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Posts Tagged ‘news’

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Ci sono momenti in cui la vita ti costringe a rivelarti per quello che sei davvero. Jordan Rice, tredicenne australiano, era un ragazzino introverso, che amava disegnare. L’altro giorno un’alluvione ha sommerso la sua città e lui si è trovato con la mamma e il fratello più piccolo, aggrappati al tronco di un albero. Sono arrivati i soccorsi, Jordan era il più vicino e gli hanno gettato una corda, ma lui ha detto no: Salvate prima mio fratello. E così è stato. Quando sono tornati a prendere lui, la corda era ormai lisa e appena Jordan l’ha avuta in mano si è spezzata, così il ragazzino è scomparso sott’acqua per sempre, insieme con la madre. Ci lascia qualcosa che tanti adulti hanno smesso di darci da tempo.
Un esempio.
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E dopo questa breve ricreazione dentro la realtà, torniamo ai grandi temi della politica italiana: il bunga bunga.
Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile (anche senza atto sessuale, pare basti la palpazione concupiscente). Berlusconi dichiara che Ruby gli aveva detto di avere 24 anni; forse anche Berlusconi le aveva detto di averne 42. Immagino che sappiate già tutto dal Tg1, per cui mi limiterò alle novità. Sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini racconta la perquisizione di una vera e propria casa delle bambole, a Milano Due, ceduta in comodato d’uso a 14 ragazze che poi la sera andavano ad Arcore. Oltre a numerosi giochini erotici, i poliziotti hanno trovato gioielli, vestiti griffati e – impronta digitale – gadget del Milan e biglietti per la partita contro il Real Madrid. Su Repubblica, Giuseppe D’Avanzo pubblica la testimonianza di una ospite occasionale di Arcore, una ex compagna di scuola riminese di Nicole Minetti, l’igienista dentale del premier nonché consigliere regionale per meriti odontotecnici, che descrive la sala del bunga bunga: una discoteca con l’asta per la pole dance e i camerini dove le ragazze si travestono da infermiere o poliziotte e poi improvvisano uno striptease, mimando scene di sesso. Le performance migliori vengono premiate con l’invito a restare per la notte. Le escluse vengono congedate con un bacino di B e due cd di Apicella, fra i quali, sostengono gli inquirenti, viene pizzicata una busta. Che tristezza. Per questo mi permetto di dissentire dalle più alte cariche della Chiesa che in questi giorni si sono scagliate contro l’educazione sessuale nelle scuole. Un’educazione sessuale corretta farebbe crescere adulti più sani.
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Passando al referendum di Mirafiori, vorrei ringraziare tutti i protagonisti della vicenda perché ci hanno finalmente costretto a occuparci per qualche settimana di cose serie. Se sia ancora possibile conciliare il diritto al lavoro con i diritti dei lavoratori. E se esista un’alternativa al modello cinese che non sia la chiusura totale al mondo moderno. Certo, dobbiamo essere onesti: sarà difficile fino a quando in Cina non ci saranno diritti sindacali né vincoli ambientali. La mia speranza è di vedere presto un Landini anche a Shangai. (altro…)

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Il professore ha dato l’annuncio questa mattina, «chi ha studiato sa che è privo di rischi»
Milena Gabanelli aveva stroncato la sua candidatura contestando l’età e la competenza in materia.

Umberto Veronesi ha sciolto le riserve e questa mattina ha annunciato che dirigerà l’Agenzia per la Sicurezza del nucleare in Italia. «Mi è stata richiesta la disponibilità e ho accettato volentieri», ha detto intervenendo al telefono durante la trasmissione televisiva Mattino 5 «potrei svolgere un lavoro come esperto in protezione ambientale». Poi ha aggiunto che per far partire il nucleare in Italia serviranno almeno quattro anni e ha confermato che non crede ci sia da preoccuparsi sui suoi rischi: «Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Chernobyl è stato provocato dalla follia di un direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È stata una follia umana che non si ripeterà. Sono sicuro che non c’è alcun rischio», ha detto.

L’annuncio di Veronesi è stato accolto con soddisfazione dai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che hanno ribadito la «larga condivisione del governo sulla sua candidatura». Per la nomina ufficiale ora si attende solo il decreto della Presidenza del Consiglio. Sul fronte dell’opposizione invece la scelta di Veronesi crea qualche fastidio al PD, contrario al nucleare ma nelle cui file Veronesi è stato eletto al Senato. Quando si era iniziato a parlare della sua nomina, lo stesso Veronesi aveva detto in un’intervista che nel caso in cui avesse accettato avrebbe dato le dimissioni dall’incarico parlamentare.

Lo scorso 27 luglio la giornalista Milena Gabanelli era intervenuta sulla nomina a Veronesi con una lettera pubblicata sul Corriere della Sera e aveva severamente stroncato la candidatura del professore per motivi di opportunità, età, esperienza e competenza. (altro…)

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Perché vietare il burqa e non la minigonna? Questa la domanda provocatoria che due ventenni musulmane hanno simbolicamente rivolto al governo francese che ha deciso di mettere fuori legge il niqab, il velo islamico che copre il capo alle donne. Le ragazze hanno “sfilato”, infatti, per le strade di Parigi travestite da “NiqaBitch”, ovvero indossando un completino nero politicamente scorretto: velo sul viso e minishorts estremi. Un video diffuso dal sito francese d’informazione rue89.com, ha fatto presto il giro del mondo.

“Come reagirebbero le autorità davanti a due ragazze in niqab e minishorts? – si sono chieste le due ragazze, come si legge su Corriere.it – Non volevamo attaccare o degradare l’immagine dei fondamentalisti, ma piuttosto fare riflettere i parlamentari che sono arrivati a votare questa legge che ci pare largamente anticostituzionale”. Di sicuro, per le strade del VII arrondissement, le ventenni in “niqabitch” non sono passate inosservate: “I poliziotti sono un po’ infastiditi e un po’ complici, i pompieri suonano il clacson… Tutto andrebbe bene se il governo si ispirasse allo spirito della strada”.

La scelta politica del governo francese ha suscitato reazioni dappertutto. Se, da un lato, nasce come reazione ai soprusi diffusi in parte nella comunità islamica, dall’altro rischia di criminalizzare un popolo, facendo leva solo su casi isolati. La decisione di Sarkozy è stata accolta con un certo plauso anche in Italia, con gli apprezzamenti, come ovvio, dei leghisti e di buona parte del centrodestra. Siamo convinti, però, che gli integralisti di casa nostra che si battono per la difesa delle donne islamiche, di fronte agli stupri di ragazze in abiti succinti, siano gli stessi che affermano: “Vestita così, se l’è cercata”.

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Mi chiamo Anita Pallara e sono
una ragazza di 21 anni affetta
da atrofia muscolare spinale, una
malattia neurodegenerativa e totalmente
invalidante. In parole
povere, sono handicappata. Mi
rivolgo al professor Joanne Maria
Pini che vorrebbe buttare me e
quelli come me dalla Rupe Tarpea:
la disabilità non è un valore
aggiunto, non è proprio un valore.
È solo una condizione. Non voglio parlare di solidarietà e nemmeno di sensibilità. Io parlo
di diritti. Il diritto all’istruzione ce lo garantisce la Costituzione.
Le sue parole, professore, sono vergognose, pericolose, razziste
e illegali. Ma che valore ha tutto ciò nel nostro Paese? A parte le
ovvie reazioni di sdegno e le condanne morali, quale sarà la conseguenza
reale ? A voi tanti che parlate di “selezione genetica”: io
non sono disposta a subire questa ignoranza nel 2010. Se non ci saranno
delle forti prese di posizione da parte delle istituzioni e dei
media, io mi recherò alla Prefettura di Bari e consegnerò la mia
carta d’identità e il mio passaporto, rifiutando così la cittadinanza
italiana. Non posso essere cittadina di uno Stato di questo tipo.

pasquinoweb.wordpress.com

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Dopo tante leggi ad personam/s per Silvio B., eccone una per i fedelissimi di Umberto B., in nome della par condicio. La norma è ben nascosta in un decreto omnibus che entra in vigore fra pochi giorni, il 9 ottobre: il Dl 15.3.2010 n. 66 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo “Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello che puniva col carcere da 1 a 10 anni “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere “azioni di violenza o minaccia”. Il trucco c’è e si vede: un provvedimento che abroga una miriade di vecchie norme inutili viene usato per camuffare la depenalizzazione di un reato gravissimo e, purtroppo, attualissimo. Chissà se il capo dello Stato, che ha regolarmente firmato anche questo decreto, se n’è accorto. L’idea si deve, oltreché al ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche al titolare della Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli. Che cos’è venuto in mente a questi signori, fra l’altro nel pieno dei nuovi allarmi su un possibile ritorno del terrorismo, di depenalizzare le bande militari e paramilitari di stampo politico? Forse l’esistenza di un processo in corso da 14 anni a Verona a carico di politici e attivisti della Lega Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale Padana”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i guardiani della secessione. (altro…)

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Hanno osato protestare contro i corsi dei militari nelle scuole. E i militari dei carabinieri gli hanno dimostrato con i fatti che cosa vuole dire ordine e disciplina. Ieri qualche decina di ragazzi dei collettivi studenteschi sono andati all’Unuci, l’associazione dei militari in congedo titolare dei corsi Allenati per la vita sponsorizzati dai ministri Gelmini e La Russa. Gli studenti sono stati cacciati dai militari. Quei corsi, che comprendono anche il tiro a segno con le armi, sono stati talmente oggetto di critiche che anche il ministro della Difesa ha dovuto fare dietrofront annunciando che il prossimo anno non verranno più svolti nelle scuole: lui, infatti, vuole la mini-naja. La protesta era finita e gli studenti stavano tornando a casa tranquillamente quando sono stati intercettati da un drappello di carabinieri nel metrò di piazza Duomo. E qui è avvenuto qualcosa di inedito e molto grave che costituisce un precedente preoccupante. Due militari hanno fermato uno degli studenti e attivisti più conosciuti della città e il responsabile della piazza gli ha tirato un pungo in faccia rompendogli il naso. Dovrà essere operato. Una aggressione ad personam, compiuta a freddo senza nessun motivo. I carabinieri si sono giustificati dicendo di essere intervenuti perché gli studenti non avevano il biglietto del metrò. Come se il compito dei controllori spettasse a loro e comprendesse l’aggressione fisica. Immancabile è arrivata la dichiarazione del vicesindaco ex An Riccardo De Corato che si è scagliato contro i centri sociali farneticando di terrorismo e lacrimogeni contro Bonanni. Tutte cose che con questi studenti non hanno nulla a che vedere. E’ forte e legittimo invece il sospetto che dopo la manifestazione all’Unuci si sia voluto agire in modo punitivo contro questi ragazzi. I militari dei Carabinieri hanno agito senza l’appoggio della questura. Il ministero della Difesa ora sarebbe chiamato a dare una spiegazione esauriente.

pasquinoweb.wordpress.com

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Siamo entrati in possesso del finale del discorso alla Camera che ieri, all’ultimo momento, Berlusconi ha deciso di non pronunciare. “… E poi, caro Gianfranco, anzi ‘caro’ un corno, consentimi di dirti che hai sbagliato tutto. Ma come, vuoi diventare il leader di una destra normale, più normale ancora della mia, e non hai nemmeno una villa o una società off-shore? Vivi a casa della Tulliani e pretendi di fare concorrenza a me, che ho due ville in Brianza, una sul lago di Como, una a Paraggi, due in Sardegna più quelle dei miei cinque figli, una a Roma e sei ai Caraibi tra Antigua e Bermuda intestate a off-shore! Ora, per dire, ho pure affittato un castello fuori Roma. La villa di Arcore l’abbiamo presa per un pezzo di pane dalla marchesina Annamaria Casati Stampa, che aveva appena perso i genitori in una strage terribile e, siccome è fortunata, aveva pure Previti come protutore. Villa Certosa in Sardegna me l’ha passata Flavio Carboni, quello della P2 e della P3. Tu potevi almeno farti un alloggetto a Montecarlo, prelevandolo direttamente dal tuo partito e invece chi se lo prende? Tuo cognato. E quando si sparge la voce che potrebbe essere tuo, tu corri a smentire! Ma dovevi confermare tutto anche se non era vero, cribbio! Possibile che in 15 anni non sono riuscito a insegnarti proprio niente? Ma dove mi hai veramente deluso è sulle off-shore. Per farti un favore, ne attribuisce una a tuo cognato il ministro della Giustizia di Saint Lucia, che ha fatto di più per me in tre giorni che Angelino Alfano in tre anni. E tu che fai? Smentisci pure lui. Ma allora dillo che vuoi proprio sembrare un barbone! Poi hai peggiorato la situazione con quella cucina da 4.500 euro, roba da profughi rom. Invece guarda me. Negli anni ‘80 me ne sono fatte fabbricare a vagonate, di off-shore, dall’amico Mills. Nel 2001, alla vigilia delle elezioni, la società di revisione Kpmg consegna un rapporto alla Procura di Milano e dice che la Fininvest ne ha addirittura 64. Non tre o quattro: 64 off-shore e non di mio cognato, tutte mie! Su tre livelli. Il primo ne comprende 29: 21 alle Isole Vergini, 5 nel Jersey, 2 alle Bahamas, una a Guernsey. Compresa la famosa All Iberian. (altro…)

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Oggi, come ci ricorda il logo speciale di Google, è il 50 anniversario della nascita dei Flintstones, storica serie a cartoni animati della Hanna & Barbera ambientata nell’età della pietra. L’irascibile Fred, la dolce Wilma, il fedele amico Barney e sua moglie Betty non sembrano patire il peso degli anni e ancora oggi ci regalano momenti esilaranti grazie alle mille avventure che li coinvolgono nella cittadina di Bedrock.

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Si terrà dal 30 settembre al 3 ottobre presso la Nuova Fiera di Roma, la rassegna internazionale sul fumetto, l’animazione e i games, organizzata dalla Fiera di Roma e da I Castelli Animati. Tra i maestri del fumetto internazionale ospiti della manifestazione i Romics d’Oro 2010 verranno assegnati a Riyoko Ikeda, creatrice di uno dei personaggi più amati nella storia del fumetto e dell’animazione giapponese, Lady Oscar.

Era il 1982 quando appariva sugli schermi italiani un anime che raccontava la Rivoluzione Francese. Protagonista del cartone, Lady Oscar, un’eroina che, per volere del padre, indosserà i panni maschili inserendosi nel contesto della rivoluzione, passando da personaggi storici come Robespierre e Marie Antoniette.

L’incontro con l’autrice si svolgerà sabato 2 ottobre 2010 dalle 15:30, presso la Sala Grandi Eventi e Proiezioni Il Teatro di Romics – Padiglione 13. A seguire continuerà la celebrazione di Lady Oscar con un vero e proprio show, che si propone come un evento celebrativo per i 30 anni dalla messa in onda nipponica della serie animata di Lady Oscar. Il 3 Settembre 1980 è stata infatti trasmessa in Giappone l’ultima puntata della storica serie animata creata da Riyoko Ikeda. Prendendo come pretesto questo evento, sul palco di Romics avrà luogo un “sit-talk”, uno show con situazioni artistiche di vario genere: comiche, musicali, teatrali, sportive ecc che avranno come comune denominatore il personaggio di Lady Oscar. Per celebrare Lady Oscar, oltre all’autrice Riyoko Ikeda e alla cantante della sigla originale Clara Serina, sono stati chiamati all’appello diversi artisti, personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, oggi affermati nel proprio settore che erano bambini nel 1980 o che comunque sono cresciuti insieme alla famosa eroina della rivoluzione francese. (altro…)

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HO DETTO ieri, dialogando con i lettori e gli spettatori di Repubblica Tv, che ormai la politica in Italia è una cosa buia, che non appassiona più nessuno, né chi la fa, né chi la segue. Su questa affermazione mi hanno scritto in tanti, che credo abbiano condiviso con me questo sentimento di impotenza, avvertito talvolta come un impedimento, la denuncia di qualcosa che ostruisce la partecipazione, il normale rapporto che un cittadino deve avere con la vita pubblica del suo Paese. E insieme, c’è un altro sentimento in chi mi scrive: rabbia e ribellione per sentirsi espropriati dalla politica come strumento di impegno e di cambiamento, rifiuto di accettare che questa stagnazione prevalga.

Chi analizza fatti, episodi e metodi della politica italiana, in questo momento, non può che avere una reazione di spavento e pensare: non è per me. Ricatti, timori, intimidazioni. Tutti hanno paura. Anche io ho paura: non ho nulla da nascondere, con la vita ridotta e ipercontrollata cui sono costretto, ma sento questo clima di straordinaria ostilità, e vedo l’interesse a raccoglierlo, eccitarlo, utilizzarlo. Mi guardo intorno e penso: come deve sentirsi un giovane italiano che voglia usare in politica la sua passione civile, il suo talento? La politica di oggi lo incoraggia o lo spaventa?

E qual è il prezzo che tutti paghiamo per questa esclusione e per questa diffidenza? Qual è il costo sociale della paura? Chi fa già parte del sistema politico nel senso più largo del termine, o ha comunque una responsabilità pubblica e sociale, sa che oggi in Italia qualsiasi sua fragilità può essere scandagliata, esibita, denunciata ed enfatizzata. Non importa che non sia un reato, non importa quasi nemmeno che sia vera. Basta che faccia notizia, che abbia un costo, che faccia pagare un prezzo, e che dunque serva come arma di ammonimento preventivo, di minaccia permanente, di regolamento dei conti successivo. Ma la libertà politica, come la libertà di stampa, si fonda sulla possibilità di esprimere le proprie idee senza ritorsioni di tipo personale. Se sai che esprimendo quell’opinione, o scrivendola, tu pagherai con un dossier su qualche vicenda irrilevante penalmente, magari addirittura falsa, ma capace di rovinare la tua vita privata, allora sei condizionato, non sei più libero. (altro…)

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La foto di “Matrix” che ritrae l’ormai celeberrima cucina Scavolini installata là dove i finiani avevano sempre negato che fosse, cioè nell’alloggio di Montecarlo abitato da Giancarlo Tulliani, sarebbe uno dei tanti dettagli ridicoli di una comica telenovela se non fossero stati gli stessi finiani a trasformarla in una delle prove più marchiane della campagna di fango anti-Fini. Bastava che il presidente della Camera dicesse fin dal primo giorno: “Signore e signori, anni fa mi sono innamorato di Elisabetta Tulliani, che ora è la madre delle nostre figlie. Elisabetta ha un fratello un po’ così, a dir poco esuberante, al quale è legatissima, e io, per amore di lei, ho finito col dare troppa corda a lui. Ho lasciato che Giancarlo spendesse il mio nome in Rai per entrare nel giro degli appalti (cosa che peraltro non gli è riuscita), ho autorizzato la vendita della casa di Montecarlo a una società off-shore segnalata da lui, poi quando ho scoperto che ci era pure andato ad abitare mi sono infuriato, gli ho intimato di traslocare. Ma alla fine, sempre per amore di Elisabetta, ho sorvolato. Un paio di volte, mentre ristrutturavamo la nostra casa, ho accompagnato Elisabetta al mobilificio Castellucci, vecchio fornitore della famiglia Tulliani, a scegliere dei mobili e non escludo che una cucina Scavolini fosse destinata alla casa di Montecarlo. Nulla di illecito né immorale, nemmeno un euro di denaro pubblico in ballo. Ma il prezzo che sto pagando per queste debolezze e leggerezze mi servirà da lezione per evitarne altre in futuro. Tanto vi dovevo: il dovere di trasparenza mi imponeva di raccontarvi tutto prima che lo facciano i soliti manipolatori prezzolati. Se ritenete di fidarvi ancora di me come leader di una destra normale, sostenete Futuro e libertà, altrimenti, se dai sondaggi o dalle urne mi accorgerò di essermi giocato la carriera, pazienza, ne trarrò le conseguenze”. Invece, purtroppo, Fini ha scelto un’altra via, più obliqua e nebulosa, che l’ha portato dritto dritto nelle fauci del Caimano. Un grave errore di sottovalutazione l’ha costretto a correzioni di rotta strada facendo, fino a dare l’impressione di nascondere chissà cosa. (altro…)

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Il comico genovese alla seconda giornata della maratona musicale all’ippodromo di Cesena: ”Noi siamo un movimento di proposte, non di proteste. Noi scambiamo idee che non sono né di destra, né di sinistra, sono ‘sopra’ tutto”
”Oggi mettiamo la prima pietra per cambiare un sistema vecchio, morto. Noi invece siamo vivi e siamo qui per fare un sogno. Perché non ci costa nulla avere un sogno. Noi siamo i veri rivoluzionari”. Beppe Grillo è intervenuto subito dopo le 14 sul palco di ‘Woodstock 5 stelle’ nella seconda e conclusiva giornata della maratona di musica e idee, autofinanziata e a impatto zero, che dopo l’intervento del comico ha raggiunto le 100 mila presenze.
Pubblico che, probabilmente, toccherà il picco massimo in serata quando si esibiranno, tra gli altri, Fabri Fibra, Daniele Silvestri e Linea77. Nel tardo pomeriggio l’intervento al telefono di Marco Travaglio. Nel lanciare ufficialmente la piattaforma del movimento nazionale che già conta 100mila iscritti, Grillo ha ribadito l’importanza fondamentale dell’informazione libera per i cittadini: ”Ogni cittadino deve avere per diritto di nascita l’accesso gratuito alla rete. Solo se un cittadino è informato, è libero”. ”Noi siamo un movimento di proposte, non di proteste – ha proseguito il comico – Noi scambiamo idee che non sono né di destra, né di sinistra, sono ‘sopra’ tutto”.

 Ai numeri da stadio del pubblico dell’Ippodromo di Cesena si aggiungono gli oltre tre milioni e mezzo di contatti registrati fino alle 16 di oggi sui canali web che stanno trasmettendo in streaming l’evento: ”Questo è un movimento nato in rete – ha continuato Grillo – del quale io non sono il leader, ma solo un coordinatore di idee. Questo è un movimento che è nato senza il bisogno di un soldo pubblico, perché si può fare una politica senza soldi, solo con passione, cuore e idee. Ed è nato il 4 ottobre 2009, nel giorno di San Francesco, perché lui era il pazzo di Dio e noi siamo i pazzi della democrazia”.

 Aprendo la seconda giornata, questa mattina, Grillo si era rivolto al pubblico sottolineando: ”Voi rappresentate il diritto di essere contenti in un momento come questo”.

‘Woodstock 5 Stelle’ ”è un modo per urlare senza vaff…, un modo per esporre i problemi attraverso l’arte”. Max Gazzè con l’ADNKRONOS commenta così la due giorni di Cesena cui ha partecipato. ”La gente ormai è disillusa e ha bisogno di cambiamenti – dice – la manifestazione non è contro ma a favore della politica. E’ un modo per chiedere ai politici di agire e di rendersi conto che il mondo ha bisogno di cambiamenti, di cose reali, in particolare per le nuove generazioni”. ”E’ un modo più delicato del ‘V-Day’ – continua – di lanciare dei messaggi attraverso la musica”. Quindi, “continuerò a chiedere un ministero dell’arte che si occupi di tutelare gli interessi dei musicisti e degli artisti. Bisogna – conclude – abbattere le condanne politiche sulla musica”.

Adnkronos

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Esenzioni per due miliardi l’anno. Bruxelles accelera: “Sono aiuti di Stato”. Se l’Italia sarà condannata, dovrà chiedere il rimborso delle tasse non pagate La Chiesa ha un patrimonio di circa 100mila fabbricati.

BRUXELLES – Le esenzioni fiscali concesse alla Chiesa costano allo Stato italiano un’indagine formale dell’Ue per aiuti di Stato incompatibili con le norme sulla concorrenza. Dopo quattro anni di scambi di informazioni, due archiviazioni e una serie di controricorsi, Bruxelles mette in moto “un’indagine approfondita” sui privilegi fiscali attribuiti agli enti ecclesiastici in settori in cui “l’azienda Chiesa” (conta circa 100 mila fabbricati) è leader nazionale: ospedali, scuole private, alberghi e altre strutture commerciali che godono di un’esenzione totale dal pagamento dell’Ici e del 50% da quello sull’Ires. Con un risparmio annuo che si avvicina ai due miliardi di euro e conseguenti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti laici.

La procedura per aiuti di Stato sarà aperta a metà ottobre dalla Commissione europea. La decisione è già stata scritta e al momento è soggetta alle ultime limature. Nell’introduzione del documento redatto dal commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia si legge: “Alla luce delle informazioni a disposizione la Commissione non può escludere che le misure costituiscano un aiuto di Stato e decide quindi di indagare oltre”. In poche parole, da scambi di informazioni informali il dossier diventa ufficiale e fa scattare quella procedura di 18 mesi al termine della quale la Ue dovrà emettere un verdetto. (altro…)

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Dopo ventidue anni di assenza le opere di Vincent Van Gogh verranno esposte a Roma nella “Campagna senza tempo, Città Moderna”.

La mostra sarà allestita all’interno del Complesso del Vittoriano, a due passi da Piazza Venezia, dall’8 ottobre al 30 gennaio 2011.

L’esposizione sarà davvero imponente visto le circa 110 opere del maestro olandese tra dipinti, disegni ed acquerelli che provengono da maggiori musei del mondo, riuscnedo a coprire crnologicamente l’intera produzione di Van Gogh

Il titolo della mostra curata da Cornelia Homburg, vuole evidenziare le due principali “forze” ed inclinazioni dell’artista:  l’amore per la campagna ed il legame con la città. Da una parte la staticità, dall’altra la mutevolezza dei rapidi cambiamenti.

Tra le opere esposte “I piantatori di patate” (dal Von der Heydt-Museum di Wuppertal), i disegni di contadine chine al lavoro, “Carreggiata con sottopassaggio – Il viadotto”(dal Guggenheim Museum) e  “Orti a Montmartre” (dal Van Gogh Museum e dallo Stedelijk Museum di Amsterdam). (altro…)

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Chi di noi non si è commosso vedendo affondare questo enorme transatlantico nel celebre film di James Cameron?

E se vi dicessi che la storia non è andata proprio così?

Ebbene sì cari lettori, il Titanic non è affondato perchè navigava troppo velocemente e l’equipaggio non avvistò l’ iceberg in tempo, bensì per colpa di una manovra sbagliata del timoniere!

A dare questa notizia è stata Lady Patten, nipote del 2° ufficiale dell’equipaggio Charles Lightoller, sopravvissuto alla tragedia.

L’equipaggio avrebbe prontamente avvistato l’ iceberg; ciò che fu fatale per 1.517 persone fu una manovra sbagliata. Quando, infatti, William Murdoch avvistò l’ iceberg e ordinò di virare a dritta, il timoniere Robert Hitchens interpretò male il comando e, seguendo il sistema della navigazione a vela, girò verso destra anzichè virare a sinistra. L’errore, anche se corretto immediatamente, si rivelò però fatale ed il Titanic non riuscì a sottrarsi al suo triste destino.

Lightoller non rivelò mai a nessuno la causa per paura che i proprietari del Titanic andassero in bancarotta ed i suoi colleghi restassero senza lavoro, eccetto che a sua moglie.

La nipote, Lady Patten, apprese la notizia dai racconti dalla nonna e, raccogliendo tutte le sue memorie, ci ha regalato questo piccolo e triste pezzo di storia.

tgcom.it

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Auto in fiamme, scontri e feriti. Ormai è allarme rosso tra Napoli e Terzigno. Ma Bertolaso getta acqua sul fuoco: “E’ solo un tentativo di speculare. Situazione sotto controllo”

Spazzatura per le strade, proteste antidiscariche, guerriglia urbana, camion dati alle fiamme. No, non è il 2008, quando l’emergenza rifiuti nella Campania rossa di Bassolino fu tra le cause del collasso del governo Prodi. Siamo nel settembre 2010, la Campania è azzurra e al governo c’è Berlusconi, il premier-spazzino che aveva annunciato la risoluzione definitiva del problema, emanando nel dicembre 2009 un decreto che ha steso le basi del nuovo ciclo integrato dei rifiuti, che affida pieni poteri alle Province (li otterranno nel 2011) e ha proclamato la fine dell’emergenza e del commissariamento. Un decreto che dopo appena nove mesi, fa acqua da tutte le parti: le discariche sono in via di esaurimento, l’inceneritore di Acerra funziona poco e male (fuori uso due forni su tre), la differenziata è ferma a livelli da terzo mondo. Sotto il 20% a Napoli, che produce più della metà della monnezza campana. E ben lontana dal 40% che rappresenterebbe lo standard minimo per prolungare la vita degli sversatoi e dare respiro a un territorio martoriato.

Gli scontri di Terzigno Da quattro giorni i comitati civici dei comuni ricompresi tra Terzigno e l’area boschese in provincia di Napoli, sono in rivolta, occupano l’aula consiliare di Boscoreale e presidiano a singhiozzo i cancelli e le strade di accesso di Cava Sari, la discarica collocata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Lo sversatoio è in esercizio da circa un anno, ha una capacità complessiva di 750.000 metri cubi, accoglie circa il 75% dei rifiuti prodotti tra Napoli e provincia ed è vicino alla saturazione. La protesta ostacola il conferimento dei rifiuti: decine e decine di camion attendono in fila il loro turno, tra urla e proteste dei residenti, mentre la polizia in tenuta antisommossa cerca di mantenere l’ordine pubblico. (altro…)

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Ricomincia Annozero ed è subito bagarre. Nonostante il buon Michele avesse minacciato dimissioni non meno di cinque mesi fa, il talk-show politico per definizione ha vinto anche quest’anno la guerra di logoramento interna alla Rai ed è ripartito giovedì sera con il 20% di share e quasi cinque milioni di telespettatori. Inutile dire che il ritorno in video del giornalista salernitano ha esacerbato lo scontro che da anni si trascina con il direttore generale Rai Mauro Masi, primo fra i tanti a non gradire l’operato della redazione di Annozero.

Il pretesto lo offre l’entrée al vetriolo con cui Santoro ha deciso di battezzare la prima puntata di questa quinta serie: appellandosi agli imprenditori che votano Pdl, il giornalista si è lanciato in un parallelismo con l’artigianato e, immaginandosi bicchieraio, ha attaccato frontalmente Masi chiedendo: “Se viene un direttore e vi dice: ogni bicchiere deve avere un marchio di libertà ex ante, voi che rispondete? ma vaffan’ nbicchiere!”.

Il riferimento ben poco velato alle continue pressioni cui la redazione è costretta a sottoporsi, ha scatenato le ire del “megadirettore”, che prontamente ha affidato alle agenzie il suo affondo: “E’ molto grave che Santoro rivolga al capo azienda frasi inaccettabili, bugiarde e mistificanti – ha replicato Masi – Santoro si ritiene più uguale degli altri e svincolato dalle leggi anche quando ne chiede continue deroghe e quando chiede contratti ad personam. E’ evidente che la questione dovrà essere affrontata in tutta la sua gravità in Consiglio di Amministrazione della Rai al più presto”. (altro…)

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Pancia in dentro, petto in fuori! At-tenti!
Finalmente una buona notizia per la scuola italiana: i professori vengono licenziati a mazzi, i soffitti cascano in testa, le strutture fanno schifo e compassione, ma in compenso possiamo tutti tirare in aria i berretti e gridare hurrà per il solenne protocollo d’intesa firmato tra la ministra Gelmini, beata ignoranza, e il sor La Russa, il colonnello alla parata militare.
In alto i cuori!
Il protocollo d’intesa si ammanta di notevoli paroloni, roba forte qui nel Berlusconistan, come ad esempio «conoscenza e apprendimento della legalità e della Costituzione». Ma questa è la teoria, roba da comunisti. È la pratica che è più interessante, e prevede: «cultura militare», «arrampicata», «tiro con l’arco e con la pistola» (ad aria compressa, aggiunge pietoso il documento), senza contare «nuoto e salvamento» e «orienteering».
Insomma, una specie di incrocio tra i littoriali, il sabato fascista e i film con Alvaro Vitali, il tutto sotto l’occhio vigile di La Russa e della sciura Gelmini, eletta dalla lobby dei cacciatori nella patria della Beretta, pistola italiana.
Protocollo d’intesa denominato «Allenati per la vita», che insegna tra le altre cose anche il «pernottamento in luoghi ostili», cosa che potrebbe tornare utile alle ragazze che restano bloccate nottetempo nei cessi di Palazzo Grazioli.
Non basta. A coronare il virile cimento arriverà alla fine una «gara pratica tra pattuglie di studenti» che varrà come credito formativo. «Mamma, non rompere che c’ho tre in matematica, perché ho preso ottimo nel passo del giaguaro!». (altro…)

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