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Posts Tagged ‘milleproroghe’

Rinviata ancora la norma del 2014 che prevedeva la rottamazione della pubblicità legale sui quotidiani, sostituendola con la diffusione online. E slitta di un anno il passaggio al sistema di tracciabilità digitale di vendite e rese. Mentre in tutta Italia è emergenza inquinamento, poi, la legge concede un anno in più agli impianti industriali per applicare i limiti alle emissioni.

Scena uno. Aprile 2014. Matteo Renzi, nella sala stampa di Palazzo Chigi, annuncia il decreto sugli 80 euro di bonus Irpef e i relativi tagli di spesa per finanziarlo: una slide dice che i bandi di gara dal 2015 sarebbero stati pubblicizzati solo online – e non più con (l’obbligatoria) “pubblicità legale” sui giornali di carta – e così lo Stato “risparmierà 120 milioni di euro l’anno”. In realtà la Ragioneria generale, dopo, avrebbe parlato di “risparmio zero” per via di una legge di Monti che caricava sul vincitore dell’appalto il costo della “pubblicità legale” attraverso una sorta di tassa occulta. (altro…)

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MilleprorogheDAL RIPRISTINO DEL VECCHIO REGIME DEI MINIMI PER LE PARTITE IVA, AL BLOCCO DI SOLI QUATTRO MESI AGLI SFRATTI. CONCESSIONI, REGALO ALLE AUTOSTRADE.

La toppa più grande è sulle partite Iva, con la proroga del vecchio regime dei minimi (e lo stop alla crescita dei contributi Inps). Ma c’è anche il cerotto sul blocco degli sfratti (120 giorni solo per i casi più gravi) e tante piccole compensazioni attese da aziende indebitate e fornitori della Pa. Per finire ai non pochi regalini confermati, autostrade in testa. Il decreto Milleproroghe arriva in aula alla Camera – dove il governo ha chiesto la fiducia – con le modifiche approvate in notturna nelle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali. Salvo imprevisti (M5S e Fi annunciano battaglia) giovedì verrà approvato. (altro…)

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Il governo: testi blindati. Stop agli affitti d’oro, saltano salva-Comuni e pacchetto fumo.
I conti pubblici.

ROMA— Ventidue articoli in tutto: quattordici per il Milleproroghe, otto per l’ex Salva-Roma. Due testi assai snelli, scritti per resistere agli assalti parlamentari e riempiti con misure di «straordinaria necessità ed urgenza ». Almeno così l’ha giudicate il presidente Giorgio Napolitano che ieri ha firmato entrambi i decreti legge. Le proroghe alla fine sono meno di settanta. Tra queste, gli sfratti per “finite locazioni” (ma non per morosità) e se il reddito familiare è sotto i 27 mila euro lordi annui. Mentre nell’altro testo finiscono «disposizioni di carattere finanziario indifferibili », come quelle per evitare il default di Roma e disdire gli affitti d’oro. Restano fuori però due pacchetti importanti: il salva- Comuni in dissesto o pre-dissesto,
in primis Alessandria e Venezia, e l’altro sul fumo. (altro…)

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Giannelli

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Le tappe

Il governo vara il milleproroghe Roma in salvo, stop agli affitti d’oro 6 miliardi per imprese e povertà.

Affitti d’oro e misure per evitare il default del Comune di Roma. Il governo recupera queste due norme «essenziali» dal decreto Salva-Roma e le infila nel tradizionale decreto legge che proroga tutti i provvedimenti rimasti in sospeso o incompiuti, il Milleproroghe, varato ieri dal Consiglio dei ministri. Scongiurato così «l’ingorgo di fine anno» che aveva portato il governo a ritirare il Salva-Roma proprio alla vigilia di Natale e del voto finale alla Camera per «l’eterogeneità delle norme», ha spiegato il premier Letta. Caso unico nella storia repubblicana, visto che il provvedimento, già
approvato al Senato, aveva pure incassato il voto di fiducia a Montecitorio. (altro…)

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Imu e Tasi

Oggi il Milleproroghe al Consiglio dei ministri dopo l’altolà dal Colle: nel decreto solo sfratti e affitti d’oro. Poste e caffè, raffica di aumenti.

Alfano: sul lavoro Renzi sbaglia, basta con i contratti nazionali.

ROMA— I nodi Tasi e mini-Imu saranno sciolti dopo la Befana. Il piano prevede di alzare di un punto il tetto delle aliquote Tasi su prime e seconde case. E consentire con il gettito extra di finanziare le detrazioni, così da esentare chi già non pagava l’Imu. Ma l’accordo non c’è. Ritirato il decreto legge salva-Roma, per via del braccio di ferro sugli affitti d’oro, le norme urgenti vanno nel Milleproroghe che il Consiglio dei ministri varerà oggi: previsto il blocco degli sfratti. Aumenti in vista per poste e caffè, via agli sconti sull’Rc Auto. E la proposta Renzi sul lavoro scalda il dibattito politico. (altro…)

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IL PROVVEDIMENTO.

Stamattina il governo approverà il tradizionale decreto Milleproroghe. È un appuntamento ormai tradizionale per ogni esecutivo nella settimana tra Natale e Capodanno per sistemare le faccende rimaste in sospeso, ma stavolta la cosa è ancora più complicata. Oltre alle proroghe, infatti, oggi Enrico Letta e soci dovranno inserire nel decreto anche quei pezzi non rinunciabili del cosiddetto “Salva Roma” affossato da Giorgio Napolitano. La trattativa è ancora in corso e molto dura. Molti, non solo nelle opposizioni, avvertono Palazzo Chigi del rischio che questo nuovo decreto faccia la fine di quello appena abbandonato rimpiendosi di finanziamenti a pioggia e microinterventi: “Il Mille -Marchette” lo ha ribattezzato la Lega. Qui accanto, alcuni dei contenuti. (altro…)

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Nardi

Il capogruppo Federico D’Incà.

La verità è che il decreto salva Roma l’abbiamo fatto saltare noi. Eravamo pronti a essere presenti tutti e 106 alla Camera dopo Natale, mentre nella maggioranza c’era il rischio di ampi vuoti, come nei giorni scorsi. Potevano davvero andare a sbattere”. Federico D’Incà, capogruppo di M5S, rivendica “una vittoria politica” sul decreto ritirato dal governo il 24 dicembre, per volere del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Secondo fonti del governo, il  Quirinale ha imposto il ritiro perché il decreto era stato stravolto rispetto al testo originario.

A nostro avviso la vera ragione è un’altra. Napolitano ha capito che la maggioranza non aveva i numeri per approvare il decreto, e che invece l’opposizione, cioè M5S, aveva la capacità e la forza per farlo decadere in aula, anche con l’ostruzionismo.  (altro…)

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Abbiamo tutti applaudito alle parole pronunciate dal papa: basta guerre, basta con la vergogna di Lampedusa, basta con la tratta dei bambini.

Ma oggi è un altro giorno, come si dice in Italia, passata la festa ..
Perché se si volesse veramente dire basta con le guerre, bisognerebbe iniziare a non farle più. A non vendere più armi a paesi in guerra o governati da dittatori o a paesi terzi con la triangolazioni.
Smetterla con l’expo galleggiante delle nostre armi, sponsorizzate dal ministero della difesa.
Se si volesse mettere fine alle vergogne dei Cie o delle carceri, bisognerebbe regolamentarli, aprirli ai giornalisti, farli gestire da personale umano, rivedere le politiche di immigrazione.  (altro…)

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Non bastava avere il sistema bancario più costoso d’Europa: ora è anche intoccabile. Il decreto Milleproroghe salva le banche dalle cause legali contro l’anatocismo, accorciando i tempi di prescrizione.  Ma un giudice beneventano insorge, affiancato dall’Adusbef.

Anatocismo uguale truffa. E’ un “vizio” di contabilizzazione, praticato dalle banche per decenni, che registra trimestralmente gli interessi passivi dei clienti, e annualmente quelli attivi. Il risultato è che gli interessi passivi si accumulano, e a fine anno pesano di più. I consumatori e le associazioni a loro tutela lottano da anni per recuperare il maltolto, e migliaia di cause sono attualmente in corso. (altro…)

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La perla del giorno, contenuta nel decreto mille proroghe, è la privatizzazione della giustizia in materie come la successione ereditaria, i contratti di locazione, le cause di risarcimento per responsabilità medica, la diffamazione a mezzo stampa, i contratti di assicurazione bancari e finanziari e molto altro. In questi campi, alcuni dei quali riguardano la vita di ogni giorno per milioni di cittadini, la giustizia diventa – per decreto – privata. A partire dal 21 marzo i cittadini che vogliano agire in giudizio non dovranno più rivolgersi al tribunale forti di assistenza legale ma dovranno rivolgersi ad una società di mediazione privata. Obbligatoriamente, non volontariamente. La scelta non è data. Attenzione, perché è proprio la libertà di scelta il punto cruciale. (altro…)

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Bene ha fatto Giorgio Napolitano a imporre di correggere la piega indecente che aveva preso il decreto Milleproroghe. Bene ha fatto, anche se non era difficile immaginare quanto la sua iniziativa sarebbe stata mal digerita dal presidente del Consiglio, indispettito dal fatto che «quando il governo decide di fare una legge» , parole sue, «lo staff» del presidente della Repubblica «intervenga puntigliosamente su tutto» .
Così «puntigliosamente» , in questa circostanza, da avere però determinato forse involontariamente un risultato paradossale, del quale proprio l’editore Silvio Berlusconi non potrebbe non rallegrarsi. Alludiamo alla norma che consentirà a chi possiede più di una rete televisiva di sbarcare nella carta stampata a partire dal prossimo primo aprile. Le cose sono andate nel modo seguente. La legge Gasparri prevede il divieto di incrocio fra televisioni e stampa quotidiana fino al 31 dicembre 2010. Due giorni prima della scadenza, con il decreto Milleproroghe, viene deciso uno slittamento di quel termine che non piaceva alle opposizioni: ma fino al 31 marzo 2011. (altro…)

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“Le risorse per le quote latte dal fondo malati oncologici”. Milleproroghe, denuncia Pd. Scontro su giornali-tv. Il governo battuto in aula sull´anatocismo su un ordine del giorno dell´Udc.

LA DENUNCIA del Pd arriva attraverso quanto scrive il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, su Twitter: «L´ultima vergogna del decreto Milleproroghe: la proroga delle quote latte pagata togliendo fondi alla cura dei malati oncologici». Conferme arrivano dalle norme di legge: la Finanziaria 2010 stanziava, al comma 40, 50 milioni per assistenza e cura ai malati oncologici. E proprio da quel fondo sono stati presi i 5 milioni, voluti dalla Lega, che consente altri sei mesi di tempo agli allevatori per pagare le multe per lo sforamento delle quote latte. (altro…)

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Nel Milleproroghe salta il divieto di avere giornali se si possiedono televisioni. L’opposizione insorge.

Roma-Fedele Confalonieri si schermisce: «A noi non ce ne viene niente». A Mediaset, dice il suo presidente, non interessa il controllo del Corriere della Sera o di chissà quale altro giornale. «Tutte stupidaggini». Quali che siano le intenzioni dell’azienda controllata dalla famiglia del presidente del Consiglio, a meno di un intervento del presidente del Consiglio, dal primo aprile, cinque giorni dal processo a suo carico di fronte ai giudici di Milano, il divieto introdotto dalla legge Gasparri di incrocio fra proprietà di televisioni e giornali verrà meno. E’ quel che sancisce l’ultima versione del decreto Milleproroghe sul quale la Camera (oggi) e il Senato (domani) – a meno di defezioni fra i «Responsabili» del Sud scontenti per le ultime modifiche – voteranno la fiducia. Nel Paese che ha dato i natali a Machiavelli può succedere anche questo: il governo vara una norma in violazione del conflitto di interessi, la modifica due volte, torna al testo iniziale e alla fine di questo giro dell’oca tutti possono dire che la responsabilità è altrui. (altro…)

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Il 6 aprile la festa per il terremoto dell’Aquila, ma anche l’udienza per il caso Ruby. Venerdì il decreto in Consiglio dei ministri.

Dopo il no di Napolitano al decreto Milleproroghe il governo sta decidendo il dafarsi. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ricevuto questa mattina al Quirinale, potrebbe riferire oggi alla Camera per esplicitare le intenzioni dell’esecutivo. L’ipotesi più probabile è che venerdì il Consiglio dei ministri vari un decreto legge contenente stralci, interpretazioni e correttivi di alcune norme contenute nel testo, seguendo le indicazioni del presidente della Repubblica. Contemporaneamente il testo bocciato da Napolitano dovrebbe continuare il suo iter alla Camera. I due provvedimenti dovrebbero quindi essere presentati congiuntamente al Quirinale, il primo come legge convertita dal Parlamento per la firma definitiva, il secondo come decreto varato dal Cdm. Napolitano aveva bocciato il testo perché incostituzionale, in quanto l’aggiunta di “norme incoerenti” avevano gonfiato il provvedimento rendendolo simile a una Finanziaria. (altro…)

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Il voto di fiducia alle 20. Nel decreto anche il foglio rosa per motorini e mini car.

A termine di un’attesa prorogata di ora in ora, il Senato ha posto la fiducia sul decreto Milleproroghe, il cui voto è previsto a palazzo Madama per le 20 (dalle 19 le dichiarazioni di voto).
Una volta approvato, il decreto – la cui scadenza dei termini per la conversione è fissata al 27 febbraio – passerà all’esame della Camera. Tra gli emendamenti – oltre 1.100 – la discussa “tassa sul cinema”; il foglio rosa per motorini e minicar; una nuova edizione della social card e (in forse) un aumento della soglia del tasso di usura.
Foglio rosa per motorini e minicar
In materia di trasporti la novità riguarda il foglio rosa, obbligatorio per motorini e minicar, che sarà obbligatorio per il periodo tra la prova teorica e quella pratica per tutti i veicoli sotto i 150 cc di cilindrata.
L’esame di guida non potrà essere sostenuto prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio del foglio rosa. Inoltre, in caso di esito negativo della prova, dovrà passare almeno un mese prima di sostenere un altro esame sapendo in partenza che gli aspiranti centauri avranno a disposizione solo due possibilità. (altro…)

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I consumatori contro il provvedimento nel Milleproroghe. Un euro in più dal 1° luglio.

A volte ritornano. La ribattezzata “tassa” sul cinema, che prevede 1 euro in più a biglietto, rispunta nel Milleproroghe, arrivata direttamente dal governo attraverso un emendamento presentato al Senato. La misura era “comparsa” per la prima volta (scatenando un fiume di polemiche) a dicembre scorso, nella prima bozza del decreto, poi smentita dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.
Ora rieccola. Giustificata dalla necessità di coprire le agevolazioni fiscali (tax credit e tax schelter) assicurate ancora per quest’anno alla produzione cinematografica.
Se l’emendamento passerà, “il balzello” di 1 euro in più varrà per tutte le sale – escluse quelle parrocchiali ed ecclesiastiche – e la tassa entrerà in vigore dal prossimo primo luglio, fino al 31 dicembre del 2013.

I Consumatori: “Una decisione folle”. (altro…)

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Un emendamento nascosto nel decreto riapre i termini per sanare gli abusi edilizi fino al 2003. Ma, come è già avvenuto, questa è l’arma per legalizzare opere costruite negli anni seguenti.

UN emendamento nascosto nel decreto milleproroghe riapre di fatto il condono edilizio. Il testo, firmato da 17 senatori del centrodestra, dà la possibilità di presentare fino al 31 dicembre 2011 una domanda di sanatoria per gli abusi edilizi. Formalmente il provvedimento è limitato alle irregolarità commesse entro il 31 marzo 2003, l’anno dell’ultimo condono; ma non è difficile immaginare che ci sarà chi cercherà di presentare abusi recenti – o meglio ancora da realizzare nei prossimi mesi – come episodi precedenti al 2003.

“Un Pdl senza vergogna butta nel calderone del milleproroghe una norma indecente e irresponsabile: con poche righe si riaprono i  termini dell’ultimo condono edilizio, dando il via al definitivo sacco del territorio italiano ed estendono la sanatoria ai beni ambientali e paesistici esclusi nel 2003″, hanno commentato i senatori Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. “Evidentemente i senatori del PdL non vogliono che la parabola del berlusconismo si concluda senza aver fatto l’ennesimo regalo ai furbi e alla criminalità che, specie al meridione, ha fatto scempio del paesaggio e dell’urbanistica del nostro paese”. (altro…)

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L’Aquila 23 Dicembre 2010 – Occupazione Consiglio Regionale.

Imprenditori che ridono pensando ai profitti e promesse non mantenute sulle tasse. Ma soprattutto manganellate. Il 2010, per i cittadini de L’Aquila, è stato l’anno della sfiducia. Nei mesi successivi al terremoto del 6 aprile 2009 il Governo era riuscito a ottenere il consenso di larga parte della popolazione, complici gli slogan “Tutti in vacanza a spese dello stato” e “Dalle tende alle case”. Quest’anno, invece, c’è stato un brusco risveglio. E a partire dal dicembre scorso (con una prima protesta per la proroga sulle tasse), il rapporto fra terremotati e istituzioni si è progressivamente deteriorato. Un’escalation che è culminata con le manifestazioni di quest’estate, ma che è proseguita anche nei mesi successivi, fino all’irruzione del 23 dicembre al palazzo della Regione per protestare contro la mancata sospensione degli arretrati delle tasse nel Milleproroghe.

Che i numeri non tornassero, del resto, era già evidente all’inizio dell’anno: si era detto case per 30mila persone, che sono diventate 18mila fra appartamenti e moduli provvisori. E solo quando si è chiusa la prima fase emergenziale.

A febbraio lo scandalo che travolge la Protezione civile scatena, per la prima volta, lo sdegno della popolazione: le intercettazioni pubblicate nell’ambito dell’inchiesta “Grandi eventi” e appalti del G8 alla Maddalena rivelano che la cricca ha messo le mani anche sull’Aquila. La conversazione fra due imprenditori, la notte del 6 aprile 2009, suscita enorme indignazione: (altro…)

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