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Posts Tagged ‘nobel’

Ce ne faremo serenamente una ragione, ma Bob Dylan non andrà a ritirare il Nobel per la letteratura, sabato 10 dicembre a Stoccolma, «per altri impegni». Era il minimo che ci si potesse attendere da un cantautore così impegnato. Non è dato sapere di quali impegni si tratti – il dentista, forse – mentre si sa per certo che erano stati assunti in precedenza. E qui Dylan, da vero impegnato, conferma di non possedere il senso dell’umorismo e la perfidia di Oscar Wilde, che rifiutò un invito «causa impegni presi successivamente».

 

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bobIl premio.

Il riconoscimento dell’Accademia svedese al menestrello di Duluth suona come una preghiera alla più grande democrazia del mondo.

L’Europa incorona l’America migliore
WASHINGTON – In questi giorni tristi nei quali l’America politica mostra al mondo il proprio volto peggiore, un Nobel strappa dalla penombra del tempo il suo volto migliore, quello della poetica e del sound che Bob Dylan incarna e di quell’America che avevamo tanto amato.
Ci sono sicuramente scrittori e poeti altrettanto, se non più, meritevoli del Nobel per la letteratura e già i critici si azzuffano come tanti si inalberarono per il premio a Dario Fo, “il Giullare” scomparso proprio nel giorno del riconoscimento a Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan. Ma nessuno, neppure il grande Philip Roth ancora una volta ignorato, è stato come lui, con i suoi “doggerell”, le sue strofe popolari e dispettose, con la sua armonica da bivacco di mandriani alla Frontiera, con la sua voce strozzata e rugginosa, con il suo corpo scontroso, la metrica di un tempo che cambiava. E il pegno di un’America non ancora banalmente pop, ma di popolo.

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La nobel che ha sconfitto la paura“Aiutateci a essere liberi” l’appello di Aung San Suu Kyi la Nobel che ha sconfitto la paura.
La pasionaria birmana a Roma: gelati e l’abbraccio con Baggio.
Il colloquio.

ROMA-«BELLO. È tutto rimasto intatto». Quarant’anni dopo Aung San Suu Kyi torna ad affacciarsi su Roma di notte. I Fori, il mercato di Traiano. Era una studentessa ad Oxford, allora. Una ragazza. Oggi è premio Nobel per la Pace, vent’anni quasi ininterrotti di arresti domiciliari, le vessazioni e gli attentati di un regime che ha cercato di eliminarla senza riuscire a farlo, senza poterlo fare. La vita che le è scivolata di mano mentre la teneva salda sulla rotta di un’idea, di un compito arrivato in dote dalla famiglia e dalla coscienza e dalla storia, il marito morto lontano senza che potesse salutarlo, i figli bambini e poi ragazzi via da lei altrove. La cupola di San Pietro, a sinistra il Gianicolo. (altro…)

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