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Posts Tagged ‘news’

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Ci sono momenti in cui la vita ti costringe a rivelarti per quello che sei davvero. Jordan Rice, tredicenne australiano, era un ragazzino introverso, che amava disegnare. L’altro giorno un’alluvione ha sommerso la sua città e lui si è trovato con la mamma e il fratello più piccolo, aggrappati al tronco di un albero. Sono arrivati i soccorsi, Jordan era il più vicino e gli hanno gettato una corda, ma lui ha detto no: Salvate prima mio fratello. E così è stato. Quando sono tornati a prendere lui, la corda era ormai lisa e appena Jordan l’ha avuta in mano si è spezzata, così il ragazzino è scomparso sott’acqua per sempre, insieme con la madre. Ci lascia qualcosa che tanti adulti hanno smesso di darci da tempo.
Un esempio.
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E dopo questa breve ricreazione dentro la realtà, torniamo ai grandi temi della politica italiana: il bunga bunga.
Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile (anche senza atto sessuale, pare basti la palpazione concupiscente). Berlusconi dichiara che Ruby gli aveva detto di avere 24 anni; forse anche Berlusconi le aveva detto di averne 42. Immagino che sappiate già tutto dal Tg1, per cui mi limiterò alle novità. Sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini racconta la perquisizione di una vera e propria casa delle bambole, a Milano Due, ceduta in comodato d’uso a 14 ragazze che poi la sera andavano ad Arcore. Oltre a numerosi giochini erotici, i poliziotti hanno trovato gioielli, vestiti griffati e – impronta digitale – gadget del Milan e biglietti per la partita contro il Real Madrid. Su Repubblica, Giuseppe D’Avanzo pubblica la testimonianza di una ospite occasionale di Arcore, una ex compagna di scuola riminese di Nicole Minetti, l’igienista dentale del premier nonché consigliere regionale per meriti odontotecnici, che descrive la sala del bunga bunga: una discoteca con l’asta per la pole dance e i camerini dove le ragazze si travestono da infermiere o poliziotte e poi improvvisano uno striptease, mimando scene di sesso. Le performance migliori vengono premiate con l’invito a restare per la notte. Le escluse vengono congedate con un bacino di B e due cd di Apicella, fra i quali, sostengono gli inquirenti, viene pizzicata una busta. Che tristezza. Per questo mi permetto di dissentire dalle più alte cariche della Chiesa che in questi giorni si sono scagliate contro l’educazione sessuale nelle scuole. Un’educazione sessuale corretta farebbe crescere adulti più sani.
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Passando al referendum di Mirafiori, vorrei ringraziare tutti i protagonisti della vicenda perché ci hanno finalmente costretto a occuparci per qualche settimana di cose serie. Se sia ancora possibile conciliare il diritto al lavoro con i diritti dei lavoratori. E se esista un’alternativa al modello cinese che non sia la chiusura totale al mondo moderno. Certo, dobbiamo essere onesti: sarà difficile fino a quando in Cina non ci saranno diritti sindacali né vincoli ambientali. La mia speranza è di vedere presto un Landini anche a Shangai. (altro…)
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Il professore ha dato l’annuncio questa mattina, «chi ha studiato sa che è privo di rischi»
Milena Gabanelli aveva stroncato la sua candidatura contestando l’età e la competenza in materia.

Umberto Veronesi ha sciolto le riserve e questa mattina ha annunciato che dirigerà l’Agenzia per la Sicurezza del nucleare in Italia. «Mi è stata richiesta la disponibilità e ho accettato volentieri», ha detto intervenendo al telefono durante la trasmissione televisiva Mattino 5 «potrei svolgere un lavoro come esperto in protezione ambientale». Poi ha aggiunto che per far partire il nucleare in Italia serviranno almeno quattro anni e ha confermato che non crede ci sia da preoccuparsi sui suoi rischi: «Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Chernobyl è stato provocato dalla follia di un direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È stata una follia umana che non si ripeterà. Sono sicuro che non c’è alcun rischio», ha detto.

L’annuncio di Veronesi è stato accolto con soddisfazione dai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che hanno ribadito la «larga condivisione del governo sulla sua candidatura». Per la nomina ufficiale ora si attende solo il decreto della Presidenza del Consiglio. Sul fronte dell’opposizione invece la scelta di Veronesi crea qualche fastidio al PD, contrario al nucleare ma nelle cui file Veronesi è stato eletto al Senato. Quando si era iniziato a parlare della sua nomina, lo stesso Veronesi aveva detto in un’intervista che nel caso in cui avesse accettato avrebbe dato le dimissioni dall’incarico parlamentare.

Lo scorso 27 luglio la giornalista Milena Gabanelli era intervenuta sulla nomina a Veronesi con una lettera pubblicata sul Corriere della Sera e aveva severamente stroncato la candidatura del professore per motivi di opportunità, età, esperienza e competenza. (altro…)

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Perché vietare il burqa e non la minigonna? Questa la domanda provocatoria che due ventenni musulmane hanno simbolicamente rivolto al governo francese che ha deciso di mettere fuori legge il niqab, il velo islamico che copre il capo alle donne. Le ragazze hanno “sfilato”, infatti, per le strade di Parigi travestite da “NiqaBitch”, ovvero indossando un completino nero politicamente scorretto: velo sul viso e minishorts estremi. Un video diffuso dal sito francese d’informazione rue89.com, ha fatto presto il giro del mondo.

“Come reagirebbero le autorità davanti a due ragazze in niqab e minishorts? – si sono chieste le due ragazze, come si legge su Corriere.it – Non volevamo attaccare o degradare l’immagine dei fondamentalisti, ma piuttosto fare riflettere i parlamentari che sono arrivati a votare questa legge che ci pare largamente anticostituzionale”. Di sicuro, per le strade del VII arrondissement, le ventenni in “niqabitch” non sono passate inosservate: “I poliziotti sono un po’ infastiditi e un po’ complici, i pompieri suonano il clacson… Tutto andrebbe bene se il governo si ispirasse allo spirito della strada”.

La scelta politica del governo francese ha suscitato reazioni dappertutto. Se, da un lato, nasce come reazione ai soprusi diffusi in parte nella comunità islamica, dall’altro rischia di criminalizzare un popolo, facendo leva solo su casi isolati. La decisione di Sarkozy è stata accolta con un certo plauso anche in Italia, con gli apprezzamenti, come ovvio, dei leghisti e di buona parte del centrodestra. Siamo convinti, però, che gli integralisti di casa nostra che si battono per la difesa delle donne islamiche, di fronte agli stupri di ragazze in abiti succinti, siano gli stessi che affermano: “Vestita così, se l’è cercata”.

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Mi chiamo Anita Pallara e sono
una ragazza di 21 anni affetta
da atrofia muscolare spinale, una
malattia neurodegenerativa e totalmente
invalidante. In parole
povere, sono handicappata. Mi
rivolgo al professor Joanne Maria
Pini che vorrebbe buttare me e
quelli come me dalla Rupe Tarpea:
la disabilità non è un valore
aggiunto, non è proprio un valore.
È solo una condizione. Non voglio parlare di solidarietà e nemmeno di sensibilità. Io parlo
di diritti. Il diritto all’istruzione ce lo garantisce la Costituzione.
Le sue parole, professore, sono vergognose, pericolose, razziste
e illegali. Ma che valore ha tutto ciò nel nostro Paese? A parte le
ovvie reazioni di sdegno e le condanne morali, quale sarà la conseguenza
reale ? A voi tanti che parlate di “selezione genetica”: io
non sono disposta a subire questa ignoranza nel 2010. Se non ci saranno
delle forti prese di posizione da parte delle istituzioni e dei
media, io mi recherò alla Prefettura di Bari e consegnerò la mia
carta d’identità e il mio passaporto, rifiutando così la cittadinanza
italiana. Non posso essere cittadina di uno Stato di questo tipo.

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Dopo tante leggi ad personam/s per Silvio B., eccone una per i fedelissimi di Umberto B., in nome della par condicio. La norma è ben nascosta in un decreto omnibus che entra in vigore fra pochi giorni, il 9 ottobre: il Dl 15.3.2010 n. 66 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo “Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello che puniva col carcere da 1 a 10 anni “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere “azioni di violenza o minaccia”. Il trucco c’è e si vede: un provvedimento che abroga una miriade di vecchie norme inutili viene usato per camuffare la depenalizzazione di un reato gravissimo e, purtroppo, attualissimo. Chissà se il capo dello Stato, che ha regolarmente firmato anche questo decreto, se n’è accorto. L’idea si deve, oltreché al ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche al titolare della Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli. Che cos’è venuto in mente a questi signori, fra l’altro nel pieno dei nuovi allarmi su un possibile ritorno del terrorismo, di depenalizzare le bande militari e paramilitari di stampo politico? Forse l’esistenza di un processo in corso da 14 anni a Verona a carico di politici e attivisti della Lega Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale Padana”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i guardiani della secessione. (altro…)

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Hanno osato protestare contro i corsi dei militari nelle scuole. E i militari dei carabinieri gli hanno dimostrato con i fatti che cosa vuole dire ordine e disciplina. Ieri qualche decina di ragazzi dei collettivi studenteschi sono andati all’Unuci, l’associazione dei militari in congedo titolare dei corsi Allenati per la vita sponsorizzati dai ministri Gelmini e La Russa. Gli studenti sono stati cacciati dai militari. Quei corsi, che comprendono anche il tiro a segno con le armi, sono stati talmente oggetto di critiche che anche il ministro della Difesa ha dovuto fare dietrofront annunciando che il prossimo anno non verranno più svolti nelle scuole: lui, infatti, vuole la mini-naja. La protesta era finita e gli studenti stavano tornando a casa tranquillamente quando sono stati intercettati da un drappello di carabinieri nel metrò di piazza Duomo. E qui è avvenuto qualcosa di inedito e molto grave che costituisce un precedente preoccupante. Due militari hanno fermato uno degli studenti e attivisti più conosciuti della città e il responsabile della piazza gli ha tirato un pungo in faccia rompendogli il naso. Dovrà essere operato. Una aggressione ad personam, compiuta a freddo senza nessun motivo. I carabinieri si sono giustificati dicendo di essere intervenuti perché gli studenti non avevano il biglietto del metrò. Come se il compito dei controllori spettasse a loro e comprendesse l’aggressione fisica. Immancabile è arrivata la dichiarazione del vicesindaco ex An Riccardo De Corato che si è scagliato contro i centri sociali farneticando di terrorismo e lacrimogeni contro Bonanni. Tutte cose che con questi studenti non hanno nulla a che vedere. E’ forte e legittimo invece il sospetto che dopo la manifestazione all’Unuci si sia voluto agire in modo punitivo contro questi ragazzi. I militari dei Carabinieri hanno agito senza l’appoggio della questura. Il ministero della Difesa ora sarebbe chiamato a dare una spiegazione esauriente.

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