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Posts Tagged ‘maurizio landini’

Sindacati“Non è il sindacato a bloccare l’economia, gli accordi per salvare le aziende li firmiamo, piuttosto vedo gli eredi delle famiglie capitalistiche che scappano, in Germania lo Stato è presente”.

Maurizio Landini.

I PROSSIMI mesi saranno molto difficili: «Se il governo e la politica non dimostrano di aver capito qual è la gravità dei problemi, rischiamo di trovarci in una situazione esplosiva», dice Maurizio Landini, leader della Fiom-Cgil. E promette «una mobilitazione per proporre al governo interventi concreti a sostegno del lavoro e gli investimenti».
Landini, perché la situazione rischia di esplodere?
«Perché sono ormai entrati in crisi tutti i settori strategici dell’industria di questo paese.
Dall’auto alla siderurgia, dagli elettrodomestici alle Tlc, l’elenco delle aziende in crisi è un campo di battaglia. Tutti i nodi stanno venendo al pettine». (altro…)

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Fiom

Lettera del leader Fiom Landini al premier: democrazia a rischio.

È A partire da questa situazione che Lei ha più volte sottolineato la necessità di una svolta politica, indicando nell’urgenza la principale delle motivazioni che l’hanno spinta ad accettare l’incarico di formare un nuovo Governo, rinunciando persino a fondarlo sulla legittimazione elettorale, come sarebbe più opportuno fare.
Nel nome della stessa urgenza abbiamo ascoltato da parte sua l’annuncio di un calendario d’interventi che ha messo il lavoro ai primi posti dell’agenda del nuovo esecutivo. (altro…)

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servizio-pubblico

Il 2014 sarà l’anno della svolta? E cosa si aspettano gli italiani? Questi i temi al centro della trasmissione di Michele Santoro, in onda stasera alle 21.10 su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it.

Dopo la pausa natalizia torna Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro in onda ogni giovedì alle 21.10 su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it. Nella puntata di stasera “O la borsa o la vita” intervengono in studio Renato Brunetta, capogruppo Forza Italia alla Camera, Maurizio Landini, segretario generale Fiom e il giornalista di Repubblica Federico Rampini. (altro…)

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Il persorso della manifestazione

TUTTI IN PIAZZA

Difendiamo la Carta per cambiare l’Italia.

È sempre complicato portare avanti una discussione sul merito delle questioni. È facile che ogni ragionamento venga spostato su un terreno di scontro ideologico, e questo diventa il modo per non confrontarsi in maniera reale e concreta sui vari temi.

Lo stesso tentativo è in atto sulla modifica della nostra Carta costituzionale voluta dal governo. Si dice che chi la vuole difendere è il conservatore, mentre chi sostiene la necessità di rivederla è l’innovatore. Troppo comodo. Noi oggi scendiamo in piazza perché pensiamo che questo Paese vada proprio cambiato, un cambiamento profondo, e che questo sia possibile solo attraverso la piena applicazione della Costituzione. Non è un baluardo, una bandiera da agitare per lasciare le cose invariate. Quei principi e quei valori sono assolutamente attuali e dobbiamo farli vivere perché rappresentano la chiave di volta per superare le troppe ingiustizie sociali che si sono determinate, per costruire un’Europa che non sia solo vincoli economici e diktat della Bce. (altro…)

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L’imprenditore e il segretario generale Fiom-Cgil saranno in studio con Michele Santoro per discutere dell’equità del nostro sistema fiscale, di crisi economica e delle risposte della politica. La puntata in diretta streaming dalle 21.10 su ilfattoquotidiano.it.

Dopo un anno di governo Monti, con le primarie del Pd in corso e le elezioni politiche che si avvicinano, gli indicatori economici sono peggiorati, i consumi non sono mai stati così bassi dal dopoguerra, il Paese non cresce da 20 anni e il livello di disuguaglianza, il divario tra i più ricchi e i più poveri, è tra i maggiori d’Europa. Sono questi i temi al centro di “Ricchi e poveri”, la quarta puntata di Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro che andrà in onda questa sera su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it alle ore 21.10. Ospiti in studio l’imprenditore Flavio Briatore e Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil. (altro…)

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L’ultima sveglia, da oggi non servirà più. Perché ieri si sono alzati per andare a svolgere un lavoro che si sa terminato. Perché dopo 40anni, dopo gli ultimi 9 di lotta, dopoquel 2008 in cui si faceva addirittura formazione. Perché è finita. Perché è finita ma non così: «Presidieremo l’entrata e impediremo l’uscita di altre macchine, fino a mercoledì. Non ce ne andremo finché non raggiungeremo un accordo che garantisca tutti», spiega Maurizio Landini, segretario della Fiom. Alla Fiat di Termini Imerese è arrivato il giorno più lungo: l’ultimo. Vincenzo La Barbera ogni mattina degli ultimi 23 anni s’è svegliato per andare a montare ammortizzatori, mozzi ai motori delle macchine fiat. (altro…)

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Il miglior atto di responsabilità verso il Paese che la Cgil potesse assumere lo ha fatto proclamando lo sciopero generale e chiamando tutti alla mobilitazione.
Questa manovra del governo dev’essere profondamente cambiata, a partire dal ritiro dell’articolo 8 che cancella il diritto del lavoro, il contratto nazionale e lo Statuto dei Lavoratori. Non è sufficiente: un governo che con le sue leggi classiste sta attentando alla nostra Costituzione formale e materiale dev’essere mandato a casa. Di conseguenza, lo sciopero generale non può restare un momento a sé, per quanto fondamentale, ma deve segnare l’inizio di una mobilitazione straordinaria capace di durare il tempo necessario ad ottenere tutti questi risultati che non si esaurirebbero neanche con un cambiamento radicale della manovra. (altro…)

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«Sarebbe un atto di saggezza da parte della Fiat riaprire le trattative per trovare soluzioni condivise dai suoi dipendenti perché non è soltanto la Fiom che non è d’accordo. Questo modello sociale non ha il consenso di chi lavora in fabbrica e questo non aiuta la produzione». Lo ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini al termine delle assemblee tenute ieri all’interno dello stabilimento Fiat di Cassino presenti i dirigenti sindacali provinciali Arcangelo Compagnone e Donato Gatti e il segretario della Cgil Domenico De Santis.

«Queste assemblee – ha spiegato Landini – sono servite a preparare lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio che si terrà a Cassino con una manifestazione regionale. Non abbiamo intenzione di lasciare soli i lavoratori perché gli accordi di Pomigliano e Mirafiori violano le norme di legge e la costituzione. Il contratto che sarà proposto a Cassino non lo firmeremo e anzi metteremo in campo azioni giuridiche, sindacali e contrattuali necessarie».

Proprio ieri l’amministratore dellegato della Fiat Sergio Marchionne ha annunciato che dopo Pomigliano e Mirafiori il nuovo contratto investirà anche Melfi e Cassino. «Non c’è alternativa – ha spiegato il manager – perché non possiamo vivere in due mondi. Io spero che, visto l’accordo alla prova, non vorranno vivere nel secondo mondo nemmeno gli operai». Secondo Marchionne con il pieno utilizzo degli impianti sarà possibile anche aumentare i salari e portarli ai livelli di Francia e Germania.

Landini, però, si è detto scettico: «Sono favorevole ad applicare il modello tedesco ma i lavoratori tedeschi lavorano meno e hanno più diritti e salari più alti. In Italia non è così. Marchionne quando voleva comprare l’Opel ha dovuto presentare il piano industriale al presidente Merkel ricevendo una risposta negativa. È uno scandalo che il governo italiano non intervenga e le forze politiche stiano zitte. Marchionne non ha discusso con nessuno di questo piano. Il contratto va respinto e non va accettato perché in questo modo si cancellano i diritti e non si dà un futuro alla produzione e né alla qualità e alla competitività».

Per Landini: «L’accordo per Cassino va rinegoziato, noi non lo firmiamo e siamo pronti a contestarlo sul piano sindacale e giuridico”». «Il 28 gennaio – annunciano Compagnone e Gatti -sarà una giornata di mobilitazione. Dobbiamo difendere i diritti conquistati con anni di lotte dai lavoratori, va difesa la loro dignità».

All’uscita del primo turno ieri molti operai hanno detto: «Siamo per il no ma voteremo sì per il rischio di perdere il lavoro». E Landini ha aggiunto: «Molti lavoratori a Torino hanno votato sì perché ricattati ma far votare sotto ricatto non è libertà, non ci sono più regole».

Allo sciopero generale di otto ore sono previsti a Cassino circa duemila lavoratori metalmeccanici di tutta la regione. «L’accordo-capestro – ha detto Oreste Della Posta dell’associazione 20 Ottobre – penalizza pesantemente il lavoro già duro dei metalmeccanici. Va bocciato e rivisto».

il messaggero.it

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