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Posts Tagged ‘Marcello Dell’Utri’

berlusconi-dell-utriPg di Palermo emette ordine di carcerazione. Sarà allegato a richiesta inoltrata alle autorità libanesi.

La Suprema Corte ha accolto la richiesta del procuratore generale: il fondatore di Forza Italia colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. Il pg: “I rapporti tra Cosa Nostra e Dell’Utri non si sono mai interrotti e si sono protratti senza soluzione di continuità dal 1974 fino al 1992”. Emesso ordine di carcerazione.

Il fondatore di Forza Italia, il primo partito italiano degli ultimi vent’anni, è un amico di Cosa Nostra, frequentatore di boss mafiosi e uomo cerniera tra la piovra e Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui l’ex premier inizia a scontare la pena con l’affidamento in prova ai servizi sociali, cadono i condizionali anche su Marcello Dell’Utri, l’amico di una vita, prima piazzato al vertice di Publitalia e poi l’ideatore di Forza Italia: la prima sezione della Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa Nostraaccogliendo la richiesta del pg. (altro…)

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Chi l’avrebbe detto? Alla vigilia della sentenza definitiva, poi: quella che rischiava di condannarlo per mafia a sette anni di reclusione. Ma chi avrebbe mai potuto immaginare che un uomo così distinto e di buone letture preferisse vivere i suoi ultimi anni in un villone esotico da latitante piuttosto che dietro le inferriate di un carcere da lestofante? L’improvvisa scomparsa di Marcello Dell’Utri ci lascia esterrefatti. E più di noi ha lasciato esterrefatti i magistrati che si erano rifiutati per ben due volte di negargli il diritto d’espatrio. Per non parlare del ministro Gruviera Alfano: lui aveva visto qualcuno dirigersi di buona lena verso il confine, ma pensava fosse un dissidente kazako.

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La grande fuga

Non c’era miglior modo di celebrare il ventennale di Forza Italia dell’arresto dei due padrini fondatori. Il primo, SB detto l’Evasore, è ufficialmente detenuto ma resta a piede libero e non al gabbio, ma solo a patto che non parli male dei giudici e non frequenti pregiudicati: cioè che smetta di vivere (non può vedere Previti, né Dell’Utri, ma nemmeno il fratello Paolo e neppure i direttori dei suoi giornali). Il secondo, MDU detto l’Evaso, dovrebbe essere in galera (dove già soggiornò per un breve periodo nel 1995) da qualche giorno, ma si è dato latitante: chi dice in Libano, chi a Santo Domingo, chi in Guinea-Bissau. E solo grazie alla provvidenziale benevolenza della Corte d’appello di Palermo, che ha respinto un anno fa una richiesta della Procura generale di arrestarlo e poi due istanze per vietargli almeno l’espatrio, firmando il mandato di cattura soltanto il 7 aprile, una settimana prima della sentenza definitiva del suo processo per mafia, quando il galeotto era già uccel di bosco. (altro…)

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La delegazione sarebbe dovuta cambiare dopo il voto, ma i partiti non hanno indicato i nuovi papabili.
E così l’Italia è rappresentata (anche) da condannati, inquisiti, bocciati alle urne o neanche candidati.

Democrazia pluralista, rispetto dei diritti umani e preminenza del diritto. Sono le tre architravi su cui poggia il lavoro del Consiglio d’Europa, un organismo da non confondere con il Consiglio europeo, fondato nel 1949 col Trattato di Londra. Ne fanno parte i 47 principali Paesi sviluppati del mondo che ogni quattro anni inviano le loro delegazioni nella sede dell’organismo a Strasburgo proprio per parlare dei massimi sistemi della politica, della cultura e del progresso del mondo. (altro…)

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L’ex senatore ‘cerniera’ con Cosa nostra.

La Corte d’appello di Palermo ribadisce la pena di sette anni di reclusione per concorso esterno.
La reazione: “Romanzo criminale continua”. Il pg: “Ora la richiesta di arresto? Non è dato saperlo”.

Marcello Dell’Utri è stato condannato in appello a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno condannato a 7 anni Marcello Dell’Utri, accogliendo la richiesta del pg Luigi Patronaggio. “Speravo in un’altra sentenza, ma l’accetto” è stato il commento a caldo dell’ex senatore. Che poi ha aggiunto: “Il romanzo criminale continua…”. “Naturalmente speravo in un’assoluzione, ma sapevo anche che poteva essere una condanna. Ne prendo atto”. Le accuse potrebbero essere però prescritte se la Cassazione, che con ogni probabilità sarà chiamata a pronunciarsi di nuovo dall’imputato, non si pronunciasse entro il 2014. “Se arrivasse la prescrizionedirei come Andreotti: sempre meglio di niente”, ha commentato.  (altro…)

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Il programma di Michele Santoro andrà in onda su La7 e in diretta streaming sul fattoquotidiano.it alle ore 21.10. Ospiti in studio il candidato premier di Rivoluzione civile Antonio Ingroia, l’onorevole del Pdl Mara Carfagna e l’eurodeputata azzurra Lara Comi.

Candidati indagati e condannati, ‘parenti di’ e imputati, tanti dei quali, ad eccezione di Marcello Dell’Utri, rimangono ancora in lista. E non solo. In Lombardia, ad esempio, dove si gioca la battaglia più importante per il controllo e il governo del Paese, scorrendo i nomi si trovano un gran numero di dipendenti di Fininvest, ex mogli, portaborse, dame bionde e persino l’insegnante dei figli di Berlusconi. Mentre il comitato dei Garanti del Partito democratico ha ritenuto “necessario il ricorso a valutazioni per la tutela dell’immagine e dell’interesse generale del Pd”, che hanno portato al ritiro di CrisafulliPapania e  Caputo(altro…)

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Elezioni, da Cosentino a Crisafulli: quando l’impresentabile è indispensabile.

Liste pulite, il magistrato antimafia Canepa: “Occasione mancata”. Ma nelle regioni chiave per il Senato, come Campania e Sicilia, i nomi più compromessi portano pacchetti di voti a cui è difficile rinunciare. Non solo nel Pdl. Berlusconi: “Probabilmente non ci saranno”.

Liste pulite, “un’occasione mancata”, come dice Anna Canepa, magistrato della Direzione nazionale antimafia e vicepresidente dell’Anm. Perché “gli inquisiti candidati”, spiega a Repubblica, sono “un pugno alla questione morale“. Le candidature dei Dell’Utri, dei Cosentino, dei Verdini, dei Crisafulli, rispettano i dettami di una legge “che non ha risolto il problema”. Della questione morale, al di là della norme, dovrebbero farsi carico i partiti, conclude il magistrato. (altro…)

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