Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘‘ndrangheta’

Relazione del procuratore Antimafia Franco Roberti: “Mafie presenti in quasi tutte le regioni, in grado di indirizzare investimenti. Cosa nostra solida, risorse sconfinate”. Su proibizionismo: “Ha fallito, legalizzare”.

Le mafie che si pongono come vere e proprie autorità pubbliche, la ‘ndrangheta presente i tutti i settori nevralgici, in quasi tutte le regioni italiane e nel resto del mondo. E poi i legami della criminalità con massoneria, servizi segreti e istituzioni come emerso in alcune inchieste calabresi. (altro…)

Read Full Post »

UN MESSAGGIO politico, diretta espressione del potere della ‘ndrangheta. Gli inquirenti hanno pochissimi dubbi sulla matrice delle scritte minacciose apparse l’altra notte sul muro dell’arcivescovado di Locri. «Più lavoro meno sbirri», «Don Ciotti sbirro». Frasi impregnate di cultura mafiosa, a poche ore dalla fine della manifestazione in ricordo delle vittime di tutte le mafie organizzata proprio dall’associazione Libera di don Luigi Ciotti. Una risposta alle parole durissime scandite da Sergio Mattarella: «la mafia non ha onore né coraggio ».

(altro…)

Read Full Post »

MilanoDROGA, OMICIDI, ARMI NEL CAPOLUOGO LOMBARDO COMANDANO LE MAGGIORI FAMIGLIE LEGATE ALLE COSCHE CALABRESI, HANNO CONTATTI E SANNO MUOVERSI: SULLE SPALLE PORTANO DECENNI DI CARCERE; OGGI, PERÒ, SONO UOMINI LIBERI.

Milano – Ama i casinò e i bei vestiti. Nasce a San Luca nel cuore dell’Aspromonte, ma è a Milano che tesse business e rapporti. Dalla Calabria però si porta in dote una relazione privilegiata con la cosca di Sebastiano Romeo detto u Staccu. In curriculum mette anche qualche anno di università. Da qui il soprannome di Dutturicchiu. Giuseppe Calabrò, classe ’50, è uno dei dieci uomini d’oro che sovraintendono gli affari nel capoluogo lombardo. Tutti hanno contatti e sanno come muoversi. Sulle spalle portano decenni di carcere.

(altro…)

Read Full Post »

ProcessioneA Oppido Mamertina durante la processione l’omaggio davanti la casa del capo clan. I carabinieri abbandonano il corteo per protesta.

OPPIDO MAMERTINA (Reggio Calabria) – Ci sono i preti che lottano contro la ‘ndrangheta e ci sono quelli che davanti ai boss ancora s’inchinano e fanno inchinare pure i santi in processione. E successo ancora, è successo in Calabria, dove Papa Francesco solo due settimane addietro aveva tuonato contro i mafiosi scomunicandoli pubblicamente, davanti a 200 mila persone che erano andati ad ascoltarlo a Rossano.

E successo lunedì scorso, a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio, dove il vescovo Giuseppe Fiorini Morosini per combattere i boss, la scorsa settimana ha chiesto di sospendere per 10 anni la figura dei padrini ai battesimi e alle cresime. E’ successo, e succede ancora spesso. Solo che questa volta i carabinieri non hanno solo fatto una relazione di servizio ai loro superiori, ma hanno lasciato platealmente la processione del paese, sottolineando come lo Stato, o almeno lo Stato da loro rappresentano, davanti ai boss non s’inginocchiano.  (altro…)

Read Full Post »

Il racconto del pentito Rocco Varacalli sulla ndrangheta nel nord ovest, Piemonte e Liguria “Sono un uomo morto: Parla il pentito che ha svelato i segreti della ‘ndrangheta al Nord (Chiarelettere editore)”.
Le sue ramificazioni dentro le amministrazioni, il business della droga e le grandi opere.
Grandi opere come le olimpiadi invernali, l’altra velocità Torino Milan. E come il TAV (a proposito di quest’opera che s’ha da fare perché altrimenti rimaniamo tagliati fuori dall’Europa, mentre invece con le ultime elezioni …).

La Tav fa gola alla ’ndrangheta moderna:

«Un altro suo grande business è stata la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Milano, soprattutto nel settore del movimento terra.»  (altro…)

Read Full Post »

È una rivoluzione per chi si occupa di mafie. La sentenza del Tribunale di Milano del 19 novembre, con le 110 condanne al processo sulla ‘ndrangheta al Nord, e l´inchiesta che ha portato all´arresto di un giudice cambiano la storia del potere – non solo criminale – del nostro Paese. La sentenza e questa inchiesta sono di carattere epocale perché mostrano una volta per tutte che le mafie comandano anche e soprattutto nell´economia del Nord Italia. Al Sud agiscono nelle modalità più violente, sia militari sia di accaparramento degli appalti. Considerano il Mezzogiorno come un territorio a loro completa disposizione. Il Nord, invece, è il luogo del silenzio facile, degli affari redditizi, dell´inesistente cultura dell´antimafia nelle istituzioni e di una robusta omertà da parte di tutti. Un luogo perfetto. (altro…)

Read Full Post »

“Due anni fa Lea Garofalo spariva nel nulla. Scomparsa, dissolta, inghiottita dalla nebbia fitta che la notte fra il 24 e il 25 novembre 2009 avvolgeva la Brianza. L’ultima passeggiata con sua figlia Denise risale al tardo pomeriggio, fra le vetrine accese di Corso Sempione, in pieno centro a Milano. Raccolta nel suo giubbotto che le fasciava i fianchi, la collaboratrice di giustizia senza più protezione camminava pigra verso il suo ultimo tramonto. Non poteva immaginare che qualche ora più tardi 50 litri di acido avrebbero divorato il suo corpo, tessuto dopo tessuto. A due anni di distanza la storia di Lea Garofalo ha ancora il gusto amaro della sconfitta sociale. (altro…)

Read Full Post »

La più imponente sentenza contro la criminalità organizzata al Nord arriva in tarda serata, dopo una camera di consiglio durata quasi due giorni, tra le proteste degli imputati. Alle otto, mentre i boss stavano per inscenare una nuova protesta, il gup Roberto Arnaldi arriva con il suo lungo elenco di nomi e articoli del codice penale: centodieci condanne e otto per i boss della ‘ndrangheta che ha dominato la Lombardia negli ultimi anni, soltanto otto le assoluzioni, tre delle quali nei confronti di personaggi già condannati in altri processi come Vincenzo Rispoli, il padrino di Legnano che voleva mettere le mani sugli appalti di Expo 2015.  (Repubblica).

La prima pagina de ‘Il Giornale’ del 18 novembre 2010, dopo le accuse di Roberto Saviano dei forti legami tra la ’ndrangheta e il nord Italia.

stopcensura.com

Read Full Post »

Ad Angelo Vassallo la parola eroe non sarebbe piaciuta. Perché gli eroi sono quelli che poi alla fine muoiono, e invece lui aveva una gran voglia di vivere. Per questo quando leggo “il sindaco eroe” penso a Vassallo e lo immagino incazzato.
Era un anno fa. Cinque settembre. Domenica. Ad Acciaroli, frazione di Pollica (Sa), una raffica di proiettili squarciò il silenzio di una serata di fine estate. Angelo Vassallo venne colpito in pieno. Stava tornando a casa. Il piombo lo sfigurò, gli sfondò il torace. Rimase immobile, lì, nella sua Audi. Dei killer si perse ogni traccia. E a dodici mesi da quell’omicidio i colpevoli non hanno ancora un nome. (altro…)

Read Full Post »

Il Giornale, Feltri: “Firmate contro Saviano che dà del mafioso al Nord”.

Il direttore editoriale del quotidiano di via Negri chiama a raccolta i suoi lettori contro lo scrittore di Gomorra, “reo” di aver parlato delle collusioni tra ‘ndrangheta e Lega: “Sono fanfaronate, senzazioni che fanno guadagnare, non notizie”

Il giorno dopo l’arresto di Antonio Iovine, boss dei casalesi latitante da 14 anni, Il Giornale va alla guerra contro Roberto Saviano. In prima pagina, Vittorio Feltri, lancia l’iniziativa: “Una firma contro Saviano che dà del mafioso al Nord”. A fianco dell’editoriale al veleno dedicato allo scrittore, il quotidiano di via Negri mette a disposizione un indirizzo mail e numeri per fax ed sms invitando i lettori a scrivere chiaramente il proprio nome e cognome per dire al “signor Gomorra” che “Sondrio non è Casoria, Como non è torre Annunziata e Brescia non è Corleone”.

Lunedì sera, durante il suo monologo nel programma di Raitre “Vieni via con me”, Roberto Saviano aveva raccontato la risalita delle organizzazioni criminali lungo lo stivale accostando alcuni esponenti della Lega al fenomeno della ‘ndrangheta in Lombardia. Durissime le reazioni il giorno dopo da parte degli esponenti del Carroccio. Ad arrabbiarsi più di tutti, il ministro dell’Interno Maroni che ha immediatamente chiesto alla Rai di poter replicare alle accuse dello scrittore campano nella puntata di lunedì prossimo. Alla risposta negativa del capostruttura di Raitre Loris Mazzetti, il titolare del Viminale ha prima minacciato querela e chiesto l’intervento del Quirinale, poi ha proposto allo scrittore “di metterci una pietra sopra e lavorare insieme contro la criminalità”. Tutto questo, nel giorno in cui  la Direzione investigativa antimafia (Dia), lancia l’allarme sulle collusioni fra imprenditori e ‘ndrangheta in Lombardia. E in cui il Viminale mette a segno un gran colpo nella lotta alla criminalità organizzata: l’arresto di Antonio Iovine, superboss dei Casalesi latitante da 14 anni.

Non sotterra l’ascia di guerra però Il Giornale, che in un servizio di cinque pagine attacca l’autore di Gomorra e chiama a raccolta i lettori perché esprimano tutto il loro sdegno contro l’accostamento tra lombardi e criminali. In prima pagina, Feltri dopo aver ricordato che “questo governo, quanto nessun altro prima, si è distinto nelle botte alla mafia”, si chiede: “E un giovanotto campano letterariamente fortunato salta su a dire che la Lega fa affari con la cupola?” Scontata la conclusione: “Ma ci faccia il piacere”. Secondo l’editorialista de Il Giornale, quelle di Saviano, “più che riflessioni sono fanfaronate”. Esagerazioni che portano soldi: “Compilare cronache (con pretese di saggio) sulla mafia sia redditizio assai e dia titolo per avere accesso agli studi televisivi, con relativo compenso, tuttavia ciò non affranca dal dovere di non spacciare sensazioni per notizie”. Insomma, la’ndrangheta al Nord? Per Feltri una “senzazione” di Saviano. Ecco perché i lombardi “che nel loro piccolo si incazzano”, secondo il quotidiano di via Negri sommergeranno il giornale di mail, messaggi e fax di adesione alla campagna. (altro…)

Read Full Post »