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Posts Tagged ‘marino’

selOggi la nuova giunta: il vice sarà Causi. Il maestro di strada Rossi Doria assessore alla scuola.

ROMA . L’accordo sul Marino-ter c’è, la copertura di Matteo Renzi ( sembra) pure, ma a finire in frantumi è l’alleanza con cui il centrosinistra vinse le elezioni a Roma appena due anni fa. Morta e sepolta.
Cancellata con un tratto di penna dal segretario- premier in persona, che in un incontro a quattr’occhi con il commissario del Pd Matteo Orfini ha deciso la terna — o forse quaterna, il nodo verrà sciolto soltanto stamattina — tutta di area dem, destinata a sostituire il vicesindaco vendoliano e i due assessori dimissionari, più (forse) il titolare alla Scuola Paolo Masini. Che potrebbe essere costretto a lasciare — anche se al momento di sicuro c’è solo che dovrà cedere la sua delega alla new entry più prestigiosa, il “maestro di strada” Marco Rossi Doria — per inverare quel rimpasto largo invocato dal Nazareno per la ripartenza.
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Il sindaco siamo noi.

Il sindaco siamo noi che abbandoniamo le lavatrici vecchie accanto ai cassonetti, e se fa caldo non li apriamo nemmeno per buttarci il sacchetto della spazzatura domestica, troppa fatica.

Il sindaco siamo noi che lasciamo l’auto in seconda fila, “che vuoi che sia è solo per dieci minuti”, e mille auto in seconda fila intasano il traffico che tanto odiamo, ma anche i polmoni nostri e dei nostri figli.

Il sindaco siamo noi che parcheggiamo all’angolo della strada perché “sennò mi dice lei dove la lascio, non vede che non c’è un buco?”, e così ogni angolo diventa una gimcana per chi può usare le gambe, figuriamoci per chi sta in sedia a rotelle o per le mamme con la carrozzina.

Il sindaco siamo noi che suoniamo il clacson ogni dieci secondi per nervosismo e per stizza, aggiungendo all’inquinamento dell’aria quello acustico, ancora più cretino e inutile. (altro…)

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marinoAffronto al governo: “sfiduciato” a sorpresa l’assessore renziano ai Trasporti.

La “renzata” di Ignazio Marino si consuma in dieci minuti, attorno alle 14 di un venerdì di fine luglio. Entra nella sala della Protomoteca dove è convocata una conferenza stampa sul trasporto pubblico locale, chiede scusa ai romani che stanno vivendo giorni di disagio tremendo, annuncia l’azzeramento dei vertici di Atac e fa sapere di avere chiesto a Guido Improta, assessore alla Mobilità, di formalizzare le dimissioni che ha presentato un mese fa. La velocità, per il sindaco di Roma, in queste ore è tutto.Deve fare in fretta perché ha una scadenza imminente. Martedì sera, alla Festa dell’Unità della Capitale, parla Matteo Renzi. E il capo del Campidoglio non può permettersi strigliate dal palco dove, solo poche settimane fa, è stato applaudito, quasi osannato. Così, il sindaco, gioca la carta a sorpresa. Cacciare Improta: cari romani, è lui – l’assessore renziano – quello che vi sta facendo passare mattinate e pomeriggi di inferno.   LA SITUAZIONE della metropolitana cittadina,infatti,è ormai oltre ogni livello di sopportazione: lo “sciopero bianco” dei macchinisti va avanti da giorni (protestano contro l’introduzione del cartellino da timbrare), le corse che saltano fanno diventare i vagoni dei carri bestiame,i dipendenti Atac rischiano quotidianamente il linciaggio dei cittadini esasperati.  (altro…)

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MarinoImminente la relazione Gabrielli. La normativa ad hoc darebbe poteri per risanare la burocrazia corrotta.

ROMA . Cominciano oggi i giorni decisivi per il destino della Giunta Marino. Perché è oggi che comincerà a prendere forma la risposta alla domanda se il Comune Capitale d’Italia debba o meno essere sciolto per mafia. Il prefetto Franco Gabrielli riunirà il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica (cui parteciperanno il Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, il questore e i comandanti provinciali di Carabinieri, Finanza e Forestale) durante il quale verranno discusse le conclusioni delle mille pagine di lavoro consegnate lo scorso 16 giugno dalla commissione di accesso agli atti del Comune insediata dal precedente prefetto Pecoraro e, con loro, l’orientamento maturato in queste tre settimane dallo stesso Gabrielli con la sua bozza di relazione finale.

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panda-marinoNON ME NE VADO nemmeno con le cannonate, ha detto ieri: «Non possono mandarmi via, l’unico rischio è che non sia approvato il bilancio del 2016». Non l’unico in verità.

IL PREFETTO Gabrielli, sulla scorta delle indagini della Procura, prenderà una decisione a giorni. Non è libero il campo dall’ipotesi di scioglimento per mafia, meno ancora da quella di scioglimento per illegalità. In quest’ultimo caso non basterebbe a Marino neppure la “supergiunta” della quale parla negli ultimi giorni. Un nuovo vicesindaco, personalità di alto profilo, eccellenze. Di fronte al Comune di Roma sciolto per illegalità il governo dovrebbe intervenire, gestire l’emergenza. Ma il caso Roma non è solo un’emergenza criminale e la politica non la fanno le Procure. Il caso Roma, il caso Marino, è una questione politica che precede l’esplodere sui giornali di Mafia Capitale. Il pressing per le dimissioni del sindaco viene da lontano, l’indagine lo ha semmai per un poco ammorbidito. Cosa dirà Gabrielli lo sapremo presto. Intanto sarebbe utile sapere quali siano le intenzioni di Matteo Renzi: il progetto politico, il disegno.

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NatangeloDa natangelo.it

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E arrivò anche per Marino il momento di togliersi il sassolino dalla scarpa, nei confronti della destra (quella giustizialista con gli altri, che deve tornare nelle fogne) e del Partito democratico.
Evidentemente ha smesso di fidarsi del partito che lo ha candidato e piazzato a Roma: è lo stesso partito che fino a dicembre gli chiedeva un rimpasto (o anche di fare un passo indietro). Poi, dopo il primo filone dell’inchiesta mafia capitale aveva fatto quadrato. Marino non si tocca!
E ora, siamo al #marinostaisereno, se sei capace di governare bene, perché come ha spiegato il ministro per i rapporti col parlamento, l’onestà non basta. (altro…)

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Marino è una persona onesta ma esseri onesti non è sufficiente”, ripete Maria Elena Boschi, fondatrice della corrente dorotea del Pd, quella che ti offre da bere e intanto avvelena il pozzo. Tralasciando le ragioni (anche fondate) chespingonoilsuodantecausa,Matteo Renzi a liberarsi del sindaco di Roma,valelapenadisoffermarsisulla frase del benservito che, nella sua interezza, appare senza capo né coda. O meglio, con una coda che nega e contraddice il capo. (altro…)

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È GIUSTO e importante che — sia pure sotto emergenza, come sempre — si discuta del degrado di Roma come di una questione nazionale. Purché non ci si illuda che sia appena una faccenda di potere politico (con Marino nella parte del capro espiatorio) e non si stia parlando, invece, di uno sfacelo civile capillare e profondo. Lo dice con durezza il vivace, partecipato blog “Romafaschifo”, che raccoglie umori, considerazioni, proposte, notizie, senza fare sconti a nessuno: neanche ai romani. A chiedere la cacciata di Marino, si legge in un post, «è la maggior parte di una popolazione che ha l’illegalità nel proprio Dna e vede di malanimo chi cerca di cambiare questo genere di impostazione». (altro…)

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MarinoLa strategia dei consiglieri dem: “Dimissioni in massa se il sindaco non va via”. Gabrielli: niente incarichi politici.

ROMA . Il giorno dopo la spallata di Renzi a Marino, una crepa sembra intravedersi nella coltre di ostinato silenzio che circonda l’inquilino del Campidoglio. Un rifiuto a commentare le provocazioni del premier letto da molti come il disperato tentativo di trattare una resa. «Il sindaco ha capito che per lui è comunque finita e ha scelto di resistere per alzare il prezzo», racconta un alto dirigente del Pd. «Suoi emissari starebbero infatti pensando di recapitare un messaggio preciso al capo del governo: se gli verrà offerta un’alternativa, un incarico magari da ministro o in qualche organismo internazionale, così da uscire in modo onorevole senza il bollino dell’incapace, Marino potrebbe pure valutare il passo indietro.

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Secondo Repubblica il decreto era già pronto ed è stato stralciato all’ultimo momento dal testo sugli enti locali approdato in Cdm giovedì sera. Il sindaco: “Soldi dei romani e prerogative già scritte nello statuto di Roma Capitale”.

Alla fine, nel pieno della bufera Mafia capitale, un segnale di discontinuità sul Campidoglio è in dirittura d’arrivo. Il governo, secondo quanto riferito da Repubblica, si prepara infatti a nominare un commissario al Giubileo togliendo l’evento dalle mani del contestato sindaco Ignazio Marino, per affidarlo a quelle del prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni getta acqua sul fuoco sostenendo che “non sono state prese ancora decisioni”, ma secondo il quotidiano del gruppo De Benedetti già giovedì gli uffici di Palazzo Chigi avevano preparato il decreto della presidenza del Consiglioda varare nel pomeriggio descrivendo gli ambiti del commissariamento. (altro…)

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MarinoQuindi ricapitoliamo. Mezzo PD romano è diventato il braccio politico della mafia. Il presidente della commissione cultura della Camera dei Deputati Galan (FI) è ai domiciliari. Il sottosegretario all’agricoltura Castiglione (NCD) è sotto indagine per lo scandalo del centro richiedenti asilo di Mineo (gli immigrati sono diventati la nuova forma di finanziamento pubblico ai partiti). E oggi la procura ha chiesto l’arresto per il presidente della commissione bilancio del Senato, senatore Azzolini (NCD) già coinvolto nello scandalo del porto di Molfetta salvato pochi mesi fa dal PD che non autorizzò l’utilizzo delle intercettazioni contro di lui. 

Ora la domanda è questa. Secondo voi se questi partiti (PD e NCD) hanno votato la legge anticorruzione questa legge cosa avrà realmente di anticorruzione oltre al titolo?

Da facebook.com/dibattista.alessandro

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Campidoglio

L’assemblea capitolina ha votato la sostituzione dei consiglieri comunali arrestati nella seconda fase dell’inchiesta sul business dell’accoglienza dei migranti. Un gruppo di manifestanti di Movimento 5 Stelle, Casapound, Fdi e Noi con Salvini ha cercato di entrare per assistere alla seduta.

In piazza lavoratori di Multiservizi e attivisti del Movimento 5 StelleCasapound, Noi con Salvini e Fdi che gridano “via i mafiosi” e dentro il Campidoglio con le porte bloccate l’assemblea capitolina che ha votato la sostituzione dei consiglieri decaduti dopo la seconda ondata di arresti di Mafia Capitale. Tensione a Roma dopo che è stato impedito ai manifestanti di entrare a Palazzo Senatorio per assistere alla seduta del consiglio comunale. “Marino si dimetta”, ha commentato Alessandro Di Battista, “e lasci la parola ai cittadini. Il Pd ha paura che M5S vinca le elezioni. Noi siamo pronti, siamo l’unica forza politica che non è coinvolta in questo scandalo”. In Aula il sindaco ha inizialmente ignorato le proteste e si è alzato per andare a stringere al mano ai neoconsiglieri. Poi quando le urla dei manifestanti sono state più decise e si è alzato il coro “tutti a casa”, Marino ha ironicamente salutato gli esponenti di M5S, ha fatto il segno della vittoria con le mani e ha infine lanciato baci prima di uscire. (altro…)

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arresti_pd

“Altre 44 persone sono state arrestate per Mafia Capitale. L’accusa è di aver contribuito a creare un business sui flussi migratori e i campi di accoglienza: Tra gli arresti ci sono diversi esponenti del Partito Democratico e di altre forze politiche, salvo il M5S, che ne esce ancora una volta pulito.

Per questo, i nostri cittadini portavoce in Parlamento e al Comune hanno tenuto alle 15:00, una conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei deputati con Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Luigi Gaetti e Marcello De Vito. Questa è l’ennesima prova che il sistema dei partiti è totalmente marcio, ivi incluso il PD romano già commissariato, che governa indegnamente questa città e che è totalmente coinvolto nell’indagine con diversi suoi esponenti. (altro…)

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GiulianiL’EPIDEMIA COLLETTIVA DI SAN SILVESTRO PRECEDUTA DALL’AVVISO DI CONCLUSIONI INDAGINI ALL’EX COMANDANTE GIULIANI, A PROCESSO CON L’ACCUSA DI CORRUZIONE E FALSO IN ATTO PUBBLICO.

Assenteisti. È l’ultima accusa che si rovescia sui pizzardoni romani colpiti da un’epidemia collettiva che a Capodanno ha lasciato Roma fuori controllo. L’ultima ma non la più grave, anche se grazie alla diserzione di massa le anomalie della ex Municipale – da qualche anno si chiama Polizia Roma Capitale – hanno finalmente assunto notorietà nazionale, messo in allarme il governo Renzi e risvegliato l’attenzione del sindaco Marino. Per anni, prima che la città scoprisse Massimo Carminati, il vero Re di Roma è stato il comandante Angelo Giuliani, finito agli arresti domiciliari il 26 febbraio scorso per una storia di mazzette camuffate da sponsorizzazioni e un concorso truccato.  (altro…)

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Marino

Chi giunge alla stazione Termini di Roma non può non vederli: una lunga fila di giacigli abbandonati sotto i portici dello scalo ferroviario simbolo della Capitale dove, ricoperti di poveri stracci, altrettanti esseri umani affrontano le notti sempre più gelide, sperando di risvegliarsi all’indomani. E come loro, sono circa ottomila sparsi in tutta la città, gli uomini e le donne che hanno perso tutto e che sanno di poter perdere l’ultima cosa che gli resta, se la temperatura dovesse scendere ancora. Ebbene, di fronte a una tragedia permanente, il Comune dice di poter mettere a disposizione poche centinaia di posti negli appositi ricoveri. (altro…)

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MarinoDalle stalle alle stelle.

Dalle stalle – in cui lo avevano cacciato tra Tor Sapienza e lo scandaletto Panda multata – i dirigenti del Pd ora portano Marino alle stelle. Come Debora Serracchiani: “Al fianco della magistratura e insieme a Marino, con l’obiettivo di tutelare i cittadini e la stragrande maggioranza delle persone oneste del Pd”. Per Matteo Orfini “Marino e Pd sono la stessa cosa”. E lo stesso Marino dichiara: “Il partito è sempre stato saldo intorno a me”. È proprio così? L’eurodeputato David Sassoli ieri dichiarava: “Le dimissioni di Marino sarebbero un regalo alla criminalità”; ma solo l’8 novembre al Messaggero affermava che Marino è un “sindaco inadeguato”. Ecco il partito saldo intorno al sindaco.   (altro…)

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Contributi coopIL PRIMO CITTADINO GARANTISCE DI AVER REGISTRATO I CONTRIBUTI, MA IL CAMPIDOGLIO NON HA LE CARTE. LUI DICEVA DI NON CONOSCERLI, MA GLI HA VERSATO UNO STIPENDIO.

Quando l’inchiesta “mafia capitale” ha scoperchiato gli affari di una cupola che controllava un bel pezzo di Campidoglio, il sindaco Ignazio Marino s’è affrettato a precisare con estrema sicurezza: “Mai parlato con Salvatore Buzzi”, il padrone di “29 Giugno”, la coop che spadroneggia a Roma, il braccio destro (e rosso) di Massimo Carminati, il nero. Ecco che vengono diffuse le fotografie di Marino proprio con Buzzi. Capita, la spiegazione. E poi viene ripescata un’intervista dell’ex chirurgo, allora candidato, che promette di versare il primo stipendio del Campidoglio a “29 Giugno”. Capita, ancora la stessa spiegazione. Ora sappiamo che la “Eriches”, una società del giro di appalti di Buzzi, ha finanziato la campagna di Marino con un bonifico di 20.000 euro, datato 25 maggio 2013 e passato fra le mani di Maurizio Basile, il mandatario elettorale del “Comitato Marino”, un sindaco piemontese. (altro…)

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LE PERIPEZIE del sindaco Marino e della sua Panda rossa, qualunque sia l’esito delle investigazioni mediatiche in corso, è l’ulteriore dimostrazione del punto di non ritorno raggiunto nei rapporti tra eletti ed elettori. È ovviamente rilevante stabilire se l’utilitaria privata del sindaco avesse o non avesse le carte in regola per accedere a questa o quella zona. Ma fa amaramente riflettere sapere che se Marino, come un’infinità di altri sindaci e uomini delle istituzioni, si fosse servito di un’auto di servizio, oggi non sarebbe coinvolto in questo pasticcio. (altro…)

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AmsterdamNON PIÙ PROVOCAZIONE. A LANCIARE L’IDEA ERA STATO IL SINDACO IGNAZIO MARINO, ADESSO ALL’EUR COMINCIA LA SPERIMENTAZIONE: LA PROSTITUZIONE IN STRADA SARÀ REGOLAMENTATA COME AL NORD.

In diecimila hanno invaso quartieri eleganti e zone periferiche, donne di ogni razza e colore, bionde come il grano e nere come la cioccolata. Rumene, ucraine, brasiliane, nordafricane. Un piccolo esercito variopinto che si aggira liberamente per la città ancheggiando su tacchi 12, che si esibisce in minigonne apicali e adesca clienti anche in vicinanza di scuole o sotto il portone di abitazioni borghesi. Il quartiere più colpito è l’Eur, troppo vicino a vie consolari come la Pontina e l’Ardeatina dove i traffici dell’amore mercenario si intensificano a ridosso di cespugli e pinete provocando ingorghi stradali. Proprio da qui nel 2015 partirà la controffensiva.

Tre isole a luci rosse sorgeranno a ridosso del quartiere, ma lontano dalle abitazioni. La prima su viale Oceano Pacifico, la seconda sulla Pontina all’altezza di Spinaceto, la terza sulla Laurentina al ventesimo chilometro.   ROMA COME AMSTERDAM, anche nella città del Papa si sperimenterà lo zoning, aree dove la prostituzione su strada potrà essere esercitata sotto il discreto controllo della polizia e dei servizi sociali del Comune.   A lanciare l’idea era stato a maggio Ignazio Marino ma sembrava quasi una boutade, una delle tante provocazioni del sindaco dem quasi mai in sintonia con lo spirito autarchico dei romani. “Sono favorevole a zone dove la prostituzione è consentita e zone dove non lo è”, aveva dichiarato provocando subbuglio tra i benpensanti. Ma lui non era indietreggiato : “Il fenomeno ha raggiunto livelli di guardia, bisogna intervenire”. Recintare il “male”, renderlo invisibile senza sradicarlo, nel rispetto del comune senso del pudore e delle convenzioni borghesi. Detto fatto, in pochi mesi il progetto è stato abbracciato dal presidente della IX circoscrizione Andrea Santoro che in questi giorni manifesta entusiasmo: “Lo zoning è già stato sperimentato in altre città italiane; vanno conciliati il diritto alla sicurezza dei cittadini con le garanzie di tutela sociale e sanitarie per chi esercita questa attività. All’Eur ci sono 18 strade in cui la prostituzione viene esercitata alla luce del sole, noi vogliamo ridurre il fenomeno a due, tre aree a ridosso dei centri abitati”.   IL MINISINDACO PROMETTE di esportare l’esperimento anche in zone vicine al centro storico, ma l’Eur è in subbuglio, e un comitato di zona ha indetto un corteo di protesta per timore che l’intero quartiere diventi a “luci rosse” se altrove la prostituzione sarà proibita. Santoro assicura: «Ci saranno maxi multe per chi viene sorpreso ad adescare in aree diverse». Davvero lo “zoning” può contrastare il racket spietato delle bande dell’est che si contendono il territorio a suon di pestaggi e revolverate? Prima ancora del Comune di Roma il problema se l’era posto la Buoncostume, che oggi si chiama sezione investigativa sulla criminalità straniera e la prostituzione, fenomeni ormai intrecciati. “Ci sono ville, giardini, stabili eleganti, dai garage vedi uscire una Ferrari poi giri l’angolo e ti ritrovi in un suk. L’unico omicidio maturato nell’ambiente della prostituzione, da quando dirigo l’ufficio, è avvenuto in viale Europa”, sospira il dirigente Andrea Scarpello. Un pestaggio finito male, ai danni di un immigrato ubriacone che infastidiva una ragazza rumena. Nient’altro? “No, a Roma c’è posto per tutti, ognuno sceglie il suo angolo e se non crea problemi viene lasciato in pace”.   Complici le ombre della sera, quando gli uffici si svuotano e le grandi strade che circondano il “laghetto” diventano deserte l’Eur, acronimo di Esposizione universale di Roma, con le sue sculture marmoree e i palazzi classicheggianti, costruiti a ridosso di aree verdi sembra fatto apposta per facilitare incontri proibiti. Mussolini lo costruì per celebrare il ventennale, poi scoppiò la seconda guerra mondiale e non se ne fece niente. Il quartiere del Fascio, simbolo di modernità e omaggio all’antica Roma,.è ormai assimilato a una zona di degrado. Anche se la violenza non è poi troppa. Qualche rissa e pestaggio, ma omicidi non ce ne sono più stati. Forse è merito dei controlli di polizia, che si sono intensificati con l’arrivo a capo della squadra mobile di Renato Cortese, il poliziotto che arrestò Provenzano. Ma in tempi di femminicidio stupisce che ,alla mattanza di mogli, madri, fidanzate e amanti faccia da riscontro il calo di prostitute ammazzate. Non era il mestiere più pericoloso del mondo?   La vera violenza si è spostata dal rapporto con i clienti a quello con le organizzazioni. A preoccupare di più la Buoncostume sono la tratta, la riduzione in schiavitù, l’immigrazione clandestina. Il problema riguarda soprattutto le donne straniere e di colore che provengono dal Niger, spesso vendute dalla famiglia a loro insaputa. Raggiungono la Libia, salgono in nave, l’ultima tappa è l’indirizzo di una maman che le spiega quanto l’organizzazione ha speso per farla arrivare in Italia e quanto dovrà restituire per tornare in libertà. Le nigeriane sono alte e magre, hanno muscoli scolpiti nel marmo, il loro posto di lavoro è una sedia a ridosso di un boschetto lungo la Pontina o l’Ardeatina. Non c’è pericolo che fuggano, a legarle agli sfruttatori sono i riti woodoo cui vengono iniziate. Il loro kit è un beauty-case zeppo di preservativi che al ritorno qualcuno conta per controllare quanto hanno guadagnato. In genere poco, meno di qualche anno fa.   La crisi economica influisce sul mercato del sesso, ma non lo ha ridotto. Anzi la mancanza di lavoro spinge le donne a prostituirsi e, imboccata questa strada, non si torna indietro. A risentirne sono i prezzi, in strada le prestazioni sono a costo stracciato. Non più di venti o trenta euro per un rapporto completo, anche dieci per un rapporto orale. Difficile per cifre del genere incontrare l’entusiasmo di una Bocca di rosa. Ma a certe spese non rinuncia neppure un cassintegrato. Il venerdì sera, giorno di paga per i muratori, li trovi in fila di fronte a certi bar. I clienti sono quelli di sempre, giovani e vecchi, uomini soli e ammogliati. C’è il giovane immigrato che soffre di solitudine, l’impiegato di mezza età reduce da una separazione dolorosa, il marito in cerca di evasione a basso costo.   LE ITALIANE RICEVONO ormai solo in appartamento, gestiscono gli incontri attraverso il web, mettono annunci su siti come “Bacheca incontri”, tristemente noti dopo il caso delle baby squillo dei Parioli. Basta scorrere gli annunci per capire che c’è una sorta di reticolo urbano, che attraversa da nord a sud i quartieri residenziali dove è più facile rifugiarsi nell’anonimato. Alle loro spalle c’è quasi sempre uno sfruttatore che interviene in caso di rivalità, procaccia clienti e passa all’incasso. Ma gli affari non vanno meglio, in media dai 50 agli 80 euro a incontro e bisogna caricarci le spese dell’affitto. Ad alzare la media sono le escort, belle come attrici e fotomodelle, come quelle che frequentavano le “cene eleganti” di Arcore. Guadagnano quanto vogliono, dai 500 euro in su, mille per una notte, cinquemila per un week end. Ma questo mercato, come si sa, è ristretto.   La maggior parte delle prostitute straniere sono rumene, per loro raggiungere l’Italia non è un problema, fanno parte della comunità europea. Ad attenderle c’è sempre una rete di sfruttatori le cui regole sono tra le più dure e spietate.. Non a caso al progetto zoning all’Eur è stato dato il nome di Michela, la ragazza rumena sopravvissuta alla violenza dei suoi aguzzini che, nel 2012, dopo aver cercato di bruciarla viva l’hanno abbandonata su un prato. Incontriamo Dana, si prostituisce sull’Ardeatina, è bionda e filiforme, dimostra meno dei 22 anni che dichiara. “Qui sono a casa mia. Polizia? Ogni tanto ti portano al commissariato , ma è solo un film…prostituirsi non è reato”. Sa tutto, cosa fare e non fare. Ti sfruttano?” Non si può stare sole”. L’amore? “C’è chi paga bene, dice….vengo solo con te. Basta non crederci, un’amica ha incontrato uno che la voleva sposare…dopo tre mesi l’ho rivista in strada. Quello le ha detto: tanto lo facevi anche prima, no? “. Poi alza le spalle: “Quando non ho più voglia me ne vado”. Buona fortuna, Dana.

Da Il Fatto Quotidiano del 10/11/2014.

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