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Posts Tagged ‘maltempo’

Condoni
Dalla Toscana alla Puglia: “Noi fermiamo il cemento, lui no” E dopo le polemiche Palazzo Chigi frena: “Ora pensiamo ai danni”.
ROMA – Ci sono vent’anni di politica del territorio da rottamare, ha detto il premier Matteo Renzi. «Anche in regioni del centrosinistra». Con il sole che torna a scaldare la Liguria dopo cinque giorni di pioggia, il presidente della Regione Claudio Burlando è il primo a rispondergli: «Il problema del territorio è legato anche ai condoni edilizi. Non li ha fatti il premier e non li abbiamo fatti noi, sono stati fatti a Roma. Tre condoni in trent’anni». La Liguria è devastata. «Abbiamo danni per un miliardo. Come enti locali potremo arrivare a cento milioni, poi deve intervenire il Patto di stabilità».

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LiguriaLe colpe della devastazione. Genova, morto il medico travolto dall’acqua
Il reportage.

GENOVA — Ha smesso di piovere poco prima dell’alba, ma all’inizio non ci credeva nessuno. Poi un forte vento di grecale ha soffiato via le nubi e quel grigio che da una settimana impregnava l’aria. Ieri mattina, quando è tornato il sole, la costa ligure era di nuovo così bella che quasi ci si dimenticava di tutto.
Perché a guardarla dall’alto, a bordo dell’elicottero della Guardia di Finanza su cui l’altro giorno è salito il magistrato che indaga sul disastro sfiorato dell’Intercity, è un tripudio di emozioni e colori che ti sembra di respirarli. Ma se ti avvicini e osservi con attenzione, nel paradiso c’è qualcosa di strano, inquietante. Come delle lacrime che scendono giù, rigano il verde smeraldo degli uliveti e dei terrazzamenti, sfiorano le tinte pastello dei borghi dei pescatori. Lacrime che quando arrivano al mare, sull’acqua s’allarga una macchia d’un marrone sporco. (altro…)

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Porta a Porta del 6 febbraio, tema: emergenza maltempo. Ad un certo punto Bruno Vespa lancia un finto collegamento con Chieti, Abruzzo (terra del conduttore), registrato in realtà alcune ore prima: si vedono dei militari che fanno finta di spalare la neve. Cominciano ad armeggiare con pala e piccone alcuni secondi dopo l’inizio del collegamento, su ordine di un caporale, in una zona dove la neve appare già parecchio squagliata. Scrive Giampiero Riccardo, il cittadino che ha denunciato la cosa:

Sono stato testimone oculare dell’ennesima disinformazione di massa. Ieri sera durante la puntata di “Porta a Porta” in Piazza Valignani a Chieti è stato montato un vero e proprio set cinematografico, con mezzi dell’esercito e militari che simulavano di spalare la neve. Appena è partito il collegamento con la trasmissione di Vespa ecco la sceneggiata, che consisteva nel far credere che i militari stessero ripulendo Chieti dalla neve. La città è ancora in ginocchio e ci sono quartieri periferici ancora isolati. (altro…)

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Da diksa53a.blogspot.com

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Dietro lo spazio eccessivo che i giornali hanno dedicato alla nevicata romana c’è un complotto del Nord, ha rivelato Gianni Sciolina Alemanno. Credevo che dietro ci fosse soprattutto lui, un sindaco forse peggiore di altri, ma sicuramente molto più collerico e chiacchierone, disegnato apposta per indossare i panni del capro espiatorio. La sua ultima denuncia però mi ha convinto. Esiste un complotto vichingo per mettere Roma in cattiva luce e ne facciamo parte un po’ tutti: giornali del Nord, giornali romani diretti da giornalisti del Nord e telegiornali fatti a Roma da leghisti e comunisti del Nord (i comunisti sono per definizione del Nord, basta vedere la Corea). Siamo stati noi – con il sostegno occulto delle multinazionali del ghiacciolo, della Loggia del Leopardo e di un cugino friulano di Dan Brown – a nascondere le pale nelle catacombe e a rovesciare migliaia di sacchi di sale nell’insalata del Trota pur di sottrarli alla furia bonificatrice di Alemanno. (altro…)

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“Io ho salvato Roma”, così conclude la sua intervista con Riccardo Iacona trasmessa da Presa diretta (imparino certi altri giornalisti Rai come si fa un’intervista ad un politico) il sindaco di Roma Alemanno.
Ha salvato Roma dal buco finanziario di Veltroni.
Eppure è lo stesso sindaco di Roma in cui è avvenuto lo scandalo dellaparentopoli dentro l’Atac.
Azienda dei trasporti in cui i bus sono fermi per guasti, senza catene o gomme da neve, e la gente deve aspettare mezz’ora per l’arrivo di un bus alla pensilina. (altro…)

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Muoversi, spostarsi continuamente, viaggiare è una facoltà. Un vantaggio dei tempi. Ma non è un diritto. Non c´è tecnologia, organizzazione sociale, governo illuminato che possano garantire a tutti, sempre, comunque la possibilità di attraversare una città o una regione o un paese. I mari in tempesta, la neve e il ghiaccio, le avversità naturali e climatiche limitano la nostra libertà di movimento.
Nelle lamentele e nelle polemiche di questi giorni c´è una parte di ragione: se una città si paralizza perché nessuno ha pensato a spargere il sale nelle strade, siamo di fronte a un´omissione evitabile. (altro…)

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Studio Aperto, l’inviata da Torino:

Un freddo dal quale è difficile difendersi … chi può resti dunque a casa, soprattutto se anziani, bimbi piccoli e senza fissa dimora“.

Da nonleggerlo.blogspot.com

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“Chiediamo una commissione d’inchiesta perche’ non c’e’ stata un servizio di previsioni adeguato” (Gianni Alemanno, stamane a Omnibus su La7)

Non sono un grande esperto, ma è una settimana che i bollettini meteo parlano di neve su Roma … il caro sindaco che sta portando Roma ad un autentico degrado, tra disagi, incidenti e morti appena cadono 2 gocce d’acqua, o gli oltre 30 per arma da fuco nel solo 2011 … se la prenderà mai qualche responsabilità o è sempre colpa degli altri?

Da stopcensura.com

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Da biagioraucci.com

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Il 4 novembre 1966 l´Arno invase Firenze. Dopo 45 anni nulla è cambiato. Si resta sgomenti. L´Italia non regge più ore e giorni di pioggia. Muoiono persone, e anche una sarebbe troppo. Muoiono bambini.
Non servono più gli allarmi se i sindaci non mettono in atto misure di prevenzione. Se il clima è cambiato, se a Genova in cinque minuti sono caduti 50 millimetri di acqua, dobbiamo cambiare anche noi. Altrimenti si continuerà a morire, nelle grandi città e nelle nostre case che crediamo sicure. A Genova il sindaco ha lasciato scuole e uffici aperti, e solo ieri sera ha proibito, per oggi, il traffico di auto. Troppo tardi. (altro…)

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Non possiamo accettare come una fatalità che nel 2011, in una delle più illustri città italiane, si possa ancora morire per un acquazzone troppo forte. Il sindaco Vincenzi è sconvolta dal dolore, ma ci lascia esterrefatti quando afferma che la tragedia era imprevedibile. Imprevedibile dopo quanto era appena successo alle Cinque Terre? Tutti sapevano che su Genova stava per abbattersi una tempesta. Magari non delle dimensioni tropicali che ha poi assunto nella realtà. Ma se ne parlava e scriveva da giorni. «La Stampa» aveva addirittura pubblicato un decalogo del meteorologo Luca Mercalli. (altro…)

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I giovani volontari all'opera per ripulire Monterosso.

Da tutta Italia per un aiuto concreto, come i loro coetanei nella Firenze alluvionata nel ’66.

L’arrivo in traghetto. La vita vince sempre. Per quanto sia retorico, succede ogni volta. Ti sorprende quando tutto sembra perduto, e in particolare in Italia, specialità della casa: emergenze, rinascite. Prima lacrime, poi sudore e generosità. Succede quando Giulia, Eliana, Federico e Lorenzo escono di casa alle nove del mattino. Hanno diciotto anni. E invece di godersi le scuole chiuse sulla spiaggia di Levanto – c’è ancora un sole caldo, turisti tedeschi, bambini e cani – aspettano un piccolo traghetto al molo. Hanno preso tutto quello che serve: focaccia, stivali, una maglietta di ricambio. Oggi vanno a Monterosso, perché Monterosso ha bisogno d’aiuto. Arrivano in tanti. Hanno facce stupende. Voci ancora acerbe, ma sogni concreti. «Fare il cuoco». «Vorrei diventare capitano di lungo corso sulle navi». «Io vorrei fare la traduttrice». «A me piacerebbe diventare insegnante d’asilo, se si può…». Loro non lo sanno, ma questa colazione in mezzo al mare ha un gusto che non dimenticheranno più. Si mischierà per sempre anche l’odore schifoso del fango, ma non importa. Sono la meglio gioventù.

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Il racconto. Sopra i paesini un mondo vasto di foreste e di sentieri, di profumi e di solitudine. Non il cemento, ma l´abbandono al suo destino di un territorio così forgiato dall´uomo.

Le Cinque Terre sono una specie di iperLiguria, un concentrato stupefacente di quello che questa costa verde e profumata è stata lungo i secoli, prima che le seconde case e gli insediamenti industriali la scempiassero per quanto è lunga. A parte il mare, ogni cosa è piccola, preziosa e rubata al monte.
Guardando dalla barca, la presenza umana appare minuziosa e delicata come un intarsio. Come se le case e la ferrovia, i tunnel e le strade, i paesi e i porti avessero scelto di non imporsi al paesaggio, e piuttosto di aderirvi, di assumerne la forma. (altro…)

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È UNA dolorosa casualità quella che fa coincidere nello stesso giorno il disastro nel Nord d´Italia con il viaggio disperato del nostro presidente del Consiglio a Bruxelles. 
Ma non è purtroppo una fatalità questa “tragedia annunciata”, come la definisce polemicamente il Wwf denunciando l´assenza di un presidio sul territorio in grado di prevenire le conseguenze del dissesto idro-geologico. Ed è tutt´altro che casuale la coincidenza fra la crisi economica e l´emergenza ambientale, perché discende dalla lunga storia del Malpaese e dai tagli drastici imposti dalla dissennatezza di questo governo. (altro…)

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In provincia di Salerno 500mila senz’acqua, scuole chiuse
Le banche sospenderanno i mutui nelle zone disastrate.

Trecento milioni per il Veneto alluvionato, più il contributo europeo e la sospensione dei mutui da parte delle banche. Ad annunciare lo stanziamento dei fondi e le agevolazioni per le zone colpite dal maltempo è stato il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

L’ondata di maltempo che ha devastato nei giorni scorsi un parte del Veneto si è spostata intanto al Sud e ha colpito pesantemente alcune aree della Campania. Allarme nel salernitano dove sono straripati il Tanagro e il Sele e circa 300 persone sono state evacuate. Tre uomini alla deriva su un tronco di un albero nel fiume Sele sono stati salvati. Allagati oltre 3 mila ettari e danneggiato seriamente l’acquedotto di Salerno. Allagamenti e frane anche sulla A3 e su numerose arterie della regione. A singhiozzo i collegamenti con le isole. Disagi anche a Napoli e in Sardegna.

Allarme in Campania. Circa 300 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni nelle località Trentalone di Gromola e Ciurnito del comune di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno a causa dello straripamento del fiume Sele in almeno tre punti. Le persone evacuate si trovano comunque nei pressi delle loro abitazioni, in attesa di un miglioramento delle condizioni del tempo. La furia dell’acqua ha invaso colture e i piani bassi delle abitazioni. Nell’agro sarnese nocerino il torrente Solofrana, che affluisce nel fiume Sarno a Pagani ha rotto gli argini. Gravi i disagi e numerose le famiglie fatte sgomberare. Il Vallo di Diano, trasformato in una sorta di grande lago a causa della violenta ondata di maltempo e per l’esondazione del fiume Tanagro. Moltissimi i fabbricati allagati. (altro…)

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