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Posts Tagged ‘maroni’

«Perché non mettere a disposizione il Campo Base di Expo per ospitare gli sfollati del terremoto? Mi pare una destinazione idonea, invece che farci un campo ‘profughi’».

Lo ha scritto ieri Roberto Maroni su Facebook, comprese le virgolette attorno alla parola profughi: come dire che veri profughi non sono.

Maroni era ministro degli Interni nel governo che gestì la vergogna dell’Aquila: decenza vorrebbe che di terremoti e simili non parlasse mai più. (altro…)

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SalviniI personaggi.

Da mesi il governatore interviene per smentire il leader.

MILANO – A sentire le loro risposte sulle continue ed evidenti discordanze di vedute, sembra quasi che il cane e il gatto si siano messi d’accordo: «Ma è normale, lui fa il segretario di partito mentre io ho una responsabilità di governo », dice Roberto Maroni. «Ma è normale, lui ha responsabilità di governo, io faccio il segretario di partito», dice Matteo Salvini. Una storia dentro la storia della Lega Nord, fatta di tensioni continue ma a basso voltaggio, con un particolare che la rende anche narrativamente “epica”: perché colui che diede il partito nelle mani di Salvini fu proprio Maroni.

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Consiglieri parlamentari cinquestelle con un camion dei traslochi davanti al Pirellone: ‘Sfrattiamo il governatore.

Hanno distribuito anche copie di banconote da 500 euro con il volto di Roberto Maroni, i ‘Saniteuro’, i consiglieri regionali e alcuni parlamentari del M5S, che presentandosi con un camion dei traslochi davanti al Pirellone hanno chiesto le dimissioni del governatore della Lombardia dopo il caso Rizzi. Slogan, ‘Sfrattiamo Maroni’. (altro…)

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SalviniGentile Antonio Padellaro, non crede che lo scandalo leghista delle “dentiere d’oro” in Regione Lombardia sia l’ennesima dimostrazione di un Carroccio che predica bene e razzola male?

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Che Matteo Salvini e i suoi amici padani stiano attraversando un pessimo periodo è dimostrato almeno da tre disastri. Primo, lo scandalo della sanità lombarda che, come lei dice, è soltanto l’ultimo di una serie di episodi di corruzione e malversazione che hanno coinvolto la Lega. O direttamente o nel ruolo di alleato solidale, come nelle vicende legate alle vacanze pagate dagli amici imprenditori che hanno finito per travolgere l’ex presidente Roberto Formigoni. Il suo successore, Roberto Maroni, si diverte invece a fare la figura del finto tonto, o a scelta quella del tonto col botto. (altro…)

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Quando illumini un ladro, quel ladro non ruba più.

“Regione Lombardia è di nuovo avvolta dagli scandali, dopo Formigoni anche Maroni si fa trovare con le mani nella marmellata.
Questo scandalo è nato grazie a una persona onesta all’interno delle istituzioni che facendo il suo lavoro ha verificato le irregolarità, ha approfondito, ed ha fatto le dovute denunce; la stessa situazione che avevamo già raccontato all’interno diFerrovie Nord Milano, società quotata nella quale un dipendente onesto aveva denunciato le irregolarità.

Giovanna Ceribelli, il Dottore Commercialista, Revisore dei conti e membro del Collegio Sindacale dell’Azienda Ospedaliera che ha scoperchiato l’ultimo scandalo in sanità ci racconta come sono andate le cose:
“Tutto è partito da verifiche fatte all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate in qualità di membro del collegio sindacale: essendo esperta di gare d’appalto ho verificato alcune criticità che hanno poi portato alle segnalazioni all’autorità giudiziaria. (altro…)

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Interessa ancora a qualcuno la corruzione? A vedere il sondaggio di Demopolis per Otto e mezzo, si direbbe di sì: il 60% degli intervistati ritiene che Renzi abbia fallito nella lotta alle tangenti, il 54% lo accusa di aver fatto fiasco nella guerra all’evasione fiscale, il 51 nella spending review e il 33 nel rilancio del Sud. I quattro fallimenti sono collegati: secondo tre economisti italiani per American Economic Review, quelli che chiamiamo “sprechi” nella Pubblica amministrazione hanno un nome ben più prosaico in almeno un quinto dei casi: mazzette (il resto è inefficienza, incompetenza e clientelismo). (altro…)

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Parliamo di riforme, ma non di quelle del governo col segno più. Quelle del governo della regione Lombardia, la locomotiva d’Italia.
Prima Maroni si è dedicato alla grande riforma della sanità, che ha cambiato nome alle strutture, le ha accorpate e ha praticato poi la solita lottizzazione per la scelta dei direttori generali.
13 della Lega, 11 di ForzaItalia, 10 dell’Ncd, 1 di Fratellid’Italia.
Come a Roma, anche in regione Lombardia NCD ha più poltrone che elettori. (altro…)

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FURBONIOggi, mentre leggete, l’Italia ha una grande donna da onorare, una rivolta pericolosa da respingere, un partito eversivo da condannare, e il compito di salvare l’onore e la legge del Paese, di fronte ad atti gravi che (per incomprensibile decisione) sono passati quasi in silenzio. La donna è Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, che il giorno 6 giugno, dopo avere ascoltato l’editto di Maroni, che vieta l’accoglienza di rifugiati nella Regione Lombardia, ha detto subito, senza cautele politiche: “È una scelta ignobile”. Per essere precisi, Maroni ha detto (lo stesso giorno): “Ho deciso di scrivere una lettera ai prefetti lombardi per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali come disincentivo, perché non devono farlo, e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza”.   (altro…)

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QUANDO Maroni dice che «la paura deriva da fatti concreti» dice solo una mezza verità. L’altra metà (che non può dire, perché dicendola dilapiderebbe la rendita politica della Lega) è che i fatti concreti “paurosi” non sono un’emergenza straordinaria, ma un male endemico. Esistono da sempre; semmai – lo dicono i numeri – nel nostro evo delitti e crimini sono in diminuzione o stabili, e l’insicurezza sociale, benché piuttosto alta, non è aumentata rispetto a una “età dell’oro” mai esistita. I ladri in casa, gli scippi in strada, le rapine sanguinarie (per rimanere a Milano, via Osoppo e poi la banda Cavallero), gli stupri, i delitti atroci come quelli ordinari sono l’incognita nera che grava sulla vita di tutti: ma da generazioni, non da ieri mattina.

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migranti-accogliente

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Sama è partita dal Sudan per raggiungere suo padre a Crotone. Nella borsa ha infilato pochi stracci e una gatta di dieci mesi, Lola. L’impresa è parsa da subito disperata. Nella storia recente della migrazioni solo due animali hanno varcato illesi il Mediterraneo: una capretta e un felino anziano. Ma nessuno è mai riuscito a sbarcare a Lampedusa. La ragazza ha praticato quattro fori nella borsa e nascosto la cucciola a trafficanti e doganieri, tirandola fuori soltanto la notte nel deserto libico per brevi passeggiate sotto il cielo stellato. Poi la traversata, il barcone, la paura, il rimorchiatore inglese che le porta in salvo a Lampedusa. (altro…)

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Questo succede in Italia: un ex ministro degli interni che aveva firmato di suo pugno un documento in cui imponeva alle regioni di accogliere i profughi (come dice la Costituzione all’articolo 10), che oggi minaccia i sindaci che faranno accoglienza.
Se accettate i profughi vi taglio la paghetta .. capito?

Questo succede in Italia: il PD assieme al M5S presentano una legge sulla class action che non piace a Confindustria. E allora la ministra per le riforme ha rassicurato gli industriali. No pasaran. Perché questo governo non guarda in faccia a nessuno. Dei suoi ex elettori. (altro…)

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Ellekappa

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MaroniChissà che hanno fatto di male i lombardi per   essere governati da uno come Roberto Maroni (a parte votarlo, s’intende). Il popolare Bobo, già avvocato all’ufficio legale della Avon, ha trascorso gli ultimi 23 anni a carico dei contribuenti con risultati a dir poco imbarazzanti. Ministro dell’Interno nel primo e nel terzo governo Berlusconi e del Welfare nel secondo, già capo del presunto “governo della Padania”, deputato per sei volte consecutive (1992, 1994, 1996, 2001, 2006, 2008), segretario della Lega nel 2012-2013, non ha praticamente lasciato traccia di sé, a parte una serie di leggi demenziali e una condanna a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: nel 1996 aggredì con un manipolo di leghisti gli agenti della Digos che perquisivano la sede milanese del Carroccio indagando sulla Guardia Padana, e si segnalò per l’eroico gesto canino di azzannare la caviglia di un poliziotto nell’esercizio delle funzioni. (altro…)

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Migranti

Il governatore della Lombardia si oppone all’arrivo di “nuovi clandestini” e annuncia la riduzione dei fondi alle amministrazioni che apriranno le porte ai migranti. Toti: “Quel che dice è legittimo, non uno in più”. Intanto procedono le operazioni di salvataggio al largo della Libia.

Nel Canale di Sicilia continuano i salvataggi dei migranti e sulla terraferma, in Italia, non si placano le polemiche sul tema dell’accoglienza. Perché mentre le al largo della Libia procedono i soccorsi dei barconi – solo ieri sono stati salvate 3480 persone, che arriveranno tutte in Italia – alla loro redistribuzione sul territorio nazionale si oppone Roberto Maroni, che sfida il governo. (altro…)

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MaroniFAVORI OTTENUTI DA MARONI, COINVOLTO ANCHE IL DG DELL’AZIENDA.

Ancora guai per Expo, a una settimana dall’inaugurazione. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati la stessa società che gestisce l’evento. Si tratta dell’inchiesta che vede coinvolto con il reato di concussione per induzione il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni difeso dall’avvocato Domenico Aiello, neo nominato dallo stesso governatore nel cda di Expo spa. Al centro dell’indagine, coordinata dal pm Eugenio Fusco, due assunzioni pilotate da Maroni e dal suo entourage. La prima, quella di Mara Carluccio, nella società Eupolis, partecipata dalla stessa Regione. La seconda, invece, coinvolge Expo ed è quella di Maria Grazia Paturzo, ex collaboratrice del Viminale, che ha ottenuto un contratto di collaborazione per due anni con uno stipendio di 5 mila euro al mese. (altro…)

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Roberto Maroni, il politico famoso per avere solcato vent’anni di storia patria senza mai dire nulla di ricordabile due ore dopo, torna sulle pagine dei giornali per un episodio che gli fa ancora una volta onore. Invitato da Expo 2015 a partecipare a una missione di finto lavoro in Giappone, la versione lombarda dell’uomo invisibile avrebbe potuto rifiutarsi, adducendo di avere cose ben più importanti da fare che andare a rimpinzarsi di sushi in qualche albergo extraluxe del Sol Levante. Invece, forse perché non aveva niente di così importante da fare, la fronte più spaziosa della Lega ha accettato di mettere la faccia barbuta sull’iniziativa, dichiarandosi disponibile a raggiungere Tokyo per farne un sobborgo di Varese. A una piccola, insignificante condizione: portarsi al seguito una delle sue assistenti, Mariagrazia Paturzo, che secondo i soliti inquirenti malevoli sarebbe stata assunta nel simpatico baraccone espositivo milanese per volontà dell’ex dito mignolo di Bossi.   (altro…)

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La polemicaLa minaccia di Zaia e Maroni: “Niente tasse se tagliate un solo euro” Tre mesi di fuoco tra spending review, riforma del lavoro e Legge di stabilità.

ROMA – La vera corsa comincia ora. Per Matteo Renzi, da oggi si preparano tre mesi di fuoco. Con almeno quattro fronti da presidiare, ben più evidenti dopo la due giorni del vertice Ecofin di Milano. Il primo è l’Europa, che vorrà monitorare le nostre riforme e che a queste condiziona margini e sanzioni. Il secondo è quello sociale, con le agitazioni già innescate dalla Cgil con l’avvicinarsi del Jobs act. Il terzo è parlamentare, con le minoranze interne del Pd, non disposte a fare sconti. Il quarto è istituzionale: i governatori delle Regioni hanno già fatto sapere che, se si toccherà la sanità, si metteranno duramente di traverso. E ieri dal Nord Maroni (Lombardia) e Zaia (Veneto) hanno annunciato lo sciopero fiscale se si faranno tagli alla sanità delle due Regioni: «sono le Regioni del Sud ha detto Zaia – quelle che spendono di più e curano peggio». «Gli scioperi fanno poca strada », ha replicato Alessandra Moretti (Pd).

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La schedaTra le spese quelle per le bollette di Gemonio e per la laurea del “Trota”
MILANO – Lega contro Lega. Vecchia guardia sul banco degli imputati, e il nuovo corso maroniano pronto a chiedere i danni d’immagine. Quello che si aprirà il 10 ottobre davanti al gup di Milano Carlo De Marchi, rischia di essere una vera e propria resa dei conti. Sul banco degli imputati il fondatore del Carroccio, Umberto Bossi, i figli Riccardo e Renzo, ma anche gli ex tesorieri di via Bellerio, a partire da Francesco Belsito. Accuse che parlano di anni di ruberie, spese folli, fondi del partito utilizzati come il conto personale della famiglia Bossi.
E dal decreto che fissa l’udienza, si scopre che la nuova gestione del Carroccio, sarà della partita. «Persona offesa: Movimento politico Lega Nord, nella persona del legale rappresentante Matteo Salvini ». Il legale prescelto, Domenico Aiello, lo storico difensore di Roberto Maroni, colui che lo assiste nell’ultima inchiesta che coinvolge a Busto Arsizio il governatore lombardo. La stessa mossa si era concretizzata poco dopo l’insediamento di Maroni al Pirellone. (altro…)

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MaroniI pm di Busto Arsizio: dal presidente pressioni su due società. La replica: “Sorpreso ma sereno”.

MILANO – Troppi controlli — della Corte dei Conti — troppi rischi di perdere mediaticamente la faccia. E allora, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, anziché rimpinguare la schiera di uomini di fiducia del suo staff, decide di ricollocare altre due fedelissime su società controllate dalla stessa Regione, per incarichi professionali — se veri o presunti lo accerterà un’indagine — per circa 200 mila euro.
Un escamotage quello usato dall’ex segretario del Carroccio, che da ieri mattina risulta indagato dalla procura di Busto Arsizio per «induzione indebita a dare o promettere utilità» (pena massima fino a tre anni). Un modo per assicurare a due persone a lui molto vicine, un’assunzione che altrimenti sarebbe stata troppo sospetta. (altro…)

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