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Posts Tagged ‘massimo gramellini’

La decisione del sindaco di Trieste di introdurre il wi-fi gratuito sui mezzi pubblici avvicina pericolosamente la città giuliana a Parigi, Londra e altri luoghi di perdizione dell’Occidente succube e depravato. Nei Paesi seri come la Corea del Nord il wi-fi non esiste nelle case, figuriamoci sugli autobus. Spesso non esistono nemmeno le case. Fortuna vuole che contro l’Internet mondialista e tentatore si sia sollevata in tutta la sua magnificenza la sezione locale della Lega, che ha posto fieramente il veto. La motivazione dei salvini-triestini non fa una grinza: i migranti potrebbero servirsi del wi-fi gratuito per trasformare gli autobus in un bivacco di tappeti, dove navigare a sbafo sul web tutto il santo giorno con i loro telefonini quasi sempre rubati, e senza neanche un fratello o una sorella Occhionero (cognome chiaramente ereditato da qualche parente ficcanaso) che si prenda il disturbo di spiarli.   (altro…)

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Vorrei offrire il mio personalissimo mattoncino di comprensione all’assessora ai servizi sociali del comune terremotato di Norcia, crocifissa dai suoi compaesani per la bizzarra decisione di assegnare le prime venti «soluzioni abitative di emergenza» sulla base di un sorteggio. E che cos’altro poteva fare, povera donna? A parte cambiare nome, perché una burocrazia che chiama le case «soluzioni abitative» meriterebbe solo per questo di trascorrere il resto della sua esistenza all’addiaccio.   (altro…)

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Il Secolo XIX racconta che un’intraprendente signora genovese, Lisa Barsotti, si è inventata un mestiere: decoratrice di alberi di Natale. Si presenta a domicilio munita di regolare abete, lo sistema in salotto, lo agghinda di palle e luminarie, presiede alle complesse cerimonie di accensione e ripassa dopo la Befana per disfare e ritirare il tutto, compreso un assegno che varia tra i 50 e i 200 euro. Un lavoro stagionale, ma di grande soddisfazione: le famiglie alberizzabili cominciano a chiamarla dai primi di novembre.  (altro…)

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Il ministro del Lavoro con delega alle figuracce Giuliano Poletti ha deciso di sfatare a parole, e non solo con la sua presenza, l’affermazione retorica secondo cui sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Lo ha fatto con l’eleganza e il tatto che lo contraddistinguono fin da quando spernacchiava come scansafatiche i laureati ventottenni, per la gioia degli specializzandi ancora curvi sui libri a quell’età. Poletti ha cominciato col dire che «se centomila giovani se ne sono andati dall’Italia, non è che qui sono rimasti sessanta milioni di pistola» e i maligni hanno subito pensato che la volesse mettere sul personale.

 

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C’è mai qualcuno che paga il conto delle sconfitte in Italia? Nel governo RsR (Renzi senza Renzi), nato dalle ceneri di un referendum perduto, Renzi continua a governare per interposto Gentiloni. Se non è lui ad avere perso, sarà la ministra delle Riforme? Macché, la Boschi resta a Palazzo Chigi con poteri raddoppiati, dopo avere annunciato che in caso di vittoria del «No» avrebbe lasciato la politica: evidentemente è la politica che non vuole saperne di lasciare lei. L’eminentissimo grigissimo Letta-Lotti resiste intrepido alle purghe natalizie, riparando allo Sport in quota Giglio Magico: ma non era più adatto Antognoni? (altro…)

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Franco Metta è il sindaco di Cerignola che ha ricevuto una scatola di biscotti, l’ha aperta e si è accorto che non erano biscotti, ma ventimila euro finemente arrotolati in due pacchetti da dieci. Da appassionato di dolci, ci è rimasto male. Ed è corso a denunciare l’imprenditore che per ammorbidire un appalto gli aveva appena allungato la stecca di Natale. Franco Metta è lo stesso sindaco di Cerignola che sei mesi fa era già salito alla ribalta per quel video amatoriale in cui, durante una cerimonia pubblica con tanto di fascia tricolore, aveva apostrofato uno scolaretto tronfio della bocciatura, strillandogli addosso «ma vai a studiare, lo stupido che sei!». (altro…)

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Nel suo sabbatico prossimo venturo, Renzi farebbe bene a studiare le immagini del premier canadese Justin Trudeau mentre ascolta i ringraziamenti di un profugo siriano tamponandosi gli occhi con il fazzoletto. Sembra la solita marmellata dolciastra di buonismo. Ma la scena madre è così trattenuta e lieve da apparire spontanea. Trudeau ha la faccia giusta: mite e sgombra di arroganza. Magari nel tempo si rivelerà disattento ai temi sociali come tutti i leader di sinistra dell’ultimo ventennio, ma per ora trasmette una sensazione di disponibilità all’ascolto che fa di lui il politico più femminile del pianeta.  (altro…)

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