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Posts Tagged ‘migranti’

Oggi fiumi di inchiostro e prime pagine dei giornali dedicati al vertice di Parigi sull’emergenza immigrazione, con il governo e il Pd che celebrano un risultato che non c’è. Di che cosa si compiacciono? Di essere stati invitati da Macron a partecipare al vertice, dopo che nemmeno un mese fa lo stesso presidente francese li aveva clamorosamente esclusi? Dovremmo gioire solo perchè questa volta non ci hanno tenuti in panchina nella gestione di un’emergenza che è tutta sulle nostre spalle? (altro…)

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Il modello Erdogan (ovvero delegare ad altri il lavoro sporco), che tante soddisfazioni ha dato alla Germania, verrà applicato anche in Africa, per far finta di risolvere la questione dei flussi migratori dai paesi africani verso l’Europa.

Già oggi in tanti mostrano soddisfazione nel calo di sbarchi verso le nostre coste: merito del codice per le ONG, merito del ministro Minniti che ha fatto ordine.
Può darsi, ma molto di più ha funzionato il clima di accuse contro queste organizzazioni, ultimo tassello di un processo migratorio che parte da lontano. (altro…)

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Frontiera! Frontiera! Cosa importa se si muore. Basta un grido di valore che il nemico arresterà!”. Queste erano le prime parole di un inno fascistafatto ripetere senza fine dai bambini, nelle scuole di regime degli anni Trenta, quando era essenziale inculcare nella testa dei piccoli due concettiche rendono facile, anzi naturale, accettare la guerra. (altro…)

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“Avvieremo le procedure d’asilo nei Paesi di provenienza e di transito – ha detto il presidente francese al termine del summit tenuto a Parigi con Italia, Germania, Spagna, Libia, Niger e Ciad – la cooperazione tra Roma e Tripoli è un perfetto esempio di quello che vogliamo realizzare. E l’Ue riveda il trattato di Dublino”. Gentiloni: “Europeizzare l’impegno”.

Il meccanismo di identificazione dei migranti che vogliono raggiungere l’Europa entrerà in funzione già in Africa. E’ la novità che emerge dal vertice di Parigi sulle migrazioni. (altro…)

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A Livorno la festa dell’Unità è lo spettro di quello che è stata in passato. Poca gente. Ideali confusi. Molti non hanno riconosciuto le parole del segretario e di fronte all’”Aiutiamoli a casa loro” di Renzi hanno attribuito l’esternazione al Matteo sbagliato (Salvini), tra i frequentatori della festa c’è chi afferma che i migranti “vanno mandati a casa loro a zappare la terra” e che “con l’andare del tempo dovremo armarci“. (altro…)

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Messina, 30 primi cittadini annunciano presìdi. Ed è scontro sull’hotspot a Civitavecchia.

PALERMO – Dalla Sicilia a Civitavecchia, i sindaci del Centro-Sud fanno le barricate contro l’istituzione di nuovi centri di accoglienza per i migranti. Nel piccolo Comune di Castell’Umberto, in provincia di Messina, è Vincenzo Lionetta Civa, esponente di una lista civica di centrodestra, a capeggiare ormai da tre giorni la protesta di trenta primi cittadini. A Civitavecchia è il grillino Antonio Cozzolino a dire “no” a un centro temporaneo per l’identificazione. Entrambi tengono a precisare: «Non siamo razzisti». Cozzolino se la prende con il leader della Lega Matteo Salvini, che ha annunciato per oggi l’arrivo a Civitavecchia: «Il problema non è l’immigrato, ma una politica dell’immigrazione fondata sull’emergenza e l’approssimazione».

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Migranti, parte male per l’Italia il vertice di Tallinn. Dalla Germania alla Spagna tutti contro l’apertura di altri porti Ue.

Tutto come da copione: solidarietà di facciata ma chiusura totale alla richiesta di condividere gli oneri dell’accoglienza. “Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio”, ha detto il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere arrivando alla riunione. Lo spagnolo Zoido ha sostenuto che gli scali del suo Paese sono già sotto pressione. No anche dal Belgio. (altro…)

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Ora basta. Sulla questione migranti, oggi muore definitivamente l’Europa: Francia e Spagna minacciano di chiudere i porti, l’Austria di schierare l’esercito al Brennero. Si alzano le frontiere e l’Europa “premio Nobel per la pace” rivela il suo vero volto: nel momento del bisogno, ognun per sé.

In Italia, siamo soli.
Siamo soli con milioni di persone che premono ai confini sud, siamo soli a mantenere centinaia di migliaia di persone senza documenti, senza meta e senza lavoro, sul nostro territorio e coi nostri soldi. Oltre 85 mila in soli 6 mesi.  (altro…)

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L’accordo strappato con l’Europa consiste in 35 milioni “contanti” per la gestione dell’immigrazione, nell’invito a creare più hot spot (ovvero centri di accoglienza o campi di accoglienza) nel sud Italia, nell’invito ad impiegare meno tempo per le pratiche relative ai richiedenti asilo.
Fare altri accordi per i rimpatri, un bollino per le ong buone per distinguerle da quelle cattive.

Questo è tutto. (altro…)

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FINALMENTE il colossale scandalo della migrazione scaricata quasi per intero sulle spalle di Italia e Grecia comincia a uscire dalle nebbie dell’ipocrisia. Gli incravattati di Strasburgo si accapigliano, i toni si fanno vigorosi (dunque più consoni alla battaglia politica), la coltre dei convenevoli si lacera. Costretta a non parlare più solo delle sue regolette e dei suoi conticini, l’Europa perde l’aplomb contabile e comincia a sporcarsi le scarpe nel fango che le compete: l’immigrazione, ovvero la vita, la morte, la fame, la guerra, la paura, il razzismo.

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A meno di 48 ore dal flop alle amministrative, la sindaca della Capitale ha scritto al prefetto chiedendo una moratoria sugli arrivi di nuove persone. A cui ha risposto il ministero dell’Interno dicendo che anche il Campidoglio deve fare la sua parte. La controreplica: “Servono regole”. Intanto si apre il dibattito dentro il Movimento. E Lega e CasaPound applaudono. Renzi: “Più garantiti da Minniti che da Di Maio”.

Il botta e risposta tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e il Viminale si è trasformato in una discussione sulle alleanze e sulla linea del Movimento 5 stelle. A meno di quarantotto ore dal flop nelle urne, i grillini hanno scelto la linea dura sui temi di sicurezza e accoglienza. (altro…)

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Il mio intervento alla conferenza stampa al Parlamento europeo
#Migrantopoli: la chiamano ospitalità ma è solo business”.

“L’82% dei migranti che arriva in Europa sbarca in Italia. Di questi migranti l’Italia si fa carico per il 98% della spesa. Noi italiani ci mettiamo quattro miliardi e mezzo di euro all’anno. L’Unione Europea solo 91 milioni di euro.

La rotta Mediterranea è un problema di tutta l’Unione Europea. E bisogna lavorare per chiudere la rotta del Mediterraneo. In questi giorni tutti parlano di un rafforzamento dell’asse Franco-Tedesco. Bene, lavorino per chiudere la rotta mediterranea, come hanno chiuso altre rotte in passato.

 

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Il Paese africano è una tappa obbligata per chi dalla Libia vuole arrivare in Europa. Ma deve prima subire torture e minacce di trafficanti e criminali.

Fra i migranti del Niger che sognano il biglietto per l’Italia.

NIAMEY – PER chi vuole entrare in Libia, per provare a saltare in Europa, il Niger è tutto. È la porta d’ingresso, la rotta di avvicinamento. Ma è anche la via di fuga, il percorso da fare in retromarcia per fuggire al mattatoio. Seny Condjira e Demba Djack ci hanno provato. Sono partiti dal Senegal, sono passati qui in Niger, sono entrati in Libia, hanno provato ad arrivare in Europa. Ma hanno fallito: sono stati torturati, picchiati, hanno assistito a tutto quello che succede da quelle parti. E hanno deciso che non era possibile, che dalla Libia bisognava soltanto fuggire, rientrare in Niger per tornare a casa.

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sindaco

Una brutta mattina il signor Guido Valoti sindaco di Cene, un paese della Bergamasca, si è svegliato e ha fatto l’atroce scoperta: il Prefetto aveva infiltrato cinquantanove migranti nella casa-vacanze di proprietà della Curia. Il secondo pensiero del sindaco è stato di scrivere che in quella casa vanno ospitati i terremotati italiani e non dei bighelloni stranieri. Pensiero nobilissimo, per la parte che riguarda i terremotati, che sarebbe risultato ancora più nobile se fosse scaturito dal suo cuoricino prima e non dopo la scoperta che la villa vescovile era andata ad altri tribolati. Ma è stato il suo primo pensiero a meritargli gli onori delle cronache. Per comunicare alla cittadinanza la propria estraneità all’arrivo degli ospiti indesiderati ha utilizzato i tabelloni luminosi che servono a fornire indicazioni sulla viabilità. (altro…)

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natangelo

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migrantiNella giornata del ricordo della strage di Lampedusa il presidente si rivolge all’Ue: “Aprire gli occhi sulla tragedia”.

Un migrante salvato a circa venti miglia a nord della Libia Sotto, uno dei 39 barconi soccorsi ieri dalle autorità italiane nel Mediterraneo In alto, un gruppo di migranti su un gommone. A bordo anche un bambino di tre-quattro anni che è riuscito a salvarsi
LAMPEDUSA – La barchetta in vetroresina con dodici tunisini arrivata da sola in porto ieri mattina, così come accadeva dieci anni fa, sembrava quasi venuta fuori da un vecchio filmato di repertorio. Proprio mentre sull’isola centinaia di persone, in testa i 25 superstiti del naufragio di tre anni fa, sfilavano in corteo fino alla Porta della vita per ricordare l’anniversario di quella tragedia che è diventata simbolo di un’ecatombe in mare che sembra non finire in mai. Con numeri che fanno sempre più paura.

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presadiretta
L’anteprima della puntata (il link al sito)
Ospitiamo 190mila migranti, 0,3% della popolazione: piccola percentuale che spaventa il paese, e lo stesso accade in Europa.
Eppure quelli che sono arrivati in Europa sono ancora pochi: nell’anteprima del servizio sui migranti Iacona ha mostrato la situazione dell’Uganda, paese appena uscito da una guerra e dove le donne fanno in media sei figli. Un boom demografico in un paese dove la maggior parte delle persone vive nelle campagne.
Col problema dell’acqua, delle malattie infettive (portate dalle punture delle zanzare, che portano la malaria).

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merkelLa cancelliera si assume la responsabilità per la disfatta elettorale a Berlino e fa mea culpa sui migranti “Vorrei tornare indietro per preparare meglio il governo a quello che abbiamo affrontato nel 2015”.

BERLINO – E’ stato un inchino, al partito, ai partner bavaresi della Csu, e agli elettori. Al quinto disastro elettorale regionale di seguito, Angela Merkel ha affrontato ieri la stampa riconoscendo le sue responsabilità anzitutto per la sconfitta a Berlino, dove il suo partito ha incassato il peggior risultato elettorale del dopoguerra. Ma è andata ben oltre.
Quello di ieri è stato un mea culpa radicale, che si è fermato soltanto dinanzi al rifiuto di stabilire un tetto ai profughi. Se avesse ceduto anche su questo, il passo successivo, obbligato, sarebbero state le dimissioni, ragiona una fonte vicina alla cancelliera.

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