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Posts Tagged ‘monte dei paschi di siena’

monte_dei_paschi_sienaDal Montepaschi milioni a Pd, Cgil, Brunetta e Craxi jr.

DALLE CASSE DELLA FONDAZIONE MONTEPASCHI SONO USCITI UN MARE DI SOLDI NELL’ERA MUSSARI-MANCINI REGALI MILIONARI A ESPONENTI DI DESTRA E SINISTRA.

Dalla fondazione Ravello, oggi presieduta dall’attuale capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, alla Giuseppe Di Vittorio della Cgil. Dai circoli Arci alla fondazione Craxi, fondata e presieduta da Stefania. Dai bonifici per l’ex senatore del Pdl, ora candidato sindaco a Pisa e storico braccio destro dell’ex ministro Altero Matteoli, Franco Mugnai (legale nel caso Ampugnano). Poi fondi a tutte le amministrazioni a guida Pd della Toscana. A partire dalla Regione fino a numerosi Comuni. Tranne uno: Gagliole, l’unico con un’amministrazione di centrodestra.  (altro…)

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IL PRESIDENTE DELLA BCE SOTTO ATTACCO DALLA GERMANIA: IL CASO SIENA SARÀ LO SPUNTO PER BLOCCARE L’UNIONE BANCARIA.

Ariferire era il governo, ma a finire sotto accusa è stata la Banca d’Italia, presente e passata. Cioè Ignazio Visco, governatore attuale, e Mario Draghi, il predecessore oggi alla Banca centrale europea. “Questa torbida saga ha messo Draghi sotto i riflettori perché il presidente della Bce guidava Bankitalia quando Mps è finita nei guai”, scrive Hugo Dixon, il più autorevole columnist di Reuters. I siti tedeschi si scatenano: basta accostare il nome di Draghi al buco Mps per indebolire la pretesa della Bce di accentrare a Francoforte la supervisione sulle grandi banche europee. Berlino si oppone da mesi.   (altro…)

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La fatica tremenda che un cittadino comune deve fare per capire (o tentare inutilmente di capire) che cosa è accaduto al Monte dei Paschi, di che pasta sono fatte le alchimie finanziarie, che cosa sono i derivati: è questo il massimo scandalo. Segna il distacco spaventoso tra la grandissima maggioranza delle persone, che vive del proprio lavoro e con la vita fa conti ardui, ma chiari; e la ristretta lobby di giocatori (non trovo un termine più appropriato) che spostano miliardi, li nascondono, ne deformano il valore. Tra i centesimi pedantemente riportati (ed è giusto che sia così) nei nostri resoconti bancari, e quei miliardi fantasmatici, non si sa se solidi o gassosi, che volteggiano nel cielo cupo di ogni bancarotta, di ogni corruzione, di ogni mega-operazione finanziaria, che rapporto c’è? Nessuno: il nostro è denaro, quel-l’altro è potere. (altro…)

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Monte dei Paschi di SienaECCO LA RELAZIONE DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO SUL BUCO NASCOSTO SCOPERTO DALLA NUOVA DIRIGENZA NEI CONTI DI MPS. MOLTI COSTI ANCORA DA DETERMINARE.

Oggi a Siena si riuniscono gli azionisti del Monte dei Paschi, la terza banca italiana. E il principale argomento dell’assemblea sarà il buco nascosto rivelato dal Fatto Quotidiano, almeno 220 milioni di euro ancora non iscritti a bilancio e dovuti a un contratto segreto del 2009 tra Mps, allora presieduta da Giuseppe Mussari, e la banca d’affari Nomura. La nuova dirigenza ha trovato il testo dell’accordo in cassaforte, il 10 ottobre 2012. E l’amministratore delegato Fabrizio Viola ha scritto una relazione al Consiglio di amministrazione che il Fatto è in grado di mettere a disposizione dei soci. Sulla base di questa relazione si sta muovendo anche lo studio legale Riolo Calderara Crisostomo “in relazione agli aspetti legali delle operazioni con Nomura e delle azioni che dovessero eventualmente essere intraprese in relazione ad esse”. Non è esclusa un’azione di responsabilità contro la vecchia gestione Mussari.  (altro…)

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MussariECCO PERCHÉ L’EX PRESIDENTE AGGIUSTAVA I BILANCI: DOVEVA GARANTIRE UN DIVIDENDO ALL’AZIONISTA. CIOÈ ALLA POLITICA.

C’erano più di 20 milioni di ragioni per truccare i conti di Monte Paschi di Siena nel 2009. Grazie al contratto segreto con Nomura, rimasto nella cassaforte per tre anni e mezzo, trovato solo il 10 ottobre 2012 e svelato dal Fatto, l’ex presidente Giuseppe Mussari ha permesso al suo grande socio legato alla politica e al Pd, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, di “guadagnare” più di 20 milioni di euro tra mancato esborso e maggiore incasso di interessi sull’operazione F.R.E.S.H. ( Floating Rate Equity-linked Subordinated Hybrid Preferred Securities, strumenti finanziari convertibili in azioni ordinarie del Montepasch). Un prestito ibrido creato per scalare l’Antonveneta nel 2008.  (altro…)

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Natangelo

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Dopo giorni di silenzio, il governo è “ pronto a riferire in Parlamento” Ma ormai è guerra di tutti contro tutti. Il ministro dell’Economia Grilli si difende e scarica su Bankitalia la responsabilità sui mancati controlli, ma Napolitano si schiera con la Banca centrale. L’imbarazzo dei democratici.

Ore 17.03, in simultanea. A Davos, Mario Monti, versione primo ministro, manda avanti Vittorio Grilli: “Il ministro dell’Economia è disponibile a rispondere al Parlamento su Mps”. A Roma, Gianfranco Fini, in uniforme da presidente di Montecitorio, divulga il colloquio con il professore e ripete il concetto. Mezz’ora più tardi, da Torino, Giorgio Napolitano schiera il Quirinale al fianco di Banca d’Italia, da molti sospettata di non aver fatto abbastanza durante la gestione Draghi, anche se la responsabile della vigilanza era Anna Maria Tarantola, oggi presidente in Rai su proposta di Monti. “È una questione grave – dice Napolitano – e se ne sta occupando la Banca d’Italia. Non sono esperto di banche, ma la questione è grave bisogna occuparsene. E io ho pie- SIENA È DIVENTATA capitale d’Italia e il Monte dei Paschi ha spedito al macero le agende elettorali. La politica ha cercato di sotterrare l’argomento, di non sentire la paura di un bilancio a groviera riempito con miliardi pubblici: ora la politica, dai palazzi più alti ai più bassi, interviene e s’accapiglia. È lo stesso Fini a invocare un chiarimento di Palazzo Chigi in Parlamento. E un commento di Grilli, che vuole tenersi lontano dal rimpallo di colpe, viene letto come un’accusa a via Nazionale: “La vicenda non è un fulmine a ciel sereno. Sappiamo da un anno che Mps è in una situazione problematica. Sui controlli dico solo che spettano a Banca d’Italia”. La miccia innesca il duello politico e così il Tesoro precisa le condizioni pattuite mesi fa sui 3,9 miliardi (non ancora versati) per l’istituito di Rocca Salimbeni, di cui 1,9 per rimborsare i precedenti Tremonti bond, sempre concessi dal governo. (altro…)

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La notizia, bisogna dirlo, l’ha pubblicata il Fatto”, disse Vespa, felice come chi si appresta a subire l’estrazione di un molare senza anestesia. Si parlava dell’allegra combriccola del Montepaschi che aveva fatto sparire 500 milioni (e chissà quanti altri ancora) nel buco nero della banca rossa, e sulla candida poltrona la candidata pd Moretti fu inquadrata mentre, rapita, fissava un punto imprecisato all’orizzonte. Il nero-crinito Lupi respirò gratitudine per gli uomini del Monte che avrebbero distratto gli elettori dai Cosentino e dalle altre ignominie pdl. E il montiano Olivero non seppe se rallegrarsi per l’imprevisto inciampo che poteva frenare il nemico e futuro amico Bersani oppure dolersene. Mercoledì sera non soltanto nello studio di Porta a Porta spuntavano lunghe e vaporose code di paglia. Massimo D’Alema incautamente disse: “Il presidente del Monte lo abbiamo cambiato noi”. Come se non si sapesse che a Siena non si muove foglia che il Pd non voglia. A Berlusconi spuntò un’affettuosa lacrima nel ricordare certi prestiti agevolati. Reduce dall’applauso miliardario di Davos il premier Monti lanciò un monito affinché “nessuno si facesse venire fantasie elettorali” sulla vicenda, e subito tutti si chiesero quali “fantasie” potessero riguardarlo. (altro…)

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NatangeloCome in ogni scandalo, anche nel caso Montepaschi nessuno può dire “Io non c’entro” (tranne un paio di leader appena nati). Bankitalia si difende così: “Siamo stati ingannati”. Ma Bankitalia è lì proprio per evitare di essere ingannata, e soprattutto per evitare che siano ingannati i soci, i risparmiatori e i cittadini. L’alibi dell’inganno non vale: sarebbe come se un poliziotto si lasciasse scappare un ladro e si giustificasse col fatto che non s’è costituito. I ladri questo fanno: non si costituiscono. Perciò esistono i poliziotti: per prenderli. Sulla Consob è inutile sprecare parole: l’ex presidente Cardia aveva il figlio consulente di una banca da controllare, la Popolare di Lodi dell’ottimo Fiorani, infatti controllò pochino; e il presidente Vegas, ex sottosegretario e deputato Pdl, seguitò a votare per il governo B. anche dopo la nomina in Consob. (altro…)

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Montepaschi Story tra risse politiche e azzardi finanziari.

L’ARCIVESCOVO senese Sallustio Antonio Bandini che “la dottrina della libertà economica insegnò per la prosperità”, come recita l’iscrizione ai piedi della sua statua dinanzi al Castellare dei Salimbeni, dovrà assistere domani, marmoreo, all’assemblea della disfatta della banca più antica del mondo.

PERCHÉ il “groviglio armonioso” prima tra aristocrazia e plebe, poi tra politica e finanza, chiesa e massoneria, banchieri e grassatori, che per cinque secoli e quaranta decenni ha governato l’enclave felix di Siena, s’infrange ora fragorosamente su una turpe storia di derivati, investimenti folli, patti scellerati e conti truccati. Un disastro che già sta costando a tutti noi 3,9 miliardi di euro di aiuti di Stato sotto forma di Monti Bond. E — peggio — che rischia di proiettare il contagio a tutto il sistema bancario italiano, che si teme non abbia fatto sufficiente pulizia nei propri bilanci, né ricapitalizzato a dovere.
Il famoso “groviglio armonioso”, definizione soave che ci scodellò il potente capo della Massoneria toscana Stefano Bisi, era già da tempo diventato bituminoso per gli scontri tra “rossi” nella città più rossa d’Italia. (altro…)

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Il caso Monte Paschi solleva alcune domande tra i risparmiatori preoccupati per i crolli di Borsa. Ecco le risposte ai dubbi più diffusi.

Mps rischia di fallire?

1. No. Secondo alcuni analisti, la vicenda derivati sta pesando soprattutto sull’immagine della banca. Dal punto di vista contabile la situazione sarà tamponata dalla sottoscrizione dei 3,9 miliardi di Monti bond. Ma la banca sta affrontando il momento più difficile della sia storia recente: dopo un 2011 con 4,7 miliardi di rosso, il bilancio 2012 potrebbe chiudersi con altri due miliardi di perdite alimentate dalle operazioni in derivati. L’operazione Santorini, messa in piedi assieme a Deutsche Bank, nel 2009 ha generato perdite per 224,4 milioni. Alexandria, invece, ha provocato una perdita di 220 milioni. Ancora ignoto l’impatto di altre operazioni in derivati (come Nota Italia. Anche 130/150 milioni di costi del personale che non sarebbero stati contabilizzati nel bilancio 2011, l’ultimo firmato da Giuseppe Mussari. Costi già spesati e inseriti nella relazione intermedia di gestione, assicurano dalla banca, su cui però si è acceso il faro della Consob.

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Arrivate tardi

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Monte dei Paschi di SienaLA BANCA AMMETTE IL BUCO SCAVATO DAL DERIVATO SEGRETO. IL TITOLO CROLLA IN BORSA.

Giuseppe Mussari si è dimesso da presidente dell’Associazione Bancaria Italiana. Nella sua lettera al vicepresidente vicario dell’Abi, Camillo Venesio, scrive: “Ritengo di dover rassegnare con effetto immediato e in maniera irrevocabile le dimissioni da presidente. Assumo questa decisione convinto – prosegue l’ex presidente del Monte Paschi di Siena – di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento ma nello stesso tempo, deciso a non recare alcun nocumento, anche indiretto all’associazione”. Insomma nessuna violazione di regole, dice Mussari. Al Fatto, che lo ha raggiunto telefonicamente per avere chiarimenti sull’operazione Alexandria svelata ieri dal nostro giornale, replica: “Non faccio nessun commento, in questo momento sono in una riunione”. (altro…)

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