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Posts Tagged ‘Massimo Fini’

La sentenza della Cassazione che obbliga lo straniero che vive in Italia a conformarsi ai nostri valori (e implicitamente a quelli occidentali) è aberrante, inquietante, pericolosa. Lo straniero che vive in Italia ha il solo obbligo, come tutti, di rispettare le leggi dello Stato italiano. Punto. Il sikh che girava con un coltello kirpan, sacro nella sua cultura, doveva essere condannato perché in Italia è vietato andare in giro armati. Se si accettasse il principio enunciato dalla Cassazione un italiano che vive in un Paese islamico dovrebbe, in conformità alla cultura di quel Paese, farsi musulmano. (altro…)

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Secondo Furio Colombo, in un articolo pubblicato dal Fatto l’8 maggio e intitolato “La follia come politica del mondo”, i leader dei Paesi che non rientrano nel circolo buono delle Democrazie occidentali propriamente dette, sono dei pazzi o quantomeno dei pericolosi psicolabili. Al primo posto sta, di diritto, il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un. Al secondo Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela, al terzo e al quarto, leggermente distaccati, Putin ed Erdogan.

Sarò più pazzo di lui ma Kim Jong-un a me non sembra affatto pazzo. È l’unico a essere rimasto col suo Paese nel famigerato “Asse del Male”. (altro…)

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De hoc satis dicevano i latini nella loro lingua ellittica, insuperabile nella sintesi. Letteralmente: “Di questo abbastanza”. Che può essere tradotto senza forzature in “di questo ne abbiamo pieni i coglioni”. Di quale hoc abbiamo pieni i coglioni? In prima battuta dei nostri quotidiani (dei settimanali cosiddetti politici non vale nemmeno la pena parlare, solo l’Espresso, nella sua spocchia radical chic, crede ancora di esistere) che ogni giorno ci ammanniscono dalle sei alle otto pagine sui fatti interni dei partiti, queste associazioni private, queste bocciofile, i cui ruminamenti non dovrebbero avere alcun interesse né rilevanza pubblica (a meno che, naturalmente, non riguardino fatti penali). (altro…)

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costituzione

L’ipotesi del bis – Un consiglio agli italiani: se succede, dobbiamo insorgere come un sol uomo.

Renzi ci è ricascato subito. La sberla presa il 4 dicembre da circa 20 milioni di italiani non sembra avergli insegnato nulla. Si è riproposto con la solita arroganza. Il che fa venire qualche dubbio anche sulla sua intelligenza. Alla Direzione del Pd ha parlato solo lui, sorvolando sul fatto che era stato proprio lui, o soprattutto lui, a portare quel partito alla débâcle. (altro…)

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In Afghanistan gli uomini dell’Isis, bandiera nera al vento, hanno massacrato 36 civili, fra cui bambini, per rappresaglia all’uccisione di un loro capo. L’eccidio è avvenuto nella provincia di Ghor, una regione abbastanza centrale. Questo vuol dire che Isis è penetrato profondamente in Afghanistan.

Che l’Isis fosse la maggiore minaccia per l’Occidente lo avevo anticipato in un articolo pubblicato sul Fatto del 21 giugno 2014 (“Guerra in Iraq: trappola per l’Occidente”). Previsione che si è puntualmente avverata, se è vero che oggi per contrastare l’Isis in Iraq sono schierati francesi, inglesi, americani con l’appoggio dei peshmerga curdi, dei pasdaran iraniani e, in una posizione più ambigua, dei russi. La stessa cosa dovrebbe avvenire in Afghanistan. Invece gli occidentali continuano a combattere i Talebani e si disinteressano dell’Isis. (altro…)

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Più continueremo a bombardare l’Isis,con caccia irraggiungibili e droni senza pilota, più l’Isis porterà la guerra in Europa con i mezzi che, da noi, gli sono possibili: gli attentati terroristi e kamikaze.A me pare talmente evidente che l’ho scritto più volte su questo giornale. Non c’è bisogno di uno stratega militare. In uno dei comunicati dopo gli attentati di Parigi l’Isis ha affermato:“La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i nostri bambini, oggi beve dalla stessa coppa”.   È UNA LOGICA, tremenda, ma è una logica. Che riguarda entrambe le parti. Perché noi vediamo, rabbrividendo, i nostri morti,manonvediamoiloro.Sono almeno quindici anni che siamo in guerra contro i Paesi musulmani, ma non ce ne siamo accorti perché, in Europa, la guerra ci ha toccati in anni ormai lontani e dimenticati (attentati ai treni a Madrid nel 2004 e alla metropolitana a Londra nel 2005) o, più recentemente, per episodi circoscritti e limitati (Charlie Hebdo e supermercato ebraico). (altro…)

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Un detenuto al quirinale

Dopo aver detto di primissima mattina alle suorine della chiesa dei Santi Apostoli “Pregate per me affinché io sia uno strumento per il Bene”, dichiarazione che si addice più a un Papa che al Presidente della Repubblica di uno Stato laico, il primo atto politico di Sergio Mattarella è stato di invitare Silvio Berlusconi alla solenne cerimonia di insediamento, dicendosi, attraverso le parole di uno dei membri del suo staff, Gianfranco Astori, “felice” di poter incontrare il Detenuto. E allora perché no a quelli che marciscono nelle galere di Regina Coeli o di San Vittore o di Sollicciano? Una giornata d’aria, sia pur fra i polverosi stucchi del Quirinale, gli farebbe sicuramente bene.   (altro…)

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