Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘pa’

Madia

Le motivazioni della sentenza della Consulta. Il ministro Madia: “Lo sblocco con la legge di Stabilità” Il governatore di Bankitalia, Visco, frena sui tagli delle tasse annunciati da Renzi, Confindustria plaude.

ROMA – Il blocco dei contratti del pubblico impiego in atto dal 2010 deve essere rimosso: le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale pubblicate ieri non lasciano spazio ad alternative. Per gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici si apre la possibilità di tornare a vedere gli «scatti» in busta paga, congelati da sei anni a partire dalla data di pubblicazione sulla «Gazzetta ufficiale» del 25 giugno scorso. La sentenza, redatta dalla giudice Silvana Sciarra, riafferma che non ci sarà un effetto retroattivo (che avrebbe portato la spesa a lievitare fino a 35 miliari) e aggiunge che la nuova contrattazione collettiva dovrà tenere conto anche dei «vincoli di spesa».

(altro…)

Read Full Post »

PANella pubblica amministrazione ci sono 48.000 dirigenti che incassano 800 milioni l’anno solo di premio di risultato. L’abolizione dei consigli provinciali invece ha fatto risparmiare allo stato soltanto 110 milioni di euro. Oggi la maggior parte delle province sono in situazione di predissesto finanziario e non riescono a garantire i servizi essenziali per la gestione delle strade, delle scuole e dell’ambiente, ma il ministro Delrio ai nostri microfoni afferma che le risorse basteranno. Con l’abolizione dei consigli provinciali sono i sindaci dei comuni che, senza alcun compenso, devono gestire le nuove province. La legge ha previsto anche il riordino delle funzioni, ma le regioni che dovevano riprendersi turismo, cultura, sport, sviluppo economico, formazione, centri per l’impiego, servizi sociali e protezione civile, hanno deciso di lasciarli alle province.

(altro…)

Read Full Post »

Il reintegroROMA – «Un dirigente inadeguato potrà essere licenziato», dice Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione. «Questa è una vera rivoluzione», aggiunge. Questo è uno dei capitoli principali della riforma della pubblica amministrazione che nei prossimi giorni comincerà ad essere votata dall’Aula del Senato. Entro l’estate dovrebbe essere legge e, insieme, saranno approvati quasi tutti i decreti attuativi.
La sua non è certo la prima riforma della pubblica amministrazione che promette di trasformare il volto e il funzionamento della burocrazia italiana. L’elenco di ministri che ci hanno provato è lungo, Cassese, Bassanini, Brunetta, solo per indicarne alcuni. Quasi sempre il percorso riformatore si è fermato davanti alle resistenze dei dirigenti. Da loro, essenzialmente, dipende l’esito dei cambiamenti.

(altro…)

Read Full Post »

Slide col trucco

Read Full Post »

NEGLI ultimi 5 anni il pubblico impiego ha perso circa 260.000 dipendenti, un calo del 7%, quasi il doppio di quello registrato in questo periodo per il totale degli occupati in Italia. Negli enti previdenziali pubblici e nelle amministrazioni centrali dello Stato la riduzione è stata, rispettivamente, del 15 e del 10 per cento. Sono principalmente gli effetti del blocco del turnover nella pubblica amministrazione rinnovato a più riprese in questi anni.

CI SI aspetterebbe che, a fronte di una così forte riduzione del numero di dipendenti pubblici, si siano registrate consistenti riduzioni della spesa pubblica, soprattutto della spesa corrente, destinata in gran parte proprio a pagare gli stipendi nella pubblica amministrazione. Eppure non è così: la spesa corrente in questi anni ha soltanto rallentato il suo cammino trionfale. I tagli veri, addirittura in termini nominali, hanno interessato solo la spesa in conto capitale, quella cui non dovremmo mai rinunciare se non vogliamo rinunciare al nostro futuro. La spesa corrente non è diminuita perché gli stipendi pubblici in meno si sono trasformati in pensioni in più da pagare, sempre a carico del contribuente. (altro…)

Read Full Post »

RenziA UNA SETTIMANA DALL’ANNUNCIO ANCORA NON SI VEDE IL PROVVEDIMENTO IL QUIRINALE CONTESTA DECINE DI ARTICOLI E LO SPACCHETTA IN DUE PARTI.

Si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri. Via libera al disegno di legge delega per la riforma della Pubblica amministrazione”. Ecco: via libera, una formula che trasmette il senso di efficienza renziana senza impegnare troppo. A una settimana da quegli annunci, tecnici, parlamentari (e perfino alcuni ministri) si chiedono: ma cosa diavolo avete approvato?
IL TESTO è un mistero: non c’è. Qualcosa è stato mandato al Quirinale, per la firma. “Una volta che lo mandi al Colle poi ci pensano i loro uffici, noi non sappiamo più nulla”, dicono da un ministero coinvolto. I tecnici quirinalizi hanno una lunga lista di perplessità e stanno facendo saltare decine di articoli: per prima cosa smontano in due il provvedimento, che in alcune versioni intermedie era arrivato ad avere oltre 120 articoli, dalla riforma del pubblico impiego alle infrastrutture alla difesa della mozzarella di bufala e alla tutela del parco delle Cinque Terre. (altro…)

Read Full Post »

LA RIFORMA.

Ancora una volta dobbiamo attendere i dettagli: dopo un lungo Consiglio dei ministri, ieri sera il premier Matteo Renzi ha rinviato la spiegazione completa della riforma della Pubblica amministrazione. “Interveniamo con un decreto legge sul ricambio intergenerazionale, con la modifica del trattenimento in servizio, per creare 15mila posti. Riduciamo inoltre di molte ore i permessi sindacali nella pubbliche amministrazioni. Sono 44 punti, è un passo importante”, ha detto Renzi, visibilmente provato al rientro dalla trasferta in Asia.   (altro…)

Read Full Post »

StataliNIENTE DECRETO, RENZI RACCONTA LA “RIVOLUZIONE” DELLA P.A. RIMANDATA AL 13 GIUGNO E SCAVALCA I SINDACATI: CONSULTERÀ DIRETTAMENTE I LAVORATORI.

Se uno va a starnutire gli viene detto c’è la campagna elettorale. E questo ha modificato sensibilmente anche l’agenda del sottoscritto”. Eccola, la frase chiave della conferenza stampa di Matteo Renzi di ieri. Un premier particolarmente sorridente e insolitamente dialogante lo dice senza mezzi termini: tra tre settimane e mezzo ci sono le europee, e a questo punto è tutto rimandato a dopo. Inedita cravatta scura con pois bianchi, questa volta è accompagnato dal ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, boccoli biondi lunghi e aria doverosamente sbattuta, visto il parto recente. Niente decreto, nè disegno di legge delega sulla riforma della Pa, ma solo delle linee guida, affidate a una lettera ai lavoratori, sulle quali il governo chiede consigli e valutazioni. Una sorta di referendum, come dice la Madia. Poi, il 13 giugno ci sarà un provvedimento di legge. Renzi la gira così: “Se avessimo presentato oggi il ddl delega e il decreto per la riforma della P.a. avremmo avuto contestazioni di atto tipico della campagna elettorale”. L’esigenza di “coinvolgere gli uomini e le donne che lavorano nella P.a.” va insieme al tentativo di “togliere dalla campagna elettorale” la riforma, “questione che già si è posta anche per le riforme costituzionali”.   (altro…)

Read Full Post »