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Posts Tagged ‘magistratura’

DavigoTra dieci giorni il giudice verrà nominato alla guida dell’Anm. Intesa dopo gli scontri al vertice del sindacato: resterà in carica un anno.

ROMA – Davigo presidente dell’Anm. Il famoso “dottor Sottile” del pool Mani pulite di Milano al vertice del sindacato dei giudici, la famosa Associazione nazionale dei magistrati, nota per le battaglie contro Berlusconi, ma anche per le più recenti polemiche con Renzi per via dei tagli all’età pensionabile e in quanto major sponsor della nuova legge sulla responsabilità civile delle toghe. Lui, Davigo, diventerà ufficialmente il capo dell’Anm solo sabato 9 aprile, il giorno in cui è stato convocato il nuovo “parlamentino” composto dai 36 componenti eletti tra il 6 e l’8 marzo. Ma nelle febbrili trattative tra le correnti il suo nome ormai non viene più messo il discussione.

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Liti in toga

Chi si era illuso, come ciclicamente accade, che bastasse un nuovo “uomo solo al comando”, più giovane e decisionista, meno incistato nei soliti giri, per “cambiare verso” all’Italia, dovrà presto ammettere di aver preso un altro abbaglio. Renzi al posto dei Letta (nipote e zio), Monti, B., Amato e D’Alema è un bel passo in avanti. Ma può diventare addirittura un boomerang, se alimenta l’idea che l’Italia possa essere salvata da “qualcuno”. I casi giudiziari degli ultimi giorni lo dimostrano. Ieri abbiamo parlato del duo Barracciu & Genovese: due prove del fatto che il Rottamatore, per prendersi il partito e il governo, è sceso a patti con il peggio del nuovo e del vecchio del Pd, e la giustizia gli presenta già il conto. (altro…)

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In tutta sincerità, non mi riesce di capire per quale motivo la stessa persona che ritiene incivili dei manifesti con su scritto “Via le BR dalle procure” non trovi altrettanto incivili le parole di chi ha sostenuto “l’opportunità di una commissione di inchiesta che accerti se esiste un’associazione a delinquere a fini eversivi nella magistratura”: giacché a me pare che le due frasi, sia pure in modo diverso, esprimano concetti che si assomigliano molto.
Se ne deve dedurre che secondo Schifani il problema non sta nel contenuto, ma nella forma più o meno sintetica con la quale viene espresso?
Oppure, più probabilmente, che l’autore della prima affermazione risponde al nome di Lassini, mentre quello della seconda si chiama Berlusconi?

metilparaben.blogspot.com

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Siamo di fronte ad una aggressione continua, manifestazione pericolosa di una ossessione quotidiana di un presidente del Consiglio che, privo da sempre del senso delle istituzioni, affida la propria sopravvivenza alla riduzione d’ogni istituzione ad un cumulo di macerie. La sua furia si nutre di insinuazioni, minacce, aggiunge all’attacco alla magistratura, abituale oggetto polemico, un nuovo affondo contro la scuola pubblica. (altro…)

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La manifestazione annunciata da Michele Santoro per il prossimo 13 febbraio davanti al tribunale di Milano slitterà fra febbraio e marzo: ad annunciarlo è stato lo stesso giornalista, in una lettera aperta firmata insieme con i colleghi Marco Travaglio a Barbara Spinelli, in cui anticipa che i tre organizzeranno un grande evento in vista delle elezioni: «Invitiamo tutti i cittadini, soprattutto quelli che avevano accolto con entusiasmo il nostro appello – si legge nella lettera – a presidiare il palazzo di giustizia di Milano, a confluire, quel giorno, il 13 febbraio, nella grande manifestazione delle donne. Quanto a noi, la nostra iniziativa è soltanto spostata di qualche settimana: fra la fine di febbraio e l’inizio marzo daremo vita a un evento della società civile in vista delle elezioni più drammatiche dell’ultimo quindicennio».

Il testo completo della lettera
«È ora che in Italia sorga e si organizzi un movimento di legittima difesa dei princìpi che sono alla base della nostra Costituzione: un movimento che reagisca con tutte le forze disponibili a ogni tentativo di mutilare ulteriormente i poteri di controllo, a cominciare dalla magistratura e dall’informazione. (altro…)

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L’appello alla mobilitazione è firmato da Michele Santoro, Barbara Spinelli e Marco Travaglio.

Segnatevi questa data, 13 febbraio. Milano torna a fare la Capitale morale. Senza bandiere né simboli di partito, davanti al Tribunale che indaga su Silvio Berlusconi, Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti: tutti in piazza per difendere l’indipendenza della magistratura, della libertà d’espressione e dei valori fondamentali della Costituzione nata dalla Resistenza. L’appello è firmato da Michele Santoro, Barbara Spinelli e Marco Travaglio. Ma l’obiettivo è riportare in piazza l’indignazione dei cittadini, far uscire dalla cappa mediatica dei tg la stanchezza per gli attacchi quotidiani contro i giudici e i giornalisti con la schiena dritta. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, vorrebbe riprovarci proprio quel giorno, domenica 13, con una manifestazione in piazza Duomo in difesa del governo. La sua tesi, tristemente nota, è che la magistratura stia tentando un colpo di Stato per far cadere la maggioranza di centrodestra. Come nel 2002. Era gennaio, il 12, quando il procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, denunciava l’arroganza delle “riforme annunciate”, “gli intenti punitivi” del governo – anche allora a Palazzo Chigi sedeva Berlusconi – contro la magistratura. (altro…)

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In attesa di conoscere le prove schiaccianti che la pur prudente “nuova” Procura di Milano ha scovato sui bunga-bunga del presidente del Consiglio dei ministri, tanto da chiedere di processarlo subito con rito immediato, il pensiero corre solidale all’on. avv. Niccolò Ghedini. Il pover’uomo era appena uscito dalle forche caudine della Corte costituzionale, era addirittura riuscito a far credere al suo illustre assistito che la stroncatura del legittimo impedimento è un mezzo trionfo per la difesa, e proprio mentre pregustava qualche ora di meritato riposo del guerriero, ecco capitargli tra capo e collo una nuova tegola di dimensioni inaudite: pare che il suo instancabile cliente, già noto per corruzioni, falsi in bilancio, appropriazioni indebite, finanziamenti illeciti, minacce a organi dello Stato nonché per indagini di mafia, riciclaggio e strage, abbia recentemente aggiunto alla sua invidiabile collezione un paio di delitti che ancora gli mancavano: concussione e prostituzione minorile. Per lui, come dice Luttazzi, il Codice penale è un catalogo di opzioni. Onore al procuratore Edmondo Bruti Liberati che, grazie al lavoro di Ilda Boccassini, Pietro Forno e alcuni sostituti, ha cambiato idea sulla “regolarità” inizialmente certificata su quanto avvenne la notte del 27 maggio 2010, quella della telefonata in Questura del premier che spacciava la giovane Ruby per la nipote di Mubarak e induceva i funzionari ad affidarla alla sua igienista dentale e consigliera regionale Nicole Minetti, giurando che questa se ne sarebbe presa cura, mentre invece l’abbandonò nelle grinfie di un’amica prostituta (di qui l’accusa di concussione). La pm minorile Annamaria Fiorillo giurava che quella notte furono commessi dei reati, e aveva ragione. Disonore dunque al Csm che ha rifiutato di tutelarla dalle bugie compiacenti del ministro dell’Interno Maroni. Ghedini s’è subito messo all’opera con le consuete dichiarazioni-autogol. Stavolta non ha detto che B. “alla peggio sarebbe l’utilizzatore finale” di Ruby, anche perché proprio questa è l’accusa. E non ha nemmeno ripetuto che B. non sapeva della minore età della ragazza: avendo chiesto alla Questura di affidarla alla Minetti, è ovvio che sapesse che aveva meno di 18 anni, visto che l’affido è previsto per i minorenni, non per i maggiorenni. No, questa volta Ghedini ha tuonato contro la “violazione della privacy del premier”. Dal che si può facilmente intuire che nemmeno lui può giurare che B. non abbia fatto le cose di cui è accusato: ritiene solo che attengano alla privacy del suo illustre cliente. Una vaccata clamorosa: (altro…)

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