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Posts Tagged ‘milena gabanelli’

GabanelliAi piani alti c’è il potere. In quelli bassi i telespettatori e i lettori. Milena Gabanelli – giornalista investigativa tra le più apprezzate – esamina le ragioni di una questione cruciale della democrazia: perchè l’informazione fa così spesso rima con la manipolazione. Perché spesso si avventura a trasformare la realtà fino ad erigerne una di comodo, adeguata ai bisogni del momento.   Il piano Gubitosi è stato approvato. Un’unica newsroom, telegiornali tematici. Meno dirigenti in Rai, meno burocrazia. Ora ti tocca esultare.   È auspicabile che in futuro ci sia un’unica newsroom, per il momento è un passaggio intermedio che a mio parere è giusto perseguire. Prima di esultare aspettiamo di vedere quali saranno i direttori. Il nodo cruciale è soprattutto lì.   (altro…)

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democraziacristiana

La caccia al tesoro (immobiliare) della DC

20 anni fa spariva la Dc e lasciava cinquecento immobili. Dove sono andati a finire? Chi si è spartito cosa?”.
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva Andreotti, che fu senatore proprio di quella DC di cui stasera parlerà l’inchiesta di Report a cusa di Sabrina Giannini. Un’inchiesta in cui ci si chiederà che fine ha fatto il tesoro immobiliare del partito, sciolto 20 anni fa: sono 500 immobili, frutto anche delle donazioni degli iscritti. Spariti in uno strano giro di donazioni, sparizioni, fallimenti, bancarotte, divisioni e debiti da saldare.
Sgretolata sotto i colpi delle condanne per le tangenti, la DC si è divisa in più partitini, presenti ora (e ancora egemoni) nei partiti della larga maggioranza.

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gabanelliShale gas, Expo e altre disgrazie.

Lo shale gas o gas di scisto è un’opportunità per avere energia a basso costo (e creare posti di lavoro) oppure un rischio per la nostra salute (e per le finanze, visto che si parla di una futura bolla visto l’interesse delle banche)? Se avete visto il servizio di report sullo shale gas, estratto con la tecnica del fracking (dove si frantumano le rocce iniettando acqua in pressione) un’idea ve la sarete fatta. In America Obama sta puntando molto su queste estrazioni portate avanti anche grazie a consulenti italiani come Maugeri, ex dir. Eni. L’esperienza se la stanno facendo adesso, sulla pelle della gente. Hanno trasformato il paese in un gruviera perché i pozzi per lo shale durano solo un anno, ma lì però ci sono zone scarsamente popolate. In Europa e in Italia il territorio è più abitato con l’aggiunta del rischio sismico. Possiamo permetterci questo rischio?

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shalecaosI rischi del fracking

Se anche ci fosse un solo minimo dubbio, confortato da indizi scientifici, che l’estrazione dello shale gas (il gas estratto con la frantumazione delle rocce) può causare dei rischi per la popolazione, è bene che di questi rischi si discuta.
Prima che sia troppo tardi e diventa difficile fermare grossi progetti estrattivi nella pianura Padana.
Per capirci qualcosa di più, il giornalista di Report Mauro Pozzan ha fatto un’inchiesta sullo Shale gas, un gas “intrappolato” nelle rocce sedimentate sottoterra e che viene estratto usando la tecnica del fracking.

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reportBernardo Iovene: Espresso nel caffè

Come si gusta un buon caffè? Noi italiani forse ce lo siamo dimenticato. Tra filtri sporchi, acqua delle macchinette che non viene spurgata (e ogni caffè si porta dietro la tazzina precedente) : anche il caffè,  la bevanda più amata è diventata un prodotto di massa da consumare in fretta senza gustarsi nemmeno aromi e sapori. D’altronde nemmeno i baristi esperti, come ha mostrato Iovene, sanno come si serve né che qualità stanno usando.
Le razze sono due: l’arabica più ricca di aromi e la robusta, economica e di qualità e sapore inferiore.
I grandi torrefattori usano in mix, importando buona parte della robusta dal vietnam, portandosi dietro sapori di terra o legno. È il mercato del caffè che è cambiato: il vero prodotto chw si vende ai bar sono i servizi aggiuntivi. Le macchinette in comodato, soldi per le ristrutturazione.

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milena-gabanelli-C’è un articolo che meriterebbe di essere incorniciato e posto sulla scrivania di Enrico Letta a Palazzo Chigi e poi riprodotto e distribuito a ministri, viceministri, sottosegretari, vassalli, valvassori e valvassini a imperitura memoria. Lo ha scritto Milena Gabanelli sul Corriere della Sera del 31 dicembre 2013 e ha come titolo: “Tutto quello che non ha fatto la politica del ‘noi faremo’”. L’incipit è sublime: “A fine anno, nella vita come in tv si replica. Il capo dello Stato fa il suo discorso, quello del governo ricicla le dichiarazioni di sei mesi in occasione del decreto del fare, con l’enfasi di un brindisi: ‘Faremo’. Vorremmo un governo che a fine anno dica ‘abbiamo fatto’ senza dover essere smentito”. (altro…)

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Ildelittoperfetto
Chi ha detto che il delitto perfetto non esiste? Almeno nell’ambito penale, in Italia esiste la possibilità, per chi compie un reato, di non pagare pegno. Se il santo protettore del poliziotto è San Giuda, per il delinquente italico la santa protettrice si chiama santa Prescrizione.
La norma, inserita nel codice di procedura, che stabilisce come, oltre un determinato lasso di tempo, certi reati non siano più punibili.
Norma che è stata rivista, dal governo Berlusconi, per salvarsi dai suoi processi e che gli ha consentito, fino ad agosto 2013, di poter dire che è sempre stato assolto nei suoi processi.
Come per il processo Mondadori, il processo per le società offshore All Iberian.
La legge ex Cirielli, una delle tante leggi ad personam (e che una volta la sinistra chiamava leggi vergogna) ha abbassato i tempi della prescrizione per gli imputati senza condanne alle spalle, alzando invece le pene per quelli che hanno subito già condanne. (altro…)

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