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Posts Tagged ‘medici’

renzi-siciliaTutti Sì, La medicina si genuflette, i bersaniani portano in dote pesca e agricoltura, gli ex nemici si fanno amici e il ripescaggio è la regola.

Dal punto di vista dei contenuti niente di nuovo: le solite mille ragioni per dire Sì, ma declinate meno sul merito, la competizione e quelle cose che fanno presa in Lombardia e un po’ di più sui soldi che il governo spenderà per il benessere dei cittadini. A ciascuno il suo messaggio e Matteo Renzi in Sicilia – dov’è arrivato per la terza volta in tre mesi – parla la lingua che più gli conviene, persino quella del sacro (“mi ha detto il vescovo che Sant’Agata fa il tifo per noi, quindi almeno da questo punto di vista stiamo tranquilli”). (altro…)

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Sciopero
LA RIVOLTA È IN DIVISA: POLIZIA IN SCIOPERO CONTRO RENZI
IL PREMIER ANNUNCIA LA CONVOCAZIONE MA DICE: “NON ACCETTERÒ RICATTI”.

POLIZIA ESERCITO MARINA FORESTALI MEDICI VIGILI DEL FUOCO.

Il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici (fino al 2020, dice il Def) scatena la furibonda reazione degli uomini in divisa, che annunciano il primo sciopero della storia repubblicana. Il premier corre ai ripari e li convoca, ma avverte: “Nessun ricatto”. La ministra Madia: “I soldi non ci sono”. Cgil, Cisl e Uil pronti a una manifestazione nazionale.

Lo schiaffo più esplicito viene dalle Forze dell’ordine. “Per la prima volta siamo costretti a scioperare” dicono i sindacati di Polizia e il Cocer Interforze che rappresenta i militari. Dichiarazione dura, a tratti inquietante, visto che si tratta di divise. Ma, in ogni caso, una sconfessione diretta della decisione del governo di bloccare ancora nel 2015, dopo un blocco che dura dal 2010, gli stipendi dei dipendenti pubblici. Non a caso Matteo Renzi cerca di correre ai ripari annunciando una imminente convocazione, ma facendo sapere di “non accettare ricatti”: proclamare gli scioperi quando ci sono tanti disoccupati “non è giusto”, dice il premier.   (altro…)

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GLI ANNI NON LAVORATI NON VALGONO PIÙ PER L’ANZIANITÀ. SCOPPIA LA RIVOLTA DEI MEDICI, A RIPOSO ANCHE CON UN DECENNIO DI RITARDO.

Non si sa se è colpa delle trame dell’odiato “nano veneziano” o dello stato confusionale dovuto alla caduta, ma è un fatto che Umberto Bossi e la Lega ieri sono usciti dal villone di Arcore dopo aver messo la loro firma proprio sotto quelsostanziale aumento dell’età pensionabile che avevano escluso in lungo e in largo durante i loro coloriti comizi agostani.

Nell’oscuro documento finale, infatti, si legge che il governo manterrà “l’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare, che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione”. (altro…)

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Questa storia comincia con un malato cardiaco che sta morendo in ospedale. E con un cuore nuovo a bordo di un aereo-ambulanza, fermo sulla pista in attesa di spiccare il volo. Fra il malato e il cuore ci sono 400 chilometri e un cielo pieno di neve. In sala operatoria tutto è pronto per l’espianto del cuore guasto, eppure il chirurgo frena: prima, dice, assicuriamoci che l’aereo parta davvero. Scelta giusta numero 1: la saggezza. Sulla pista nevica fitto, non ci sono le condizioni per decollare, ma il pilota e l’équipe medica sanno che è questione di vita o di morte e così decidono di mettere in gioco la loro, di vita. Scelta giusta numero 2: il coraggio. (altro…)

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Al ministro della Salute

al ministro dell’Ambiente

alla Presidente della Giunta Regionale del Lazio

all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio

all’Assessore alla Sanità della Regione Lazio

ai responsabili dell’Ato 1 – Lazio

e per opportuna conoscenza

al Commissario europeo all’ambiente

al Prefetto di Viterbo

al Garante del Servizio idrico integrato della Regione Lazio

al Presidente della Provincia di Viterbo

all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo

al Direttore generale della Asl di Viterbo

al Direttore sanitario della Asl di Viterbo

al Dipartimento di prevenzione – Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Viterbo

al Direttore generale dell’Istituto superiore di sanità

al Presidente dell’Istituto superiore di sanità

all’Arpa Lazio – sezione di Viterbo

ai Sindaci della regione Lazio

ai Consiglieri regionali del Lazio

oggetto: richiesta informazioni relative agli interventi eseguiti e agli obiettivi raggiunti per il rientro del parametro Arsenico nei limiti stabiliti dal Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001.

Egregi signori,

è a voi noto che l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) classifica l’Arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

L’esposizione ad Arsenico attraverso l’acqua destinata a consumo umano è stata associata anche a cancro del fegato e del colon.

L’assunzione cronica di Arsenico è indicata inoltre da numerosissimi studi scientifici anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche e neurocomportamentali; diabete di tipo 2; lesioni cutanee, disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche. (altro…)

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EMERGENCY: CENTINAIA
DI FERITI A LASHKAR GAH

“Non chiediamo il ritiro
delle truppe italiane.
Non siamo degli scia –
calli, per riprendere le
parole del ministro La Russa.
Sappiamo quanto sia complessa
la situazione”. Cecilia Strada,
presidente di Emergency, è rientrata da pochi giorni da Kabul
“una città inquinata, caotica, contraddittoria. Schermi al plasma nelle strade, Suv, carretti trainati da asini, donne con il burqa. Ma sono le province a essere nel caos. Emergency è consapevole della difficoltà della situazione e non sposa una posizione ideologica. Però vuole che le cose cambino”.
Cosa chiedete al governo?
Di pretendere chiarezza da parte dei propri alleati e di fare un’analisi di realtà. Sul primo punto, Frattini deve chiedere spiegazioni dettagliate sulle
trattative in corso tra Karzai e i talebani. Sul secondo punto, chiediamo all’Italia di investire in maniera diversa i milioni di euro spesi per una missione militare che non sta risolvendo nulla. Parlare semplicemente di
ritiro non ha senso, ma analizzare la realtà è fondamentale per capire come uscirne. Tanto più che anche ieri mattina quattro madri si sono svegliate con un figlio morto.
Come andrebbero investiti i soldi?
Per migliorare la vita della popolazione. Gli americani hanno detto che bisogna “c o n q u i s t a re le menti e il cuore degli afghani”. Non sta accadendo. La vita dei civili non migliora. Nei primi sei mesi del 2010 l’Italia ha speso 306 milioni di euro per il mantenimento della missione.
Nel secondo ne spenderà 390: siamo sicuri che investire sull’istruzione, sul lavoro o per la cooperazione non darebbe risultati più costruttivi? Molti afghani sostengono i talebani perché danno loro sostentamento.
Ci sono soldati afghani che guadagnano così poco da “af fidarsi”
ai talebani, facendo il doppio gioco. Conosco giovani medici che fanno lavoretti per gli occidentali perché guadagnano di più. Ma aiutare quei ragazzi a fare i medici significherebbe aiutare veramente quel Paese.
Ma ormai cosa significa rendere “stabile” l’Afghanistan?
Liberarlo dai talebani? Realizzare una piena democrazia? (altro…)

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