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Posts Tagged ‘PADOAN’

Il ministro dell’Economia Padoan ha ammesso che “ci sono misure che andranno ulteriormente specificate”: mancano all’appello alcune centinaia di milioni. La crescita del pil 2017 rivista al rialzo a +1,1%. Il deficit/pil 2018 è fissato all’1,2%, ma Gentiloni ha anticipato che intende trattare con l’Ue per spuntare nuova flessibilità. Via libera a zone franche nei Comuni terremotati e sblocco del turnover fino al 75% per i Comuni.

“Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo e crescita“. Parola del premier Paolo Gentiloni, che ha parlato dopo il consiglio dei ministri che martedì pomeriggio ha approvato contestualmente il Documento di economia e finanza, cornice in cui si inserirà la prossima legge di Bilancio, e la manovrina correttiva da 3,4 miliardi imposta dalla Ue. (altro…)

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Titoloni su tutti i giornali per i proclami trionfalistici del ministro Padoan sul recupero dell’evasione fiscale: record, vittorie, ben 19 miliardi di euro recuperati! “Non strizziamo l’occhio agli evasori, ma ai contribuenti onesti” si pavoneggia poi Padoan.

Ci sarebbe da festeggiare, certo, se solo ce la raccontassero tutta: ma così non è, come ha scoperto la Commissione Finanze del M5S. (altro…)

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padoanE’ stata una delle notizie presenti ieri su tutte le home page: il record dei soldi incassati dalla lotta all’evasione nel 2016.
Così è stato interpretato il comunicato dell’Agenzia delle Entrate: avete visto, dicevano gli ex renziani, mica siamo il governo che strizza l’occhio agli evasori..

Eppure il comunicato diceva che di quei 19 miliardi, 4.1 sono legati alla voluntary disclosure, ovvero il il condono sui capitali nascosti al fisco : mica lotta all’evasione, senza quei soldi saremmo rimasti agli stessi livelli del 2015. (altro…)

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giannelli

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Venti miliardi di euro. A tanto ammonta la somma messa a disposizione dal governo con nuovo debito pubblico per il salvataggio del sistema bancario italiano. Una mossa attesa ma arrivata nei tempi e nei modi a sorpresa lunedì 19 dicembre in serata, dopo che l’esecutivo Gentiloni era stato convocato alle 19.30 con mezz’ora di preavviso “per comunicazioni del presidente del Consiglio”. Quest’ultimo, dopo un’ora scarsa di riunione, ha fatto sapere che “il cdm ha approvato la relazione al parlamentoche autorizza il governo a ricorrere ad un indebitamento” per 20 miliardi. (altro…)

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Quirinale - Cerimonia per lo scambio di auguri con le alte cariche dello StatoGli stanziamenti per i contratti bloccati dal 2009 ammontano a 800-900 milioni. Spiccioli per gente che ha perso 10 punti di potere d’acquisto. Renzi ha due problemi: Consulta e Ue.

Pierre Moscovici, che sarebbe il commissario europeo agli Affari economici, ha probabilmente capito di essersi espresso male. Bruxelles sostiene, e lo fa ventre a terra, Matteo Renzi sul referendum costituzionale (qualche giorno fa parlava di “rischio populismi in Italia”), ma sul deficit è stato frainteso: il governo italiano avrà la flessibilità concessa dalle regole, ma le sue aperture sul tema (“migranti e terremoto”) non erano un via libera senza obiezioni ai progetti del governo (lasciare, in sostanza, il deficit 2017 allo stesso livello di quest’anno: 2,4%). (altro…)

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Con una decisione senza precedenti, l’organismo guidato da Pisauro dà un “esito non positivo” alla verifica sulla nota di aggiornamento al Documento di programmazione presentato nei giorni scorsi. Punto dolente, lo 0,4% di deficit aggiuntivo legato agli interventi per il terremoto e per i migranti, che secondo l’esecutivo porterà a una crescita equivalente del Pil. I dubbi sul responso di Bruxelles.

Un po’ tutti – Bankitalia, Istat, economisti sparsi, eccetera – pensano che il governo abbia gonfiato le previsioni di crescita per il 2017. Da adesso, però, questa non è più un’opinione scientificamente fondata, ma una dichiarazione ufficiale di un corpo dello Stato chiamato per legge a certificare quei numeri. (altro…)

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PIL

Economia – Nonostante le pressioni degli ultimi giorni, l’Istat conferma lo zero, ma rivede le stime sull’anno. E Palazzo Chigi respira.

Nel secondo trimestre di quest’anno, l’economia italiana espressa con il Prodotto interno lordo (Pil) è rimasta ferma. A nulla è servita la “spinta” che il governo ha provato a dare ai numeri prima che l’Istat li diffondesse pubblicamente ieri: un’ingerenza che ha avuto il risultato di trasformare un dato atteso in una figuraccia. Tecnicismi a parte, questi numeri sono una pessima notizia e stridono con la narrazione di Palazzo Chigi. (altro…)

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flessibilitàLe raccomandazioni della Commissione: correzione di oltre 9 miliardi nel 2017. Ma Moscovici già apre: “L’importante è il deficit all’1,8%”.

Terminate le celebrazioni per la flessibilità ottenuta dalla Commissione europea – cioè il permesso di far salire deficit e debito – per 14 miliardi, arrivano le raccomandazioni specifiche Paese per Paese di Bruxelles. Il punto più delicato per l’Italia è quello che riguarda la richiesta di interventi nel 2017: “Ottenere un aggiustamento fiscale dello 0,6 per cento del Pil verso l’obiettivo di medio termine”. (altro…)

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In mutande

Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è il principale strumento di programmazione economica del Governo per l’anno in corso e per quello successivo (2017). Vediamone i numeri principali per capire cosa ci aspetta nei prossimi due anni. In sintesi: tagli degli investimenti pubblici nei servizi, crescita del debito pubblico, aumento dell’IVA già messo in conto. Una mazzata al nostro Paese: quello con più poveri di tutta l’Europa.

Il debito pubblico aumenta, gli investimenti no
Il deficit pubblico è la differenza tra spese ed entrate del settore pubblico. In una situazione di prolungata crisi economica e di alta disoccupazione è bene che il settore pubblico aumenti questo parametro per favorire la ripresa del settore privato (imprese, credito, famiglie) attraverso investimenti diretti che creino nuova occupazione. (altro…)

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Il governo cerca 2 miliardi. Arriva il Salva-evasori bis

Palazzo Chigi studia la nuova voluntary disclosure sui capitali nascosti al fisco all’estero. Sponda del Tesoro per evitare la stangata sull’Iva.

Il governo cerca 2 miliardi. Arriva il Salva-evasori bis

Solo a settembre, Matteo Renzi spiegava che la voluntary disclosure, l’emersione dei capitali all’estero nascosti al fisco italiano, non sarebbe stata replicata. E invece è proprio a Palazzo Chigi che il dossier è aperto e si va verso un’operazione bis.

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Disinnescare il pagamento degli indennizzi ai creditori. Depotenziando due norme introdotte a novembre con il recepimento delle direttive europee. Sarebbe questo il piano al vaglio il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) con Pier Carlo Padoan al lavoro insieme ai suoi più stretti collaboratori. Da via XX Settembre l’obiettivo sembra essere quello di archiviare, nella maniera più indolore possibile, la vicenda del fallimento di Banca Etruria, Banca Marca, la Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti. E questa operazione è possibile in un solo modo: evitando di sborsare le somme per eventuali risarcimenti. (altro…)

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Il premier non vuole aspettare il via libera Ue alla flessibilità aggiuntiva chiesta dopo gli attentati di Parigi: porterà il disavanzo dal 2,2 al 2,4% del pil. Il ministro dell’Economia nel frattempo sta tentando di ottenere l’ok della Commissione a un parziale rimborso agli obbligazionisti delle banche “risolte”: “E’ un’operazione umanitaria, non sarà aiuto di Stato”.

Il bonus di 500 euro ai 18enni tanto caro a Matteo Renzi, le spese aggiuntive per la sicurezza e il piano per le periferie? Saranno finanziati prevedendo fin da ora che nel 2016 il deficit pubblico sia aumentato fino al 2,4% del Pil, contro il 2,2% attualmente previsto dalla legge di Stabilità. L’idea, secondo quanto emerso da una riunione tra governo e maggioranza a Montecitorio, è di Palazzo Chigi, mentre il ministero dell’Economia, secondo quanto riferisce l’Ansa, ha espresso “perplessità” e tentato di frenare proponendo piuttosto di inserire nella manovra l’ennesima clausola di salvaguardia. (altro…)

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Il ministro: difficile confermare la decontribuzione Mattarella: il difetto italiano è non far gioco di squadra.

ROMA – Matteo Renzi ripete: sulle pensioni «spero che la flessibilità in uscita sia realizzabile già con questa legge di Stabilità». Lo scrive rispondendo a un lettore dell’ Unità cui assicura: «Il ministro Padoan è tra i più sensibili all’argomento». Poi spiega che bisogna «trovare il giusto equilibrio. Da un lato c’è un sistema pensionistico che non può costare come in passato. Dall’altro, persone che vorrebbero godere della pensione non troppo tardi, magari prendendo qualcosa in meno». Passano poche ore, e il ministro Pier Carlo Padoan- dalla festa di Scelta Civica di Salerno – spiega le difficoltà: «Il sistema pensionistico italiano è giudicato uno dei più stabili e sostenibili in Europa, il che serve a difendere i redditi delle generazioni future». Così, «si esploreranno eventuali misure che permettano uscite anticipate rispetto all’età predeterminata», ma «l’idea che la flessibilità sia a costo zero è inesatta».

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Il ministro dell’Economia, in un’intervista a Repubblica, si dice “perplesso” dalla sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni. “Doveva pensare a conseguenze”. E il premier aggiunge: “Rispetto, ma dobbiamo lavorare assieme” [Fatto quotidiano]

Consulta stai serena?
Bel coraggio, questa pretesa dal governo che gioca con le previsioni del PIL per tirar fuori tesoretti.
Che non si era accorta del buco miliardiario che deriva dalla delega fiscale (che nasconde un condono dice il pm Greco).

Da unoenessuno.blogspot.it

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PadoanSul caos pensioni alla fine il governo abbassa la testa davanti a Bruxelles e si appresta a tagliare i rimborsi per decreto. L’annuncio arriva dallo stesso ministro dell’Economia. Pier Carlo Padoan, in un’intervista al Messaggero scioglie il mistero (almeno sulle intenzioni, sui numeri bisognerà aspettare) e annuncia per la settimana entrante un decreto – probabilmente il Consiglio dei ministri sarà convocato venerdì – per risolvere il caos pensioni, dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle prestazioni previdenziali per gli assegni tre volte superiori al minimo, una misura voluta dal governo Monti, che potrebbe aprire una falla nei conti pubblici fino a 19 miliardi. (altro…)

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PadoanSE NON CI FOSSE STATO l’eccidio di Parigi, le prime pagine dei giornali in questi giorni sarebbero andate al flop degli 80 euro, ora definitivamente certificato dall’Istat e ammesso dal ministero del Tesoro. Il 9 gennaio l’Istituto di statistica ha pubblicato il documento “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”. La parte importante è questa: tra il secondo e il terzo trimestre 2016 (cioè luglio-settembre confrontato con aprile-giugno) il reddito lordo delle famiglie è aumentato dell’1,8 per cento. Grazie ai prezzi stabili o in calo, il potere d’acquisto (cioè il reddito al netto dell’inflazione) è salito addirittura dell’1,9. Il merito è del bonus da 80 euro che Renzi ha fatto trovare in busta paga ai lavoratori dipendenti a reddito medio-basso da maggio. (altro…)

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PadoanCHI VINCE, CHI PERDE.

Il ddl Stabilità ora è legge dello Stato: l’intervento economico pubblico sul 2015 è insomma in gran parte definito. È il momento, dunque, di tracciare un bilancio di quale idea di paese traccia il governo Renzi nella sua legge fondamentale.   Qual è l’obiettivo della legge di Stabilità firmata da Pier Carlo Padoan?   Intanto una premessa: i governi nazionali, specialmente di paesi con alto debito, hanno pochi margini di manovra visto che non hanno in mano la politica monetaria e quella fiscale solo in parte visti i vincoli Ue. Per uscire dalla recessione/stagnazione in cui affonda l’economia italiana, quindi, l’esecutivo s’affida al privato. Le direzioni sono due: stimolare i consumi individuali e spingere le imprese a investire.  (altro…)

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Napolitano

NEL SALUTO ALLE ALTE CARICHE NAPOLITANO DIFENDE LE RIFORME DEL GOVERNO, ATTACCA MINORANZA DEM E SINDACATI MA CHIARISCE CHE SULLE ELEZIONI ANTICIPATE IL PREMIER NON TROVERÀ SPONDE.

Al Quirinale, l’attesa assomiglia a quella per il fatidico 21 dicembre del 2012. Le dimissioni di Giorgio Napolitano, novella profezia dei Maya. Come però non accadde nulla due anni fa, così non è accaduto niente ieri pomeriggio. Neanche una parola su quando se ne andrà. Nonostante il clima solenne, la veglia dei presenti e un discorso di trenta minuti e tredici cartelle. La parata dei corazzieri è impressionante. Per la prima volta sono schierati ogni due gradoni, nelle due rampe che si salgono. La cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno tra le “alte cariche” è pressoché una liturgia religiosa, non solo per il triregno (la tiara papale con le due chiavi incrociate) scolpito nel legno del soffitto. Cellulari spenti, come in chiesa, e tutti in piedi quando entra il presidente-celebrante. (altro…)

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PadoanNon passa l’opzione del pagamento in unica soluzione. Previdenza, scadenza posticipata solo per chi ha il doppio assegno Inps-Inpdap Oggi la resa dei conti governo-Regioni sui tagli. La manovra prevede aumenti Iva nel 2016 se la spending review non funzionerà.

ROMA – Una clausola di salvaguardia per 12,4 miliardi a partire dal 2016 farà da “sentinella” ai tagli previsti dalla spending review. Il governo ha tenuto duro sulla misura, nonostante le pressioni che venivano dalla Ragioneria generale dello Stato per anticipare il “catenaccio” al prossimo anno. Lo sforzo, precisato nel testo finale, consegnato ieri debitamente “bollinato” al Quirinale, prevede un aumento dell’Iva: potrebbe andare dal 10 al 13 per cento e dal 22 al 25,5 per cento. Anche se fonti del governo assicurano che «non ci sarà bisogno di farla scattare». La manovra resta di 36 miliardi, di cui 11 in deficit, 15 di spending review e 3,8 di lotta all’evasione fiscale.

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