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Posts Tagged ‘ncd’

I numeri al senato

Dimissioni da capogruppo: “Il centro è fallito”. Alfano: “Io vado avanti”. Renziani freddi sul Mattarellum 2.0.

ROMA. Renato Schifani considera chiaro «lo sgretolamento del centro, il progetto è fallito. Prima il No dell’Udc al referendum costituzionale, poi le mie dimissioni da capogruppo dell’Ncd al Senato. È una brutta giornata per Alfano…». L’ex presidente del Senato ha lasciato ieri il Nuovo centrodestra motivando il suo addio in una lunga lettera ai senatori. «Il centro purtroppo non esiste, l’alleanza strutturale con il Pd è sbagliata. Non potevo continuare a stare nella cabina di comando di una cosa a cui non credevo», è la sua spiegazione in serata. Il ministro dell’Interno risponde con una nota in cui sostanzialmente dice che è meglio così, che chi non ci sta è bene che lasci il partito. Il rapporto si era già rotto quando Schifani aveva fatto visita ad Arcore al convalescente Berlusconi.

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Vauro

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cirinnàLorenzin: solo così l’intesa nella maggioranza Pd: non c’è più tempo. Critiche all’Avvocatura.

ROMA – La pratica dell’utero in affitto deve diventare un reato universale, bisogna punirla con una norma penale e imporre il divieto per il partner di adottare il figlio del compagno. Beatrice Lorenzin ha spiegato così ieri quale potrebbe essere il “punto di caduta” dello scontro sulle unioni civili.

Il ministro centrista della Salute ha detto che ormai si deve andare a votare sugli emendamenti chiave del testo. A meno che, appunto, «non si riesca a trovare un punto di caduta che a mio parere può essere solo quello di rendere l’utero in affitto un reato universale, legarlo a una norma penale e poi porre la sanzione e il divieto di adottabilità per il partner».

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E poi dicono che non esiste

Tangenti

Pd-Fi-Ncd in giunta votano contro la richiesta di arresto del senatore De Siano (il tribunale del riesame aveva confermato la richiesta di arresto).
E poi dicono che non esiste, questo partito della nazione.

Da unoenessuno.blogspot.it

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scanzi

Duello a colpi di fioretto tra la firma de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il capogruppo alla Camera di Area Popolare (Ncd-Udc), Maurizio Lupi, durante Piazzapulita (La7). Ad accendere la miccia del dibattito è lo scontro frontale tra i due sulddl Cirinnà, nei confronti del quale Lupi si esprime con toni molto critici. Scanzi osserva: “Cosa fa Ncd se passa il ddl Cirinnà? Cosa volete che faccia? Ncd è una sorta di categoria dello spirito hegeliano, è qualcosa di immaginifico, non esiste in natura. Se domani si va al voto” – continua – “questo librettino prende più voti. Ncd usa la tecnica dell’”io ti ricatto ma so di non avere comunque niente in tasca”. In realtà, non c’è un potere, ma nel frattempo sono arrivate 5 poltrone e grandi intellettuali, dalla Gentile alla Bianchi. Tutta gente straordinaria“. (altro…)

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delusiPOTERE.

Alfano si stringe alla poltrona ed esagera: “Adesso faremo il Ponte sullo Stretto”.

Tra di loro, i cosiddetti ribelli moderati, ultimo ossimoro della battaglia del Senato, lo chiamano “il delitto perfetto”. L’assassino è Matteo Renzi. Il suo complice Angelino Alfano. La vittima, infine, è Ncd, partitino ministeriale nato durante il governo Letta e dichiarato morto elettoralmente da tutti i sondaggi, che non lo danno mai al di sopra del due per cento. “Il delitto perfetto” è quello che in un colpo solo,tra riforma costituzionale e Italicum, ammazza il Senato ed elimina gli alfaniani dalla competizione elettorale, salvo una pattuglia di fortunati nominati che finirà nel Partitone della nazione renziano e che già vede Denis Verdini e i suoi nuovi Responsabili in lista d’attesa. (altro…)

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Ogni tanto è bene attivare il Tom Tom per capire dove siamo. Dunque, ricapitoliamo.   1) Il Pd di Renzi è ricattabile dalla gang di Roma Capitale, attualmente al gabbio, che può dire qualunque cosa (anche inventata) per spiegare perché Buzzi lo foraggiasse a livello sia locale (pagava gli stipendi ai funzionari su richiesta del tesoriere capitolino) sia nazionale (sedeva alla cena di finanziamento di Roma Eur del 7 novembre, dove staccò un assegno da 15 mila euro per il Pd e un altro da 5mila euro per la Leopolda, perché “a me me piace Renzi, che cazzo vuoi eh? Tu devi di’, alla Renzi, ‘siamo diventati tutti renziani’…”, nel senso che il malaffare è governativo a prescindere). (altro…)

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Azzolini
TRANI. Con un turpiloquio eletto a parola corrente, «con un colpo di Stato che ha permesso a un gruppo di potere di gestire con coordinate delinquenziali l’ente», il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, stava portando a fondo e poi ancora più a fondo la Casa divina provvidenza di Bisceglie, il gigante della sanità del Vaticano con sedi in Puglia e Basilicata. Quattrocento milioni di euro di buco, «un “carrozzone”, utilizzato, all’occorrenza, per l’assunzione di personale al solo fine di soddisfare interessi personali o di esponenti politici o sindacali» scrive il gip Rossella Volpe nell’ordinanza di custodia. «E i costi di tali assunzioni clientelari – aggiunge – hanno gravato, e tuttora gravano, sui bilanci dell’ente e, indirettamente, sulle casse dell’Erario, nei cui confronti la CdP risulta debitrice per centinaia di milioni di euro a titolo di oneri contributivi e assistenziali ».

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gli_insabbiatori

È cambiata così tante volte, la legge Anticorruzione, nei suoi 797 giorni di tira-e-molla parlamentare da quando Piero Grasso la presentò a inizio legislatura a quando l’altroieri la Camera l’ha licenziata definitivamente, che a commentarla a botta calda si rischiava la labirintite. Perciò ci siamo presi un giorno e ora siamo quasi pronti. Buona o cattiva legge? Buona e cattiva insieme. Buona anzitutto per il fatto stesso che sia stata approvata una legge con quel nome, “Anticorruzione”, che in un Parlamento molto Pro, con oltre 100 fra condannati, imputati e inquisiti, senza contare i loro avvocati, è peggio dell’aglio per i vampiri, del drappo rosso per i tori e dell’acquasanta per i demòni. Buona, poi, perché allontana per un po’ i condannati dai rapporti con la Pubblica amministrazione. Buona, infine, perché aumenta le pene sia massime sia minime – ora di poco, ora di molto – per la corruzione, il peculato e l’associazione mafiosa (non però per la concussione, la corruzione internazionale e l’autoriciclaggio); dunque sposta in avanti – ora di poco, ora di molto – la scadenza della prescrizione, notoriamente calcolata sul massimo della pena. (altro…)

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Natangelo

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AlfanoNUOVI MIRACOLI ITALIANI.

È RIUSCITO A RESISTERE A GENNY ‘A CAROGNA E ALLA DEPORTAZIONE DELLA SHALABAYEVA, AGLI SBARCHI FINITI IN TRAGEDIA E ALLE GAFFE CON I PM.

Gli cadono intorno a uno a uno come i dieci piccoli indiani. Nunzia De Girolamo, Tonino Gentile, Maurizio Lupi, persino Gaetano Quagliariello, rimosso nel passaggio Letta-Renzi. Lui, invece, sta. Angelino Alfano frange le onde come quelle statue di vergini sulle prue delle navi. Al massimo, il nostro, si bagna: quando riesce il sole, miracolosamente, è ancora ministro. Poi guarda gli amici caduti sotto la tempesta e non sa darsi pace. Fino a ieri, però, quando ha scoperto il problema: i giornali e le tv. Dico “una cosa scomoda”, ha annunciato alla platea Ncd riunita a Rivisondoli (L’Aquila): “I grandi giornali e le grandi tv non parlano delle cose che accadono ad alcuni e tendono a oscurare noi se facciamo bene. Il vero problema è l’informazione: se un problema riguarda il Pd la chiudono in 24 ore, si ricordano di essere liberi solo quando attaccano noi”. Ovviamente la cosa sarebbe risolta “limitando la pubblicazione delle intercettazioni”, ha spiegato recuperando un mantra dei tempi di Silvio: “La vera separazione delle carriere non è tra pm e giudici, ma tra i pm e i giornalisti. (altro…)

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ROMA . Il via libera lo ha strappato in queste ore Angelino Alfano a un (finora) riluttante Pier Ferdinando Casini. «Solo così potremo contare di più, Pier, tra Renzi e Salvini si è aperta una prateria, ora o mai più». I gruppi unici sempre annunciati e mai realizzati tra Nuovo centrodestra (31 senatori e 27 deputati) e quel che resta dell’Udc (6 senatori e 4 deputati) prendono alla fine il largo. Troppo ravvicinata la scadenza dell’elezione del capo dello Stato e, qualche mese dopo, del voto in sette regioni per non unire le forze, pesarsi e soprattutto proporsi come qualcosa di nuovo.

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I numeri

D’Alì lascia l’Ncd. Altri due sarebbero già pronti a seguirlo Berlusconi: Renzi tratti con noi. Il premier: restiamo sicuri.

ROMA – «Ci sono belle sorprese in arrivo» ripete adesso a tutti Silvio Berlusconi. Compiaciuto, convinto che sia solo l’inizio, di aver aperto la breccia nella resistenza dell’Ncd, l’opa su Angelino Alfano e i suoi è ufficialmente partita. Il comunicato con cui Antonio D’Alì ufficializza il ritorno a Forza Italia, in mattinata, segue la cena di Arcore di domenica sera col leader dal quale in fondo il potente senatore trapanese non aveva mai preso le distanze. Altri lo seguiranno. «Forse uno, non più di due» prevedono i dirigenti del Nuovo centrodestra sotto assedio. Si fa anche un nome, un altro senatore, il calabrese Antonio Stefano Caridi, se il pressing dovesse andare a buon fine potrebbe ufficializzare anche lui il passaggio entro la settimana. Sembra essere più «a rischio» di altri, a sentire i veritici Ncd. Gli altri sono quel drappello di 6-7, per lo più campani, calabresi e siciliani i cui nomi erano circolati nei giorni scorsi. Loro avevano diffuso il 3 ottobre un comunicato per denunciare la “disinformatia” di stampo forzista e minacciare querela contro chi avesse insistito nel tirarli in ballo: Piero Aiello, Giovanni Bilardi, Massimo Cassano, Nico D’Ascola, Antonio Gentile e Guido Viceconte.

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Berlusconi
ROMA – Dentro o fuori. «Nei prossimi mesi ci giochiamo il futuro — scandisce Silvio Berlusconi in un venerdì trascorso tra i servizi sociali e Milanello — e non c’è tempo per i capricci di Fitto». Il leader è infuriato. Di più: di fronte alle difficoltà di Renzi, sogna di tornare protagonista e giudica la fronda azzurra un autentico tradimento. Da Perugia, però, il big pugliese continua a provocare il quartier generale di Arcore: «La classe dirigente non si seleziona a un casting del Grande fratello». La tensione è così alta che il capo del dissenso è pronto a convocare una nuova riunione dei malpancisti già questa settimana. Con lui, diciotto senatori e altrettanti deputati.

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AlfanoLettera dell’ex premier: “Riprendiamo la strada comune”. Il leader Ncd lo gela, rilancia la riunificazione del centro e avverte Renzi: “L’articolo 18 va abbattuto”.

ROMA – Scivola via senza suscitare grandi entusiasmi, la lettera che Silvio Berlusconi pubblica sul Giornale per lanciare un appello ai moderati. Durante le sette ore dell’assemblea del Nuovo centrodestra, il solo Angelino Alfano, nelle vesti del leader, vi farà cenno per dirsi «deluso» e dettare comunque le sue condizioni. Per il resto, il clima nei confronti dell’ex leader è piuttosto freddo, se non ostile, se si fa eccezione per Nunzia De Girolamo, coerente con le sue aperture. Alla fine anche lei, e ancor più il ministro Maurizio Lupi, plaude alla “linea di Angelino”. L’Ncd resta saldamente al governo: “Mille giorni insieme al Pd per cambiare il Paese, poi ognuno per la sua strada”.
«Sono convinto che sia giunto il momento di riprendere la strada per costruire non un cartello elettorale ma una piattaforma politica comune», scrive il leader di Forza Italia nella lettera. Sostiene di ammettere e rispettare le differenze, rinvia a dopo la questione della leadership. Ma le aperture non bastano al Ncd. (altro…)

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AlfanoL’Ncd non sfonda. Il leader: “Appesi a un filo, siamo finiti nella tenaglia tra Renzi e Grillo” Quagliariello ammette: ci aspettavamo di più

Era vitale superare il 4 per cento “Gli ultimi scandali ci hanno penalizzato” Gasparri: tornate con noi in Forza Italia.

ROMA – «Siamo appesi a un filo, ma il progetto va avanti, siamo finiti schiacciati nella tenaglia tra Grillo e Renzi». Per Angelino Alfano la notte elettorale passata al Viminale è la più carica di ansie. Per il Nuovo Centrodestra le europee erano la sfida per la sopravvivenza. Per un partito nato da sei mesi dopo lo strappo con Berlusconi, superare il quorum del 4% alle europee era vitale. Ma dalla chiusura delle urne sono iniziate le montagne russe, con exit poll e proiezioni che davano il partito a cavallo del numeretto fatidico, un balletto tra il 3,9% e qualche decimale sopra il quattro, una manciata di voti che cambiavano completamente le prospettive dell’Ncd. (altro…)

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tribunali e condanneRicordate Ncd, alias Nuovo Centro Destra, nato a novembre dalla scissione dei ministri Pdl che non volevano mollare le poltrone del governo Letta e infatti le conservarono nel governo Renzi? Alfano li battezzo con l’immortale definizione di “diversamente berlusconiani”, superata pero in umorismo da quella scalfariana di “nuova destra europea e repubblicana”. Bene, in meno di sei mesi di vita si sono affermati come la bad company di Forza Italia: infatti la sola caratteristica che li fa diversamente berlusconiani e che hanno collezionato qualche inquisito e detenuto piu dei berlusconiani. Pareva una missione impossibile, invece ce l’han fatta. Chapeau. Da Schifani indagato per mafia, a Gentile costretto a dimettersi da sottosegretario, a Formigoni rinviato a giudizio per corruzione, e’ tutto un florilegio. (altro…)

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Cambiare regoleCon tutto il rispetto per i malati di Alzheimer, si può dire che la scelta dei giudici sul servizio sociale di B. non poteva essere più azzeccata. Soltanto a persone prive di memoria la presenza di un simile badante, sia pure per appena quattro ore a settimana, può risultare tollerabile e scongiurare reazioni scomposte e gesti inconsulti fra i beneficiari, cioè fra le vittime. Quando gli storici del futuro cercheranno una spiegazione plausibile a quest’ultimo ventennio di storia italiana, penseranno a qualcosa di simile a un’epidemia di Alzheimer che obnubilò milioni di italiani, portandoli a sopportare e addirittura a votare una simile classe politica. Sarebbe ingiusto però circoscrivere il misterioso contagio agli elettori di Forza Italia, che secondo i sondaggi sono il 17-18%, cioè gli stessi che un anno fa votarono Pdl (22%), detratti i transfughi di Ncd (5%). Prendete per esempio Renato Schifani, con rispetto parlando. (altro…)

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Alla fine la polemica dell’NCD (un partito che rischia di avere più ministri che elettori) è rientrata col voto di fiducia.
Serviva solo per marcare il territorio.
Come anche questa riforma Poletti, tocca solamente (e io ritengo anche male) le sole leggi del lavoro, come prima di lei aveva fatto la riforma Fornero.

Pensando che sia sufficiende toccare le regole del lavoro (liberalizzando, ovviamente) per creare posti di lavoro.
E che magari, con gli 80 euro in busta paga, si riesce anche a far ripartire la spesa delle famiglie, l’economia, la ripresa ..

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Verdini -RenziTurboRenzi e i mostri della palude: la mitica striscia di Stefano Disegni potrebbe arricchirsi di una nuova impressionante avventura. Senza inventarsi nulla, la realtà basta e avanza. Abbiamo lasciato il fantastico sindaco di Firenze, nonché segretario Pd lanciato a velocità supersonica verso la soluzione lampo della crisi: addirittura domenica sera con la lista dei ministri in tasca, annunciava la stampa amica di Metropolis. Ma ecco che gli alfanoidi, avide creature dell’acquitrinio, gli impongono i loro voleri (più poltrone) e ne frenano la spinta propulsiva, mentre i nemici rottamati agiscono nell’ombra della sinistra assetati di vendetta. Solo l’anziano Caimano gli offre il suo aiuto. TurboRenzi cadrà nella trappola? (altro…)

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