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Posts Tagged ‘ministri’

Non facciamoci ingannare dai trucchi e dalle prime pagine celebrative.
Siamo al primo giorno di governo e abbiamo la prima smentita. E’ accaduto dopo che Velocirenzi ha mandato il suo braccio destro a farsi intervistare da Lucia Annunziata: non faremo la patrimoniale (di cui pure avremmo bisogno, ma spaventa i ricchi, dunque ..), ma potremmo tassare la rendita finanziaria.
Delrio ha fatto il solito esempio da bar, della vecchietta con tanti soldi investiti in bot.
Ma poi la smentita: nessuna tassazione aggiuntiva.
Il mostro da aggredire, dice il premier è la burocrazia.
Sembrano studenti in gita, pieni di entusiamo e di voglia di mettersi in mostra: tutti i giornali di ieri erano pieni di interviste ai neo ministri. (altro…)

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Matteo Renzi Presents His New Government At The Quirinale Presidential Palace

Chi si era illuso ancora una volta, ora può rilassarsi.

Venerdì ore 19. Silenzio. Dalle finestre vicine arriva solo la voce di Napolitano. E poi dicono che gli italiani non si interessano di politica. Sembra di essere alla finale dei Mondiali, ai rigori. Poi ecco il nome: Alfano! Come far tirare al difensore del Pizzighettone contro il Brasile.

Venerdì ore 19. Silenzio. Dalle finestre dei vicini arriva solo una voce: è Lui, Giorgio Napolitano. E poi dicono che gli italiani non si interessano di politica. Sembra di essere alla finale dei Mondiali, ai rigori. Se sbagli sei fuori. Tutto è sospeso. Tacciono perfino i cellulari. Chi andrà al dischetto? E per un attimo commetti il solito errore: sogni, speri. Ti pare di sentire la voce della tv che annuncia: Gratteri, Zagrebelsky, Magris, Piano, Spinelli. Potrebbe essere, se si volesse, perché no?  (altro…)

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Un governicchio che lascia al loro posto Alfano e Lupi.

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Ma una persona degna e competente come Massimo Bray, in dieci mesi da ministro della Cultura, che cosa avrà avuto il tempo materiale di fare, a parte riordinare la scrivania, leggersi qualche carta, visitare qualche sito d’arte, fare due chiacchiere con i suoi funzionari, abbozzare qualche progetto destinato ad abortire sul nascere? La folla di uomini e di occasioni che la sedicente seconda Repubblica si è divorata negli anni, scialando tempo e sprecando energie, è un micidiale affresco di inconcludenza politica. Parafrasando il saggio-pamphlet di Jakobson, «Una generazione che ha dissipato i suoi poeti», noi siamo la generazione che ha dissipato i suoi ministri; e nei famosi “costi della politica” bisognerebbe includere anche questo consumo compulsivo di competenze e di speranze. (altro…)

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Giannelli

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VauroA dar retta agli “esperti”, da quando sono entrati in Parlamento i 5Stelle non ne hanno azzeccata una. Dunque il MoVimento dovrebbe veleggiare intorno allo zero per cento nei sondaggi e i suoi parlamentari cercare affannosamente ospitalità nei vecchi partiti o nel gruppo misto, avverando così l’eterna profezia della stampa sull’imminente fuga di massa del poderoso esercito dei “dissidenti”. Purtroppo i sondaggi del M5S vanno a gonfie vele, i fuoriusciti restano i quattro gatti di un anno fa e i dissidenti altrettanti, poco a che vedere con Sacharov e Solgenitsin e molto con i due professionisti del finto suicidio sul cornicione del teatro Ariston. (altro…)

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PomodoroSiccome è nell’interesse di tutti che il governo Renzi combini qualcosa di buono, si spera vivamente che le anticipazioni sui possibili ministri uscite sui giornali, compreso il nostro, siano tutte false. E cioè che il turbopremier e il suo entourage si divertano a far filtrare nomi improbabili e impresentabili per nascondere la vera lista dei ministri, da sfoderare al momento giusto per stupirci tutti. Se così non fosse, ci sarebbe da dubitare non solo della buona riuscita del nuovo governo, ma anche della sanità mentale del suo capo. Renzi giurava di non voler cambiare il governo, ma l’Italia. Ora ha cambiato il governo e l’Italia (almeno quella politica) rischia già di cambiare lui. (altro…)

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NatangeloNEL GIORNO IN CUI VIENE DESIGNATO PREMIER, IL SEGRETARIO PD SI INCAGLIA TRA I “NO” DEI MINISTRI E QUELLI DEI POSSIBILI ALLEATI. E DA RADIO 24 ARRIVA LA MAZZATA FINALE.

Sono le 10 e 20 quando Matteo Renzi, alla guida di una Giulietta bianca, accompagnato solo dal capo ufficio stampa del Pd, Filippo Sensi, varca la porta del Quirinale, per andare a ricevere l’incarico di formare il governo. Dieci minuti di anticipo. Alla direzione del Pd aveva rivendicato l’ “ambizione sfrenata” che l’ha portato fin qui: il sogno di fare il premier, la convinzione di poter riuscire dove molti hanno fallito. (altro…)

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L'affare si complica

A VUOTO I COLLOQUI FIORENTINI CON LO SCRITTORE BARICCO E L’AD DI LUXOTTICA GUERRA. NCD PONE PALETTI E CHIEDE POLTRONE: “DA NOI BUONA VOLONTÀ, MA L’ESITO È INCERTO”.

Il Pd pensa che per superare questa difficile situazione sia necessario che il partito di maggioranza relativa metta a disposizione tutta la forza politica di cui dispone a cominciare dalla persona del suo segretario, Matteo Renzi”. La delegazione democratica esce dalle consultazioni al Quirinale e per bocca del capogruppo al Senato, Luigi Zanda, mette sul piatto la sua proposta. Che a ben guardare si condensa tutta in un nome. Quello, scontato, di Renzi. Dietro di lui Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria Pd, mandato lì insieme ai due capigruppo (l’altro è Roberto Speranza, a capo dei deputati) affinché tutto andasse come doveva andare, sposta il peso da una gamba all’altra e guarda davanti a sé con aria impaziente. (altro…)

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I papabili

DELRIO STA GESTENDO LA LISTA DEI MINISTRI. IN PRIMA FILA PARTONO BOSCHI E CARBONE FRANCESCHINI VEDE IL VIMINALE. ALL’ECONOMIA È LANCIATA LA REICHLIN. NODO GIUSTIZIA.

L’uomo con la lista in mano è Graziano Delrio, il ministro degli Affari regionali del governo Letta che sta per passare a Palazzo Chigi come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. È l’unico di cui Matteo Renzi si fida davvero ed è lui che sta lavorando alla formazione della squadra dell’esecutivo Renzi. La casella più delicata è quella di ministro dell’Economia: i renziani cercano qualcuno che abbia un profilo e un’autorevolezza sufficienti a negoziare in Europa per conto di una compagine di novizi (e in questa chiave potrebbe essere utile la conferma di Enzo Moavero agli Affari europei). (altro…)

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BoldriniPOLTRONE IN PALIO.

Un governo di giovani, di donne, di tecnici. Ma non i tecnici a cui siamo stati abituati in questi anni. Moltissime novità. Con qualche sorpresa”. Un fedelissimo di Matteo Renzi descrive così l’esecutivo che verrà. L’incarico ancora non c’è, le dimissioni del premier in atto neanche, ma il segretario e i suoi già ragionano di uomini, di posti chiave, di nuova maggioranza. Si immagina il dream team, ma intanto si fanno e si rifanno i conti dei numeri al Senato. Notoriamente ristretti.  (altro…)

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NatangeloCALCOLI SBAGLIATI E PROBLEMI GIUDIZIARI, LA TRUPPA NCD IN DIFFICOLTÀ E ORA ARRIVANO ANCHE LE MOZIONI DI SFIDUCIA INDIVIDUALI AI MINISTRI.

Sopravvissuto a numerose mutazione genetiche, ai dimissionari Josefa Idem (per una palestra) e Stefano Fassina (per una battuta), il governo di larghe intese è diventato il governo di larghe debolezze. Ci sono ministri che litigano e firmano assieme una figuraccia con i professori, la coppia Fabrizio Saccomanni (Tesoro) e Maria Chiara Carrozza (Istruzione); quelli che veleggiano a credibilità ridotta, Annamaria Cancellieri; quelli che vengono beccati in imbarazzanti intercettazioni private, Nunzia De Girolamo (Agricoltura) e quelli che, fra una mozione parlamentare e un’inchiesta giudiziaria, devono fronteggiare le opposizioni, Maurizio Lupi (Trasporti e Infrastrutture). (altro…)

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Quirinale, Giuramento del nuovo Presidente del Consiglio. Enrico Letta

Adesso credo di aver capito tutto, dopo aver visto il servizio di Report.
Ministri che non sanno nulla del ministero che dovrebbero presiedere: come la ministra della salute che imputa le malattie in Campania non ai rifiuti, ma agli stili di vita degli abitanti di Terzigno. Dove l’incidenza dei tumori è aumentata del 47%.
All’agricoltura la figlia del presidente di un consorzio agricolo che il ministero dovrebbe monitorare.
Viceministri senza deleghe, in ministero per non fare nulla, che non possono dimettersi poverini, perché aspettano le deleghe. E nel frattempo, dopo aver riempito la loro città di cantieri, da sindaco, da viceministro dovrebbero occuparsi di infrastrutture. (altro…)

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l'INCIUCIO

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Un governo di onesti professori borghesi, quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi, guidato da un onesto professore borghese, cattolico e ricco. (In pratica: un governo Prodi, però libero dal ricatto bilaterale di Mastella e di Bertinotti). Ognuno è libero di trarne le conclusioni che crede, e ovviamente ogni critica, in questo clima di unanime consenso, sarà la benvenuta. Ma date retta, prima di aprire il rubinetto dei vostri dubbi fate come ho fatto io ieri, subito dopo avere letto la lista dei ministri: cercate in rete il video “Meno male che Silvio c’è”, dura neanche due minuti ma è un sunto fantastico della catastrofe antropologica dalla quale (forse) siamo appena sortiti. (altro…)

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Ex Ministro Stefania Prestigiacomo, Pdl:

Sabato è stata una giornata orribile. Orrenda. Non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita mia. Tutta quella gente vociante, gli insulti, le monetine, gli oggetti di ogni tipo. Siamo dovuti uscire di nascosto, raggomitolati nelle macchine. Un energumeno mi ha inseguita sino a casa in motorino, continuava a urlarmi parole irripetibili …

Ex Ministro Giancarlo Galan, Pdl:

Ci trattano peggio dei delinquenti, urlano, sputano, ci tirano le monetine. Una fine così, con i cori, Franceschini, gli insulti, gli sputi, non la meritavamo.

Ex Ministro Michela Vittoria Brambilla, Pdl:

Sono molto felice di essere stata colei che ha fatto la prima riforma del turismo della storia della Repubblica e che ha reso l’Italia animal friendly. (altro…)

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Giusto che ci si indigni o ci si interroghi (a seconda del grado di esasperazione raggiunto) sulla nomina a ministro di una persona sotto inchiesta giudiziaria. Ma dovrebbe suscitare un clamore almeno pari il fatto che questa persona non abbia alcuna competenza in materia. Stiamo parlando, ovviamente, del neoministro dell’Agricoltura Romano, messo lì solo perché “in quota” ai Responsabili. Non è una novità: percorrendo a ritroso l’albo dei ministri dell’Agricoltura, si scopre che pochissimi (a occhio solo tre: De Castro, Diana, Marcora) erano persone del settore. Per forza: se la logica è usare le cariche pubbliche per sistemare equilibri politici, e per sfamare gli appetiti degli alleati, diventa oggettivamente impossibile procedere per competenze e per merito. (altro…)

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Fino a un po’ di tempo fa (e verrebbe da dire fino a qualche giorno fa) fare ministro un indagato era considerato inopportuno, se non proprio impossibile. Per dire: Bettino Craxi, che nel 1992 doveva addirittura essere nominato primo ministro, non lo fu perché sulla sua testa stava per abbattersi la tempesta di Tangentopoli, e al suo posto fu chiamato Giuliano Amato. Aldo Brancher, che era entrato nel governo in fretta e furia e senza compiti chiari, per salvarsi da un processo in cui di lì a poco sarebbe stato condannato, dovette uscirne dopo tre giorni non appena emerse chiaramente qual era la vera ragione che lo aveva spinto così in alto. Inoltre a Claudio Scajola, dimessosi da ministro per la storia ormai arcinota della casa al Colosseo in parte regalatagli dalla «cricca» delle Opere pubbliche, e deciso a rientrare in gioco dopo aver sistemato alla meno peggio lo scandalo, era stato opposto un deciso rifiuto motivato puntualmente con sondaggi commissionati da Palazzo Chigi. (altro…)

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È bello e importante sapere che il capo dello Stato, almeno lui, è perplesso se un indagato diventa ministro. Per anni chi si azzardava a chiedere la separazione delle carriere fra politici e inquisiti passava per giustizialista. Ora, nel club, entra di diritto anche Napolitano. Che l’altroieri, quando B. gli ha preannunciato l’intenzione di nominare ministro Saverio Romano, ex Udc folgorato sulla via di Arcore, da anni sotto inchiesta a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e per corruzione aggravata dalla mafia, ha chiamato i magistrati per saperne di più. 
E ha appreso, come hanno scritto Il Fatto e pochi altri giornali liberi (escluso dunque il Tg1), quanto segue: dell’indagine per mafia il pm ha chiesto l’archiviazione, ma il gip ha preso tempo per approfondire; quella per corruzione aggravata (la presunta spartizione del tesoro di Vito Ciancimino fra alcuni politici siciliani, compreso Romano) è tuttora in corso. (altro…)

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