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orlando

Con i parenti delle vittime della strage al Pulse Club Bufera sulle donazioni di sangue vietate.

ORLANDO – «È ANGOSCIANTE, non so più nulla di lui da due giorni, chiamo continuamente il suo numero e scatta sempre la segreteria telefonica. Per pietà, qualcuno mi dica dov’è». Maria Arocho ancora cerca disperatamente suo cugino, Martin Torres: era dentro il Pulse Club in quelle tre ore atroci, iniziate alle due del mattino di domenica con l’irruzione di Omar Mateen, finite alle cinque del mattino dopo la strage e il blitz delle teste di cuoio. Vivo? Morto? “Solo” ferito? Maria Arocho soffre, si dispera, non nasconde la rabbia per la lentezza con cui polizia e ospedali distillano notizie. Per il ventenne Andy Moss è peggio: all’ospedale non ha titolo per rivolgersi. Lui è un sopravvissuto, fuggito per miracolo, ma ha perso di vista Chris Summer: «È il mio migliore amico e non so dove sia finito. All’ospedale non mi ci lasciano andare. A me non rispondono. Vorrei svegliarmi da questo incubo atroce, scoprire che non è accaduto».

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Prescrizione

LA CAMERA APPROVA LA LEGGE, MA ALFANO MINACCIA E ORLANDO PROMETTE CORREZIONI: AL RIBASSO.

Nasce come un giro di vite ma rischia di rivelarsi un’ammuina. Era il 20 novembre 2014, Renzi prometteva: “Mai più prescrizione”, dopo la sentenza Eternit (duemila morti a Casale Monferrato); poi quattro mesi di teatrino. E ieri un testo perfetto per strappare titoli in giorni di scandali e manette, ma pronto a tramutarsi in un brodino. Per di più dal futuro incerto, nel Senato dove il ddl anticorruzione è parcheggiato da 740 giorni. Parte già claudicante, la legge sulla prescrizione approvata ieri in prima lettura alla Camera. Perché Ncd rumoreggia e con Alfano minaccia “battaglia”a Palazzo Madama. Mentre il ministro della Giustizia Orlando già promette correzioni in seconda lettura per tacitare l’alleato.
LA CERTEZZA è che ieri pomeriggio la Camera mezza vuota (300 votanti) ha approvato la legge che riforma la prescrizione con 274 voti favorevoli, 26 contrari e 121 astenuti. (altro…)

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OrlandoTUTTO FERMO IN SENATO: GLI OSTACOLI DI FORZA ITALIA, NCD E CONFINDUSTRIA.

Era il 5 febbraio quando il ministro della Giustizia, Andrea Orlando annunciava trionfante agli organi di stampa un accordo fondamentale, importantissimo. Sembrava di sentir parlare del patto “Molotov-Ribbentrop”. Invece, i contraenti erano lo stesso ministro della Giustizia e il vice ministro in quota Ncd, Enrico Costa. Oggetto dell’intesa? Il decreto anti-corruzione e soprattutto l’inasprimento del falso in bilancio. L’intenzione annunciata dal guardasigilli era quella di “contenere l’area di non punibilità, mantenendo il principio di tener conto della dimensione delle imprese e della rilevanza del fatto”.   Sono passati altri 20 giorni e il falso in bilancio assomiglia sempre di più al provvedimento impossibile. Il governo dichiara tutte le intenzioni di mantenere la linea annunciata. Ma l’accordo politico non si trova. (altro…)

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AntigiudiciIL DDL PUÒ DIVENTARE LEGGE GIÀ OGGI A MONTECITORIO. SULLA GIUSTIZIA È UNO DEI PRIMI ATTI CHE È ANDATO SPEDITO. PER LE TOGHE È INCOSTITUZIONALE.

Stasera, al massimo domani mattina, la Camera approverà il ddl sulla responsabilità civile dei magistrati. Che così diventa legge. La grande riforma della giustizia annunciata dal governo Renzi è in gran parte ancora da scrivere. Soprattutto per quel che riguarda il penale, corruzione in primis. Ma questa è una priorità. Nonostante la contrarietà dei magistrati, che però si sono spaccati, hanno bocciato lo sciopero e adesso sperano in Mattarella. Renzi non ha fatto mistero sin dai primi mesi di governo di non considerare un tabù l’attacco alla magistratura. Finora, è stato un muro contro muro.   (altro…)

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antitodo

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MascaliAmmissione, implicita, del ministro della Giustizia Andrea Orlando sul disaccordo in merito al falso in bilancio. Al ministero sono ancora in trattativa: “Stiamo cercando di costruirlo tenendo conto delle dimensioni delle aziende e di ciò che hanno commesso. Non è una concessione a compromessi e neanche una creazione di un’area di iniquità. Ma non possiamo assoggettare alla stessa normativa situazioni diverse, che rischierebbero di avere un aspetto criminogeno”. La dichiarazione del ministro è di quelle che vuole giustificare da un lato la presunta mancanza di soglie di impunità previste in un primo momento (presunte, perché non c’è un testo scritto) e dall’altro rassicurare chi teme un ritorno alla punizione degli evasori perché, sempre il testo ufficioso, dice che le piccole imprese con un fatturato inferiore ai 600 mila euro lordi all’anno rischiano da 1 a 3 anni, quindi prescrizione certa, e le altre, da 2 a 6 anni, se non quotate in Borsa, da 3 a 8, se quotate. (altro…)

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Lima

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IERI IN CDM.

Fino all’ultimo le voci si sono rincorse affannosamente: sì, si discuterà in Consiglio dei ministri di prescrizione. No, non si discuetrà. Forse. Tutto questo trambusto perché nella maggioranza c’è maretta, Ncd vuole trattare in concomitanza prescrizione e intercettazioni. Alla fine resta fermo il progetto proposto dal ministro Andrea Orlando il 29 agosto scorso, che non piace ai magistrati: la prescrizione si blocca se c’è una condanna di primo grado al massimo per due anni e in Appello e in Cassazione al massimo per un anno. Se i processi non si celebrano in quei tempi la prescrizione torna a correre. Resta da capire, quando arriverà in Commissione Giustizia della Camera, dove il Governo è forte, come e se il ddl verrà modificato anche con suggerimenti dell’Anm perché la legge “abbia maggiore efficacia”.   PROPRIO DOMANI in Commissione si discuterà di prescrizione: ci sono tre testi: del Pd, di M5s e di Scelta civica. (altro…)

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renzi_orlandoSiccome non tutte le prescrizioni vengono per nuocere, è molto divertente (si fa per dire) vedere giornali, tg, talk show e politici dare addosso al patron dell’Eternit salvato in Cassazione con la solita prescrizione. Da destra a sinistra lo dipingono tutti (e giustamente) come un colpevole che l’ha fatta franca (solo Repubblica è riuscita a titolare “Nessun colpevole”, come se la sentenza non affermasse che il reato c’è e l’ha commesso l’imputato). Sono gli stessi che, quando noi scrivevamo le stesse cose di Andreotti, o di   B. o di un altro a caso nella miriade di colletti bianchi miracolati da Santa Prescrizione, ci tacciavano di “giustizialisti” secondo la tripla equazione “prescritto uguale assolto”-“assolto uguale innocente”-“innocente uguale vittima dei magistrati”. Ora è comprensibile che, dinanzi al responsabile di quasi 3mila morti (per ora) d’amianto, abbiano qualche problemino a trattarlo come una vittima della malagiustizia: infatti, quando lui prova ad atteggiarsi ad agnello sacrificale, gliele cantano e gliele suonano tutti di santa ragione. (altro…)

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Toghe
Dal Csm critiche ariforma e taglio-ferie ma Legnini frena: deciderà il plenum L’Anm pubblica le slide sulla produttività.
ROMA – Il taglio delle ferie? «Scelta sbagliata, e pure controproducente ». Parola di Csm. Il decreto sulla giustizia civile? «Incostituzionale». Lo dice sempre il nuovo Csm. Anche se il vice presidente Legnini frena, parla di «un testo della commissione» che oggi dovrà essere approvato dal plenum. Accade per caso, ma pure l’Anm, nello stesso giorno, bacchetta Renzi e il Guardasigilli Orlando. Perfino a colpi di slides, in cui ricorre sempre la stessa frase: «Una vera riforma: quando?». E giù gli esempi della prescrizione, della corruzione, del falso in bilancio, dell’autoriciclaggio, tutte riforme inutilmente in attesa di novità e cambiamenti. È sempre una coincidenza, ma pure sull’autoriciclaggio Orlando arriva allo scontro con Padoan per la seconda volta in una settimana.Da via Arenula depositano la loro proposta, ma un emendamento del relatore Sanga la vanifica. Non basta: monta la polemica dei magistrati esperti di reati economici e finanziari contro la regolache non c’è il reato «quando il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate all’utilizzazione o al godimento personale ».

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Falso in bilancioGIUSTIZIA RINVIATA.

L’appuntamento è per domani. Quando la commissione Finanze della Camera darà (forse) il via libera all’emendamento con cui è stato riformulato, per l’ennesima volta, il reato di autoriciclaggio. Il voto della commissione è atteso come un evento, anche perché il compromesso raggiunto ancora scricchiola da più parti. E non è detto che all’ultimo non si decida di rinviare ulteriormente la partita. Il ministro Orlando, ieri a Vienna, ha risposto in modo piccato alle critiche che gli sono arrivate da più fronti sul tema, annunciando, non senza una dose di vera temerarietà, che “la norma sull’autoriciclaggio vedrà la luce in settimana”. (altro…)

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Orlando
IL GUARDASIGILLI SI PIEGA A RENZUSCONI: IMPOSSIBILE ANCHE L’AUTO-RICICLAGGIO.
Antonio Di Pietro è rimasto in un angolo, quasi invisibile. In netta minoranza. Poi è andato via. Sul palco, il guardasigilli Andrea Orlando, leader dei giovani turchi filorenziani del Pd. Sansepolcro, in provincia di Arezzo. L’Italia dei Valori ricomincia laddove tutto iniziò sedici anni fa. Ma con qualche sorpresa. Per esempio, la pubblica ammissione del ministro della Giustizia sull’impossibilità di fare una seria riforma della giustizia nell’attuale paesaggio politico. Orlando evoca solo le mediazioni dentro la maggioranza, alludendo al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.   IL VERO CONVITATO di pietra è però il patto segreto del Nazareno tra il premier e il Pregiudicato. Il falso in bilancio? Orlando dixit: “Sarà difficile reintrodurre il reato falso in bilancio, anche perché dobbiamo relazionarci con i nostri partner nell’esecutivo”. Altro esempio: l’auto-riciclaggio, finito sotto tutela dell’ineffabile coppia composta dalla renziana Maria Elena Boschi e dal berlusconiano Niccolò Ghedini. Orlando, ancora, ai limiti dell’impotenza: “Non è semplice, anche in considerazione dell’attuale quadro politico in cui convivono, diciamo, sensibilità diverse”.

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OrlandoDRIBBLING DEL GUARDASIGILLI ALLA COPPIA BOSCHI-GHEDINI IL REATO COMPARE NEL TESTO PRESENTATO DEL MINISTRO CHE, COLPO DI SCENA, REINTRODUCE PURE IL FALSO IN BILANCIO.

La lotta alla corruzione è diventata un labirinto di norme, leggi e commi che vengono annunciati, proposti, discussi, incardinati, ritirati, emendati, modificati, riproposti. Oggi la commissione Finanze e tesoro della Camera affronterà per esempio il testo (già passato anche al vaglio della commissione Giustizia) che vara la “voluntary disclosure”, cioè le norme per favorire il rientro volontario dei capitali occultati all’estero, e introduce, contestualmente, il reato di autoriciclaggio, per punire chi reimpiega i soldi che ha egli stesso accumulato attraverso un reato.   ARRIVA però anche un testo del governo, intitolato “Misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti”. È una parte della riforma della giustizia promessa dal ministro Andrea Orlando. Finalmente vediamo un testo definito, e non soltanto slides e annunci. (altro…)

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Il pattoRenzi che mangia il gelato. Renzi che si tira una secchiata d’acqua in testa. Renzi che brandisce una sciabola. Renzi che gioca a tennis. Renzi che va in bici. Renzi che inaugura cantieri immaginari col caschetto giallo. Renzi con la faccia da budino (immagine raccapricciante subito ritirata). Renzi che riceve Cottarelli dopo aver tagliato il tagliatore di sprechi al posto degli sprechi. Fra i tanti selfie con cui ammorba il paesaggio italiano (si attendono con ansia quelli di Renzi a cavallo, Renzi al balcone e Renzi che trebbia il grano a torso nudo), il presidente del Consiglio dimentica curiosamente i due più interessanti: Renzi che incontra il pregiudicato Berlusconi nella sede del Pd o a Palazzo Chigi (in Parlamento l’interdetto non può metter piede) e Renzi che sigla con il delinquente il Patto del Nazareno, magari con una zoomata sul testo dell’ignoto papello. Di queste scene-madre che inquinano da sei mesi la politica italiana all’insaputa degl’italiani, manca purtroppo qualunque documentazione visiva e cartacea. (altro…)

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Orlando

L’esperto, Riforma della giustizia.

Adesso gli “annunci di Renzi & C. sono completi, almeno in tema di giustizia. È in dirittura d’arrivo anche il disegno di legge della riforma penale. Dalla lettura delle bozze che abbiamo potuto visionare si può fare un primo sommario bilancio, che dovrà essere approfondito nei prossimi giorni. Naturalmente meritano particolare attenzione le norme immediatamente operative (in realtà tali diventeranno quando i decreti e i disegni di legge diventeranno legge) perché, degli annunci, molti sono privi di contenuto concreto; altri però sono già sufficienti per preoccuparsi. Andiamo per ordine.   1 – Nel processo civile è stata introdotta una novità importante: l’esternalizzazione del processo. Se le parti sono d’accordo dal giudice non ci vanno proprio. Delegano tutto ai loro avvocati e, presumibilmente dopo molto litigare, arrivano a una transazione. (altro…)

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OrlandoIL DECRETO SUL CIVILE NON È ANCORA ARRIVATO AL QUIRINALE: NEL TESTO ANCHE MENO FERIE PER I MAGISTRATI (MA SI ATTENDE L’ANM). INTANTO IL GOVERNO LITIGA SULLA RIFORMA PENALE.

Il decreto sulla giustizia civile non è ancora arrivato al Colle. Nel perfetto stile dell’esecutivo Renzi è passata una settimana dal Cdm del 29 agosto e il provvedimento è ancora in fase di gestazione. D’altra parte, il metodo ormai è chiaro: vengono approvati “salvo intese” e poi si continua a discutere e a limare. Sulla carta. In realtà, molte cose vengono cambiate completamente e se ne introducono altre che prima non c’erano. Se invece è per i disegni di legge sulla giustizia penale (falso in bilancio, intercettazioni, prescrizione) sono ancora oggetto di trattativa nella maggioranza di governo. E come saranno alla fine è tutta un’incognita. La materia più incandescente resta il falso in bilancio. Durante il Consiglio dei ministri del 29 Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, aveva cercato di farlo derubricare. (altro…)

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Giustizia“Ho appena finito di leggere il reale contenuto delle tanto sbandierate decisioni epocali prese ieri dal Consiglio dei Ministri in materia di riforma della giustizia e mi son chiesto: “ma fino a che punto è lecito truffare la buona fede degli italiani?”. Poi, però, ho letto i titoli e gli articoli dei soliti giornali di regime e soprattutto le dichiarazioni di alcuni “illuminati” Ministri e mi sono detto: “ma come possono gli italiani valutare l’effettiva bontà delle suddette riforme, se ad essi vengono propinate notizie così false e fuorvianti da rasentare il reato di truffa?”.
Volete alcuni esempi? Eccoli:
1 – “La Repubblica” così titola quel che sarebbe stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: “La rivoluzione Giustizia, prescrizione congelata, nuovo falso in bilancio e vacanze dimezzate”;
2 – “Il Corriere della Sera” così sintetizza l’umore del Governo: “il Premier Renzi parla di rivoluzione, il Ministro della Giustizia Orlando è molto soddisfatto perché è riuscito a far varare dal Consiglio dei Ministri l’intero pacchetto Giustizia”; (altro…)

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Orlando

Tra le indiscrezioni prima della seduta di oggi, una garanzia che conserverebbe i tempi di scadenza del reato più brevi per i procedimenti in corso, utile anche a molti indagati eccellenti. Arriva la stretta sulle intercettazioni, ma su molti punti manca l’accordo di maggioranza e il governo potrebbe puntare dei ddl delega per rimandare lo scioglimento dei nodi.

E ora spunta pure la “norma transitoria” per garantire che la prescrizione resti corta per gliinquisiti dei procedimenti penali in corso. Come per esempio Berlusconi, Formigoni, Galane vari esponenti dei rispettivi partiti. Sul versante penale della riforma della giustizia, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, da un lato non è stato possibile trovare un accordo tra Pd e Ncd (senza contare gli strali di Forza Italia), dall’altro le soluzioni trovate – secondo le indiscrezioni delle ultime ore – sembrano “cambiare verso”sì, ma sempre più a favore del fronte berlusconiano-alfaniano.

 

Arriva la stretta sulle intercettazioni, anche se sotto forma di un disegno di legge delega, sul loro utilizzo negli atti giudiziari e sulla loro pubblicazione da parte dei media, con il divieto assoluto di pubblicazione delle conversazioni dei non indagati. E, secondo quanto anticipato da Repubblica, con un’udienza stralcio in cui giudici e avvocati decidoneranno quali file distruggere. Nel gioco del do ut des tra alleati di governo, sull’altro piatto della bilancia c’è l’allungamento dei tempi di prescrizione, ma si profila una riforma monca lontana dalle richieste dei magistrati e della associazioni anti-corruzione. Mentre in altri ordinamenti la tutela del cittadino contro un’azione penale a tempo indeterminato è regolata da norme lineari che in sostanza bloccano la clessidra mentre la giustizia procede con atti concreti, la riforma profila un complesso sistema “a fasce” legato all’andamento dei diversi gradi di giudizio. Anche in questo caso, comunque, Renzi pare intenzionato a optare per un ddl delega, in modo da rimandare più avanti la risoluzione dei nodi.

Stessa probabile sorte per la “ripenalizzazione” del falso in bilancio e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio, due pillole indigeste per i colletti bianchi (e per il centrodestra), opportunamente edulcorate: in un caso e nell’altro le sanzioni scatteranno solo nei casi più gravi, graziando i piccoli imprenditori e i riciclaggio di denaro sporco proprio di minore entità. Ideale risarcimento per i due nuovi reati, il netto giro di vite sulla responsabilità civile dei giudici. Ancora in alto mare, infine, la riforma cruciale delle fasi del processo, conlimiti alla possibilità di ricorrere in appello e in Cassazione, sia per gli imputati che per i pm. Alla fine, è possibile che nel cdm atteso da settimane l’unico decreto che sarà approvato – quindi subito in vigore – sarà quello sullo smaltimento dell’arretrato nel processo civile. Gli altri testi – a patto che siano davvero resi pubblici nella conferenza stampa conclusiva, dato che in altre occasioni delicate sono passate settimane – imboccheranno vie parlamentari dagli esiti poco prevedibili.

Da ilfattoquotidiano.it

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Pronti un bavaglio sulle intercettazioni e un pasticcio sulla prescrizione. Ma il centrodestra non si accontenta. E la maggioranza è divisa. A due giorni dal consiglio dei ministri, è corsa al salvataggio dei colletti bianchi.

Riforma giustizia, maggioranza divisa: la legge non dev’essere uguale per tutti.

A due giorni dal consiglio dei ministri che dovrebbe approvare il testo, il ministro Orlando ammette le “differenze di approccio” tra Pd e Ncd. I nodi sono sempre quelli cari soprattutto ai colletti bianchi: prescrizione e intercettazioni. Forza Italia: “Tra Erode e Ponzio Pilato”. Berlusconi vigila. M5S sull’Aventino. E la guerra dei vent’anni continua.

La legge non dev’essere uguale per tutti. Si possono toccare le pensioni e le tasse, si possono ammainare le bandiere ideologiche sull’immigrazione e sulla politica estera, ma guai a toccare certi temi sulla giustizia penale: prescrizione, intercettazioni, durata dei processi, responsabilità dei giudici, falso in bilancio. Qui sì che il gioco si fa duro. Mancano due giorni a al consiglio dei ministri del 29 agosto nel quale Matteo Renzi aveva promesso di presentare la riforma complessiva della giustizia, ma l’incontro di oggi al ministero guidato da Andrea Orlando non ha sbloccato due nodi fondamentali: “Su prescrizione e intercettazioni ci sono opinioni e approcci diversi, il Pd ha fatto le sue proposte e Ncd ha fatto le sue sottolineature, sarà il Cdm a trovare la sintesi”, ha spiegato al termine il deputato Pd Walter Verini della commissione Giustizia. (altro…)

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