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Posts Tagged ‘maggioranza’

Ci sono due scene, nel fine regno di Berlusconi, che dicono la sua caduta con crudezza inaudita: più ancora del voto del rendiconto dello Stato che ha attestato, ieri, lo svanire della maggioranza. Ambedue le scene avvengono fuori Italia, trasmesse dal mezzo che Berlusconi per decenni ha brandito come scettro: la tv. La prima è il riso di Sarkozy e Merkel, quando una giornalista chiede se Roma sia affidabile. È l´equivalente del lancio di monete su Craxi: un´uccisione politica. La seconda scena è del 4 novembre, dopo il G20 a Cannes, e forse è quella che parla di più. Con volto tirato, stupito, il Premier ripete che di crisi non c´è traccia, che «per una moda passeggera» i mercati s´avventano sul nostro debito sovrano: «Noi siamo veramente un´economia forte, la terza economia europea, la settima economia del mondo… la vita in Italia è la vita di un Paese benestante, in tutte le occasioni questo si dimostra… i consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, con fatica si riesce a prenotare posti negli aerei, i posti di vacanza nei ponti sono assolutamente iperprenotati… ecco, non credo che voi vi accorgiate, andando a vivere in Italia, che l´Italia senta un qualche cosa che possa assomigliare a una forte crisi! Non mi sembra!» (altro…)

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Voto favorevole (con lo scarto di 12 deputati) al conflitto di attribuzione sul caso del processo a Berlusconi per le frequentazioni con la minorenne marocchina. Montecitorio rinvia il tutto alla Consulta che dovrà decidere la competenza. I Liberal Democratici e l’ex Mpa Misiti votano assieme al Pdl, Lega e “Responsabili”. Il premier: “Contro di me brigatismo giudiziario”.

ROMA – Sì al conflitto di attribuzione per provare a togliere il processo ai giudici di Milano. In aula 314 voti a favore e 302 voti contrari. (altro…)

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Quello che noi italiani siamo costretti a vedere in questi giorni è uno spettacolo indegno, una farsa grottesca che va al di là di ogni immaginazione e farebbe ridere se gli attori non fossero drammaticamente persone in carne e ossa. E se non fossero in gioco da un lato la credibilità e l´esistenza stessa del nostro Paese e dall´altro i diritti elementari alla vita, alla libertà, alla dignità umana di migliaia di profughi che hanno avuto il torto di credere che sotto la parola Italia ci fosse un Paese reale. Ricapitoliamo per cercare di capire i passaggi di questa storia: c´era un governo – anzi no, non c´era un governo, se la parola significa ancora qualcosa nella lingua corrente: c´era, diciamo, un ministro che circa un mese fa aveva messo in allarme l´opinione pubblica parlando di un´emergenza umanitaria in arrivo dall´altra sponda del Mediterraneo e di un´Italia lasciata sola dall´Europa davanti a una prova drammatica. (altro…)

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pasquinoweb.wordpress.com

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Cesa: il nuovo Polo farà scelte comuni. I finiani: nessuno di noi è pronto a entrare nella maggioranza.

Silvano Moffa, l’ex finiano ora leader in pectore del «gruppo dei responsabili» che appoggia il governo, mostra sicurezza: sia tra i centristi che nella squadra dei finiani c’è chi è pronto a sostenere Silvio Berlusconi. Nella maggioranza si lavorerebbe in particolare a «quota 10»: tanti sarebbero i parlamentari che il premier conta di strappare alle opposizioni. A riguardo però, Udc e Fli fanno muro, criticando con forza il «mercato dei voti», messo in atto, a loro dire, da Pdl ed esecutivo.

«TOTO-ACQUISTI E DISINFORMAZIONE» – «Assistiamo con grande sconcerto al toto-acquisti di parlamentari, condito da un’opera sistematica di disinformazione – spiega il leader dei centristi Lorenzo Cesa -. Siamo perplessi perché avevamo sperato che nella maggioranza maturasse una consapevolezza reale dei problemi del Paese, delle sue difficoltà e della necessità di nuovi e più corretti rapporti tra maggioranza e opposizione». L’udc, annuncia in ogni caso il segretario, «concerterà con i partiti del nuovo Polo l’assunzione di atteggiamenti coerenti sul piano parlamentare: dal caso Bondi al trattato militare Italia-Brasile e a tutti i principali temi sul tappeto, si intensificherà un coordinamento tra Udc, Fli, Api, Mpa e Liberal democratici». (altro…)

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La Camera, con voto segreto così come richiesto dal Pdl, ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni a carico dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl). Questi i numeri del voto: maggioranza 297, favorevoli 308, contrari 285. Non hanno votato in 37. Si e’ votato sulla proposta del relatore di negare l’uso delle intercettazioni: votare si’ alla proposta, dunque, vuol dire negare l’utilizzo dei nastri, votare no vuol dire respingerla e dare parere positivo. La Giunta delle Autorizzazioni, a maggioranza, aveva proposto di negare l’utilizzo delle intercettazioni.

“Votiamo a favore delle intercettazioni, non votiamo e non voteremo contro il Governo”: la dichiarazione di voto di Benedetto della Vedova ha fatto capire che i finiani hanno votato con l’opposizione. Il voto segreto rende quindi complicato capire gli equilibri della maggioranza, che non ha ottenuto quei 316 voti che servirebbero per passare indenne ogni votazione. Bisognerà capire la composizione politica dei 37 assenti di oggi. Appare tranquillo il portavoce del premier Paolo Bonaiuti:  ”Avevamo detto che eravamo tranquilli e sereni e il voto di oggi lo conferma perchè se sommiamo quelli dei nostri che erano assenti o in missione si vede che abbiamo tranquillamente superato quota 320”.

ilfattoquotidiano

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