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Posts Tagged ‘mafia’

Di Maio

Il vicepresidente della Camera solleva il caso e accusa il governo. Dal Pd richieste di dimissioni e il presidente del Consiglio: “Strumentalizza i martiri”. L’allarme di don Ciotti: “La vicenda del blocco va risolta con un’assunzione di responsabilità dei politici”.

Il fondo per le vittime di mafia fermo da cinque mesi. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio attacca il governo e chiede che venga sbloccata la situazione, il presidente del Consiglio Matteo Renzi risponde: “Mossa misera e meschina”. E’ ancora scontro tra M5s e Pd dopo la protesta del deputato grillinoche in occasione della commemorazione di Don Peppe Diana ha accusato le istituzioni di aver fermato le risorse. (altro…)

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ScarpinatoIl procuratore.

Per Roberto Scarpinato c’è stato un salto di qualità. Prevale un network criminale che offre sul mercato i suoi servizi.

PALERMO – Cosa è la mafia oggi? «Non ce n’è una sola. C’è una mafia popolare che è in crisi, ce n’è un’altra che offre sul libero mercato beni e servizi illegali per i quali vi è una domanda di massa, poi c’è un’aristocrazia mafiosa che ha fatto un salto in circoli ristretti che gestiscono legalmente grandi affari».
Procuratore Roberto Scarpinato, cominciamo dalla mafia che ha fatto il salto .
«Anche nel mondo mafioso c’è stata una selezione della specie. Solo alcune élite criminali partecipano al gioco grande del potere, dove a livello apicale gestiscono le leve della residua spesa pubblica e dei business che richiedono competenze complesse multilivello: dal settore dell’energia a quello delle privatizzazioni.

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mafiacapitale2014

La legge del 1991, Sono 261 i Comuni, oltre alle Asl, commissariati in 25 anni: 88 in Campania, 76 in Calabria e 62 in Sicilia; il primo al Nord fu Bardonecchia in Piemonte.

La par condicio è rispettata. Anche nei comuni sciolti per mafia. Nei primi undici mesi del 2015 sono state sette le amministrazioni rispedite a casa (sei Comuni più il Municipio romano di Ostia): quattro erano riferibili al centrosinistra, tre al centrodestra (fonte Avviso Pubblico, rete dei Comuni contro le mafie). In un caso, ad Arzano, il Comune commissariato nel 2008 quando era guidato dal centrodestra, è passato a una giunta di centrosinistra. Oggi commissariata a sua volta. (altro…)

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rosa_capuozzo_nocamorra

“Le mafie da sempre tentano di salire sul carro del vincitore. E’ nella loro natura infiltrarsi nelle amministrazioni e nella società per fare affari.
Ci hanno provato anche con il M5S a Quarto e succederà anche in futuro. Nessuna forza politica può impedire alla mafia di provare a bussare alla propria porta, ma quando ciò accade quella forza politica ha due possibilità: aprire quella porta e farla entrare oppure sbattergliela in faccia. Il M5S quella porta a Quarto l’ha sbattuta con violenza e sarà sempre così.
A chi ha orecchie per intendere ribadiamo un concetto che per noi è scontato: i voti delle mafie ci fanno schifo. (altro…)

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LocriLOCRI, I DIRIGENTI SOTTO SCORTA.

MA è necessario che il prefetto di Reggio Calabria disponga “adeguate misure di prevenzione” verso una squadra femminile di calcio a 5 perché ci si accorga di quello che sta succedendo laggiù?

NON sappiamo ancora chi abbia minacciato il presidente della squadra Ferdinando Armeni né chi abbia avvicinato alcune giocatrici. E del resto Armeni non ha neppure fatto riferimento nella sua denuncia a ‘ndranghetisti ma più genericamente a “sciacalli”. Sappiamo però di certo che la situazione dello sport al Sud, e ancor più in Calabria, è drammatica.

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C’è ancora un potere che si sottopone a elezioni regolari, in Italia. La mafia. Le intercettazioni dei carabinieri hanno rivelato che nei mesi scorsi la cosca palermitana dal nome democristianissimo di Santa Maria di Gesù è andata alle urne per votare il nuovo Padrino. Esaurita la Seconda Repubblica bipolare di Totò Riina e Provenzano, si è tornati alla Prima anche lì. Non sono mancati gli slogan («Quando parliamo di Cosa Nostra, parliamo di Cosa Nostra») né i dibattiti, svolti per lo più in una barberia infestata di «cimici» che hanno registrato le discussioni tra i favorevoli al voto palese e i fautori di quello segreto, e la preoccupazione di tutti i candidati per il proliferare dei «franchi tiratori»: un’espressione che, trattandosi di picciotti, poteva venire presa alla lettera da qualcuno. Ma alla fine la riforma elettorale (il Mafiosum?) è passata senza colpo ferire e si è votato per alzata di mano. (altro…)

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A I PADRINI mafiosi bisogna riconoscere almeno il merito di essere del tutto indifferenti alla futilità della moda. Le immagini diffuse in questi giorni potrebbero essere state girate venti o quarant’anni fa, forse anche cento: uguali le facce, i gesti, gli abbracci e i baci, identica quella vecchia e forse eterna antropologia maschile meridionale, quella ostentata deferenza a chi ti sta sopra, quella cerimoniosa, barocca affabilità. Come per dire: noi siamo così e lo saremo per sempre, niente può tangere questa maniera di vivere e di pensare, di obbedire e di comandare.

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