Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘matteo renzi’

Qualche considerazione sulla telefonata tra Renzino e Renzone.

1. Faccio molta, molta, molta fatica a credere che Renzino non sapesse che Renzone fosse intercettato. Era evidente. E’ vero che Renzino non è esattamente Einstein, ma se non avesse saputo una cosa così ovvia sarebbe stato davvero a livelli ninamorici.

2. Renzino (si fa per dire) avrebbe quindi recitato la parte del figliol prodigo, a favor telecamera, media e magistratura. Purtroppo, non essendo Einstein ma solo Renzino, è riuscito a sbagliare anche qui. Per esempio consigliando a Renzone di non citare la mamma, altrimenti poi interrogavano pure lei. Non gliene riesce proprio una, poveretto. (altro…)

Read Full Post »

Secondo fonti della mozione Orlando l’ex premier è a quota 62,4%, il guardasigilli al 29,6% mentre il governatore della Puglia raggiungerebbe l’8%. Dati simili a quelli della mozione Emiliano. Leggermente diversi – ma di poco – i numeri diffusi da sostenitori dell’ex segretario. Affluenza intorno al 50%.

Michele Emiliano sfonda la soglia del 5%, Andrea Orlando sfiora quota 30 punti percentuali e Matteo Renzi supera  il 60%. Sarebbero questi i dati aggiornati sull’esito delle votazioni nei circoli del Pd, secondo fonti della mozione Orlando. Nel dettaglio, quando lo scrutinio è di circa metà delle sezioni l’ex premier è a quota 62,4%, il guardasigilli al 29,6% mentre il governatore della Puglia raggiungerebbe l’8%. (altro…)

Read Full Post »

Vis-à-vis a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, sul caso Consip. Delrio precisa: “Luca Lotti e Tiziano Renzi hanno smentito ogni loro coinvolgimento. Noi abbiamo fiducia nella magistratura, ma non siamo disponibili ai linciaggi. Renzi al Lingotto ha detto una cosa molto semplice: lui non è parlamentare. Se dà del mafioso a Di Maio o parla di un sistema di potere che favorisce i familiari, Di Maio lo querela. (altro…)

Read Full Post »

A due anni dalla riforma, un working paper della fondazione Adapt fa il bilancio. Nonostante gli sgravi contributivi, costati circa 20,3 miliardi di euro, “non può dirsi oggi raggiunto l’obiettivo principale”, cioè invertire il rapporto tra i nuovi contratti a tempo determinato e quelli stabili. Nel 2007 erano a termine 13,7 lavoratori su 100, nel 2016 si è toccato il record di 14,4. Inoltre gli incentivi hanno giocato a sfavore dei giovani, il cui tasso di occupazione resta 8 punti sotto il livello pre-crisi.

Che il Jobs Act abbia mancato gli obiettivi di diminuire la precarietà e rendere stabilmente più appetibili per i datori di lavoro i contratti a tempo indeterminato è ormai molto più che un sospetto dei sindacati o un’accusa delle opposizioni: basta guardare gli ultimi dati Inps sull’andamento di assunzioni e licenziamenti nel 2016. (altro…)

Read Full Post »

renzi

Se i disgustati dal partito se ne andranno, rimarranno solo i disgustosi”. E’ una frase che mi ha colpito molto. L’ha pronunciata giorni fa uno dei molti sostenitori di Benoit Hamon, espressione della cosiddetta sinistra radicale, che ha vinto le primarie socialiste francesi. Altri suoi sostenitori ritenevano che lo sconfitto Valls avesse pagato lo spostamento verso il centro del partito, snaturandolo e rovinandolo, “proprio come Renzi in Italia”. La frase sui disgustati & disgustosi ben si adatta al Pd: se quelli che amano il partito, e più in generale una certa idea “socialista”, non si muovono a salvarlo, i disgustati cresceranno sempre più (già adesso sono a livelli di guardia) e rimarranno solo i “disgustosi”. (altro…)

Read Full Post »

Al Senato bocciati i testi del centrodestra e del M5s. E il premier sfida le opposizioni. A Forza Italia: “Siete sempre più divisi e sempre meno. Conflitto d’interessi? Da che pulpito”. Al M5s: “Attaccatevi a ogni pezzettino di fango, noi pensiamo all’Italia. E le inchieste le fanno i giudici, non il blog”. Incassa il sostegno di verdiniani e tosiani, ma non è decisivo.

Matteo Renzi le para tutte e i verdiniani almeno a questo giro c’entrano fino a un certo punto. Sul caso Boschi e Banca Etruria anche le mozioni di sfiducia presentate al Senato contro il governo – una del centrodestra e una del M5s – finiscono nel tritatutto, così come era avvenuto con quella individuale alla Camera, a dicembre. (altro…)

Read Full Post »

Renzi

Non è mai granché entusiasmante dare ragione a Matteo Salvini, ma a volte ci azzecca. Martedì scorso, in collegamento su La7 con Giovanni Floris, mentre si divertiva a zimbellare con imbarazzante facilità la droide renzina Puglisi (più garbata delle varie Picierno, ma ahimé analogamente debolissima), il leader felpato della Lega ha avuto buon gioco a dire che il Presidente del Consiglio rifiuta il confronto televisivo. Anche in questo somiglia a Berlusconi: nell’intolleranza al dissenso. Salvini, se non altro, non pone veti quando va in tivù: se ne frega di chi è ospite con lui. Sarebbe una prassi normale, ma l’Italia normale non è.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché, se c’è Renzi in tivù, non c’è quasi mai un giornalista (troppo) “critico”. Il motivo è semplice: è Renzi a imporlo. E così la Boschi, un’altra terrorizzata all’idea che qualcuno possa metterla in difficoltà (cosa peraltro elementare, al punto che spesso riesce a farlo lei da sola). Proprio in queste pagine, Carlo Tecce ha raccontato il potere che esercita sull’informazione italiana un personaggio come Filippo Sensi, portavoce di Renzi dal passato oltremodo rutilante (era vicedirettore di un giornale, Europa, con più pagine che lettori). (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »