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Posts Tagged ‘Musica’

costituzione

Da domani, una tre giorni di iniziative per parlare di riforma e referendum, con decine di ospiti tra giuristi, artisti e politici.

A gennaio avrà 69 anni: tanta vita per la Costituzione che tanti Paesi ci invidiano. E per questo oggi è tempo di difenderla da chi la vuole “deformare”, come sostiene chi si oppone al ddl Boschi-Renzi. “È gravissimo che la riforma della Carta sia diventata programma principale dell’azione del governo – afferma Alfiero Grandi, tra i fondatori del Comitato del No -. Abbiamo costituito 600 comitati territoriali, con i contributi economici volontari dei cittadini. A loro regaleremo una copia anastatica della Costituzione originale. Stiamo portando avanti questa campagna senza alcuna pubblicità dai grandi media”. (altro…)

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kurtVent’anni fa, proprio in queste ore, Kurt Cobain finiva di scrivere la lettera che fu poi ritrovata tra i fiori, accanto al cadavere. Per chi non lo sapesse, Kurt Cobain è stato un musicista, forse l’ultimo per il quale si possa spendere la definizione abusata di genio. Ha inventato suoni che prima non esistevano. E qualunque anima raminga si imbatta nella sua chitarra o nella sua voce graffiata si troverà a pensare: eccomi a casa. Aveva ventisette anni, quando scrisse la lettera. Ventisette anni, una moglie e una figlia amatissime, eppure indirizzò la missiva a Boddah, l’amico immaginario che aveva riempito la sua infanzia solitaria di figlio di divorziati. Nel messaggio di congedo gli rivelò di non riuscire più a provare nessuna emozione. E di amare troppo il genere umano, tanto da sentirsi «fottutamente triste». Succede agli spiriti esageratamente sensibili che raggiungono vibrazioni d’amore così alte da risultare insostenibili.   (altro…)

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AbbadoSinfonia degli addii. E il mondo suona ancora per Abbado
È MORTO A BOLOGNA, A 81 ANNI, UNA DELLE PIÙ GRANDI E CELEBRATE BACCHETTE A LIVELLO INTERNAZIONALE. CHI SALVERÀ LA GIOVANE ORCHESTRA MOZART?

Chi ha visto il Maestro Abbado entrare nel Lincoln Center, a New York, e lo ha visto salire sul podio mentre migliaia di persone si alzavano in piedi per applaudire, ha capito che ci sono due Italie. E di una non solo constati l’immenso valore, ma anche un riconoscimento nel mondo che sorpassa di molto l’affanno economico e la cattiva politica che distinguono il nostro Paese. Poiché l’Italia, nella sua storia ricca, travagliata e sorprendente ha vissuto nello stesso tempo il servilismo più basso e la voce di Dante, la sottomissione a chiunque e la lezione di Machiavelli, la miseria della vita pubblica e i canti (preghiera e invettiva) di Petrarca e di Leopardi, potrete dire che questa immensa sconnessione fra valore delle persone e potere è un tratto tipico che continua a ripetersi. (altro…)

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Giannelli

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Quando Abbado, minuto, pallidissimo, già minato dalla malattia, arrivò negli studi della Rai, l’orchestra della Scala lo accolse con un caldo applauso. Era un applauso di amicizia e di ricongiunzione: non lavoravano insieme da molti anni. Non c’era pubblico. Era la prova generale. Placato l’applauso dei professori calò un grande silenzio, anomalo in uno studio televisivo, più simile a una fabbrica che a un teatro. Ero a pochi metri dal maestro, emozionato e muto come l’intero personale dello studio di
Che tempo che fa.
Impressionava la sproporzione fisica tra l’imponenza della grande orchestra e la figura quasi incorporea del direttore. (altro…)

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de-andre-pescatore-migrante

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Lou ReedLOU Reed era nato a Brooklyn nel 1942, in piena Seconda guerra mondiale, quando il rock’n’roll non era ancora stato partorito dal boogie e dal blues.

La società in cui è cresciuto era, almeno in apparenza, molto più ordinata e regolata di quella in cui Reed ha concluso la sua lunga avventura di uomo e di artista poco dopo avere compiuto i settant’anni, un’età che vede molti suoi colleghi ancora dritti in mezzo a un palcoscenico.
C’è una sua foto da studente che pare quella di un nostro remoto antenato, come tutte o quasi le foto degli anni Cinquanta. È invece, anagraficamente, la foto di un nostro fratello maggiore o padre. Con i capelli corti, gli occhiali, l’aria per bene che avevano i ragazzi prima dello squasso politico-esistenziale degli anni Sessanta. (altro…)

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