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Posts Tagged ‘mediaset’

In cosa consiste questa sovranità, l’ho capito poco.
Forse nello stamparsi la moneta, nel difendere i confini, ognuno a casa sua e stiamo bene tutti.
Eppure il terrorismo c’era anche ai tempi della lira e il blocco dei confini non fermerà l’esodo (biblico) dai paesi in guerra o alle prese con carestie. (altro…)

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Il campionato d'oro

GIUGNO 2014, L’ASTA, PREPARATA PER IL SOLITO INCIUCIO, VA STORTA. L’AUSTRALIANO PRENDE TUTTO, IL BISCIONE STREPITA E IL MEDIATORE AGGIUSTA.

Il patto sui diritti televisivi per un triennio di campionato di calcio siglato lo scorso giugno – un inciucio da professionisti che accontentava Mediasete non scontentava l’onnivora Sky – non l’hanno mai smentito. Anzi, la Lega di A e il mediatore Infront se ne vantavano. E il sensale Claudio Lotito, spedito a trattare su mandato di Adriano Galliani, pervaso da un inusuale imbarazzo (il conflitto d’interessi), ha celebrato se stesso e preparato lo scacchiere per imporre Carlo Tavecchio in Ferdercalcio. Quel bando di gara, disegnato da In-front per perpetuare la convivenza dei monopolisti, diviene presto farsa perché le buste, vidimate dai notai, contengono un responso che sfavorisce Mediaset.  (altro…)

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Sabotaggio

Il documento che pubblichiamo qui accanto è un reperto d’epoca. O meglio, lo sarebbe se quell’epoca fosse archiviata. Invece è anche un referto della politica e della sottostante televisione di oggi, anche se l’uscita di   B. dal Parlamento e dal governo ha regalato ai tartufi l’alibi perfetto per ignorare il più mostruoso conflitto d’interessi dell’Occidente. Siamo nell’agosto del 2010 e da due anni Silvio   B. e i suoi cari, tornati a Palazzo Chigi e dunque al vertice Rai, le provano tutte per rinverdire i fasti dell’editto bulgaro del 2002: cioè per chiudere Annozero di Michele Santoro su Rai2 e normalizzare i programmi sgraditi di Rai3 (Report, Ballarò, Parla con me, Che tempo che fa ecc.). (altro…)

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BerlusconiBerlusconi ha fondato FI per salvare le sue aziende e ora lo sta distruggendo per lo stesso motivo. Il patto del Nazareno serve a evitare la messa in discussione del sistema radiotelevisivo che oggi favorisce Mediaset e ad ammorbidire le eventuali condanne nei processi che ancora lo attendono. Se poi ci fosse anche la grazia per mano di Napolitano sarebbe perfetto. (altro…)

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Rai

CAMBIA IL METODO PER RICALCOLARE I CANONI DELLE CONCESSIONI TELEVISIVE: IL BISCIONE RISPARMIERÀ 80 MILIONI, LA TV DI STATO UN CENTINAIO. CHI PAGA? LA7 E LE PICCOLE EMITTENTI.

Ecco il cambio di verso per la televisione: i ricchi pagano di meno, i poveri pagano di più. Oppure: mercato sempre più comodo per i ricchi e sempre più scomodo per i poveri. Anzi, impossibile per i poveri.   Questo clamoroso cambio di verso, nonostante i rimproveri dell’Unione europea e la ribellione dei piccoli editori, verrà ratificato la settimana prossima dall’Autorità di garanzia (Agcom) che applicherà uno sconto milionario a Mediaset e Rai sul canone per la concessione delle frequenze televisive, un bene pubblico: in sette anni, il Biscione potrebbe risparmiare almeno 80 milioni di euro, la Rai addirittura più di 100 (quasi 126). (altro…)

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SICAPISCE che la Rai debba pagare pegno alla crisi economica e più ancora alle cattive abitudini di parastato contratte in più di mezzo secolo di infeudamento ai partiti politici, al tempo stesso suoi protettori e suoi persecutori. Ma da antico utente, e senza alcuna tentazione fiancheggiatrice delle varie gilde interne a quell’aziendona, pavento il deperimento finale di quel che rimane di quella “raitudine” un poco impostata, un poco ministeriale, ma bene educata e bene educante (a partire dall’italiano ben pronunciato) che ha dato parecchio a questo paese. (altro…)

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Ellekappa

Dopo gli attacchi ai pm, possibile revoca dei servizi sociali Ieri la prima visita del Cavaliere a Cesano Boscone.

ROMA  – Berlusconi rischia grosso. I suoi attacchi al capo dello Stato, le sue accuse di «golpe» per la sentenza Mediaset, lo stanno portando dritto verso la revoca dell’affidamento ai servizi sociali. Sono le 15.56 quando l’Ansa batte da Milano una notizia bomba: le parole pronunciate dall’ex Cavaliere nel corso dell’intervista con Corrado Formigli a Piazza pulita «sono al vaglio del Tribunale di Sorveglianza di Milano». I giudici per ora hanno solo fischiato un fallo. Ma certo se Berlusconi continuasse su questo registro la sua campagna elettorale andrebbe dritto contro le prescrizione del Tribunale, che gli ha imposto il divieto di diffamare i magistrati e la raccomandazione di mantenersi «nell’ambito delle regole della civile convivenza, del decoro e del rispetto delle istituzioni». (altro…)

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Vauro

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BerlusconiGiovedì l’udienza a Milano per decidere la pena Se affidato ai servizi sociali continuerà a fare il suo “lavoro”.

ROMA – Come sempre, quando di mezzo c’è Berlusconi, un ordinario caso di giustizia diventa un’anomalia. È accaduto così per tutti i suoi processi, si ripete adesso per la sua prima condanna definitiva. Sin dal giorno della sentenza Mediaset (2 agosto, condanna a 4 anni per frode fiscale, di cui 3 condonati per l’indulto del 2006) si accavallano le ipotesi su come sconterà l’anno residuo di pena. Adesso che sta per arrivare il giorno dell’udienza davanti al tribunale di sorveglianza — giovedì 10 aprile — le ipotesi si infittiscono, al pari delle paure che trapelano da Arcore. Ma in realtà, a guardare bene la procedura, par di capire che il leader di Forza Italia dovrebbe avere ben poco da temere. Ad arrischiare una previsione, ascoltando le scarne indiscrezioni che arrivano dal palazzo di giustizia milanese, si può dire sin d’ora che Berlusconi dovrebbe vedersi accettare la richiesta di affidamento ai servizi sociali con restrizioni compatibili con la sua preminente attività di uomo politico. (altro…)

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Sistema rodatoDEPOSITATE LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA IN CASSAZIONE SUI DIRITTI TV DI MEDIASET: ERA DOMINUS E ANCHE BENEFICIARIO DELLA TRUFFA ALLO STATO.

Silvio Berlusconi non è stato condannato perché sapeva, ma perché del sistema di frodi contestato nel processo Mediaset – “gioco di specchi sistematico” che ha consentito una “imponente evasione fiscale” – era “ideatore”, “dominus”, e anche e soprattutto il “beneficiario”.

In 208 pagine, il collegio della Cassazione (la motivazione è stata firmata da tutti i magistrati presieduti da Antonio Esposito), spiega perché i 23 motivi (+bis) della difesa, sostenuta da Franco Coppi e Niccolò Ghedini, non reggono davanti alle prove testimoniali e documentali, perché i verdetti di primo e secondo grado sono “logici e privi di vizi procedurali”, perché il Cavaliere è la sofisticata mente della frode e come il meccanismo è proseguito “sotto la stessa regia… secondo lo schema collaudato”. Prima e anche dopo la discesa in campo, anche quando formalmente il leader del Pdl aveva abbandonato la guida del gruppo. La Corte ricostruisce e percorre la storia del processo sui diritti cinematografici in tv ricordando innanzitutto che questo processo milanese (pm Fabio De Pasquale) fu partorito dall’inchiesta All Iberian e da quella maxi-tangente da 20 miliardi che finì a un altro primo ministro finito nei guai e amico indimenticato del Cav., Bettino Craxi.  (altro…)

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I casi

I falchi invece puntano allo scontro. La strada del rinvio.
Il centrodestra.

IN MEZZO c’è lui, il Cavaliere, che a 48 ore dall’udienza più gravida di conseguenze della sua vita, ha fermato le macchine: «Qui dobbiamo misurare ogni passo non in funzione della mia sola persona, ma guardando al governo e al Paese. Per quanto mi riguarda, ho detto e ripetuto che il governo, anche se dovessi essere condannato, resterà in piedi. Ma dai segnali che mi arrivano, a questo punto, non sono più tanto convinto che il Pd possa reggere».
Sempre lungimirante Berlusconi. Come uno sciamano fiuta il pericolo e cerca il rimedio. Ma al di là di possibili arti divinatorie, è assai probabile che al suo orecchio sia giunto l’allarme che sta maturando il casa dei Democratici. A più d’uno, il premier Enrico Letta non si è tirato indietro dal rivelare una sua preoccupazione: «Sarà pure che Berlusconi, in caso di condanna, conferma il suo pieno appoggio al governo. Lo dice lui e lo ripetono i suoi. (altro…)

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ROMA— Si rivede nel film su Forza Italia — che è soprattutto il film sui suoi ultimi vent’anni — e Silvio Berlusconi si commuove. Soprattutto quando le telecamere indugiano sul suo abbraccio a una donna dell’Aquila che aveva perso tutto, all’indomani del Terremoto. Giovedì sera, Palazzo Grazioli, prima visione per pochi intimi del documentario di 1 ora e 40 minuti montato dal deputato Francesco Giro dopo aver selezionato 40 ore di videocassette. In salotto, oltre al «regista», Alfano e Gianni Letta, Verdini, Santanché e il direttore del Giornale Alessandro
Sallusti, Michaela Biancofiore e Maria Rosaria Rossi con la fidanzata del leader, Francesca Pascale.
Il discorso presto finisce sull’attesa spasmodica dell’udienza di Cassazione sui diritti Mediaset di mercoledì 30. «Non ne posso più, non vedo l’ora che tutto finisca» confessa il Cavaliere mentre scorrono le immagini della Nave Azzurra e poi quelle di lui a Piazza San Babila.
Ma l’ipotesi del rinvio della sentenza, spiega agli ospiti, resta forse la più probabile, dato che «l’avvocato Coppi porterà in udienza nuove motivazioni per l’accoglimento del ricorso», che inevitabilmente dilazioneranno i tempi. Per il momento l’invito ad Alfano e ai “falchi” Verdini e Santanché è a portare avanti l’azione di governo senza contraccolpi. Dopo il 30 si vedrà. (altro…)

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Maramotti

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L’ex premier: l’alternativa è sfidare la Cassazione.

ROMA-I DUE legali gli hanno prospettato i pro e i contro della differente strategia per affrontare il caso Mediaset. Ma adesso è lui che deve decidere se la via più vantaggiosa è quella di sfidare le toghe della Cassazione, chiedere un rinvio dell’udienza di fine luglio, ma contestualmente annunciare che è pronto a rinunciare alla prescrizione, oppure se lasciare che il 30 luglio tutto si svolga secondo un rito previsto, il confronto in aula tra collegio e avvocati e nella stessa serata le conclusioni. Ovviamente, le due prospettive non incidono su quella singola udienza e sulla conclusione del processo Mediaset, ma sugli assetti interni del Pdl, sullo scontro tra falchi e colombe (i primi convinti che sarà condannato, le seconde assolto), sulla stabilità del governo Letta. (altro…)

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BRUNETTA-alfano-berlusconi-schifani

Dopo la decisione della Cassazione sul processo a B, sospesi i lavori. Il Pd contrario a stop poi concede 24 ore di sospensione tra le proteste di Sel e M5S. Il segretario: “Destra irresponsabile”.

Sospensione dei lavori per un giorno alla Camera e al Senato. Ecco il primo bombardamento al governo delle larghe intese dopo che la Corte di Cassazione ha fissato l’udienza del processo Mediaset al 30 luglio. I lavori di Montecitorio e di Palazzo Madama slittano a domani. “Dobbiamo discutere di cosa sta accadendo”, ha chiesto il Pdl. “O si sospendono i lavori o cade il governo”, ha minacciato Daniela Santanchè. Una decisione che ha preso di sorpresa il resto della maggioranza e che ha spinto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini a recarsi subito dal presidente del Consiglio Enrico Letta, per una valutazione della situazione. Alla fine il punto d’equilibrio. Al primo no del Pd, la controproposta dei berlusconiani di sospensione dei lavori per un giorno per proseguire le proprie assemblee dei parlamentari che riprenderanno già nel pomeriggio. (altro…)

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Caso mediaset

In un paese civile non ci sarebbe nemmeno discussione: un politico che per giunta sostiene il governo dopo averlo presieduto tre volte, imputato per frode fiscale, rinuncerebbe alla prescrizione per essere assolto nel merito, sempreché – si capisce – fosse innocente. Perché, se dovesse mai incassare una prescrizione dopo due condanne, dovrebbe subito dimettersi da ogni incarico pubblico in base all’articolo 54 della Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. E, se non gli fossero chiari i concetti di “disciplina e onore”, provvederebbero i compagni di partito e gli alleati di maggioranza, scaricandolo su due piedi per evitare l’imbarazzo di sedergli accanto. E il capo dello Stato rifiuterebbe di riceverlo al Quirinale, per motivi igienici. Ma, siccome siamo in Italia, dov’è reato dire “paese di merda” ma è lecito far di tutto perché i cittadini onesti lo pensino, ecco il coro delle prefiche, dei servi e dei venduti contro la Cassazione che – horribile dictu – tenta di evitare che il processo Mediaset venga ancora falcidiato dall’ennesima prescrizione. (altro…)

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Nardi

MEDIASET, RUBY E MONDADORI, LE GHIGLIOTTINE IN ARRIVO.

In politica va (quasi) tutto bene, dice Silvio Berlusconi, evidentemente soddisfatto di come sta lavorando il governo che lo ha salvato dall’irrilevanza. Intanto però si avvicinano i dieci giorni che potrebbero sconvolgere il mondo: almeno quello berlusconiano. Salvarlo o affondarlo. Si parte il 19 giugno: la Corte costituzionale si pronuncerà sul destino del processo Mediaset, in cui l’ex presidente del Consiglio è già stato condannato in appello a 4 anni; 24 giugno: prevista la sentenza per il caso Ruby, per il quale l’accusa ha chiesto una condanna a sei anni; 27 giugno: entra in scena la Corte di cassazione, che deciderà in maniera definitiva se Berlusconi deve pagare a Carlo De Benedetti i 560 milioni che gli sono stati imposti come risarcimento per avergli strappato la Mondadori grazie a una sentenza comprata.  (altro…)

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ellekappa

eccesatira.blogspot.it

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NatangeloMette sempre di buonumore leggere i giornali di B. all’indomani di una sentenza su B. Intanto perché denotano una preoccupante penuria lessicale, ai limiti dell’analfabetismo di ritorno (e anche di andata). Usano sempre le stesse 3 o 4 parole: persecuzione, politicizzazione, orologeria e – ultima new entry – pacificazione. Si domandano il perché di tanti processi a B., con la stessa impudenza con cui Riina si domanda il perché di tanti processi a Riina: l’idea che il numero dei processi di un imputato mai denunciato da nessuno derivi dalla sua capacità criminale non li sfiora proprio. E soprattutto abbandonano ogni barlume di logica: usano le sue presunte “assoluzioni” (quasi sempre prescrizioni del reato commesso o depenalizzazioni del delitto contestato) per dimostrare che B. è un perseguitato, senz’accorgersi che i perseguitati non vengono assolti; e che, dando credito alle sentenze che assolvono, si dà automaticamente credito anche a quelle che condannano. (altro…)

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Libero (altro…)

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