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Posts Tagged ‘norma rangeri’

«Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel suo nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno…», così Massimo D’Alema, l’11 maggio, salutava la nomina a sottosegretario del governo Monti dell’uomo che ai tempi del massacro alla Diaz era il capo della polizia. La stessa persona che nelle motivazioni della Corte di Cassazione interpreta il ruolo del fantasma del palcoscenico, l’ispiratore di una repressione disumana, segnata da efferatezze che ancora oggi si fatica a leggere nei particolari descritti dai giudici. Quel poliziotto d’Italia che non volle fermare le squadracce spinte, invece, a emulare un clima cileno, nel cuore dell’Europa, quando l’Italia berlusconiana sospese la democrazia con il sangue di ragazzi inermi. (altro…)

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Le immagini del capannone accartocciato, destinazione mortale per gli operai richiamati incredibilmente al lavoro, sono il simbolo tragico di un paese sfasciato. Che si sgretoli una chiesa antica è ammesso (e non concesso), che si sbricioli una fabbrica moderna è una ferita che non rimargina.
Nulla è inevitabile. Non lo è la crisi economica, non lo sono i crolli e le vittime dei nostri terremoti, conseguenza di umane corruzioni, guadagni, cinismi. Case, monumenti e soprattutto capannoni, tirati su al risparmio, senza i criteri antisismici, costruzioni «che anche un vento particolarmente forte può far venir giù come un castello di carte», secondo il parere degli esperti.
Nulla è casuale se la maggior parte delle persone è morta sotto le macerie di edifici industriali, se le mappe antisismiche ancora attendono di essere aggiornate. (altro…)

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Un voto di liberazione. Una svolta. I magnifici risultati di Milano e Napoli rompono l’incantesimo di un ventennio, travolgono i vecchi equilibri, infrangono lo stile di un ceto politico. Esplosi subito dopo la chiusura dei seggi, con percentuali da capogiro, emozionanti nelle proporzioni (specialmente quelle di Napoli), i risultati non giungono inaspettati. Ancor prima che dal voto comunale, erano annunciati dalle straordinarie mobilitazioni sociali che hanno segnato gli ultimi due anni della vicenda nazionale. Nel momento peggiore del peggior berlusconismo, seppellito dagli scandali sessuali e dalla dolorosa crisi economica, dalla parossistica guerra contro la magistratura e dal vergognoso spettacolo parlamentare, si è preso la scena un paese umiliato ma non rassegnato.

Le proteste dei giovani, delle donne, degli operai, del mondo della cultura e dell’informazione hanno riempito piazze libere (dai partiti) e arato in autonomia il seme del cambiamento. Chi ne sminuiva la potenza con il ritornello dell’antipolitica, di un antiberlusconismo da ceto medio radical-chic, oggi riceve l’ennesima, sonora smentita. (altro…)

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«Sono stato attento». Nanni Moretti rompe il lungo silenzio di questi anni e torna a parlare dell’Italia del Caimano, di quel che il suo film aveva visto, di quel che forse gli italiani non vedono più, avvolti e sopraffatti da un conflitto di interessi che ci ha cambiato. Il celebre film di Moretti è nei cassetti della Rai. Pur avendolo acquistato cinque anni fa per 1 milione e mezzo di euro, non ha avuto il coraggio di mandarlo in onda. Oggi quella scena finale, con la molotov che parte dalla folla contro i magistrati che hanno osato processare il Politico, potrebbe uscire dalla fiction e diventare cronaca? E sono “golpisti moralisti” quelli che si ostinano a chiedere il rispetto delle regole, della divisione dei poteri? E perché la sinistra per avere credibilità deve spendere il nome di uno scrittore come Saviano? L’intervista con Nanni inizia promettente: «Dunque». Esce solo a tarda sera dal lavoro finale del suo film. In tutti questi anni Nanni Moretti non ha mai accettato di rilasciare interviste. Nonostante le richieste di giornali e televisioni, italiane e straniere. Tutti volevano chiedergli del Caimano, di quella scena finale, quando i sostenitori di un Politico, finalmente processato, e condannato, lanciavano una molotov contro il Tribunale. E oggi che quello scenario sembra avvicinarsi, Nanni rompe il lungo silenzio. Trascinato proprio dal rifiuto della Rai di trasmettere Il Caimano. (altro…)

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