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Posts Tagged ‘p3’

verdini

La Procura vuole condanne per 18 persone. Tra le accuse quella di voler influenzare la Corte Costituzionale. Per altri episodi chieste pene anche per Cosentino e Sica per il dossier contro Caldoro e per il deputato di Ala Massimo Parisi.

Il leader di Ala Denis Verdini rischia un’altra condanna. LaProcura di Roma ha infatti chiesto per il senatore ex berlusconiano e ora garante delle riforme (e della tenuta della maggioranza al Senatouna pena di 4 anni al termine del processo sulla cosiddetta P3, una presunta associazione che puntava tra l’altro ad influenzare e condizionare gli organi costituzionali, tra cui la stessa Consulta. Di questo comitato d’affari segreti avrebbero fatto parte anche l’imprenditore Flavio Carboni – per il quale il pm ha chiesto una condanna a 9 anni e mezzo -, l’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi – per il quale è stata sollecitata una pena di 8 anni e mezzo – e un altro imprenditore, Arcangelo Martino, al quale secondo i magistrati dell’accusa deve essere inflitta una pena di 8 anni e mezzo. (altro…)

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NatangeloL’UOMO DEL PATTO RINVIATO A GIUDIZIO: “MI SENTO PERSEGUITATO” PROCEDIMENTO ANCHE PER L’EX SOTTOSEGRETARIO COSENTINO.

Secondo rinvio a giudizio per Denis Verdini. Il gup di Roma, Paola Della Monica, ieri ha deciso di mandare a processo per corruzione l’ex coordinatore nazionale del Pdl, nonché trait d’union tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per la stesura del Patto del Nazareno. A giudizio anche l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino con l’accusa di diffamazione e violenza privata mentre è stata stralciata la posizione di Marcello Dell’Utri, indagato come Verdini per corruzione, ma in attesa di estradizione dal Libano. Infatti, nonostante sia già nel carcere di Parma a seguito della sentenza definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, Dell’Utri deve essere estradato per il procedimento specifico.  (altro…)

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Il pd salva ancora verdini

NEL GIORNO DELL’ACCORDO SULL’ITALICUM, LA GIUNTA DOVEVA VOTARE (A UN ANNO DALLA RICHIESTA DEL GIP) L’UTILIZZO DELLE INTERCETTAZIONI P3. MA IL SENATO HA RINVIATO ANCORA.

Nona seduta e nono rinvio della Giunta delle immunità del Senato, ieri, sulla richiesta del Gip di Roma di autorizzazione all’uso di intercettazioni telefoniche di Denis Verdini, senatore, Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri, tutti parlamentari all’epoca dei fatti. Tutti concordi nel riparlarne oggi, Pd compreso, ovviamente. L’inchiesta è quella sulla presunta associazione segreta P3, finalizzata secondo l’accusa al pilotaggio di appalti e sentenze, oltre che al dossieraggio al danno di nemici politici. La faccenda, però, è ormai antichissima e chissà se al tribunale di Roma si ricordano ancora di quella lontana richiesta sugli ascolti dei tre pesi massimi berlusconiani: il Gip, infatti, l’ha presentata al Parlamento il lontano 12 aprile dell’anno scorso, ma a palazzo Madama ancora non hanno trovato il tempo di dire cosa ne pensano.   (altro…)

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Sei procure, sei filoni d’indagine, migliaia di pagine agli atti. Tutte le inchieste che negli ultimi mesi hanno intrecciato il mondo della politica hanno un filo conduttore comune. Fatto di bonifici, assegni e faccendieri.

QUELLO CHE abbiamo smesso di chiederci è perché, per conto di chi. Assuefatti all’omeopatico dilagare della corruzione che ha trasformato l’Italia nel paese del “che male c’è, così fan tutti”, tutti colpevoli nessun colpevole, scivoliamo distratti sui resoconti di giornata dei giornali, tanto si sa come va il mondo.

Sei Procure, sei filoni di indagine, migliaia e migliaia di pagine agli atti. Berlusconi ha regalato a Dell’Utri dieci milioni di euro? Un uomo generoso, beato lui che ce li ha. Angelucci ha estinto il mutuo da otto milioni di Denis Verdini? Ah. Walter Lavitola, curatore testamentario della un tempo gloriosa testata L’Avanti! paga uno stipendio mensile al procacciatore di protesi e di prostitute Tarantini, rimborsato dal presidente del Consiglio? Era prevedibile, Tarantini del resto (“le donne e la cocaina favoriscono gli affari”, un maestro del pensiero) in qualche modo doveva essere messo in salvo. Meglio soldi che un seggio in parlamento, in fondo.  (altro…)

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Confermate le anticipazioni di Repubblica: il coordinatore Pdl e il senatore rischiano il processo per un sodalizio “volto a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali”. Nicola Cosentino è accusato di diffamazione e violenza privata ai danni dell’attuale governatore campano Stefano Caldoro. Decade l’accusa di corrusione per il governatore sardo Ugo Cappellacci: contestato solo l’abuso di ufficio.

ROMA – Come anticipato da Repubblica 1, la Procura di Roma ha concluso l’indagine sulla cosiddetta “P3”. L’atto di chiusura dell’inchiesta conferma per il coordinatore del Pdl Denis Verdini e per il senatore del Pdl Marcello dell’Utri il rischio, già paventato nell’articolo di Repubblica, del processo per associazione segreta. Un’associazione, si legge nel documento della Procura, “volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali”. (altro…)

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Per dare l’idea delle macerie in cui il regime ha ridotto le istituzioni, non c’è che l’imbarazzo della scelta: l’asta dei deputati comprati un tanto al chilo dal premier più ricco e potente del mondo; gli attacchi alla Procura di Roma che, dinanzi a episodi di corruzione alla luce del sole, osa addirittura aprire un’inchiesta; lo strano monito del capo dello Stato al Csm perché non esageri nel difendere i magistrati definiti da B. “famigerati” e “associazione per delinquere”, visto che siamo “in una delicatissima fase della vita istituzionale” e occorre “evitare inopportune tensioni”; e ora l’incredibile rinvio alla sentenza della Consulta sul legittimo impedimento dal 14 dicembre all’11 gennaio per il “clima politico surriscaldato”. La più alta istituzione di garanzia diventa così un organo politico, esposto al “clima surriscaldato”. Resta da capire che farà a gennaio se il clima politico fosse ancora surriscaldato (è prevedibile che lo sarà anche di più: o per le elezioni anticipate alle porte o per le consultazioni in vista di un nuovo governo): rinvierà fino al raffreddamento, cioè a mai, per non disturbare il manovratore? O deciderà sotto la pressione di quel clima che – per ammissione dello stesso neopresidente Ugo De Siervo l’avrebbe condizionata martedì prossimo? De Siervo, eletto con un solo voto di maggioranza (8 a 7, dopo due fumate nere), si sforza a spiegare che la Consulta “preferisce non essere confusa con un organo politico” ed “evitare letture politicizzate della sentenza”. Ma il rinvio a gennaio è proprio una scelta politica di un organo che mai come ora s’è rivelato politicizzato. Nell’estate 2009, pochi mesi prima del verdetto sul “lodo” Alfano, i giudici costituzionali Mazzella e Napolitano invitarono a cena Alfano e Berlusconi, autore e utilizzatore finale della legge che stavano per valutare. Finì 9 a 6 per il No al “lodo”: ben 6 giudici su 15 (fra cui Mazzella e Napolitano, che nessuno aveva accompagnato alla porta o indotto quantomeno ad astenersi) osarono sostenere che i padri costituenti si erano sbagliati perchè la legge non è uguale per tutti. Si scoprì poi dalle intercettazioni sulla P3 che addirittura 7 di loro avevano garantito il Sì alla cricca Carboni-Lombardi-Martino-Dell’Utri-Verdini. (altro…)

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E DAJE!

di vukicblog

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