partito democratico.
Evidentemente ha smesso di fidarsi del partito che lo ha candidato e piazzato a Roma: è lo stesso partito che fino a dicembre gli chiedeva un rimpasto (o anche di fare un passo indietro). Poi, dopo il primo filone dell’inchiesta mafia capitale aveva fatto quadrato. Marino non si tocca!
E ora, siamo al #marinostaisereno, se sei capace di governare bene, perché come ha spiegato il ministro per i rapporti col parlamento, l’onestà non basta. (altro…)

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Marino è una persona onesta ma esseri onesti non è sufficiente”, ripete Maria Elena Boschi, fondatrice della corrente dorotea del Pd, quella che ti offre da bere e intanto avvelena il pozzo. Tralasciando le ragioni (anche fondate) chespingonoilsuodantecausa,Matteo Renzi a liberarsi del sindaco di Roma,valelapenadisoffermarsisulla frase del benservito che, nella sua interezza, appare senza capo né coda. O meglio, con una coda che nega e contraddice il capo. (altro…)

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sebino“Il mancato scioglimento del Consiglio comunale dimostra che la mafia ancora una volta ha sconfitto lo Stato”. Lo dicono a una sola voce i dirigenti del Pd Walter Veltroni, Laura Garavini e Luigi De Sena, che chiedono al ministro dell’Interno di “riferire in Antimafia su questa gravissima decisione”. “Rinviando continuamente lo scioglimento del Comune–rincara la dose Pina Picierno, responsabile Legalità del Pd – il governo ha regalato un salvacondotto all’amministrazione comunale infiltrata dalle mafie e ha creato un precedente pericolosissimo: da domani ogni volta che ci troveremo insituazioni analoghe vedremo sindaci e consiglieri dimettersi per evitare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose”. (altro…)

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È GIUSTO e importante che — sia pure sotto emergenza, come sempre — si discuta del degrado di Roma come di una questione nazionale. Purché non ci si illuda che sia appena una faccenda di potere politico (con Marino nella parte del capro espiatorio) e non si stia parlando, invece, di uno sfacelo civile capillare e profondo. Lo dice con durezza il vivace, partecipato blog “Romafaschifo”, che raccoglie umori, considerazioni, proposte, notizie, senza fare sconti a nessuno: neanche ai romani. A chiedere la cacciata di Marino, si legge in un post, «è la maggior parte di una popolazione che ha l’illegalità nel proprio Dna e vede di malanimo chi cerca di cambiare questo genere di impostazione». (altro…)

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MarinoLa strategia dei consiglieri dem: “Dimissioni in massa se il sindaco non va via”. Gabrielli: niente incarichi politici.

ROMA . Il giorno dopo la spallata di Renzi a Marino, una crepa sembra intravedersi nella coltre di ostinato silenzio che circonda l’inquilino del Campidoglio. Un rifiuto a commentare le provocazioni del premier letto da molti come il disperato tentativo di trattare una resa. «Il sindaco ha capito che per lui è comunque finita e ha scelto di resistere per alzare il prezzo», racconta un alto dirigente del Pd. «Suoi emissari starebbero infatti pensando di recapitare un messaggio preciso al capo del governo: se gli verrà offerta un’alternativa, un incarico magari da ministro o in qualche organismo internazionale, così da uscire in modo onorevole senza il bollino dell’incapace, Marino potrebbe pure valutare il passo indietro.

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Abbiamo il piano A, e anche il piano B.
Faremo sentire la nostra voce in Europa (sugli immigrati).
Pronte 100mila assunzioni nella scuola per la riforma.
Avanti con le riforme.

Sembravano solo vittorie, in Europa, in Italia e in ogni cantone dello stivale, e invece ..
Lo sfondamento a destra e al centro non c’è stato. E’ stato sufficiente un Toti in Liguria e un berluschino in laguna per battere il candidato PD (anche se non renziano).
L’esito dei ballottaggi conferma quanto detto qualche settimana fa per le regionali.
L’elettorato di sinistra o non vota, o vota M5S o vota per quei candidati fuoriusciti dal partito unico.
E questi sono i risultati. (altro…)

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mafia_capitaleBuona l’idea del Pd di istituire una scuola quadri, tipo quella del Pci alle Frattocchie, per “formare una nuova classe dirigente” che rimpiazzi al più presto quella momentaneamente accampata fra Rebibbia e Regina Coeli. Restano solo da trovare i docenti giusti, e il guaio è che anch’essi stanno al gabbio. Ma, applicando alla lettera il garantismo di Renzi secondo cui i politici indagati o condannati in primo grado possono restare al proprio posto fino alla condanna in Cassazione, sono utilizzabili anche quelli: magari durante i primi permessi premio, o trasportando direttamente i discepoli in carcere per le lezioni nell’ora d’aria. Prendete Salvatore Buzzi: era un renziano di ferro (“A me me piace Matteo Renzi, che cazzo vuoi eh? Tu devi di’, alla Renzi, siamo diventati tutti renziani”), ma già si preoccupava di trovargli un degno erede. E l’aveva individuato in Giordano Tredicine, rampollo di una famiglia di caldarrostai divenuta monopolista delle bancarelle di tutta Roma, dunque consigliere comunale di centrodestra: “C’è Giordano che è un porco – diceva all’altro maestro di vita Massimo Carminati – li mortacci sua, Giordano ce li ha tutti i vizi!… Glielo dico sempre: ‘A Giordà,senunt’arestano,diventerai primo ministro’… Me fa: ‘Perché, me possono arestà?’. ‘Li mortacci tua, te possono arestà sì!’…”. Tipico discorso moralista e giustizialista che farebbe infuriare Giuliano Ferrara e altri: perché mai un arrestato non potrebbe diventare premier?   Se c’è una lezione da trarre da Mafia Capitale è proprio questa: in Italia non solo gli arresti non costituiscono un handicap, ma fanno curriculum. (altro…)

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