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Posts Tagged ‘naufragio’

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Uomini in mare e scialuppe bloccate: nel video del Tg5 il caos dell´evacuazione   Domnica: “Ero in plancia ma volevo andarmene: Schettino mi disse di restare” .

FIRENZE – Scherzano con i giubbotti di salvataggio gialli dell´equipaggio già addosso: «Questa è la storia della Costa Concordia, siamo una squadra fortissima, ce la faremo» grida uno guardando la telecamera che li sta riprendendo. La nave con la pancia squarciata dalle rocce delle Scole davanti al Giglio è già inclinata. Un altro butta baci verso l´obiettivo: «Mamma ti amo, ti voglio bene mamma». Uno ancora accanto: «Isola del Giglio tutti a casa mia…».
Sono giovani, personale in servizio sulla Costa a giudicare dal colore del giubbotto salvagente (per i passeggeri è arancione). Scherzano, fanno prove si equilibro sul ponte in attesa di salire sulle scialuppe, una ragazza bionda salterella, come fosse un balletto. Non si rendono conto di quello che sta succedendo, eppure è già scattata l´emergenza generale e a seguire, in ritardo, quindici minuti dopo, l´ordine di evacuare la nave risuona dagli altoparlanti in tutte le lingue. (altro…)

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Il decreto rotte delle navi sta sbagliando rotta e si è arenato sulle sabbie della politica. Su questo è intervenuta Greenpeace Italia: “C’è un decreto che, se approvato subito, potrà tutelare le aree di mare sensibili da disastri come quello della Costa Concordia. Ma il ministro dei trasporti, Corrado Passera, continua a ignorarlo. La nostra azione lo scorso venerdì [27 gennaio, ndr] davanti al suo Ministero non è bastata: adesso tocca a te chiedergli di sbrigarsi. Come? Inviando una mail di protesta. Il ministro dell’ambiente Clini, si è già espresso a favore di un decreto interministeriale per regolare il traffico marittimo nelle zone a rischio, come il Santuario dei Cetacei; ora è il ministro dei trasporti che deve assumersi le sue responsabilità. Dopo i morti, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario, un’area che dovrebbe essere protetta dal 2001. La priorità è la rimozione del carburante ma ci sono molte altre sostanze inquinanti nel relitto: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, tonnellate di cibo e bevande. (altro…)

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Da Conrad a Schettino, telefonini e Internet mutano il potere a bordo. 

La notte del 14 aprile 1912, novantanove anni e nove mesi prima che lo scafo della Costa Concordia si squarciasse contro uno scoglio dell’isola toscana del Giglio, il Titanic affondava nel Nord dell’Atlantico trascinando con sé negli abissi 1.503 persone. Le operazioni di evacuazione della nave furono condotte in modo disastroso. Il capitano Edward Smith, nonostante i trentaquattro anni di esperienza professionale, non si comportò da marinaio ma piuttosto come l’inetto direttore di un albergo di lusso, lanciando il primo Sos soltanto venticinque minuti dopo la collisione. Come se non bastasse, tardò a dare l’ordine di abbandonare la nave, minimizzando l’accaduto, e così la maggior parte dei passeggeri non si rese conto del pericolo finché non fu troppo tardi. Inoltre, l’inadeguato numero di scialuppe di salvataggio, il mare a temperatura sottozero e i venticinque minuti persi prima di chiedere soccorso, aggravarono il bilancio della tragedia. (altro…)

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Costa Concordia a Savona (foto diksa53 6apr2011).

L’ex comandante della Concordia, Francesco Schettino, non ci sta a passare per l’unico responsabile della tragedia. E dopo aver ammesso alla procura di aver riferito, durante il naufragio,
“tutta la verità” a Roberto Ferrarini, il “Marine operator director” della Costa Crociere, la difesa di Schettino rivendica d’aver fatto “aprire nuovi filoni d’indagine”, che possono portare all’iscrizione di Ferrarini nel registro degli indagati. “A Ferrarini ho detto ‘mandatemi i rimorchiatori’, ‘mandami gli elicotteri’, ci siamo sentiti più volte anche quando stavo sullo scoglio: ho circa 100-150 persone, gli ho detto, mi servono gli elicotteri”. La difesa chiede di analizzare la scatola nera soltanto quando i nomi degli indagati saranno certi perché, altrimenti, le prove della scatola nera – che sono irripetibili e valgono solo per gli indagati – potranno essere utilizzate soltanto contro Schettino e il suo vice, Ciro Ambrosio, mentre nel frattempo la Costa ha chiesto d’essere considerata parte lesa. (altro…)

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“Nel caos violato il codice dei soccorsi, gli handicappati lasciati soli”   Dayana, 5 anni, a riva non è arrivata. La ressa le ha impedito di salire sulla scialuppa?”A riva scattavano e sventolavano banconote. Anche la ragazza moldava scesa tra i primi”.

ISOLA DEL GIGLIO – Sono arrivati prima i russi. Dicono così alcuni soccorritori che la notte del naufragio erano sul molo dell´Isola del Giglio. Strana casualità, quasi un giallo: a bordo della nave da crociera, i russi erano poco più di cento. Contro gli oltre 900 italiani e i quasi mille tra francesi e tedeschi. «Le prime scialuppe erano piene di passeggeri russi alcuni con i bambini, altri senza», conferma Franca Melis, ristoratrice del Giglio che il 13 gennaio era al porto ad aiutare chi scendeva stordito e impaurito dalla Costa Concordia, piegata vicino alla scogliera. Strana precedenza, quasi sospetta la corsia preferenziale concessa a questi vacanzieri.
«Forse per lo shock o perché non si rendevano conto di quel che stava succedendo, alcuni di loro erano preoccupati di scattare foto coi telefonini, volevano salire in tutti i modi sul faro, ma noi dovevamo liberare i piazzali per far approdare le scialuppe. Ne arrivavano a decine. (altro…)

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Ripartono le ricerche dei dispersi all’interno del relitto della Concordia dopo la nuova interruzione, decisa nella notte, per i movimenti dello scafo registrati dai sensori. Le operazioni proseguono nella parte emersa per motivi di sicurezza. Il capo dipartimento della Protezione CivileFranco Gabrielli, dopo aver sottolineato che al momento le acque del Giglio sono prive di idrocarburi e che tutti i test tossicologici risultano essere sotto i livelli di preoccupazione, ha aggiunto: “A bordo della Costa Concordia potrebbero esserci delle persone non reclamate, perchè erano clandestine. A oggi – ha concluso – sono 12 i morti accertati, 8 le persone identificate e 4 ancora sconosciute”.  Le ricerche di ieri, infatti, hanno permesso ai sommozzatori di ritrovare un altro corpo. Si tratta di una donna, recuperata sul ponte 5, nel punto di raccordo di poppa. Anche i sub dei carabinieri sono entrati nel Concordia e hanno riportato a terra la cassaforte del comandante Schettino, alcuni suoi effetti personali e l’hard disk con i video interni delle telecamere di plancia. Tutti elementi acquisiti dalla Procura di Grosseto per le indagini. (altro…)

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Ho viaggiato una volta su una nave della Costa e, a parte gli inconvenienti dovuti all’eccessivo e chiassoso affollamento, non ho avuto di che lamentarmi del personale di bordo, delle varie prestazioni offerte dalla crociera. Non ho assistito alla pratica dell’«inchino», l’abitudine cioè di avvicinarsi alle coste per salutare qualcuno o rendergli omaggio. Forse quel comandante non amava simili esibizioni, forse non erano consentite nei luoghi del Mediterraneo orientale toccati dalla navigazione. Sicché la tragedia della «Concordia» mi trova, a questo riguardo, impreparato e sgomento. Tanto più quando apprendo che la stessa nave aveva già effettuato nel corso degli anni 52 «inchini». Una notizia che rende ben più pesanti, ed estensibili, le accuse rivolte allo sciagurato Schettino. (altro…)

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La cosa più rabbrividente nella tragedia della Concordia non è il naufragio col suo strascico di morti e di dispersi, ma la telefonata fra il capitano di Fregata Gregorio De Falco, a capo della Capitaneria di Livorno, e il comandante Francesco Schettino. Perché non c’è spettacolo più osceno, pornografico di un uomo, di qualsiasi uomo, ma in particolare di un comandante di nave, ‘secondo solo a Dio’ quando è in plancia, che, per paura, di colpo si smaschera, si cala le braghe e si umilia e si fa umiliare in quel modo, davanti al mondo intero. Gli errori, l’imprudenza, la leggerezza del comandante Schettino appaiono evidenti. Ma l’errore, cioè una valutazione sbagliata, proprio perché tale va al di là della volontà di chi lo compie, anche se poi dovrà pagarne giustamente tutte le conseguenze legali. Ma non è necessariamente un’onta. (altro…)

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Un capro espiatorio per sfogare la rabbia, un eroe senza macchia per placarla. E’ la formula un po’ stucchevole delle storie italiane al tempo della crisi. Anche nel dramma del Giglio la realtà è stata immediatamente diluita in un fumetto.
Servivano un’immagine evocativa (la nave sdraiata su un fianco, simbolo del Paese alla deriva) e uno Schettino che riempisse il vuoto lasciato da Berlusconi alla casella Figuracce & Bugie e assommasse su di sé l’orrore del mondo (ieri il Tg5 ha definito i suoi tratti fisici «lombrosiani» e il Tg3 lo mostrava in smoking come il comandante di «Love Boat» per suggerire maliziosamente la sua inconsistenza morale, quando TUTTI i comandanti di una crociera indossano lo smoking, nelle serate di gala). (altro…)

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Davvero c’è un solo responsabile della catastrofe? E che bisogna fare per evitare che si possa ripetere? Mai come ora bisogna avere il coraggio di dirlo: se la tragedia della “Costa Concordia” deve insegnare qualcosa a questo paese (e a tutti noi) non può essere solo la favola feroce e consolatoria del capro espiatorio, il pericolo pubblico, il matto solitario che libera con la catarsi della sua colpa le coscienze e le responsabilità di ognuno. Nessuno può essere solo, e messo in condizione di far danno, soprattutto se regge sulle sue spalle 4000 vite. Nessuno può più agire in
modo così arbitrario, anche se è del tutto fuori controllo. Il capitano Schettino, ovviamente, ha fatto del suo meglio per disonorare il suo grado. Ha avuto una condotta colposamente criminale e omicida. L’Italia, grazie a lui, ripiomba improvvisamente nello stereotipo del latinismo cialtrone, con la macchietta del gradasso che innesca una catastrofe per una bravata. (altro…)

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La vita è quello che ti succede mentre stai facendo qualcos’altro. Lo dice John Lennon in Beautiful Boy ed è davvero difficile dargli torto. Dalle prime immagini della Concordia ho pensato subito a questo. Il molo gremito di persone distrutte dalla stanchezza e dalla paura, ancora infreddolite nei loro giubbotti di salvataggio, partite con lo scopo di godersi qualche giorno di riposo nell’esperienza collettiva più rassicurante e programmata che si conosca, e improvvisamente sorprese dalla vita. La vita beffarda che tutti noi almeno una volta abbiamo conosciuto e dalla quale facciamo ogni sforzo per distogliere lo sguardo. (altro…)

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Si cercano 40 dispersi « Superstiti nel relitto ». Nella notte sentite voci a bordo tra le cabine lambite dall’acqua «Sono in due, li abbiamo raggiunti» E si torna a sperare nel miracolo.

Nel buio della notte la Costa Concordia sembra un gigantesco animale morente. La ciminiera ormai sfiora l’acqua, lo scafo è riverso su se stesso. Le pilotine dei soccorritori che la circondano sembrano insetti intorno a un mostro che incute ancora timore. Oltre l’oscurità si vede anche dell’altro, in quella sagoma enorme. « Fa paura » dice un bambino che corre a casa per mano alla mamma, e ha ragione. Sono passate ventiquattro ore da quando la nave partita venerdì sera da Civitavecchia e diretta a Savona, prima tappa di una crociera nel Mediterraneo, si è arenata in questo angolo tra sabbia e scogli, il punto prediletto dei turisti del Giglio per le immersioni. (altro…)

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