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Posts Tagged ‘massimo gramellini’

Immaginate di essere una donna occidentale e di leggere in un boccheggiante Caffè di mezza estate che il fisioterapista giapponese Masayuki Ozaki di anni 45 vive con la moglie, la figlia e Mayu, una bambola di un metro e settanta conosciuta in un negozio specializzato, con cui condivide il letto e i pensieri più intimi. Immaginate di apprendere dalla viva voce di Ozaki che egli è innamorato perso della sua Mayu, capace di ascoltarlo senza mai dargli addosso e di amarlo senza mai accampare un mal di testa, a differenza della moglie con cui non fa sesso dall’epoca dei samurai. Immaginate infine di scoprire che Ozaki sarà anche un caso clinico ma non è un caso isolato, essendo solo uno dei duemila giapponesi che ogni anno aggiungono una protesi di plastica ai loro matrimoni sciancati. E adesso provate a mettervi nei panni di lei.  (altro…)

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Non c’è dubbio che uno dei temi più sentiti dalla popolazione mondiale sia la condizione drammatica in cui versano i miliardari. Sono sempre di meno e per esorcizzare il fantasma della solitudine ricorrono ai pretesti più vari, come il ritrovarsi al matrimonio di uno di loro, il calciatore Leo Messi. In calce all’invito era precisato che, invece del classico regalo di nozze, gli sposi avrebbero gradito una donazione a favore dell’edilizia popolare argentina, perdurando anche in quel Paese il rifiuto dei poveri di abitare nelle ville. La colletta ha raccolto una somma pari a 37 euro per invitato, meno di quanto versa a Telethon un ragioniere di Busto Arsizio. (altro…)

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Alfredo Mercatante, avvocato di grido in Calabria e insegnante di ruolo in Lombardia, non è solo l’ennesimo furbetto che lavora a tempo pieno nel privato e intanto percepisce uno stipendio pubblico, sottratto a un altro più disponibile di lui. È anche un ex sindaco di sinistra, presidente e sostenitore di associazioni antimafia. È insomma un italiano completo. Furbo e moralista, intransigente sui massimi sistemi e accomodante su quelli minimi quando coincidono con i suoi comodi. Uno di quei cavalieri dell’ideale che si sentono a tal punto dalla parte giusta da non rendersi neanche conto di fare la cosa sbagliata.

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Il signor Claudio Ortichi, albergatore di Castel San Pietro in provincia di Bologna, si era messo in testa di assumere una cameriera italiana. L’unico requisito era che sapesse parlicchiare un po’ di inglese. Suggestionato dalle statistiche sulla disoccupazione giovanile, si preparava a fronteggiare frotte di aspiranti, come nei concorsi per uno strapuntino da infermiera. Invece ha rimediato deserti sconfinati di silenzio, interrotti da qualche timidissima avance. Una ragazza gli ha detto che sarebbe stata libera soltanto ad agosto, perché prima in vacanza voleva andarci lei. Un’altra si è dichiarata disponibile da subito, a patto che non le si chiedesse di lavorare durante i fine settimana, quando evidentemente immagina che negli alberghi si instauri un regime autarchico imperniato sul self-service. L’albergatore le ha provate tutte, persino a buttarla sul ridere, assicurando in un altro annuncio che lo stipendio sarebbe stato pagato in euro e non in sesterzi o ghinee. Ma alla fine della risata si è immalinconito pure lui.  (altro…)

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Ci sono amori così potenti che rimangono liberi anche dietro le sbarre. Il dissidente cinese Liu Xiaobo e la «poetessa governativa» Liu Xia, nomi simili da predestinati, si conobbero negli anni Ottanta. Entrambi sposati, lui con un carico ulteriore di amanti assortite. Ma dal sorriso di lei sgorgava luce pura. Il resto venne di conseguenza: piazza Tienanmen, gli arresti, i divorzi, il matrimonio in carcere. Anche quando lui tornò libero – si fa per dire – non restarono mai soli. La polizia ficcava il naso persino nelle lettere d’amore. Eppure quei due riuscivano a creare intimità anche dove non c’era. La notizia del Nobel per la pace sorprese Xiaobo di nuovo in prigione. Avrebbe voluto che a ritirarlo andasse lei, ma per impedirglielo il regime comunista la mise ai domiciliari. Da quel giorno il sorriso di Xia smarrì la luce. Ebbe un attacco di cuore e il marito, straziato, si ritrovò a lottare con un tumore al fegato.  (altro…)

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Michela Aloigi, madre di Matteo, raccoglie i fondi necessari e fa installare nel parco di Imperia un’altalena per bimbi in sedia a rotelle come il suo. Peccato che in Italia le belle idee vengano sempre logorate dall’uso. Anche gli altri bambini vogliono salire sull’altalena speciale e giorno dopo giorno la distruggono, mentre i loro genitori si guardano bene dall’alzare la testa dal telefonino per insegnare ai figli il rispetto di un bene della comunità, tanto più se destinato a coetanei meno fortunati. Solo quando l’altalena comincia a perdere i pezzi, padri e madri si preoccupano per i bambini (i propri, ovviamente) e strillano al Comune di sigillarla. Ma così a strillare è la madre di Matteo. Accusa gli altri genitori di essersene infischiati di suo figlio, che dopo avere assaporato la gioia di dondolare nell’aria è costretto a languire in casa.  (altro…)

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Oggi, giornata mondiale del bacio, vi invito a pensare al bacio che non avete mai dato. All’amore a senso unico che tutti abbiamo vissuto, e subìto, nella vita. Delle infinite reazioni alla scomparsa di Paolo Villaggio, quella che di gran lunga ha conquistato più lettori — almeno sul web, dove i lettori si possono contare — è la confessione di Anna Mazzamauro, l’interprete della signorina Silvani: «Fantozzi è stato l’unico uomo che mi abbia veramente amato». Perché tutti, anche le modelle e i playboy, sono stati il Fantozzi di qualcun altro. Hanno avuto cioè una signorina o un signorino Silvani che si è negato loro capricciosamente, un sogno d’amore coltivato con cura e ostinazione, però mai realizzato. E tutti, ma proprio tutti, ci siamo sorpresi a sperare che un giorno l’oggetto delle nostre fantasie insoddisfatte ci avrebbe regalato un’ammissione simile. Una sorta di risarcimento sentimentale.

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