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Posts Tagged ‘mineo’

buzziIl “rosso” e l’intesa con i “bianchi” della Cascina: “Dissero che li finanziavano”.

Lo sa come funzionava? Funzionava così, dottore,glielospiego”.Per due giorni consecutivi, il 23 e il 24 giugno scorso, Salvatore Buzzi, il ras della cooperata 29 giugno arrestato per Mafia Capitale come presunto braccio destro di Massimo Carminati, ha snocciolato circostanze, affari e nomi al procuratore aggiunto Michele Prestipino e al sostituto Paolo Ielo. Nella sala interrogatori del carcere di Nuoro, a Badu e Carros, dove è detenuto da otto mesi, Buzzi ha riempito oltre 300 pagine di verbale.Molte le dichiarazioni de relato. In particolare su quanto gli riferiva Luca Odevaine, ex membro del tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione e pedina ritenuta dagli inquirenti fondamentale sulla scacchiera degli interessi dell’organizzazione. (altro…)

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cara di mineo casoDentro il CARA di Mineo oggi sono ospitati (detenuti?) circa 4.000 richiedenti asilo. Ognuno di loro frutta al centro 36 euro quotidiani, per un totale di circa 140.000 euro al giorno, quindi più di 40 milioni ogni anno. Una rendita sicura garantita da una gestione opaca su cui nessuno mette bocca. A parte Buzzi che ha dichiarato“se comincio a parlare del CARA di Mineo cade il Governo”.

intervento di Ignazio Corrao, portavoce M5S in Europa

Lo ha definito così, “Caso di Stato“, il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, lo stesso pm che sta indagando sul sistema di truffe, parentopoli, turbative d’asta e corruzione che gira intorno al più grande centro per richiedenti asilo d’Europa. Si, perché quello di Mineo, piccolo comune della provincia di Catania, è il più grande centro d’accoglienza in Europa. Anche se questo centro in realtà è molto altro, molto di più. Infatti è anche e soprattutto una grandissima occasione per “certa politica” per fare soldi e controllare consenso. (altro…)

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LE IMMAGINI dell’aggressione verbale a Corradino Mineo (vedi Repubblica.it ) sono un episodio del tutto veniale del malessere sociale italiano. Eppure nella loro marginalità, diciamo così nella loro evidente non necessità, sono di impressionante isterismo. Le urla apoplettiche, gli insulti strozzati, le bocche scardinate dall’ira appartengono — almeno così parrebbe — a insegnanti dei Cobas. All’apparenza attorno ai quaranta-cinquanta, e molte le donne. E già la sola idea che quelle figure energumene possano davvero essere “insegnanti” mette addosso un totale scoramento. Ma è l’obiettivo della canea a lasciare, se possibile, ancora più perplessi. Mineo non ha votato la fiducia all’odiatissima legge sulla scuola.

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CivatiROMA – Pippo Civati è il punto di riferimento di tre dei 14 senatori autosospesi del Pd: Tocci, Ricchiuti e Casson. La minoranza di una minoranza. È convinto che nessuno uscirà dal gruppo del Pd, ma considera la questione tutt’altro che chiusa. «Quei senatori saranno chiamati a votare in aula. Non credo che Renzi li abbia messi nella migliore disposizione d’animo».
Il capogruppo del Pd Zanda ha annullato la riunione del gruppo fissata per stamattina. Considera il caso chiuso?
«Io temo di sì. Che ci sia una chiusura dei vertici del Pd è sicuro, c’è il tentativo di rivendicare una posizione molto dura. Ho cercato una mediazione prima dell’assemblea nazionale, ma non è andata a buon fine».
Cosa rimprovera al segretario? (altro…)

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DIRE “Mineo chi?” davanti a un microfono, come ha fatto il sindaco di Firenze Nardella, non è spiritosissimo. Primo perché non è inedito (rifà il verso al già fastidioso “Fassina chi?” di Renzi); poi perché espone lo stesso sindaco, certamente meno noto del noto Corradino, alla inevitabile rappresaglia “Nardella chi?”, dando luogo a una escalation puerile di quelle che si vedono ai giardinetti, quando finisce a spintoni sulla scaletta dello scivolo.
Sarebbe meglio, piuttosto, che nel Pd, renziano e no, si riflettesse su quanto era savio il metodo (ipocrita ma funzionale) del “centralismo democratico”, che nel vecchio Pci permetteva al dissenso di sopravvivere solo dentro le mura del partito, ma fuori di esse imponeva agli iscritti di ogni ordine e grado di appoggiare la linea politica stabilita a maggioranza, o quantomeno di non boicottarla. (altro…)

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