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Posts Tagged ‘nomine’

La rete di contatti per favorire gli amici e conquistare la presidenza di Unioncamere E Gemelli esultò per il trasferimento dell’ammiraglio sgradito: “È un marinaretto”.

ROMA – Una maxi speculazione edilizia a Napoli. Gli appalti della Difesa. E poi «certo, certo che quel terreno va bene», per usare le parole di Ivan Lo Bello al telefono con l’amico Gemelli sul porto di Augusta. Di quel «clan» o «quartierino romano» è questo che sembra emergere nelle nuove carte della procura di Potenza: «Un’associazione a delinquere» la definisce la squadra Mobile che aveva nei lobbisti «Nicola Colicchi e Gianluca Gemelli i promotori, ideatori e organizzatori. E nel dirigente del Pd, Paolo Quinto e nel numero due di Confindustria, il ruolo di partecipanti». Accanto a loro, un gruppo di politici e burocrati a cui si rivolgevano, tra cui il capo di Stato maggiore, Giuseppe De Giorgi, indagato. Le richieste erano le più disperate: appalti, concessioni, energia e persino una multa da 700 euro al papà di Gemelli, beccato dai carabinieri sulla sua Lamborghini senza assicurazione.

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BianiALTRO CHE “È UN BEL CDA” Le nomine renziane.

Vorrei ridirvi le nomine che ha fatto il governo. Mi rimproverano: Renzi mette tutti i suoi nelle aziende. Ma andateavedereirisultati”.In conferenzastampaaPalazzo Chigi, accanto al ministro Marianna Madia, Renzi la domanda sui nuovi vertici della Rai la evocava, la aspettava, evidentemente la temeva, mentre cercava di parlare della riforma della Pa, con tanto di slide apposite.   ED ECCO ALLORA che esaurisce rapidamente il capitolo difesa ed elogio del “bel Cda” di viale Mazzini appena eletto.Esilanciainun’autodifesa generale e non richiesta delle nomine fatte da quando è presidente del Consiglio. (altro…)

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csm_renzie_berlusconi

“Per l’elezione dei membri della Corte Costituzionale e del Csm stiamo assistendo all’ennesima spartizione di potere fra Forza Italia e Partito Democratico. Il patto del Nazareno, evidentemente, contiene indicazioni chiare anche sull’occupazione di organi costituzionali, che dovrebbero essere super partes. Per capirlo basta scorrere la lista dei candidati scritti su un promemoria distribuito ad alcuni parlamentari: si tratta di personaggi già noti per aver occupato poltrone e posti di comando, uomini destinati a perpetuare il vecchio sistema di gestione del potere in mano ai partiti. Il Movimento 5 Stelle anche in questo caso si è distinto: ha chiesto alla Rete e ai cittadini di votare il proprio candidato e il prescelto è stato Alessio Zaccaria, professore dell’università di Verona, figura estranea alla militanza politica: un profilo super partes come dovrebbe essere un membro del Csm. (altro…)

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Il vecchio rovina il nuovo

LE AZIENDE DI STATO SI TINGONO DI ROSA. DELRIO: È UNA RIVOLUZIONE CULTURALE. MA L’OPERAZIONE NASCONDE LA CLASSICA LOTTIZZAZIONE.

Il commento più entusiasta proviene dalle labbra di Graziano Delrio, sottosegretario a Palazzo Chigi che ha gestito la partita delle nomine: “È molto importante che si sia scelto di chiamare al servizio delle più grandi aziende del Paese – ha detto in serata nel corso di Porta a Porta – uomini e donne che hanno dimostrato di essere manager capaci”. Ma è sulle donne che il governo punta per far scattare la campagna simpatia già realizzata con le liste Pd per le elezioni europee: “La nomina di tre donne come presidenti è un fatto che segna una rivoluzione culturale”, ha sottolineato l’ex sindaco di Reggio Emilia. (altro…)

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seggi-consiglio

Delrio elimina le Province ma aumenta seggi e nomine in giunta per i municipi fino a 10mila abitanti. 
Infornata che significa molto in termini di ritorno elettorale in vista dell’election day del 25 maggio.

Perché tanta fretta per il ddl Delrio? A sentire Renzi perché altrimenti si sarebbero dovute indire le elezioni provinciali. Ma non è vero. In realtà la riforma ha anche un altro effetto. A fronte di un taglio di 2159 poltrone con la cancellazione delle Province, aumentano i seggi per i consiglieri e i posti da assessore nei Comuni fino a 10mila abitanti. Eppure il presidente del Consiglio aveva parlato di 3mila politici in meno.

Abolizione delle Province? Nei Comuni 25mila consiglieri e 5mila assessori in più.

Perché tanta fretta, da parte del governo, per l’approvazione del disegno di legge per l’abolizione delle Province? A sentire Renzi, tutto nascerebbe dalla necessità di arrivare alla cancellazione degli enti prima dell’election day del 25 maggio, quando i cittadini, in caso di mancata approvazione della legge, si sarebbero trovati a dover rieleggere anche i consigli provinciali e i loro relativi presidenti, con conseguenze a cascata facilmente immaginabili.  (altro…)

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ScaroniGUERRA DI POLTRONE

IL MANAGER DELL’ENI SOTTO ACCUSA PER CORRUZIONE INTERNAZIONALE SI SENTE SICURO DELLA CONFERMA DOPO L’INTESA ESIBITA IN TV COL SEGRETARIO PD.

L’occasione è quasi ufficiale, il salotto di Porta a Porta di Bruno Vespa, la sintonia è così totale che sembra una promessa di riconferma: Matteo Renzi, segretario del Pd, e Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni che a maggio spera di ottenere un quarto mandato alla guida dell’azienda nonostante sia sotto inchiesta dalla Procura di Milano per corruzione internazionale. Uno suggerisce, l’altro completa, il dissenso, effimero, è solo lo spunto per chiarire dettagli.  (altro…)

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DeleghePOST FASSINA.

Per i renziani della prima e dell’ultima ora il suo obiettivo è chiaro: “Vuole fare il leader della minoranza interna”, dicono in coro – ad esempio – Angelo Rughetti e Debora Serracchiani. Non si sa se pensare che l’atteggiamento di indifferenza in privato e le mezze difese pubbliche degli esponenti politici che dovrebbero guidare siano da considerarsi una smentita o una conferma della cosa.

IN REALTÀ il gioco innescato dalle dimissioni di Stefano Fassina è ancora più complicato di così. Le linee di faglia sono tre: quella più ovvia è la tenuta del governo; poi ci sono le tensioni interne all’area d’appartenenza dell’ex viceministro (quella – per i distratti – che sosteneva Gianni Cuperlo alle primarie); infine c’è il problema del ruolo di Fassina al Tesoro e in particolare di un paio di deleghe parecchio rilevanti che ora rimangono scoperte. Partiamo da quest’ultima. (altro…)

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NUOVE NOMINE.

IL PAPA MANDA L’AMBIZIOSO MONSIGNORE IN UNA DIOCESI POCO AMBITA. PRESTO UN NUOVO STATUTO PER I VESCOVI.

Lascia la Cei il segretario generale mons. Mariano Crociata. Non è stato un grande organizzatore e ha deluso quanti si aspettavano da lui nuove idee ai vertici Cei. Papa Francesco lo ha destinato alla diocesi di Latina e il suo trasferimento d’imperio suona come monito a tutti coloro, che non sono pronti a inserirsi nel nuovo corso.  (altro…)

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La Rai porta male? No, ma non porta voti”. Cito una sorprendente rivelazione di Pierluigi Battista ( Corriere della Sera, 9 luglio) che smentisce con coraggio sia Silvio Berlusconi che Mitt Romney. Berlusconi aveva appena ordinato al presidente del Senato di cambiare in fretta e furia un membro della Commissione di Vigilanza sulla Rai perché non prometteva esecuzione fedele e rigorosa delle istruzioni per l’uso della televisione secondo il Pdl. Romney ha appena annunciato di avere superato i fondi raccolti da Obama per trasmettere il numero più alto di spot televisivi contro l’avversario. Battista ha un suo argomento, valido solo per l’Italia. Dice: “Un minimo, solo un minimo di aderenza ai fatti dimostra che il controllo della Rai non ha mai favorito il partito dei controllori”. L’affermazione è inesatta, Vostro Onore, e basteranno due frasi per smontarla. Prima frase. Le due vittorie di Prodi sono sempre state minime e risicate (la seconda volta con la maggioranza di uno, come i gatti delle canzoncina del Mago Zurlì), le tre vittorie di Berlusconi, invece, ottime e abbondanti. (altro…)

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Sarebbe bene sostituire la misteriosa sigla della Agcom con il suo nome vero, per ricordare la natura e la missione di quella Autorità indipendente, che è istituita «per le garanzie nelle comunicazioni». Essa svolgerà un ruolo decisivo nella assegnazione delle frequenze per le trasmissioni televisive: un ruolo determinante per ciò che vedremo, ascolteremo e sapremo nei prossimi anni. La gravità degli attuali problemi economici, che monopolizzano le attenzioni e preoccupazioni, spinge a vedere solo il profilo economico di questioni che invece riguardano anche altre ed importanti esigenze. E’ significativo che le critiche largamente portate alle recenti nomine dei componenti della Autorità finiscano spesso con il riflettersi solo sulle previsioni di comportamento di questo o quel commissario nelle decisioni che hanno conseguenze economiche sui vari operatori televisivi, attuali o potenziali. (altro…)

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La guerra dei partiti blocca l’ok a Tarantola e Gubitosi Il governo pensa al blitz. Pressing del Colle sul Pd.

Il governo ha sbrigato la pratica Rai, cioè ha spedito un pacchetto già pronto con i nomi di Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, ora può soltanto pregare che arrivi a destinazione. Perché tocca ai partiti. Come se fosse un evento straordinario, un’eclissi lunare totale. Ci sono abituati, eppure si agitano dentro e fuori. Finita la sceneggiata per difendere a oltranza il direttore generale Lorenza Lei, i berlusconiani aprono il taccuino e segnano i consiglieri che vogliono eleggere (presto e tanti) in commissione di Vigilanza Rai. Oggi la bicamerale, su convocazione di Sergio Zavoli, riunisce l’ufficio di presidenza per indire il seggio elettorale che deve esprimere sette consiglieri per viale Mazzini: occorre un preavviso di 48 ore; giovedì è il primo giorno utile, ma non è escluso un rinvio di una settimana. L’ex ministro Paolo Romani (Pdl) non vuole ritardare: “Il governo non ha rispettato le regole e le procedure anticipando l’indicazione del direttore generale – dice l’ex ministro – adesso noi vogliamo scegliere i nostri rappresentanti in Cda. (altro…)

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C’è qualcosa di surreale nel leggere le cronache delle nomine AgCom: con il Pdl che vuole ripiazzare un fidato fininvestiano, D’Alema (D’Alema!) che spinge il suo candidato, e l’Udc di Casini che alla fine fa saltare tutto perché non ha una poltrona, e che diamine.

Sembrano cronache da un altro pianeta, ormai.

Invece è ancora la realtà spartitoria dei tre partiti di governo in Italia, gli stessi che poi piagnucolano quando scoprono che, chissà perché, non se li fila più quasi nessuno.

Ps: qui, banalmente, come si farebbe in un Paese non occupato da cricche di Palazzo.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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Stando alle indiscrezioni l’operazione potrebbe essere portata a termine in due fasi: una prima nel corso del cdm della prossima settimana con nove nomine, mentre una seconda rinviata a dopo l’approvazione del disegno di legge per aumentare il numero dei sottosegretari.

ROMA – “Rimpasto? Lo farò in settimana nel consiglio dei ministri”. Silvio Berlusconi sembra essere arrivato alla fine della complicata trattativa per consolidare il governo offrendo poltrone al gruppo dei Responsabili che, dopo la fiducia del 14 dicembre, 1 sono diventati stampella indispensabile per la sopravvivenza della ligislatura. E non fanno mistero di voler “capitalizzare” la scelta fatta. Pretendendo l’ingresso della ‘terza gamba della maggioranza’ nella squadra di palazzo Chigi con le nomine dei sottosegretari e dei viceministri. (altro…)

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