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Posts Tagged ‘manovra’

boeri

Intervenendo a un dibattito del Sole 24 Ore, il presidente dell’Inps ha ribadito che la legge di Bilancio accresce la spesa per gli assegni previdenziali “aumentando la generosità per categorie che hanno già fruito di trattamenti più vantaggiosi di chi ne fruirà in futuro”.

E tre. Per la terza volta, a tre mesi dalle prime critiche, il presidente dell’Inps Tito Boeri attacca le novità contenute nella legge di Bilancio. “Questa è una manovra che fa aumentare il debito implicito e ogni manovra che lo fa scarica oneri sulle generazioni future. (altro…)

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padoanL’ultima bozza della legge di Bilancio: resta la minaccia del maxi-aumento Iva dal 2018.

Itempi della legge di Bilancio restano incerti e molti i punti da chiarire. Ma da ieri sera hanno iniziato a circolare bozze del disegno di legge che presto arriverà in Parlamento. Ecco alcune delle principali novità di un testo che riporta la data di ieri e l’orario delle 20.

L’APE. Dal primo maggio 2017 al 21 dicembre 2018 si può andare in pensione in anticipo. L’Ape è “un prestito corrisposto a quote mensili per dodici mensilità” dalle banche. La restituzione del prestito “avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria”, perché è alta la probabilità che il pensionato muoia prima di aver finito di rimborsare le somme anticipate dalla banca. Proprio per aiutare a ridurre il peso della assicurazione, il governo istituisce un fondo di garanzia da 70 milioni nel 2017. (altro…)

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ellekappaDa eccesatira.blogspot.it

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renzi-europa

Secondo quanto anticipato dalla stampa, sono questi i punti contenuti nella lettera di richiamo della Commissione. Né Renzi né Padoan, però, si sono mostrati disposti a soddisfare le richieste di Bruxelles.

Troppe coperture una tantum per fare quadrare le spese di bilancio e dubbi sul piano nazionale di salvaguardia anti-sismica. Inclusi invece nello scorporo del deficit i costi per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 24 agosto. E viene riconosciuto anche l’aumento di spesa per i migranti rispetto al 2016. I media anticipano quelli che dovrebbero essere i principali punti della lettera della Ue indirizzata all’Italia. (altro…)

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padoanDopo la bocciatura dell’Ufficio parlamentare di bilancio e i dubbi di Bankitalia, Padoan difende i numeri del Def alle Camere. I parlamentari lo attaccano e il Fmi taglia le previsioni.

Il governo ha esagerato nei numeri su cui costruirà la manovra, al punto da renderli non credibili per l’Ufficio parlamentare di bilancio che deve validarli (“troppo ottimistici”) e “ambiziosi” per la Banca d’Italia, ma non importa: tirerà dritto, aprendo uno scontro col Parlamento e facendo storcere il naso sia a Bruxelles sia al Quirinale. A comunicarlo è lo stesso ministro dell’Economia. Pier Carlo Padoan si presenta alle 12 alle commissioni Bilancio delle Camere, il giorno dopo la figuraccia sui numeri: “Questa ambizione è sostenuta in modo concreto da una manovra che dà un boost, una spinta alla crescita – spiega –. Il Pil programmatico non è una scommessa, ma l’effetto della manovra”. (altro…)

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Derivati

Effetto boomerang. Servono per allungare la durata del debito e proteggere contro l’aumento dei tassi, ma dal 2006 stanno facendo lievitare i costi.

Nel 2015 le perdite da derivati sono arrivate a 6,7 miliardi e il governo ha fatto privatizzazioni per 6,6 miliardi. Coincidenze? Le due voci si compensano nelle tabelle che misurano le variazioni del debito, ma come ogni anno la legge di Stabilità sulla quale il governo sta già lavorando viene scritta senza considerare l’impatto che avranno i contratti stipulati su 150,9 miliardi di debito pubblico (il “nozionale”). Il ministero del Tesoro non fornisce stime sull’impatto negativo previsto in corso d’anno, anche se è rilevante. Siamo passati dai 2,1 miliari del 2011 ai 6,7 del 2015. E, come ricostruisce Bruno Tinti nella pagina a fianco, il Consiglio di Stato ha sancito che i giornalisti non hanno titolo a richiedere copia dei contratti tra ministero e banche. Ammesso che siano comprensibili. (altro…)

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bilancioMuro al tentativo delle opposizioni di smontare le norme pro-evasori (e sull’Imu).

C’è il “salva autodromo (di Monza, n-dr)”, e la sanatoria p e r i d i r i g e n t i dell’Agenzia delle Entrate decaduti; il canone spezzettato, in bolletta o abolito del tutto; i super ammortamenti per il Sud e la battaglia su contante e stop all’Imu prima casa. Questa vedrà contrapposti M5S, Sel e minoranza Pd al resto dei democrat, pronti a fare asse con Forza Italia e Lega per evitare passi indietro.   In commissione Bilancio al Senato tutto è pronto per la battaglia sugli emendamenti che si aprirà domani. Sono 3.563 quelli depositati: oggi dovranno passare al vaglio di ammissibilità, mercoledì si parte con le votazioni. (altro…)

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stroncatureLe audizioni La manovra elettorale di Renzi spiegata da Bankitalia, Corte dei conti, Istat e Upb.

È come se ieri il Senato fosse diventato l’officina di un meccanico: nelle loro audizioni, infatti, Bankitalia, Istat, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) hanno smontato il motore della manovra di Renzi rivelandone il profilo, a un tempo, elettorale e pericoloso. In sostanza, una manovra che rinvia i problemi di un anno, non preoccupandosi di come pagherà domani quello che decide di spendere oggi: di fatto ipotecando il bilancio dello Stato per il triennio 2017-2019.   COPERTURE. La manovra “prevede a partire dal 2016 una serie di impegni a carattere permanente” come la riduzione di Tasi e Ires “che per il primo anno sono finanziate da risorse temporanee: la flessibilità di bilancio e dal gettito una tantum come quello della voluntary disclosure”, dice l’Upb. Di entrate a carattere “temporaneo”,citandoanchei giochi, parla anche Banca d’Italia. Anche sulle privatizzazioni la situazione è la stessa: per gli anni successivi al 2016 “non abbiamo informazioni” su quali siano i piani del governo per ottenere introiti per 8 miliardi l’anno. È “un elemento di potenziale rischio”.   PREVISIONI. “Dobbiamo confermare un scarsa prudenzialità della previsione” macroeconomica (crescita, deficit, debito), che appare “eccessivamente ottimistica”. “La nostra sensazione è che negli anni successivi al 2016 ci sia qualche motivo di preoccupazione ” , d i c e i l p r e s i d e n t e dell’Upb Pisauro.   (altro…)

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finanza pubblicaLe misure.

Secondo la magistratura contabile, la legge di stabilità lascia irrisolti molti nodi, come il finanziamento degli enti locali, le pensioni e il riassetto dell’Iva. Dubbi di via Nazionale su limiti al cash e tasse sulla casa. Bruxelles: deficit al 2,3% e Pil all’1,5%.

ROMA. Legge di Stabilità sotto tiro da parte di Banca d’Italia, di Corte dei Conti e Upb. Un dettagliato esame, nel corso delle audizioni parlamentari, che ha passato al setaccio impietosamente l’intero articolato. Risultato: coperture una tantum, rischio per i conti pubblici dagli sconti chiesti all’Europa, interrogativi sul rinvio dell’aumento dell’Iva al 2017. Matita rossa anche per l’abolizione della Tasi prima casa e l’elevazione del tetto del contante. Notizie positive, invece, da Bruxelles: le previsioni di domani daranno per il 2016 un Pil all’1,5 e un deficit al 2,3 per cento, stime compatibili con quelle di Roma che aprirebbero la strada ad un via libera della Stabilità.

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se la ride

Gli enti locali aggireranno lo stop all’aumento dei tributi: su ticket, mense, rifiuti, ecc.

Il regalo ai proprietari di case di lusso-che Matteo Renzi ha negato martedì – esce dalla porta, ma rientra dalla finestra.IldivietoaComunieRegioni di alzare i tributi e le addizionali locali – pure questo annunciato dal premier – si tradurrà in un salasso, come è già successo in passato. Poi c’è la solita mazzata sul pubblico impiego, sulla Sanità e sulle Regioni. C’è la forma: la legge di stabilità approvata il 15 ottobre. E c’è la sostanza: il testo è poi cambiato. Una “limatura” – in deroga alla legge-durata 8 giorni, fino a ieri sera, quando le tabelle sono state inviate al Quirinale. La manovra arriva oggi in Senato. Le ultime differenze tra forma e sostanza le riassumiamo qui.   (altro…)

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Contanti

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ellekappa

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tagli e spot

Poca roba Tolto il cavallo di battaglia di Berlusconi resta una legge di Stabilità con cui il governo tira a campare: rinvia 17 miliardi di aumenti di Iva e accise al 2017 e spera in bene.

Ieri Matteo Renzi ha presentato la Legge di Stabilità. In attesa dei testi – e sarà un’attesa lunga – non resta che basarsi sui 25 tweet (#italiacolsegnopiù) con cui il presidente del Consiglio ha voluto raccontare la sua manovra alla platea. Il risultato è francamente poca cosa: il budget dello Stato per il 2016 di Renzi è pensato per tirare a campare, riempito dei soliti spot su cose di secondo piano (il canone Rai in bolletta), di fumo ( “nessun taglio alle città metropolitane”), di colpi duri al sociale e ai salari degli statali. L’unica grande idea – e la scelta finanziaria più impegnativa – è l’abolizione dell’Imu/Tasi sulla prima casa per tutti (“avete capito bene”, avrebbe detto l’ex Cavaliere). Contando l’aumento a 3mila euro della soglia per l’uso del contante, la cosa dice parecchio sull’universo sociale di riferimento del premier.   (altro…)

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padoanScontro Padoan-Renzi-Ragioneria. Tramontata del tutto la spending review.

Siamo in alto mare. È il riassunto della situazione che fa chiunque lavori alla Legge di Stabilità che il governo deve approvare entro dopodomani (il 15 ottobre).Se le indiscrezioni di questi giorni saranno rispettate, al netto dei brutti segnali che arrivano da Bruxelles con la bocciatura della manovra spagnola, saremo di fronte a uno straordinario gioco delle tre carte dalla dubbia tenuta.   (altro…)

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PadoanTre voti su altrettanti articoli del provvedimento: dai bonus familiari al Tfr in busta paga, dagli ammortizzatori al taglio al cuneo fiscale Ma l’Ufficio parlamentare di bilancio ritiene sopravvalutata la crescita che il governo si aspetta dalle riforme: “Sarà pari a zero nel 2015”.
ROMA – Alle 21 e 50 di ieri sera, la Camera dà il via libera con la fiducia alla legge di Stabilità, Bruxelles si riserva di passarla al setaccio a marzo per verificarne la «conformità». Ma il vero cartellino rosso alla strategia del governo che lega la ripresa dell’economia, la riduzione del debito e il giudizio della Commissione europea al decollo delle riforme strutturali, viene dall’Ufficio parlamentare di bilancio. L’organismo, presieduto da Giuseppe Pisauro, nel “Rapporto sulla politica di bilancio 2015” di novembre esprime più di un dubbio sull’effetto positivo in termini di Pil delle riforme strutturali, dal Jobs act, alla Pubblica amministrazione, dalla riforma della giustizia alla competitività.

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Trattativa

La Commissione Juncker minaccia una nuova correzione da 3,3 miliardi sul 2015 e un early warning sul debito Palazzo Chigi spinge sul Jobs act: entro dicembre, anche con la fiducia. Ma in Parlamento i tempi sono stretti.

ROMA – Palazzo Chigi tira dritto sul Jobs act e stila un calendario serrato: chiudere entro dicembre, varare i decreti attuativi sui quali sono già al lavoro i tecnici e avere regole certe a partire dal 1° gennaio del 2015. La posizione del governo va ad impattare sul percorso parlamentare della legge di Stabilità che questa settimana comincia l’esame in Commissione Bilancio con l’obiettivo di consegnare il testo all’aula entro il 24 novembre, data che potrebbe slittare di un paio di giorni come spesso avviene.
Il rischio è quello di un «incrocio»: per assecondare il timing del governo potrebbe essere necessario dunque anticipare l’esame del Jobs act rispetto alla legge di Stabilità: la valutazione che viene fatta in Commissione Bilancio è che il ritardo potrebbe spostare la data di consegna della “Finanziaria” al Senato verso il 10 dicembre.

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Tax driverContinuano le audizioni sulla manovra alla Camera e ogni giorno si delinea meglio il piccolo cabotaggio scelto dal governo Renzi per comporre il bilancio dello Stato. Dopo Bankitalia, Corte dei Conti e Istat, ieri è toccato – tra gli altri – all’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) smontare alcune verità sulle magnifiche sorti e progressive disegnate dalla Legge di Stabilità 2015. L’Autorità sui conti pubblici, infatti, svela il trucco: questa è “una manovra netta espansiva” peraltro limitato, soli 5,9 miliardi all’anno prossimo, ma dal 2016-2017 questo svanisce e arrivano le mazzate.   HA SPIEGATO il presidente Giuseppe Pisauro: “Il punto debole sono le clausole di salvaguardia, vecchie e nuove, che nel solo 2016 rischiano di aumentare le imposte di 16 miliardi. Per impedirlo occorrerebbe tagliare la spesa” (secondo Confcommercio, se si procederà ad aumentare l’Iva come previsto “si avranno complessivamente 65 miliardi in meno di consumi”). (altro…)

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Manovra flop

L’Istat stronca Renzi e la sua manovra economica: il premier l’ha venduta come una manovra che avrebbe permesso al Paese di ripartire, ma l’Istat oggi lo sbugiarda e ci dice che l’impatto nei prossimi due anni sarà praticamente nullo. Quindi cosa ci resterà di questa memorabile Finanziaria? Solo i tagli alle Regioni, agli enti locali, alla Sanità, i tagli ai malati di Sla, alla scuola, alla ricerca. Un vero capolavoro, che serve solo ad affondare ulteriormente l’Italia, svendendo le sue risorse e i nostri diritti, e con questi anche la nostra dignità.”

Di Alberto Airola, capogruppo M5S Senato da beppegrillo.it.

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AttacchiIL GOVERNO IRRITATO PER LE NORME ILLEGITTIME STRALCIATE: DAI SOLDI PER NAPOLI E PALERMO ALLA VENDITA DELLE CONTROLLATE RAI.

Sulla Legge di Stabilità si sta consumando uno scontro, solo in parte pubblico, che è insieme di bassa macelleria politica, come spesso capita, e contemporaneamente di visione del ruolo di governo e Parlamento. Tutto comincia con un fatto tecnico e formalmente ineccepibile: la decisione della presidenza della Camera, sulla scorta di un’analisi della commissione Bilancio, di stralciare una serie di norme che in una manovra di bilancio non ci dovrebbero essere. La legge del 2009 che disciplina la materia, infatti, esclude dal ddl Stabilità le norme “localistiche”, “ordinamentali” e “microsettoriali”: in sostanza in questa legge dovrebbero esserci le tabelle, cioè il bilancio (quali soldi spendiamo e dove), e le norme di impatto generale (gli 80 euro, lo sgravio Irap, eccetera).   (altro…)

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Tasse

L’OBIETTIVO È IL PAREGGIO DI BILANCIO: DAL 2016 SALGONO IVA E BENZINA, GIÙ LE DETRAZIONI. CERTO SI PUÒ ANCHE TAGLIARE ANCORA, MAI COMUNI GIÀ AVVERTONO: “SIAMO AL DISSESTO”.

Ventisette miliardi di tasse nascoste, rimandate a domani per non ammetterne l’esistenza oggi. Questa è la scommessa di Matteo Renzi, quella che innerva la sua legge di Stabilità elettorale, il motivo per cui tutti nel palazzo si sono convinti che il voto a primavera è inevitabile. Funziona così: il nostro deficit deve andare a zero entro il 2017, è il famoso pareggio di bilancio inserito in Costituzione ai tempi di Mario Monti anche da quelli che oggi lo contestano e sottoscritto dai governi italiani nei Patti stipulati in Europa. Come lo facciamo? Ma con la spending review, ovviamente. Solo che al momento la revisione della spesa è una bufala e i tagli quasi interamente lineari di Renzi e Padoan sul 2015 lo dimostrano: ieri, per dire, i Comuni e le nuove province sono andati a chiarire a Palazzo Chigi che così muoiono i servizi ai cittadini (scuola, trasporto, strade, sociale, verde e quant’altro) e molte città rischiano comunque il dissesto.   (altro…)

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