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Posts Tagged ‘Paolo Berizzi’

Nel programma il “controllo dei confini e della moneta”. Zaia: Matteo è il nostro candidato alla premier ship.

Il leader della Lega raduna a Parma il centrodestra con le parole d’ordine della Brexit Presenti Brunetta e Romani, ma i coordinatori del Nord disertano: non siamo vassalli.

PARMA – Dove non arrivano le urne, può arrivare la Brexit. Uscito non proprio trionfante dal voto amministrativo, ma rinvigorito dal balsamo della fuga britannica dall’Unione europea, il capocantiere Matteo Salvini cala a Parma come se dovesse celebrare il suo Indipendence Day antelitteram. «Adesso tocca a noi. A me piacerebbe che l’Italia tornasse a controllare i suoi confini, la sua moneta, le sue banche, la sua agricoltura, il suo commercio, la sua pesca – incalza il leader della Lega dinnanzi a capi e capetti del centrodestra accorsi alla convention leghista “Cantiere: il paese che vogliamo”; il simbolo è una lampadina sulla quale è posato il tipico caschetto usato in edilizia -.

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Brennero

Il regista Gianfranco Rosi vince l’Orso d’oro a Berlino con il film “Fuocoammare” che racconta l’odissea dei rifugiati nell’isola “Bruxelles sta sbagliando tutto”

Per mano al Brennero contro il filo spinato “Noi, traditi da Vienna”.

BRENNERO – La Lampedusa del Nord, come la chiamano enfaticamente i leghisti, gli unici a favore del filo spinato austriaco, è sotto assedio. Ma oggi a “incatenare” il confine del Brennero sono le braccia della solidarietà, dell’accoglienza, del libero scambio: seicento braccia – 300 persone – a formare una catena umana al confine tra Italia e Austria per dire no alla “stretta” di Vienna. Che detta in modo più prosaico sarebbe la recinzione che verrà tirata su salvo ripensamenti – entro primavera qui al Brennero. Lo stesso filo spinato eretto dagli austriaci a Spielfeld, sul confine sloveno, per bloccare i profughi in fuga da guerre e miseria.

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Le indagini. Gli inquirenti hanno passato al setaccio oltre 4mila intercettazioni ricostruendo i movimenti di uomini, armi, esplosivi e fiumi di denaro che collegano i jihadisti operativi nel nostro paese con Francia, Pakistan e Afghanistan. A partire dagli eredi di Bin Laden arrestati in Sardegna, fino alla barbara decapitazione di una ragazza colpevole di aver fatto il bagno in costume.

ANCHE Al Qaeda uccide in spiaggia. Non solo d’estate. Poi sotterra le sue vittime nel bresciano e rende omaggio a Allah. «Abbiamo fatto una cosa santa… Dio ci ha donato questa vita per ammazzare», esulta il capo al telefono coi suoi sathi , gli “affiliati”. In questo caso sono killer alle prese con il cadavere di una ragazza nel cofano dell’auto. «Se esce fuori la salma, se ci fermano in un controllo icarabinieri…».

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Attentato
Nel mirino il disegnatore Lars Vilks, autore di vignette su Maometto. Nella notte attacco a una sinagoga.
COPENAGHEN – La linea sottile della psicosi sono tre camionette della polizia e un gruppo di giovanissime atlete che rompono la visuale in direzione del Krudttønden Cafe. Non è una redazione “infedele”. Non è un centro ebraico né un supermercato kosher: è un jazz club. Ma poteva essere qualsiasi cosa, come accaduto poi in piena notte alla Sinagoga: due poliziotti feriti e un uomo colpito alla testa.
L’importante che dentro ci fosse lui, Lars Vilks, l’ennesimo artista da punire in nome del Corano deviato. «Volevano fare come a Charlie Hebdo : stesso tipo di attacco mirato.

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I sopravvissuti
Le testimonianze
I prigionieri dei jihadisti nella tipografia e nel supermarket rivelano i dettagli della giornata di terrore: “Eravamo nel reparto caramelle, quando abbiamo sentito gli spari” Kalashnikov, pistole e coltelli tra grida e esplosioni “Sapevano che sarebbero morti e non avevano paura”.
Gli ostaggi dei jihadisti raccontano l’orrore Liberati dai raid: “Per ore accanto ai cadaveri”.
PARIGI – Non c’è retorica nel mondo dei sopravvissuti. «Mi ha lasciato andare e adesso mi chiedo: è bastato un cerotto? Aveva il mitra in spalla, era insanguinato. Pensavo che la sua mente fosse accecata dall’adrenalina. E invece, in quel momento, deve essergli scattata una molla. E qualcuno dal cielo ha guardato giù». Al numero 32 di rue de Veaumoise, zona residenziale di Othis, seimila anime nel dipartimento di Senna e Marna, Michèl Catalano fa segno ai due gendarmi di piantone nel cortile della villetta che possono stare tranquilli. Ha il viso tirato, però accetta di parlare. È stata una notte di veglia, forse non desidera altro che chiuderla qui. «Said Kouachi (il più vecchio dei due “fratelli Jihad”, ndr), aveva una ferita al collo. È entrato così, sanguinante. Avevo capito che conveniva stare calmo».

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La lunga attesa

Otto detective invisibili. Mai un’intervista, mai un’apparizione in tv. “O fai o parli. E se fai non puoi parlare” Ecco la squadra che per quasi quattro anni ha dato la caccia all’assassino. Inseguendo il suo profilo genetico.

COSTELLATO per lunghi tratti da un’alta densità di frustrazioni. «O fai o parli, e se fai non puoi parlare: non ha nessun senso, avresti solo dato una mano a lui. Al narcisismo che il killer improvvisato — e questo qui, almeno all’inizio, lo è stato — sviluppa nel tempo. Prima di essere fermato. È passato un tempo lungo e bisogna ammettere che per essere uno alle prime armi ha resistito anche troppo. Ma non è stato merito suo. La sua fortuna, che è stata anche la sua sfortuna, si chiama genetica. Senza quell’ombra di Dna forse non l’avremmo mai beccato». (altro…)

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L'autostrada dei veleni

Indagano le procure di Brescia e Treviso. Via agli scavi sottoterra.

BRESCIA- Non ci sono cartelli sulla terra addentata dalle pale meccaniche. Il sottopasso dove hanno infilato i binari della Tav sembra un cantiere normale. Castegnato, a sud di Brescia. La prima “buca” dell’“autostrada dei veleni” è qui. L’hanno trovata tra Natale e Capodanno. Scarti di lavorazione, scorie di fonderia. Centinaia di tonnellate. Cromo esavalente 1400 volte oltre i limiti. L’hanno ficcato sotto l’autostrada più trafficata d’Europa 25 anni fa e forse continuano a farlo. Lungo tutta la bretella che da Venezia porta a Milano (e poi a Torino). Perché ormai questa A4 è diventata la “tana” preferita: una specie di discarica tombale. Asfalto omertoso, sicuro. In particolare la terza corsia, l’ultima realizzata un quarto di secolo fa (e la più recente, la quarta tra Milano e Bergamo?). (altro…)

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Macerie

Anche le campagne in ginocchio: “Disastro senza precedenti”.

OLBIA— Sapevano tutto del fuoco: le devastazioni improvvise, il costo di ogni metro quadrato di terra rubato al dorso dell’isola. Perché le ferite della Sardegna sono sempre stati gli incendi. Ma il prezzo di una bomba d’acqua, no. Quello lo stanno conoscendo adesso e cresce ogni giorno: altro che l’alluvione del 2008. Ci vorranno settimane per valutare con esattezza i danni provocati da Cleopatra. Ma a 72 ore dal ciclone, non è impossibile fissare dentro una prima cornice — seppure ufficiosa — la conta o «ricognizione » del disastro. (altro…)

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La tragediaQuelle sei bare in fila nella città sommersa “È l’apocalisse di Olbia”
Ieri i primi funerali. “L’acqua ha inghiottito tutto”
Il racconto

ROMA— Primi funerali in Sardegna dopo le morti per il ciclone di lunedì. Il vescovo di Olbia: «La mano dell’uomo non estranea alla catastrofe». Proclamato il lutto nazionale. I sindaci delle zone alluvionate in rivolta: «Troppi allarmi, siamo lasciati soli».

Non c’è ancora sole sul corpo strappato di Olbia. Un corpo che butta sangue e fango, chinato sul proprio dolore per raccogliere se stesso dalla terra che si è ripresa il suo posto. È pomeriggio, una luce rosastra buca le nubi appoggiate sulla città divelta dall’acqua. Il cuore degli olbiesi è salito a battere sotto il guscio ottagonale del palazzetto del Geovillage, resort per vacanzieri e congressisti e unico spazio al chiuso in grado di contenere la folla, qualche migliaio di persone, accorsa per l’addio alle sei vittime. Sei di sedici, le sei di Olbia (le esequie di altre tre vittime sono state celebrate a Tempio Pausania). (altro…)

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Lega NordTREVISO — Il nuovo Gentilini si chiama Grillo. Da queste parti lo considerano un leghista degli albori. Il problema è che non corre per la Lega, il che per i «lighisti» veneti, da sempre allergici a Berlusconi, tra sei giorni potrebbe celare una bella fregatura. Non l’unica, per altro. Beppe Grillo fa il pieno (in piazza) e lo fa ovunque in Veneto, l’operosa terra madre delle partite Iva e degli imprenditori suicidi, lo storico fortino «verde» dove semmai il primo pensiero della Lega doveva essere battere l’odiato-alleato-Pdl («Berlusconi è un pallone gonfiato, la sua parola non conta», Gentilini dixit). E invece tira aria di ribaltone, doppio ribaltone. Gli ultimi sondaggi, un incubo per i dirigenti, danno il Carroccio lontanissimo dai livelli delle regionali 2010, quando ci fu il primo storico sorpasso sugli azzurri. Se così fosse, come non è affatto escluso, sarebbe un bagno di sangue. «Preparatevi, martedì prossimo qui scoppia un quarantotto», avverte un autorevole esponente della Lega, né bossiano né maroniano (qui le due categorie resistono più che altrove). Che diavolo succede in Veneto? Semplice: Grillo si sta mangiando pezzi di Lega, e la Lega, manco ce ne fosse bisogno, lo aiuta facendo harakiri con quella che in tanti chiamano «guerra tra bande». (altro…)

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Ville, appartamenti, cascine e terreni le 18 proprietà della moglie del Senatur Un tesoretto accumulato dal ’94, blindato in un fondo patrimoniale.

MILANO — Ville, appartamenti, terreni, cascine: una girandola di investimenti immobiliari iniziata nel ’94, prima volta della Lega al governo. E continuata fino a ieri. Con tanto di fondo patrimoniale per scudare i beni dei Bossi. Un’inarrestabile corsa nel segno dell’affarismo padano. Fino all’ultimo colpo: una cascina più terreni acquistati dieci mesi fa per il “contadino” Roberto Libertà Bossi, uno dei rampolli della family. C’è una Lega del Mattone che in questi anni ha fatto affari all’ombra della Lega di Famiglia, meglio nota come «cerchio magico». (altro…)

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