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vauro

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I LIMITI DELLA NATO
L’ANALISI

ISTITUITA nel 1949 per unire Europa e America nella guerra fredda, la Nato sta diventando uno strumento spesso pernicioso, che sopravvive nel disorientamento, implicato in conflitti armati fallimentari. Alla sua guida una potenza Usa poco disposta a immettersi in un mondo multipolare, impelagata costantemente in manovre torbide, abituata a suscitare spettri che poi non controlla.

ALCUNI Stati membri — Turchia in testa — usano la Nato per dilatare nazionalismi e squilibri regionali senza mai doverne rispondere. Non incarnando più una linea chiara, l’Alleanza andrebbe sciolta e l’idea d’occidente ridiscussa sul serio: nessuno lo fa.È quanto si evince dall’inchiesta, pubblicata ieri nel nostro giornale e come sempre accuratissima, condotta da Seymour Hersh sulla recente crisi siriana. (altro…)

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Ucraina-Crimea

L’ipocrisia non è soltanto un problema italiano, è un dramma internazionale. Nessuno, ripeto, nessuno parteggia per Putin. Putin, il tangentaro Scaroni (nuove inchieste riguardanti corruzione in ENI, chapeau!) e Berlusconi hanno rovinato l’Italia con gli accordi “take or pay” con Gazprom sanciti, come sempre, all’insaputa del popolo italiano. Ma questo non ci impedisce di considerare la Nato, gli Usa e gran parte della comunità europea di una ipocrisia stomachevole. Gli Usa criticano l’utilizzo del veto da parte della Russia nel Consiglio di sicurezza ONU rispetto alla risoluzione contro il referendum in Crimea. Ma quante volte gli Usa hanno utilizzato il vergognoso diritto di veto nei confronti delle decine di risoluzioni che sanzionavano Israele per le violazioni di diritti (umani e internazionali) in Palestina? Ipocriti! (altro…)

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La primavera araba si sta trasformando in primavera islamica. In Tunisia il partito islamico Nahda, parola araba che significa rinascimento, ha ottenuto la maggioranza del 52% dei seggi nell’assemblea costituente che scriverà la nuova Costituzione. Nahda è stato represso per oltre vent’anni dal governo di Ben Ali. Le barriere cosiddette “laiche” contro l’Islam, da Mubarak a Gheddafi, stanno cadendo ovunque con l’aiuto, consapevole o meno, della Nato. IFratelli Musulmani hanno un ruolo sempre più importante in Egitto e i partiti islamici sembrano avviati a prendere il controllo della Libia. Una situazione che ricorda la caduta dello scià Reza Pahlavi e l’avvento di Khomeini. Un’alleanzapanislamica è oggi possibile, dal Golfo Persico all’Atlantico con tutte le conseguenze che ne possono derivare.

Da beppegrillo.it

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Menzogne di una notte insonne (anche sotto il fortunato cielo italiano che nessuno bombarda dal 1945). Menzogne e arroganza fino all’ultimo in una guerra cominciata e continuata con notizie false, in cui i media hanno avuto il ruolo dell’aiuto carnefice.Solo la tivù russa Rt e quella venezuelanaTelesur spiegano che è una vittoria dovuta alla carneficina compiuta dalla Nato anche con droni ed elicotteri Apache soprattutto negli ultimi giorni. L’obiettivo è è quella democrazia che il popolo libico merita, dice il premier britannico Cameron. Peccato che in tutti i mesi scorsi proprio la Nato e i “ribelli” avessero sempre lasciato cadere le proposte di libere elezioni con controllo internazionale avanzate dal governo libico. (altro…)

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Il Caporalmaggiore Valery Melis.

Il Caporalmaggiore Valery Melis morì il 4 febbraio 2004 a ventisette anni. Nei giorni scorsi, finalmente, il Tribunale Civile di Cagliari ha riconosciuto la responsabilità dell’Esercito Italiano nel non aver fatto nulla per proteggere i soldati dall’uranio impoverito, nonostante fosse a conoscenza dei rischi di contaminazione.

Se si esaminano le aree interessate ai bombardamenti della Nato del 1999 sul Kosovo quella di Peja-Peć è sicuramente una delle più colpite. Nella distruzione generale, i segni dei bombardamenti erano visibili ad occhio nudo perché interessavano gli insediamenti industriali, i depositi, le caserme, le linee di comunicazione. (altro…)

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Nave NATO si è rifiutata di soccorrere un barcone di moribondi.

Le lacrime di un sopravvissuto: “Ho gettato in acqua il corpo di mio cugino”.

LAMPEDUSA – Sdraiata sulla brandina di uno dei capannoni del centro di accoglienza di Lampedusa, una giovane donna di 20-25 anni, nigeriana come gran parte dei 376 sopravvissuti all´ultima tragedia del mare, tiene stretta la sua bambina di appena due mesi. Ha lo sguardo smarrito, risponde a stento alle domande degli operatori sanitari delle organizzazioni umanitarie. Non riesce a piangere, al seno la sua piccola che si è salvata grazie a quel poco di latte materno che riusciva a darle. Accanto a lei, gli altri sopravvissuti che per sei giorni e sei notti sono rimasti in mezzo al mare in balia delle onde, del caldo del giorno e del freddo della notte, ignorati dalle grandi navi della Nato che da mesi attaccano la Libia. Hanno negli occhi ancora il terrore e la disperazione.
«Ne abbiamo visto diverse di quelle navi ma nessuno ha raccolto i nostri segnali di aiuto, soltanto quel rimorchiatore cipriota ci ha notati ma non si è mai avvicinato. Ci ha lanciato in mare delle zattere ma raggiungerle era impossibile…», ricorda Robert, un nigeriano di poco più di 20 anni che insieme ad altri ha gettato in mare un centinaio di cadaveri morti a bordo del barcone durante la tragica traversata. Tra quei cadaveri c´era anche un suo cugino: «Che dovevamo fare?» si chiede facendosi il segno della croce come a voler chiedere perdono. (altro…)

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Uccisi in 12 da un bombardamento. L´Isaf: ora un´inchiesta. Il blitz dell´Alleanza nell´Helmand. Il presidente afgano: “No ad azioni unilaterali e inutili”.

Il «danno collaterale» si materializza di nuovo nell´inferno dell´Helmand. Proprio qui, nel distretto di Nawzad, dodici bambini vengono straziati insieme a due donne in un raid delle forze Nato-Isaf. Un´ennesima strage di civili. Che però solleva parole di rara durezza, con il presidente Hamid Karzai che sbotta lanciando «un ultimo avvertimento» alle truppe straniere che conducono «operazioni arbitrarie e inutili». (altro…)

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