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Posts Tagged ‘manovra finanziaria’

Il presidente Inps ha chiesto che l’innalzamento della soglia previsto dalla legge di Stabilità non si applichi ai trattamenti previdenziali. Poi ha annunciato che intende svalutare i crediti contributivi inesigibili di cui è pieno il bilancio dell’istituto: ammontano a 95 miliardi.

L’innalzamento da mille a 3mila euro del tetto all’uso del contante, previsto dalla legge di Stabilità, non deve incidere sull’obbligo di pagare le pensioni solo tramite bonifico. In caso contrario “il rischio è di avere pensionati che vengono truffati nel prelievo del contante”. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo cui è necessario che il limite al cash resti a mille euro per i trattamenti previdenziali. Boeri lo ha detto in audizione alla Camera, davanti alla commissione di controllo sulle attività degli enti di previdenza e assistenza sociale.  (altro…)

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bruxelles

Ma nel corso delle trattative notturne è saltata la parte più pesante della pagella: la bocciatura della richiesta italiana di poter rimandare di un anno il pareggio di bilancio strutturale. Nel testo iniziale la richiesta veniva respinta perché “l’esenzione richiesta dall’Italia di deviare dal percorso verso gli obiettivi di medio termine non può essere concessa a causa del rischio di non conformarsi con gli obiettivi di riduzione del debito”.

Lo schiaffo vero, quello che Matteo Renzi temeva e che nei giorni scorsi – al di là dell’ostentata tranquillità – lo ha fatto stare sulla graticola, è stato evitato per un pelo. Perché, all’ultimo minuto, dalle nove pagine di testo che contengono le attese “raccomandazioni” di Bruxelles all’Italia è stata eliminata la parte più scottante: quella che bocciava la richiesta italiana di uno slittamento di un anno – dal 2015 al 2016 – del pareggio strutturale di bilancio. E la cui immediata conseguenza sarebbe stata la necessità di una manovra di rientro. Salvi in extremis, dunque? Si fa per dire: quel che rimane, anche al netto della “sbianchettatura” finale, è tutt’altro che una bella pagella (leggi il documento). (altro…)

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In commissione Affari Costituzionali si discute la legittimità del decreto “lacrime e sangue”, ma in aula non si presenta neppure un sottosegretario. Il presidente Vizzini (Pdl): “Disappunto e stupore”. Giallo sulla relazione tecnica di accompagnamento. Sanna (Pd): “Non è la stessa inviata a Napolitano”.

La Commissione affari costituzionali del Senato esamina la manovra economica e nessun esponente del governo si presenta in aula. Nessuno, zero, neanche l’ultimo dei sottosegretari. (altro…)

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Tasse sugli evasori e sui grandi patrimoni immobiliari, ma anche sulle banche e sulle assicurazioni. Mentre il decreto governativo approda al Senato, fioriscono le proposte alternative per alleggerire la stangata che grava sui soliti noti. Tanti gli appelli alla piazza: il Popolo viola chiama a raccolta gli “indignados” italiani, con tanto di tende in stile spagnolo.

La Cgil rompe gli indugi e annuncia lo sciopero generale. La segreteria confederale del sindacato lo ha indetto per martedì 6 settembre: otto ore per ogni turno “contro e per cambiare la manovra iniqua e sbagliata del governo”. Le proposte alternative della Cgil, saranno illustrate domani dal segretario generale Susanna Camusso in una conferenza stampa convocata alle 11 in concomitanza del presidio davanti al Senato. (altro…)

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IL DECRETO.  I comuni sotto i mille abitanti non saranno sciolti con le prossime elezioni. Verranno privati dei consigli comunali e degli assessori. I loro cittadini si limiteranno ad elegger un sindaco che dovrà occuparsi di tutti gli affari comunali compreso il coordinamento dei servizi con gli altri comuni. Il risparmio con questa iniziativa è insignificante.
I consiglieri comunali non percepiscono indennità, quella degli assessori è poca cosa. Lo scioglimento, l’accorpamento dei comuni è cosa seria, non si fa per soglie di grandezza e soprattutto non può investire la sola classe politica. (altro…)

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Lamberto Dini, l’uomo dell’austerity previdenziale, ha due pensioni dal 1994: una Inps da quasi 7 mila euro al mese, un’altra della Banca d’Italiada oltre 18 mila. Entrambe per 13 mensilità. In sostanza, 27 mila euro ogni 30 giorni. Il tutto da aggiungere all’indennità da senatore.
Dini, che negli stessi giorni in cui tuonava contro i privilegi delle generazioni più anziane si assicurava due introiti a vita, nel 2008 ha ricevuto dalle casse pubbliche ben 521.682 euro. Cioè quasi 40 mila netti al mese.
 (Lettera43)

Insomma circa 520000 l’anno per il “povero” Dini!

O prendete ad esempio l’ex Premier Giuliano Amato, che arriva a fine mese ad intascare la bellezza di 31411 euro mensili. Infatti dal 1998 percepisce 22.048 euro (lordi) al mese dipensione Inpdap (come docente universitario), a cui vanno aggiunti i suoi 9.363 eurocome parlamentare (senza dimenticare che continua ad essere presidente della Treccani, presidente del Comitato dei garanti per il 150esimo dell’Unità d’Italia e senior advisor di Deutsche Bank).

E questi sono solo due dei tantissimi esempi di come vengono buttati i nostri soldi … quanti sono i politici che paghiamo a caro prezzo (soldi pubblici) quando poi ci sono famiglie di 3-4 persone costrette a vivere con neanche mille euro al mese ?

Questo è rubare soldi agli Italiani!

stopcensura.com del 23/08/2011.

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IL PRESIDENTE Napolitano ha detto una cosa essenziale, domenica a Rimini, e niente affatto ovvia: che nella crisi che traversiamo il linguaggio di verità è un’arma fondamentale. E che se la politica sta fallendo è perché quest’arma l’ha volontariamente ignorata per anni. Per questo siamo “immersi in un angoscioso presente, nell’ansia del giorno dopo”: un popolo tenuto nel buio non vede che buio. A destra la crisi è stata minimizzata, sdrammatizzata, spezzando nell’animo degli italiani la capacità di guardarla in faccia con coraggio e intelligenza. Prioritario era difendere, a ogni costo, l’operato del governo: “anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea”. (altro…)

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Ricapitolando, per chi è tornato oggi fresco fresco dalle vacanze.

Il comandante della nave per due anni e passa ha promesso che saremmo presto approdati in una spiaggia meravigliosa, però intanto si è disinteressato del tutto alla rotta, ha cacciato il suo secondo perché lo criticava, non ha mai letto le previsioni del tempo e ha passato le giornate sotto coperta con le sue mignotte.

L’equipaggio, anche quello che gli era più fedele, si è così gradualmente convinto che era il caso di cambiare comandante, però poi all’improvviso è arrivata la tempesta, la barca ha iniziato a beccheggiare, allora nessuno ha avuto più il coraggio di fare niente.

Intanto il comandante ha acceso la radio e ha iniziato a prendere ordini dalla capitaneria di porto, non essendo capace di manovrare la nave da solo.

Ora si naviga a vista, ben tornati a bordo.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli del 22/08/2011.

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L´autunno dei patriarchi della destra al potere, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, promette d´essere tragico. Ieri, a poche ore dagli ultimi disastrosi sondaggi per Pdl e Lega, si è scatenata una fragorosa corsa al si salvi chi può nelle fila degli alleati di governo. Davanti alla crisi, il leader della Lega è tornato a sventolare la bandiera della secessione, con toni mai usati dagli anni Novanta. Il premier ha dovuto rispondergli con un comunicato duro. Tradotto dalla retorica di circostanza, si capisce che Berlusconi non crede davvero nell´unità del Paese e in genere in nulla, ma è disposto oggi a dar ragione a chiunque, Napolitano o Obama, Merkel o Sarkozy o Bce, pur di rimanere aggrappato al potere ancora un anno o anche qualche mese. Al cospetto di una tale missione storica, la resistenza di Bossi e della Lega cominciano a diventare un serio ostacolo. (altro…)

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Chissà se qualcuno si è preso la briga, sotto l’ombrellone, di ritagliare e mettere da parte tutti gli articoli, le tabelle, le proiezioni che i giornali hanno dedicato alla sedicente “manovra da 40 miliardi”. La somma delle anticipazioni, delle correzioni, degli aggiustamenti,` delle rettifiche  un guazzabuglio impressionante, che mette quasi ogni italiano nell’impossibilità di capire quanta dovrà pagare direttamente (tributi straordinari) e quanto indirettamente (tagli ai Comuni, tagli ai servizi). Si è capito soltanto – e non è certo una novità – che la dichiarazione dei redditi sarà  il parametro fondamentale per stabilire a quanto ammonta il salasso. (altro…)

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L´accorpamento per aree porterebbe a un risparmio per lo Stato di circa cinque milioni I sindaci pronti a invadere Roma con una carovana di 600 bus: non potete cancellarci. “Non facciamo politica di parte, ci occupiamo dei veri interessi dei nostri cittadini”. Da Barolo a Gallodoro, dal Piemonte alla Sicilia, fiato sospeso per un quarto dei comuni italiani: secondo quanto previsto dalla manovra quelli sotto i mille abitanti dovranno scomparire. Con il loro tesoro di tradizioni, storia e localismi.

Barolo (Cuneo). Forse il borgo farà la fine di un grappolo d´uva, lo vendemmieranno e addio, un colpo di forbice e zac. Il numero magico, che invece magari è malefico, è 728: rappresenta gli abitanti di Barolo, il paese col nome del vino, anche se poi è il vino ad avere preso il nome dal paese per poi portarlo a spasso nel mondo. Chiedete a un ghiottone giapponese, domandate a un mangione svizzero, interrogate un santo bevitore tedesco. Barolo? Tutti avranno le pupille accese, come quando si guarda il bicchiere nel controluce di una candela, dentro il bel fresco di una cantinotta. (altro…)

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Sopprimere i municipi con meno di mille abitanti è una scelta debole dal punto di vista economico. Esiste un’alternativa più efficace e meno mediatica: rafforzare la gestione associata dei servizi locali. La sostanziale soppressione dei comuni con meno di mille abitanti prevista dalla manovra di ferragosto è una scelta debole dal punto di vista economico e sbagliata sotto il profilo civile e democratico. Contrariamente a quanto si pensi, l’Italia non ha un numero di municipi superiore al resto d’Europa: a fronte degli 8.094 comuni italiani (uno ogni 7.490 abitanti), in Germania ci sono 11.334 gemeinden (uno ogni 7.213), nel Regno Unito 9.434 wards (uno ogni 6.618) in Francia 36.680 communes (uno ogni 1.774) e in Spagna 8.116 municipios (uno ogni 5.687). La media Ue è di un ente ogni 4.132 abitanti. Il nostro problema è un altro: le diseconomie di scala legate alla gestione spesso polverizzata dei servizi locali, ammessoche essi vengano erogati in tutto il territorio nazionale. (altro…)

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Non è chiaro quali saranno i costi, in vite umane, dell’ultimo atto: la presa di Tripoli. La battaglia finale nella notte, aperta dai ribelli venuti da Ovest, è comunque una battaglia cruenta, se Gheddafi sceglierà di combatterla fino in fondo, nonostante abbandoni e defezioni dei suoi. Ma è infine giunto il momento della verità, per il dittatore di Libia e per il suo regime. Dopo mesi di una guerra dimenticata nel cortile di casa dell’Europa, la sconfitta di Gheddafi salverà la faccia alla Nato. In teoria. Nei fatti, non sarà semplice da gestire. Se la Libia verrà lasciata a se stessa, da un’Europa alle prese con la propria crisi finanziaria, vittoria e fallimento potrebbero saldarsi. In un «successo catastrofico», secondo l’espressione pessimistica e cinica che sta circolando a Bruxelles. (altro…)

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Avevamo chiesto i tagli della politica. I tagli però, non i ragli. Anziché dimezzare il numero e i benefit dei parlamentari, il governo crede di tenerci buoni segando a casaccio i piccoli Comuni. Il tessuto connettivo di un Paese che è composto di mille villaggi. Il suo apparato cellulare. L’unica istituzione in cui l’italiano medio si riconosca. Un provvedimento di tale portata avrebbe dovuto essere il frutto di un restauro complessivo dell’architettura dello Stato. Invece da noi le riforme vengono fatte così: una alla volta, a rate, come capita. Penso ai poveri sindaci dei paesi del mio Piemonte, costretti a decrittare il proprio destino dalla lettura impervia di un decreto scritto di corsa e male. Per giunta a Ferragosto, con i prefetti in ferie che non possono neanche dare delucidazioni. (altro…)

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Massima libertà di azione per il ministro Tremonti che ha fatto inserire nel testo la possibilità, attraverso un decreto del presidente del Consiglio, di “rimodulare le aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa”.

La manovra è una matriosca a rovescia: più ci entri dentro, più grande diventa. Partiamo da un trucchetto di comunicazione, semplice ma efficace, che l’economista Tito Boeri ha smascherato in una tabella del sito lavoce.info. Quanto vale la manovra? Il ministro del Tesoro Giulio Tremontiha spiegato, in conferenza stampa, che il decreto di luglio per ottenere il pareggio di bilancio nel 2014 da 40 miliardi era diventato da 45,5. Poi ha precisato che la correzione giusta era di 49,5 miliardi. Ma al 2013. (altro…)

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MANOVRA Il decreto di agosto determinerà equilibri e alleanze fino al 2013.

Di fatto, oggi è l’ultimo giorno di ferie per la politica. Da domani il gioco si fa duro. E la canea di dichiarazioni, deliri estivi, ipotesi e contromanovre degli ultimi giorni dovrà sedimentarsi in un confronto leggibile. Il 29 agosto sindaci in piazza a Milano (tra di essi decine saranno i leghisti, a cominciare dal varesino Fontana) e domani è previsto un direttivo di fuoco del Carroccio a via Bellerio. Martedì invece ci sarà a Roma l’appuntamento dei frondisti del Pdl con il segretario Alfano e l’incontro del Pd con le parti sociali per la contromanovra democratica. (altro…)

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Il Dpr votato ad agosto: indennizzi ridotti del 50%.  Gli avvocati civilisti scrivono a Napolitano: “Non firmi la norma, un colpo ai giudici”. Il Pd: “Un regalo alle compagnie di assicurazione, tra cui quelle del premier”.

ROMA – Un´altra sorpresa spunta dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento, formalmente un Dpr, minaccia di dimezzare il risarcimento del danno biologico per gli incidenti stradali – che costituiscono la maggioranza delle pratiche assicurative – nei casi di invalidità che vanno dal 10 al 100 per cento. La misura deve passare il vaglio del Presidente della Repubblica, infine del Consiglio di Stato. Gli avvocati civilisti italiani insorgono e si appellano proprio al Quirinale perché non faccia questo «regalo» alle assicurazioni. Regalo del quale beneficerà – attraverso le partecipazioni in Mediolanum e Generali – anche il presidente del Consiglio. (altro…)

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SE VOLESSIMO raffigurare visivamente la crisi che sta scuotendo dalle fondamenta l’economia dell’Occidente dovremmo servirci di un oggetto sempre in voga tra i giocattoli russi: la matrioska. La più grande rappresenta l’economia americana dentro alla quale ce n’è un’altra che rappresenta l’economia europea, dentro alla quale – per quanto ci riguarda – c’è quella italiana. I problemi Usa si ripercuotono su quelli europei che vi aggiungono i propri e si riflettono su di noi che vi aggiungiamo i nostri. Le matrioske sono graziose da vedere, ma il gioco a incastro che ne deriva può essere micidiale. (altro…)

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