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Posts Tagged ‘massimo gramellini’

Ho visto un adulto. Ne esistono ancora, lo giuro. Sta dentro un video amatoriale, ma giustamente gli hanno oscurato la faccia per evitare che la gente lo riconosca e lo porti in trionfo, affidandogli la presidenza del Consiglio e della Federcalcio, la «reunion» degli Oasis e quella, assai più complicata, della sinistra. Questo panda dell’ umanità fa l’autista di scuolabus e dall’ accento si direbbe cuneese. Dopo che uno studente è rimasto sordo ai suoi richiami di abbassare la musica, ferma il pulmino e si fa consegnare lo stereo con la forza tranquilla di un educatore che non ha bisogno di dare in escandescenze per farsi obbedire: «Devo tutelare gli altri passeggeri, oltre ai miei timpani». (altro…)

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Il «Caffè» di ieri sul parroco bolognese che non prova pietà per l’adolescente ubriaca di piazza Verdi stuprata alla stazione ha ricevuto le critiche di alcuni lettori. Li ringrazio per la partecipazione al dibattito, pur respingendo l’accusa di mirare al facile consenso con i buoni sentimenti. Semmai è vero il contrario: oggi per ottenere consenso è consigliabile essere cinici e il conformismo maggioritario è quello della cattiveria, come si sono incaricati di dimostrare gli interventi pro-parroco di Salvini e Giovanardi. Riconosco di avere espresso in sole tre righe, dandola per scontata, la necessità di suggerire ai ragazzi comportamenti prudenti che non li espongano a rischi facilmente prevedibili.

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Interpretando un’opinione largamente diffusa, una giovane lettrice mi ha scritto parole intense sulle ragioni per cui si rifiuta di collocare Asia Argento nel pantheon delle vittime del sistema. Perché avrebbe avuto la possibilità di ribellarsi ai ricatti del maschio di potere e non lo ha fatto. Lei invece sì: alla vigilia della laurea, quando ricevette le avance del professore con cui stava preparando la tesi. Non disse nulla, ma stracciò la tesi e cambiò professore, preferendo diventare dottoressa con qualche mese di ritardo piuttosto che venire meno ai suoi principi.  (altro…)

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Per essere ammessi al club dei Rispettabili bisogna ribadire a ogni piè sospinto che Trump è il nemico numero uno dell’umanità. Macron può prendere in giro gli operai in sciopero e rimane uno statista illuminato. Trump invece è responsabile di ogni sciagura, comprese quelle minacciate dagli altri. L’ultimo ad attaccarlo è stato Eminem, il leggendario rapper che abita da vent’anni sotto il cappuccio di una felpa. Gli ha dedicato una canzone dove l’epiteto più gentile è «kamikaze nucleare». (altro…)

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Katia GhirardiKatia Ghirardi è la direttrice di una filiale di Intesa San Paolo in provincia di Mantova. Con i suoi impiegati ha girato un video autopromozionale per il circuito interno. L’effetto è spontaneo come una recita scolastica e l’esibizione canora intonata come una grattugia. Un video grottesco, ma privato. Almeno finché qualche manina maliziosa lo ha messo in circolo, offrendolo ai conati dell’impunito ruttodromo dei social. Nel giro di qualche ora Katia è diventata la vittima sacrificale di migliaia di bulli mediatici, che l’hanno irrisa e mortificata come persona, oltrepassando i limiti di un bonario sfottò.

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In un suo racconto Dino Buzzati immagina l’inferno come una enorme sala d’aspetto in cui i defunti attendono una decisione sul loro destino, senza sapere se e quando arriverà. Approssimata per difetto, è la situazione della giustizia italiana. In queste ore tiene banco il caso di Roberto Saviano e Rosaria Capacchione. Quando l’avvocato del clan dei Casalesi li minacciò nel bel mezzo di un processo, anche un pessimista avrebbe scommesso sulla rapida conclusione della vicenda. Il reato era stato commesso sotto gli occhi di tutti, addirittura in un’aula di tribunale, non richiedeva indagini o interrogatori particolari. E invece la macchina dell’imbroglio si è messa inesorabilmente in moto. (altro…)

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Un pendolare in pensione si è autodenunciato alle Ferrovie, confessando di avere timbrato più volte – due, tre, forse addirittura quattro – un biglietto scaduto. Il crimine risalirebbe al 1967, appena cinquant’anni fa, quando il pendolare era un adolescente sensibile al richiamo della trasgressione. Nella sua lettera rivela di avere pagato quel breve momento di follia con una vita di rimorsi: «Sono tormentato dai sensi di colpa e vorrei rimediare al danno che vi ho causato». La cifra sottratta alla società si aggirerebbe sui settanta euro, meno di un bonus di Renzi, e le Ferrovie gliel’hanno benignamente condonata. Ma è con orgoglio patriottico che qui si segnala questa storia esemplare di onestà civica.  (altro…)

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